Blue Valentine (di D. Cianfrance, 2010)


Blue Valentine è la storia di un amore trovato e perduto, di momenti che passano, di cuori infranti.
Inondati da ricordi romantici, Dean e Cindy passano una notte nel tentativo di salvare il loro matrimonio...

Parto accennando alla trama. Ve la sbatto in faccia, perché questo è un film che sbatte in faccia i sentimenti, il dolore, la felicità della scoperta e le lacrime della separazione. Blue Valantine, come il disco di Tom Waits, come la canzone che traduce in immagini. Un film che, come al solito, l'Italia si è dimenticato per strada.

 
Credo sia la prima volta che parlo di un film sentimentale. Spesso tale aggettivo, quando si tratta di cinema (ma non solo, eh) viene utilizzato con una valenza dispregiativa: un film per ragazze, melenso, magari banale. 

Ecco, Blue Valentine non è nulla di tutto questo. Diretto da Derek Cianfrance (anche co-sceneggiatore) al suo secondo lungometraggio, è una produzione indipendente a budget ridotto, ma che vanta due attori non da poco che si esibiscono in una performance eccezionale: Ryan Gosling (devo fare sempre lo stesso nome? Guardatevi Drive ma anche The Beliver) e la candidata al Premio Oscar nel 2011 Michelle Williams (che ricorderete per il più recente Shutter Island ma forse, soprattutto, per Dawson’s Creek).

Presentato in anteprima al Sundance Film Festival, questo film è passato anche per Cannes - nella sezione Un Certain Regard – facendosi notare in Europa come oltreoceano per la forza emotiva che lo caratterizza.

Blue Valentine affronta un argomento comune, la storia di una coppia che lentamente si sfalda, di un amore che finisce. Lo fa però con tecnica e senza inutili strilli, con una calma quasi violenta, dilatando la narrazione su due diversi piani temporali, quasi a rappresentare il prima e il dopo, il bianco luminoso e il grigio opaco, le due fasi della relazione tra i coniugi Pereira, protagonisti della pellicola: l’inizio e la fine.

"Cosa ne pensi dell'amore a prima vista? - Credi di poter amare qualcuno dopo una prima occhiata? - Ma il punto, amico, è che sento di averla incontrata. Sai, hai provato quella sensazione? Ti senti come se l'avessi già vista prima, come se la conoscessi da sempre. - Già." (da un dialogo del film)

L’inizio è l’incontro tra due giovani diversi come il giorno e la notte: Dean, abbandonato dalla madre in tenera età, è un ragazzo che ha lasciato la scuola per seguire la propria strada in una città che non è la sua, vivendo alla ventura di lavori occasionali. Incrocia per puro caso Cindy, giovane studentessa che sogna di diventare medico e di non diventare come i propri genitori. La scintilla scatta. L’amore brucia. La promessa di realizzare insieme i loro sogni scalda l’anima.

La fine è una coppia logora di due adulti diversi come il giorno e la notte: Dean, uomo sconfitto nel fisico e nell’animo, vive per la figlia, mentre Cindy mantiene la famiglia pur continuando ad aspirare ad un futuro diverso, magari migliore. La concretezza della donna/mamma (madre non solo per la sua bambina ma anche per suo marito, calvo Peter Pan di mezza età) che vede nel proprio nucleo famigliare un riflesso del fallimento dei suoi genitori, si scontra con il romanticismo del passionale marito che cerca ancora la fiamma di un tempo, quasi irrimediabilmente spenta.

Le due diverse tracce si intersecano più volte e sembrano quasi raccontare storie diverse - fin dalla tecnica usata: passato in 16mm e presente in digitale - di persone diverse. In realtà tutto serve a mostrare, senza spiegare, il declino di qualcosa di bellissimo come l’amore, che spira non con un sussulto ma come un soffio.


Il regista, in tutto questo, si pone quasi allo stesso livello dello spettatore, non entrando mai nella storia che narra, rimanendone all’esterno e non patteggiando ne per l’una ne per l’altra parte, pur senza rinunciare a raccontare le ragioni di entrambe. Viene meno così il rischio di arricchire la storia di riflessioni inutili, di enfatizzarla troppo, portandola verso uno sviluppo banale. 
Quel che traspare alla fine sono i dubbi, le ansie e le difficoltà di due individui che potremmo essere noi, intrappolati in una rete di abitudini e insofferenza, che cercano cose diverse in modo diverso ma che pur devono condividere un destino comune e la logora quotidianità della vita di coppia: un mutuo da pagare, due lavori, sogni infranti, una figlia.

"To send me blue valentines / Like half forgotten dreams / Like a pebble in my shoe / As I walk these streets / And the ghost of your memory / Is the thistle in the kiss / And the burgler that can break a roses neck / It’s the tatooed broken promise / That I hide beneath my sleeve / And I see you every time I turn my back" (Tom Waits)

Lo spettatore, suo malgrado, non potrà non riflettersi nelle immagini che vede, sentirsi partecipe, quasi colpevole, condividere lacrime e sorrisi per poi ritrovarsi di fronte ad un finale desolante e pessimista.
Insomma, non ve lo nascondo, questo film fa dannatamente male, scava nell’anima e nel cuore di chi lo guarda lasciandolo poi vuoto, quasi annichilito. Merito anche degli attori e di una sceneggiatura che lascia molto spazio alle improvvisazioni.

Un film emotivamente violento ma mai ricattatorio. Quasi lucido nel raccontare la storia di una coppia come tante ma forse no, un po' più speciale. Vi saluto con il brano omonimo di Tom Waits... e con una lacrima.



Traduzione citazione:

"Per mandarmi valentini tristi
come sogni mezzi dimenticati
come un sassolino nella scarpa
mentre vado per queste strade
ed il fantasma del tuo ricordo
è la spina dentro un bacio
il ladro che può spezzare il collo
alle rose
il tatuaggio di una promessa
non mantenuta
che nascondo sotto la manica
e ti vedo ogni volta che mi volto"

Commenti

  1. Infatti, dopo che hai visto questo film sembra che qualcuno ti abbia passato nel tritacarne.
    E' indecente che sia stato del tutto ignorato qui da noi.
    Devono morire male.

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  2. @ilgiornodelgizombi: oramai quando scopro che un film è stato bypassato dalla distribuzione italiana, deduco che all'80% sia un bel film. Tra l'altro con 2 attori che non è che siano i primi che arrivano.

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  3. @Elio: veditelo che merita proprio tanto

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  4. Ecco, non era neanche troppo lontana, la tua recensione.

    Insomma, alla fine siamo d'accordo, è come hai detto tu: fa dannatamente male.
    (come Tom Waits, del resto!)

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  5. Mi sono sentito platealmente disturbato da questo film. Ho sofferto. Tra l'altro, come dici tu, la colonna sonora è bellissima.

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