Non ho mai capito lo spleen

Tra una recensione e l'altra, un'altra poesia:


Ed era lo spleen che non capivo,
come ci fosse ancora tempo di annoiarsi.
E' il dolore che ci debilita l'anima,
pensai,
e la noia
una caricatura del tempo che passa
lasciandoci in sospeso,
sempre più in dietro.

Così provai a correre,
perchè dicevano che il tempo,
in quel modo,
non passava mai
e invece io vedevo cose
e il tempo, che era già passato,
aveva iniziato a doppiarmi
facendomi sentire ancora più lento.

E c'era la musica
e c'era il mal di gola
e io ho avuto il tempo
per leggere e ascoltare
e per lamentarmi
steso sul letto
come se stessi per morire.

E lo spleen mi schiacciava,
ma io non lo capivo,
con tutta la stima per Charles.
E la preoccupazione per questo mondo
che va a rotoli
e tutti che gli corrono dietro
non l'ho mai sentita mia
baciandomi/strozzandomi
con tutta quella vita
che trovavo nelle strade più misere
che, come polvere,
mi entravano negli occhi.

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