27 agosto 2014

[Recensione] Liberaci dal Male (di Scott Derrickson, 2014)



QUESTA RECENSIONE POTREBBE CONTENERE SPOILER

Ralph Sarchie, poliziotto della NYPD, inizia ad indagare su una serie di efferati omicidi collegati da una matrice religiosa. Durante le indagini Sarchie collabora con un prete apostata, convinto che dietro gli omicidi ci sia il Diavolo e che il serial killer ne sia posseduto.

Partiamo dalla regia. Scott Derrickson. Quello che nel 2013 è uscito nei cinema (compresi i nostri) con quel gioiellino di Sinister. Gioiellino per gli standard dell'horror commerciale ma che, preso di per se, è semplicemente un filmetto accettabile con tantissimi difetti e con l'invidiabile capacità di mettere vera ansia. Quello che, prima del 2012, aveva girato quella roba immonda che è il remake di Ultimatum alla Terra (2008), quell'horror inutile - ma a molti è piaciuto - dal titolo L'Esorcismo di Emily Rose (2005) e il quarto sequel, più televisivo che cinematografico, dell'infinita saga di Hellraiser: Hellraiser 5 - Inferno (2000), neanche tanto brutto.
Scott Derrickson, che da sceneggiatore ha contribuito a Urban Legend Final Cut (brrrr) e a Devil's Knot - Fino a prova contraria. E se questo fosse un tribunale e l'ultima fatica del regista/teologo fosse sotto accusa, basterebbe 'sto curriculum a condannare un filmetto come Liberaci dal Male che, bisogna ammetterlo, almeno ci prova ma non ha le ovvie capacità per riuscirci. 

25 agosto 2014

Robin Williams Celebration Day: Jumanji (di Joe Johnston, 1995)


Quando Robin Williams è morto, è venuto a mancare qualcosa. Era il 12 Agosto e la notizia l'ho avuta di mattina, appena sveglio, come un  macigno che ti cade in testa. Una notizia in grado di rovinarti la giornata, la settimana, il resto del mese. Perché io (e tanti altri) amavamo Williams. Amavamo l'attore, il comico, il personaggio. Amavamo un pezzo di storia della nostra infanzia. Per questo, oggi che i blogger si riuniscono per parlare di lui, per celebrarlo, io ho scelto un film che è specchio soprattutto del mio passato. Qualcosa che non potrò dimenticare mai. 

Jumanji



Jumanji è un film del lontano 1995, io lo vidi con la scuola in un piccolo cinema della provincia, troppo piccolo per capire qualcosa di cinema, troppo impegnato a voler giocare, sognare e perdermi in quelle immagini in movimento. Una pellicola che, volente o nolente, è riuscita ad entrare nel mio immaginario come in quello di tanti altri bambini e ragazzini dell'epoca. Potere che ha esercitato comunque sul parte delle generazioni successive nonostante il peso degli anni e i limiti evidenti del lavoro di Joe Johnston (certamente non il primo della classe). 
Jumanji, in grado di divertire e spaventare, con quei bellissimi (e per l'epoca avanguardistici) effetti speciali della Industrial Light & Magic, con quel gioco magico (stregato) e l'immaginazione che diventa potenza, capace di manipolare la realtà e adattarla. Quindi il cinema come gioco che si sostituisce al reale, tremendo all'occorrenza, immenso e a tratti incomprensibile. E, in tutto questo, il percorso di formazione di un uomo/bambino vittima del gioco e della vita stessa, crudele ma meravigliosa allo stesso tempo.

20 agosto 2014

[Recensione] The Poughkeepsie Tapes (di John Erick Dowdle, 2007)


Non mi dilungherò ancora una volta sull'inutilità (raggiunta) di mockumentary e found footage. Già l'ho fatto, già mi ripeto molto, vorrei evitare di perdere il controllo. Eppure in futuro aspettatevi la mia personale classifica, giusto per chiudere definitivamente il discorso con quelli che, secondo me, sono gli imprescindibili. Ma in futuro, non ora. Ora voglio solo tornare un po' in dietro nel tempo, neanche tanto, ad esempio nel 2007 e parlarvi di un film che trascende(va) la leggenda: The Poughkeepsie Tapes, di John Erick Dowdle.

Trascende(va) soprattutto per due motivi. Il primo è che, trattandosi di opera piccola (indi) e per niente spinta dal punto di vista pubblicitario, The Poughkeepsie Tapes sette anni fa non era poi così facile da reperire o godersi soprattutto da chi è scarsamente anglofono. Il secondo è che, trattandosi di un film del 2007 uscito in sordina, non ha risentito del grande eco commerciale e globale suscitato da altre pellicole dello stesso anno o successive. Cosa che aveva spinto qualcuno a pensare si trattasse di una storia vera, complice lo stile documentaristico che emula alla perfezione quei programmi di indagine che fino a qualche anno fa spopolavano in TV. 
Quindi, per qualche anno, The Poughkeepsie Tapes è stato il titolo con cui si sono riempiti la bocca molti pseudo critici e cinefili, il terrificante film divenuto improvvisamente leggenda metropolitana, il tipico lungometraggio di cui tutti parlano e che in pochi hanno visto. Che forse poi era proprio quello che voleva la Metro-Goldwyn-Mayer, visto la cifra esigua investita per la distribuzione.

