David Lynch e Crazy Clown Time: il viaggio ha finalmente inizio



Benissimo, come avevo già anticipato qui, l'8 Novembre (due giorni fa) è finalmente e ufficialmente uscito il primo disco di David Lynch, dal titolo che è tutto un programma: Crazy Clown Time.
Lynch, il folle clown, ci accompagna attraverso 14 tracce nel suo mondo distorto e onirico. La tana del bianconiglio? La casa del Cappellaio Matto, più che altro. Siete pronti a farvi ipnotizzare dalla voce freak del Maestro? Allora sedetevi, rilassatevi e prendete una bella tazza di the: il viaggio ha inizio neanche il tempo di inserire il cd nel lettore. 

Crazy Clown Time è un disco che potrebbe deludere molti, moltissimi ascoltatori. Dico questo perchè musicalmente è impreciso e scorretto. Volete un motivetto da cantare mentre siete sotto la doccia? Lasciate perdere. Non ce n'è uno, tra i 14 brani, che si lasci domare da una concezione sonora classificabile. Anche il più banale, noterete, si attorciglia su se stesso in un moto ipnotico che vi lascerà completamente disarmati. Il Blues che incontra l'Elettronica per penetrare nel Noise e scivolare via nel rock. 
Non ve l'aspettavate? Allora non avete mai ascoltato le colonne sonore di Mulholland Drive e INLAND EMPIRE. Perchè Crazy Clown Time, in germe, è tutto lì.

Ma andiamo con ordine: ad aprire il disco ci pensa Pinky's Dream, accompagnata dalla bellissima voce di Karen O, la cantante delle Yeah Yeah Yeahs. L'impostazione sonora del progetto viene dichiarata: importanza predominante del ritmo e delle sue variazioni, la voce come eco e collante sonoro. Questo forse è il brano più orecchiabile di tutto il disco, grazie anche alla melodiosa vocalist che tinge di pop gli incubi lynchiani.

La seconda traccia è l'ormai conosciutissima Good Day Today, il primo singolo. Trip hop ossessivo che si rifà ad un gusto sonoro molto anni 80.
Arriva poi la spettrale So Glad, che finalmente richiama direttamente il gusto onirico e oscuro del cinema dell'autore. Una voce destrutturata al pc (che non può lasciare indifferenti), penetra il ritmo catartico del drum per essere poi interrotto da brevi accenni di chitarra distorta. La giusta introduzione al brano successivo, Noah’s Ark (prodotto da Michael Gira) che lentamente si avvolge e ci avvolge, lento e ossessivo, per poi lasciarci andare tra le ombre.
E proprio tra le ombre, inaspettato, troviamo un blues distorto: Football Game, accompagnato dalla voce sempre più folle e manipolata del nostro. Un momento riposante prima dell'esplosione sonora del secondo singolo, I Know, perfetto per la colonna sonora di un film come INLAND EMPIRE.

Strange and Unproductive Thinking, la traccia seguente, spezza nuovamente il disco: un brano new wave recitato da voce elettronica. Non-musica. Roba da far accapponare la pelle e scappare a gambe levale l'ascoltatore medio. Crediamo che la discesa nel Maelstrom sia inevitabile ed ecco che ci spiazza l'assordante nichilismo del brano successivo, The Night Bell with Lightning, privato dell'apporto vocale. Chitarra, batteria e effetti sonori ci accompagnano nella passeggiata notturna più inquetante che potessimo fare in Mulholland Drive.

Credete di aver inquadrato Crazy Clown Time? Siete troppo sicuri di voi, perchè arriva Stone Gone Up e spazza via ogni certezza prima di aprire la strada verso le nostre orecchie alla title track, Crazy Clown Time, altro blues malato che ricorda l'ennesimo tassello importante della filmografia di Lynch: Velluto Blu


Tutto questo prima di scivolare nel rock anni 70 più classico di These are my Friends e cadere poi in Speed Roadster, una ballata che di veloce non ha assolutamente nulla, anzi. E' come se Lynch ci dicesse che è arrivato il momento di cantare una storia e a farlo è proprio lui, con la solita maestria che gli compete.

Chiudono il disco Movin Up e The Rise Up. La prima non ha nulla da aggiungere a quanto già ascoltato, la seconda conclude degnamente il viaggio: voce elettro pop su base noise in un ending blues che non chiude il cerchio ma lo apre ad infiniti orizzonti.

Crazy Clown Time non è un bel disco nel senso comune del termine. Non è innovativo. E' geniale. E' popolare perchè si richiama a generi popolari. Mischia le carte in tavola in maniera furba ma ha una sincerità di fondo non comune. E' la traduzione in chiave sonora di ossessioni visive.
Crazy Clown Time è un disco urbano e imperfetto, forse persino compiaciuto, ma colpisce come un'esplosione nella calma. Come un urlo nel silenzio più assordante. Vi aspettate un capolavoro? Credo rimarrete delusi.
Crazy Clown Time è comunque l'opera prima di un artista che non più giovanissimo si rimette in gioco. E accanto a lui c'è uno come Dean Hurley. Il minimo che possiamo fare e dargli una possibilità. Io l'ho fatto e non me ne pento minimamente. Vi aspetto alla fine del viaggio.

Commenti

  1. Anche io gli ho dato una possibilità e ne sono rimasto soddisfatto aspettandomi a cosa andavo incontro:D.
    Fai bene a pubblicizzare queste cose perchè, nonostante l'ascoltatore medio fuggirà a gambe levate, sa che, quando vorrà evolvere il suo livello d'ascolto, avrà anche questa chicca da ascoltare:D. Anche noi l'abbiamo pubblicizzato, figurati:D

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  2. Sì, in effetti fa bene a tutti la pubblicizzazione di un'opera come questa. Anche perchè il disco è molto pop e comunque non è un ascolto limitativo.

    Anche voi ne avete parlato? Corro a leggere :)

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