Drive (N. Refn, 2011)

Uno stuntman-driver di Hollywood, per arrotondare, fa qualche lavoretto extra non proprio pulito. Un'attività che, però, lo metterà in pericolo. Dopo un colpo riuscito male, a cui si era deciso a partecipare per aiutare l'ex fidanzato della sua bellissima vicina di casa, l'autista scopre che c'è qualcuno che vuole vederlo morto. Comincerà così per lui una vita da braccato, sempre in fuga a bordo di una macchina.


Drive è un film vero, cinema con la C maiuscola. Refn si trasferisce in America dopo essere diventato regista di culto in patria (la Danimarca) e lo fa senza prostituirsi, mantenendo intatto il proprio modo di fare cinema e non rinunciando a nessuno degli ingredienti che l'hanno reso unico in europa: violento e spietato, romantico e intimista ma, soprattutto, iperealista. Refn non ci pensa nemmeno a far parte del gregge di prostitute made in europa sbarcate oltreoceano e porta con se il suo cinema fatto di silenzi e il suo stile leoniano e penetrante, alternandolo a inseguimenti frenetici tra strade perdute di lynchiana memoria e attimi di violenza inaspettata, condita da uno straordinario gusto per lo splatter.

Drive, tratto dal romanzo omonimo di James Sallis, è un film dalla palpabile anima noir: il suo (anti)eroe si muove solitario, tra le luci e le ombre di una Los Angeles stile Friedkin o Hill, senza passato o futuro, moderno cowboy silente. Non cavalca un purosangue ma un auto, in una fusione tra uomo e macchina dai rimandi cronenberghiani, e lotta per amore in una realtà regolata dalla violenza.
L'atmosfera anni 80, partendo dai titoli di testa, appare rarefatta nell'indimenticabile incipit metropolitano per divenire poi, mano a mano che passano i minuti, sempre più tesa ed elettrica senza ricorrere al montaggio serrato molto in voga in questi ultimi anni.
La fotografia di Thomas Sigel fa il resto, magniloquente ma mai eccessiva, quasi trattenuta, che eccede in alcune scelte patinate ma che si sposano perfetamente con la volontà di girare quasi competamente in digitale.
Anche la scelta del protagonista aiuta il film ad emergere nonostante una trama non tra le più originali - che anzi ricalca in un citazionismo mai invadente situazioni di film e registi che hanno fatto la storia del cinema Americano (da De Palma a Lynch, da Friedkin a Walter Hill passando per Mann).

Rayan Gosling è l'interprete perfetto nel giusto ruolo: completamente inespressivo come da copione, si fonde con il personaggio e con il mezzo su cui egli si muove, in un'interpretazione senza sbavature, confermando di essere uno tra i migliori attori della sua generazione. Refn l'ha voluto lui, dopo che il copione era passato dalle mani di esimi colleghi - Marshall e Hillcoat - inaugurando un sodalizio che spero duri a lungo (e che continuerà con il prossimo film del danese: "Only God Forgives", del 2012).
Ovviamente il guidatore solitario che interpreta è il simobolo stesso del film, il migliore tra i vari personaggi: alcuni macchiette, altri meglio riusciti ma tutti mai sopra le righe, anche grazie ai dialoghi dilatati senza essere velleitari.
La colonna sonora fa il resto, anima vera di una prova cinematografica che fa dell'eleganza formale il proprio punto di forza e che accompagna scene più o meno memorabili fino ad un finale da applausi: elettro pop tinto di romanticismo, fortemente anni 80 come del resto tutto il film.

Nicolas Winding Refn, che spesso ha affermato di rifarsi alle opere dei fratelli Grimm, gira una favola nera e metropolitana. Alcune sequenze sono già culto, come la corsa in macchina tra innamorati e la scena in ascensore, che sintetizza le due anime del film in pochi e agghiaccianti secondi: la violenza che regola il mondo e l'amore che lo eleva. Il risultato è il film dell'anno, splendida riflessione su come la violenza agisca sull'indeterminatezza dell'essistenza umana, determinandola...

Commenti

  1. Film semplice quanto splendido. Mi fa piacere aver scoperto un altro appassionato di cinema.

    DRIVE

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  2. Ho letto la tua recensione e noto che siamo sulla stessa lunghezza d'onda per quanto riguarda questo film. Piacere di conoscerti

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  3. Piacere mio. Augurandoti un buon Natale e un felice anno nuovo, invito te e i tuoi visitatori a votare i migliori film e attori del 2011. Come blogger di cinema, ti ricordo di votare anche nella sezione apposita.

    MIGLIORI FILM 2011

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