I mutanti e il dramma della diversità: X-Men - L'Inizio (di M. Vaughn. 2011)


Ieri, più per curiosità che per altro, ho deciso di guardare X-Men - L'Inizio, un film del 2011 di cui avevo già sentito parlare bene ma che, dopo il mediocre terzo capitolo della saga dei supereroi mutanti e dopo quello pessimo dedicato a Wolverine, non avevo mai avuto il coraggio di vedere.

Tratto dall'omonimo fumetto della Marvel, il film racconta della giovinezza di due amici che scoprono di avere poteri speciali, Charles Xavier e Erik Lensherr; del loro lavorare assieme, con altri mutanti, contro la più grande minaccia che il mondo abbia affrontato; del loro allontanarsi causa un dissidio che li vedrà diventare rivali con i nomi di Professor X e di Magneto (tratto da filmscoop.it)

Devo ammettere che la mia iniziale "repulsione" (si, è questo l'aggettivo più adatto) è stata spazzata via dopo soli pochi minuti, a partire dall'incipit che, puntando immediatamente al lato drammatico della vicenda, permette subito di instaurare un rapporto empatico con colui che sarà l'antagonista di tutta la saga: Magneto. E' lui infatti il vero protagonista della pellicola, che si sviluppa a partire dalla duplice anima del personaggio ossessionato da un passato di paura e per questo incline alla sfiducia verso un genere umano che, spaventato dalla diversità, la combatte. 
Si tratta del solito circolo vizioso che per quanto banale è alla base di un fumetto come quello dedicato agli Uomini X: la paura genera violenza e la violenza genera paura. Che si tratti di alieni (Ultimatu alla Terra), di esseri artificiali (Edward Mani di Forbice) o di mostri, la reazione di degli esseri umani rimane sempre la stessa: controllare e, se non ne sono capaci, distruggere quel che non capiscono. 
I mutanti, nell'universo Marvel e in quello dei film della serie, si trovano un gradino evolutivo più su rispetto al semplice uomo sapiens sapiens. Probabilmente, in passato, i poteri di cui sono dotati hanno permesso loro di assurgere al grado di divinità ma nel mondo contemporaneo in cui l'umanità non cerca altro che bersagli su cui riversare le proprie insicurezze, la propria rabbia e la propria aggressività, sono vittime di una società basata sull'apparenza e sulla mediocrità. A questa società si ribella Erik (Magneto), ebreo che ha vissuto in giovane età il trauma dei campi di prigionia e che ha assistito all'omicidio della madre da parte di Sebastian Shaw. Una società che perseguita le minoranze ma che, allo stesso tempo, dalle minoranze è controllato.


Il lento passare di Magneto al lato oscuro, spinto dalla paura di ritorni storici e dal desiderio di vendetta, è il fulcro del film ma non è l'unica direzione che questo prende. Perchè dall'altra parte troviamo un giovane Professore X, ricco e geniale borghese animato dall'ottimismo verso il futuro e nei confronti di un'umanità che vede ancora come organismo in evoluzione e quindi in grado, in un futuro non meglio precisato, di adattarsi ai cambiamenti. Al suo fianco una serie di personaggi, non tutti sviluppati a dovere, che affrontano il trauma dell'accettazione di se stessi e quello della crescità, non meno pericoloso e difficile. 

Il film procede per due ore alternando le dinamiche sopra descritte all'azione (concentrata soprattutto nel finale), caratterizzata da ottimi effetti speciali. La regia di Matthew Vaughn, che aveva già affrontato il genere supereroistico nel grottesco e ironico Kick Ass, è senza infamia e senza lode mentre le prove degli attori permettono al X-Men: First Class, di elevarsi sopra la media. Kevin Bacon dimostra ancora una volta che dopo le 50 primavere c'è ancora spazio per migliorare. Dispiace solo che l'industria hollywoodiana non abbia sfruttato a dovere le sue capacità. Michael Fassbender dimostra anche in questo film la propria bravura e concentra su di se tutta l'attenzione, nonostante anche James McAvoy non se la cavi male. January Jones, perennemente poco vestita, è più sexy che brava mentre Jennifer Lawrence continua a stupire per bravura e, nonostante il pesante make up digitale, si rivela di una bellezza sconvolgente.
Forse non sarà un capolavoro ma questo è un film che intrattiene e lo fa bene. E poi la comparsata di Hugh Jackman nei panni di Wolverine fa piegare dalle risate. In attesa del secondo capitolo di questa nuova saga dedicata ai mutanti più famosi del mondo, prevista per il 2013.



Commenti

  1. Da fumettaro penso che questo sostanziale reboot della serie sia il migliore fatto sulla x-posse.Anche se il brivido di vedere finalmente i mutanti con i loro poteri on screen del primo non si dimentica.E faceva perdonare i difettacci.Questo è chiaramente un film più maturo che spero non mi svacchino nel seguito.

    ...ma la Bestia pucciosa che pare il Grinch riverniciato NUN-SE-PPò-VEDè-

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  2. E' vero, Bestia è inguardabile in questo film, mentre Mistyca è resa molto bene (come negli altri 3 film, tra l'altro).

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  3. A dirla tutta la Mystica della prima trilogia era un palmo sopra..Ma anche nelle altre direzioni.

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  4. Esteticamente mi sembrava uguale, ma non vedo la trilogia originale da parecchio. Vabbè, io poi adoro Jennifer Lawrence...

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  5. Potremmo tranquillamente tralascire gli almeno 15 cm che Rebecca Romijn da' alla Lawrence in altezza..
    Concetriamoci, giustamente, sulle qualita' attoriali:
    http://scifipulse.net/wp-content/uploads/2011/09/RebeccaRomijn.jpg

    http://www.wildsound.ca/images/rebecca_romijn_body_paint.jpg

    ;)

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  6. Ahahahah, vabbè, non voglio dire che la Romijn non sia di altissimo livello, diciamo che preferisco certe caratteristiche piuttosto che altre. E poi dopo aver visto Un Gelido Inverno me ne sono innamorato :D

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  7. Chiaro..La Lawrence almeno e' un'attrice.L'altra una manza da 3hg/3hgemezzo.
    Giustamente qui dovevano approfondirne il background e non si dovevano accontentare.
    Ora speriamo che per il prossimo sappiano fare buone scelte per il cast.Non ci sono rumors,attualmente.Ma se mi cannano Ororo Munroe gli bruciamo gli studios

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