Eraserhead - La mente che cancella (di D. Lynch, 1977)


"In heaven everything is fine"

Così canta la donna del calorifero, sul palco decadente dove balla le gioie dell'altrove. Henry si è addormentato e vuole dimenticare, mentre suo figlio piange e la moglie scappa via, mentre l'universo implode per tornare a se stesso, un embrione, un film in bianco e nero privo di qualsiasi prospettiva commerciale.

Il cinema di Lynch è un quadro vivente, una scultura organica fatta di terra e sogni. Sicuramente Eraserhead ne è la rappresentazione più avanguardistica, il seme che è germogliato in un percorso verso la morte del cinema, un requiem cantato con forza straordinaria in INLAND EMPIRE.
La forza delle immagini sublima quella delle parole. L'improbabile sceneggiatura su cui si sviluppa Eraserhead è un susseguirsi di visioni che penetrano la realtà quotidiana, scardinandola. Tutto tra le righe, come se le parole non bastassero ad esprimere un'idea tanto grande.


Per parlare di questo film bisogna quindi lasciar perdere il complesso universo immaginifico rappresentato con tanta violenza weird e fare attenzione ai suoi sottotesti. Tentando una lettura di questo tipo, Eraserhead è la storia di un uomo di nome Henry Spencer, che dopo aver messo incinta la propria ragazza, Mary X, la porta a vivere con se assieme a suo figlio. Il bambino però è una creatura mostruosa, somigliante ad un feto o ad un alieno. Ben presto Mary lascerà Henry e tornerà a casa dei suoi, a causa del pianto ininterrotto del bambino che la tiene sveglia notte dopo notte. Henry inizialmente deciderà di prendersi cura della creatura. Con l'aumentare delle difficoltà però deciderà di ucciderla, mettendo fine al proprio calvario e abbandonandosi all'oblio.

Tutto il film può essere interpretato come un sogno: quello di un padre figlicida che, tormentato dal senso di colpa, rimuove l'atto compiuto (da qui eraserhead - la mente che cancella) e si rifugia in un mondo immaginario alla ricerca di sollievo. Un po' quello che accade in Strade Perdute o Mulholland Drive, dove però i confini tra sogno e realtà rimangono ben definiti in un costante andirivieni. Nell'opera prima di Lynch, invece, non c'è via d'uscita e il tutto rimane nella mente labirintica del protagonista.


La telecamera scivola tra le macerie della civiltà moderna. Un mondo fatto di fumo e ruggine, ciminiere e palazzi. Non ci sono strade ma percorsi interminabili che si rincorrono tra fango e pantani. 
Ogni casa è una prigione: grigia, spoglia, senza futuro, mentre il cielo plumbeo schiaccia una città senza nome, soffocandola.
I dialoghi ridotti all'osso si fondono con rumori meccanici, sospiri e lamenti sopiti, quasi fosse una sinfonia ambient, e strane figure si susseguono, volti cerulei sconvolti da crepe e tumori, imprigionati in un non sense disturbante e innaturale.
 
Henry osserva tutto questo con occhi spaesati, perso in un atteggiamento autistico: ha creato un non-luogo (tipico topos lynchiano) penetrando le profondità dell'inconscio, una divinità nel mondo di cartapesta che è la mente umana. Il suo sguardo mette a fuoco desideri repressi e volontà negate, un Io castrato che legge il mondo reinterpretandolo, quasi fosse un atto creativo. E così la famiglia X, quella di Mary, assume connotati terrificanti, polli meccanici prendono vita e si ribellano al commensale, un bambino non voluto diventa un mostro. Il sogno si tramuta in un incubo, la coscienza reclama il proprio tributo, l'Io si frantuma rifugiandosi sempre più in fondo, dietro un sipario dove si può ancora fingere e dimenticare. E sul palco una donna canta una canzone: "in heaven everything is fine".


CURIOSITA':

- Lynch inizia a lavorere al film nel 1971, presso l'American Film Institute. Un anno dopo esaurisce il budget a disposizione, tanto che la lavorazione rallenta e si protrae fino al 1977. Nel frattempo il regista aveva raccimolato soldi da amici e parenti e lavorato come consegnatore di giornali. A quel periodo risale la prima paternità del regista, i cui timori si sono probabilmente riversati nel film.

- Il film inizialmente fu inizialmente distribuito neil circuito cinematografico off, quello dei midnight movie (spettacoli di mezzanotte), durante i quali ebbe il primo successo di pubblico che lo portò a divenire un cult movie.

- EraserHead era il film preferito di Stanley Kubrick, che affermò di averlo proiettato continuamente durante la lavorazione di Shining per trasmettere inquietudine agli attori.

- Lynch non ha mai voluto rivelare nulla sulla realizzazione della creatura.

- Nel ruolo di Henry Spencer recita Jack Nance, amico di vecchia data di Lynch e da quel momento in poi suo attore feticcio (partecipò a tutti i film del regista fino alla sua morte, nel 1996).


Commenti

  1. Mi piace il tuo blog, molto, e trovo interessante la divisione che hai stilato per gli argomenti.

    La sezione poesie è quella che preferisco! :)

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  2. Grazie mille per aver dato un'occhiata in giro e grazie soprattutto per le poesie, a cui tengo soprattutto. Spero leggerai ancora :)

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