Orsacchiotto bastardo - Ted (di S. MacFarlane, 2012)


Per molte persone Seth MacFarlane è l'antagonista ideale di Matt Groening. Non perchè i due abbiano avuto screzi o siano andati in conflitto per un qualsivoglia motivo, ma perchè questi geni sono i rispettivi autori di due delle serie animate più amate della televisione americana (e mondiale): rispettivamente I Griffin e I Simpson.
Le due opere spesso vengono accostate, appaiono come rivali, e in effetti i tratti comuni che le accomunano sono parecchi, a partire dall'ironia passando per il politicamente scorretto. Se però I Simpson vengono considerati da sempre come il lato intelligente e sottilmente controccorrente dell'animazione seriale americana, I Griffin sono sempre apparsi come i cugini scemi. Questo perchè la cattiveria di questa serie animata è sempre stata di livello tale da dover essere stemperata con il demenziale e il non sense. 
In modo simile può essere giudicato il primo film di MacFarlane, Ted (2012), un'irriverente favola moderna che attacca con ferocia usi, costumi e pensieri tipicamente "americani", stemperandolo la cosa attraverso un protagonista che di cattivo non ha nulla per definizione (un orsacchiotto) e tutte le caratteristiche che della favola sono proprie: voce narrante, lieto fine, morale buonista.

John è un ragazzino solo e senza amici che il giorno di Natale esprime un desiderio: che il suo orsetto di peluche possa prendere vita. La magia avviene e John e Ted diventano migliori amici. Questa amicizia, protratta fino ai 35 anni di John, inizia però a creargli qualche problema, primo tra tutti quello con l'amatissima fidanzata Lori.


Il vero, grande problema di Ted è che è un film troppo lungo, così lungo da divenire scontato dopo la prima ora di visione. Se infatti la formula alla "Griffin" funziona perfettamente sul piccolo schermo, per una ventina di minuti, sul grande schermo - complice il buonismo di fondo che è proprio della dimensione favola - diventa se non stucchevole per lo meno prevedibile. Non che un progetto del genere avesse intenti diversi da quello di intrattenere per un'ora e mezza menti spente pronte a fagocitare una serie di battute cattive e divertenti. 
Il risultato è spassoso anche se limitato: limitato a chi è già abituato al tipo di comicità proposta, limitato a spettatori con un età che va dai 20 ai 35 anni (per poter ridere con l'effetto amarcord anni '80 che il film tenta ad ogni costo di suscitare). In fondo Ted è per John un amico "estraneo" all'attuale generazione, il prototipo vintage del fedele passatempo di bambini che furono, una miccia con cui l'immaginazione infantile poteva essere messa in moto e soprattutto un modo per autoconsolarsi facendo finta che a consolarci sia qualcun'altro. 

Ted però non è il solito prodotto cinematografico da "sindrome di Peter Pan". Non solo almeno. Non il classico film alla Adam Sandler ma un pugno nello stomaco dell'americano (ma anche europeo) medio, un modo per mettere sotto accusa chiunque e qualunque cosa usando come cavallo di troia la figura più dolce e coccolosa che sia mai esistita: l'orsacchiotto. E forse è proprio perchè le battute più divertenti e crudeli vengono dal muso peloso di un pupazzo (con la voce di Seth MacFarlane nel doppiaggio originale) che l'effetto è devastante. Mark Wahlberg (in veste insolita) e Mila Kunis (più bella che mai) sono a questo punto semplici comprimari in grado di far ben più del classico compitino.
 
In altre parole nulla di rivoluzionario, nessun capolavoro, ma un film divertente, assolutamente frizzante per la prima parte e in caduta nella seconda che riesce ad arrivare al finale grazie ad alcuni guizzi. Probabilmente il film più divertente della stagione, che fa morir dal ridere perchè non si nasconde dietro la facile caricatura. E, non per ultimo, uno stile a cui il regista/autore ci ha abituati e miete vittime anche sul megaschermo. Non quante ne avrebbe volute forse, ma nemmeno così poche.  




Commenti

  1. Decisamente, molto più riuscita la prima parte che la seconda, penalizzata dall'improbabile duo di rapitori.
    Comunque un buon esordio alla regia, molto divertente e graziato da sequenze pericolosamente vicine a diventare già cult!

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  2. Penso che più che dal duo di rapitori sia stata penalizzata da una vena meno imprevedibile di quella che caratterizza, ad esempio, I Griffin. Forse per la scelta di presentare il film come una sorta di (anti) favola.

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  6. primi 20 minuti da antologia, poi tutta una discesa. Un'insulto all'intelligenza umana e di un finto politicamente scorretto allucinante

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    1. Non sono d'accordo: non mi sono sentito insultato e io devo dire che sono sempre sul chi va la in questi casi. Che poi lentamente perda di valore, questo è vero.

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