24 giugno 2016

The Little Death (di Josh Lawson, 2014)


Visto che, se non sbaglio, proprio ieri è uscito nei cinema nostrani il film Kiki & i segreti del sesso, ho deciso di parlarvi, oggi, del film originale di cui quello spagnolo è remake: The Little Death. Ora, io non so come sia il film di Paco León, a leggere la trama sembrerebbe diverso, ma quello originale australiano è stato una vera sorpresa. Ma parliamone con calma!

LA TRAMA: cinque storie di cinque coppie con problemi sessuali e perversioni che daranno origine a storie divertenti e drammatiche allo stesso tempo.

IN POCHE PAROLE: una commedia brillante che vira prepotentemente nel dramma con un finale che di consolatorio non ha proprio un bel niente. Film corale, con più storie di coppie diverse e delle loro perversioni sessuali che (non sempre) si incrociano, si fondono e prendono strade che non ci saremmo mai aspettati. Cinque storie che però non funzionano tutte ottimamente, ma va a gusti, perché alla fin fine la loro gestione è perfetta, come perfetti sono gli intermezzi comici e la deriva amara che smorza le risate, trasformando The Little Death in un gioiello crudele che ti fa ridere ma, in certi momenti, a denti stretti. 

LATI POSITIVI: Si ride ma in certi momenti a denti stretti, tutti gli attori completamente in parte, idee originali senza mai scadere nella volgarità becera.

LATI NEGATIVI: non tutte le storie, secondo me, risultano riuscite. Alcune di esse mi hanno profondamente irritato.

22 giugno 2016

Cell (di Tod Williams, 2016)


LA TRAMA: un misterioso segnale, diramato attraverso i telefoni cellulari, penetra nelle menti di quasi tutti gli esseri umani trasformandoli in uno sciame di zombi. Clay Riddell, alla ricerca del figlio e della moglie, prova a sopravvivere assieme al vecchio Tom McCourt e alla giovanissima Alice Maxwell. 

IN POCHE PAROLE: Una film brutto. Ma veramente brutto. Non ho mai letto il romanzo omonimo di Stephen King da cui è tratto, ma a prescindere dal suo essere una trasposizione (mi dicono mal fatta), Cell di Tod Williams fa cagare. Non c'è molto altro da dire, infondo. E' girato male, con attori imbolsiti diretti alla bene e meglio, effetti digitali da dimenticare e sequenze ridicole. Per non parlare di una sceneggiatura scritta con i piedi, superficiale, che non solo non spiega nulla (che non è un male) ma che sembra totalmente campata in aria, tra dialoghi stupidi e personaggi scritti malissimo. Non c'è epica, non c'è tensione. Un film vuoto e che lascia a desiderare esteticamente. Brutto e senz'anima.

Certo, un paio di sequenza sono azzeccate. Quella con tutti gli zombi che dormono, ad esempio. Ma non basta. Per dirigere film come questi servono registi veri e non basta una sceneggiatura raffazzonata e tanti volti famosi per fare di Cell un film anche solo godibile. Perché qui l'unica cosa che si salva è il soggetto, ma quello non è originale e non conta. E sinceramente mi chiedo come abbia potuto King partecipare a qualcosa del genere. Veramente, una grande delusione. 

LATI POSITIVI: il soggetto (ma non è originale), un paio di scene (che non vi sto a raccontare per non fare SPOILER) e... basta! E sono stato pure buono.

LATI NEGATIVI: tutti, perché sto film è lammerda!

20 giugno 2016

Gomorra - La serie (seconda stagione)


Ed eccomi qui, a "recensire" la seconda stagione del nostro Gomorra. E sì, dico nostro, perché Gomorra - La serie è un prodotto italiano che ci ricorda (come se ce ne fosse ancora bisogno) quanto non solo possiamo essere bravi, ma soprattutto quanto possiamo essere ancora esportabili. Un prodotto di genere tra passato e futuro, qualcosa di cui andare artisticamente e commercialmente fieri, non solo al cinema ma anche in TV. Quindi vi invito, se volete, a rileggervi il mio post sulla prima stagione e ad andare avanti nella lettura di questo dedicato alla seconda. 

LA TRAMA: continuano le vicissitudini e le guerre a Scampia e Secondigliano: da una parte c'è Don Pietro Savastano, evaso di prigione e ricercato, che tenta di riprendersi il mercato della droga nel napoletano. Dall'altro Ciro e gli scissionisti, una vera e propria democrazia criminale, e poi ancora Genny Savastano, che tenta in ogni modo di costruirsi una nuova strada nella criminalità contemporanea. Chi vincerà questa guerra fratricida? 

IN POCHE PAROLE: la seconda stagione di Gomorra - La serie si rivela perfettamente complementare alla prima, approfondendo le dinamiche "interne" di una lotta criminale per il controllo del mercato della droga a Secondigliano. Questa volta però ci si sofferma di più sui personaggi in puntate dal sapore quasi monografico, con uno sguardo più riflessivo e meno action, direi addirittura più posato. Non mancano colpi di scena, inaudita violenza, tensione a livelli cinematografici e una cura maniacale per i particolari. Signori, questa serie è grandiosa e può rivaleggiare tranquillamente a livello mondiale, dodici puntate in crescendo con almeno cinque o sei sequenze d'antologia. 