18 agosto 2014

[Paesi Fantasma] Craco e il Ferragosto alternativo


Ferragosto alternativo, lontano dalle spiagge, dal mare e dalla folla, che a volte precipitare nulla solitudine di una terra bellissima ma ancor troppo poco considerata, in compagnia di amici e della persona che ami, può riservare delle vere e proprie sorprese.
Sorprese preventivate, a dire il vero. Per la maggior parte. Perché se lo scopo di questo insolito Ferragosto era quello di andar per luoghi alternativi (e bellissimi) alla ricerca del tempo e dello spazio che fu, c'è da dire che una sorta di preparazione psico-conoscitiva me l'ero già fatta: un tour virtuale risalente a qualche mese fa, un post sui luoghi fantasma in giro per il mondo che ha riscosso pure un discreto successo. Giro che non poteva far altro che passare per l'Italia, sempre più sul punto di divenire una nazione fantasma (ma lasciamo stare). E allora, con le spiagge coperte da sdraio, bambini e vomito secco, quale poteva essere la migliore alternativa in questo ferragosto estivo che poi tanto estate non è? Basilicata, neanche tanto lontano dalla Puglia, neanche troppo vicina una volta che ci si è persi in questo luogo fuori dal tempo, tra le colline gialle di grano e strade tortuose scavate nella roccia. 




Quando diciamo Basilicata, per lo più intendiamo Metaponto, Policoro, Matera e Potenza. Soprattutto Matera, che con i suoi "sassi" protetti dall'Unesco è divenuta patrimonio mondiale e meta turistica internazionale. E i Sassi di Matera sono sicuramente una delle cose più suggestive che vi capiterà di guardare se passaste da quelle parti. Non l'unica, ma sicuramente tra le più famose. 
Solo che, spingendosi a circa una quarantina di chilometri dal piccolo capoluogo di provincia (di più perché andandoci in macchina ci si perde), salendo a quasi quattrocento metri, c'è un altro posto che meriterebbe di essere sempre ricordato e, soprattutto, visitato: si tratta di Craco, il paese fantasma.

12 agosto 2014

R.I.P. Peter Pan


Praticamente la mia vita si sta decostruendo. La mia infanzia, soprattutto. Crescere può significare anche questo: perdere quelli che erano i punti di riferimento di un passato che non tornerà mai più, magari acquisirne di nuovi. Ma poi resta il ricordo, quello sì, una specie di calore quando ripensi a quel che è stato e alle figure che ti hanno accompagnato. Da bambino soprattutto, quando anche i nani ti sembrano giganti.
Per chi cresce con il cinema, un film, un personaggio, un regista o un attore possono essere punti di riferimento. Pezzetti immortali della propria esistenza, che la compongono e la arricchiscono. Sembra stupido, infantile e idiota, ma è così. E quando alcuni di questi pezzi iniziano a mancare viene a mancare anche quel qualcosa, una stella luminosa del passato che si spegne e lascia solo il vuoto.
Un vecchio attore che ti ha accompagnato dall'infanzia all'età adulta è come un vecchio parente, il vecchio prozio di cui la mamma ti ha sempre mostrato le foto, che vive in America o in Australia e che conosci anche se non lo conosci.  Non lo hai mai incontrato, mai scambiato una parola o una stretta di mano, ma lui ogni anno ti mandava un regalo di Natale o di compleanno e di quelle foto ricordi il suo sorriso o magari gli occhi gentili.

Io sono cresciuto con Mork & Mindy ed Happy Days. Un po' fuori tempo massimo, perché quando ero piccolo io quei telefilm erano già "vecchi". Eppure li guardavo la mattina quando mi svegliavo, prima di andare a scuola. O il pomeriggio, prima di studiare. E li adoravo.
Alle scuole medie ricordo che ci portavano al cinema, qualche volta. Io avevo più o meno undici anni e ricordo che una volta ci portarono a vedere Jumanji. Era un cinema piccolo e scomodo ma, cazzo, era un cinema. E Jumanji è stato uno dei primi film che ho visto sul grande schermo. Cose del genere ti rimangono nella testa, non le puoi dimenticare. Ti condizionano per il resto della vita. Come mi ha condizionato guardare ogni Natale, più o meno tutti i Natali, Hook - Capitano Uncino, dove per me ci sarà sempre l'unico vero Peter Pan. E avevo la videocassetta da bambino, e l'avevo consumata per quante volte l'avevo mandata in play.

Oh capitano, mio capitano.

Restano, quei pezzi. I volti. E sei così abituato a vederli che pensi ci saranno sempre, lì, per sempre. In fondo è vero, impressi sulla celluloide ma poi, quando succede che uno di questi venga a mancare, ti accorgi che non è la stessa cosa. E per ogni pezzo che viene meno è come se il tuo passato cambi. Si destrutturi. Non si tratta proprio di dolore, si tratta di altro.
E tu ci rimani di merda. Non lo conosci ma ci rimani di merda. Non avresti alcun motivo, in realtà, ma ci rimani di merda. Succede tante volte e più diventi grande più succede, ma tu continui a rimanerci di merda.
E tu, che mi hai fatto piangere e ridere, mi mancherai un sacco, davvero. Il Re Pescatore, Mrs. Doubfire, Patch Adams. Mi mancherai come mancano i miti di un passato che non tornerà mai più. Riposa in pace.

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