La cosa bella di Gomorra è che osa come nessun prodotto televisivo nostrano aveva mai fatto. Ci sono momenti, in questa serie Tv, troppo difficili da digerire e ha quasi dell'incredibile che l'accetta della censura non si sia abbattuta su di loro. Perché i personaggi del lavoro ispirato al best sellers di Roberto Saviano vivono tutti nell'anticamera dell'inferno (che si trovino nel napoletano, in Honduras, in Germania o a Roma) e sono l'umana incarnazione della negatività. Ovvero personaggi si negativi ma non necessariamente malvagi in senso assoluto, proprio perché umani. Ed è forse a causa di questa caratterizzazione estrema che sono sorti problemi che analizzerò più nel dettaglio a fine post. 

LATI POSITIVI: Dai, tutti. 

LATI NEGATIVI: Dai, nessuno.

17 giugno 2016

Friend Request - La morte ha il tuo profilo (di Simon Verhoeven, 2016)


LA TRAMA: Laura è una ragazza popolare, studentessa del college che un giorno accetta l’amicizia su Facebook di Marina, una strana compagna di corso che un giorno pare suicidarsi. Da quel momento la vita di Laura cambia, perché i suoi amici iniziano a morire uno dopo l'altro mentre qualcuno sembra hackerare il suo profilo Facebook. 

IN POCHE PAROLE: una porcata. No, questa volta non si tratta dei da me tanto odiati film mediocri: Friend Request - La morte ha il tuo profilo è una cagata pazzesca. Con tutti i suoi jump scare a go go, con i suoi cliché, la caratterizzazione dei personaggi, le dinamiche... tutto! E qualche bella intuizione a livello visivo (perché, devo ammetterlo, ci sono) non salva un prodotto offensivo per l'intelligenza umana. Lo dico per l'ultima volta: far prendere infarti allo spettatore non vuol dire aver girato un buon horror. Questo poi non fa neanche ridere involontariamente, non è trash, si prende fottutamente sul serio. 

Il regista Simon Verhoeven, tra l'altro uno dei tre (3) sceneggiatori, è un tedesco che viene dal mondo della commedia e si vede. ma mi sarei aspettato per questo almeno la capacità di affrontare il suo primo horror col sorriso. Ma in Friend Request non c'è proprio niente da ridere, la tensione è palpabile solo in alcune scene per qualche secondo, per il resto c'è solo noia, squallore (cinematografico) e spaventi occasionali con i soliti sbalzi di volume e "buuuu" improvvisi. 

LATI POSITIVI: solo alcune intuizioni visive e uno stile niente male che regala alcune belle scene creepy e gore, una sorta di cattiveria che esplode nel finale.

LATI NEGATIVI: tutti gli altri. Sto film è una porcata. Punto.

15 giugno 2016

Marvel's Daredevil - Seconda stagione


LA TRAMAL'avvocato Matt Murdock, alias Daredevil il diavolo di Hell's Kitchen, vigila sul suo quartiere e su tutta New York mentre in città arriva un nuovo vigilante, un giustiziere in cerca di vendetta: The Punisher. Intanto nella vita di Matt torna una vecchia fiamma greca, la bellissima e letale Elektra.

IN POCHE PAROLE: la seconda stagione di Daredevil è persino meglio della prima, vuoi per i personaggi che arrivano ad affiancare il cornetto della Marvel, vuoi per una pluralità di sottotrame e input che, in un certo qual modo, anticipano gli argomenti di Captain Ameria: Civil War. Se però il mondo del cinecomic Marvel è più "nobile", altolocato, quasi fighetto, quello degli eroi di strada catapultati in TV è violento, sporco, popolare. A misura d'uomo. I super poteri, in questa realtà, persino quando ci sono vengono sminuiti a favore di una visione umana di supereroi e giustizieri, i così detti vigilantes. Ed è questa dimensione che, per una serie TV, funziona benissimo. Daredevil è Matt Murdock e Matt Murdock è Daredevil: il lato umano convive in quello del supereroe ma anche l'opposto, in modo tale da annullare il concetto di super a favore del concetto di uomo, e quello di eroe a favore di una più complicata visione di bene e male, sacro e profano.

Per tutti questi motivi, la seconda stagione di Daredevil vince e convince, con nuovi nemici e vecchi avversari, il sovrannaturale e il reale. La coscienza e la giustizia contro l'autoaffermazione.

LATI POSITIVI: seconda stagione persino migliore della prima. C'è il Punitore che ruba la scena a tutti. Citazionismo più delicato, grandi numeri di regia, personaggi umanissimi, commistione di generi: il supereroistico, il sovrannaturale, quello di ambientazione legale, quella carceraria. Il dramma e la commedia.

LATI NEGATIVI: si perde forse poco poco nella parte centrale, tirando la serie per le lunghe quando una migliore sintesi degli elementi avrebbe potuto dare più ritmo. Alcuni personaggi, personalmente, sono insopportabili.

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