Odio gli artisti della domenica!

 

Se c'è una cosa che davvero non riesco a sopportare sono quelli che arrivano e dicono "adesso scendo in campo io e vi faccio vedere come si fa...". A fare cosa dipende dall'individuo, dalla sua passione del momento e dai suoi interessi personali. Può trattarsi di politica (ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente voluto), di musica, cinema o letteratura. Ma anche di ceramica, taglio e cucito, psicoterapia e tante altre cose. Non importa. E' l'essenza del discorso quella che conta.
Ecco, io davvero quelle persone lì non le sopporto. Quelle che si definiscono registi, scrittori o quant'altro e hanno appena iniziato, non sanno come si fa ma pensano già di sapere tutto. Io, che scrivo da più di dieci anni e qualcosa di piccolo l'ho pure fatta, non riesco ancora a usare la parola scrittore nei miei confronti - a meno che non voglia darmi un tono con qualche donzella - e la stessa cosa vale per gente che conosco, in grado di far arrossire chi di questo titolo si è appropriato senza sapere neanche cosa voglia dire. Esseri amorfi privi di background e di gavetta. Ogni volta che penso a individui del genere mi viene in mente Faletti, il tanto osannato Faletti, che ora si veste di cardigan e disquisisce di letteratura. Siamo in democrazia, a qualcuno sarà pure piaciuto ma cavolo, a me questa sembra solo finzione. Ma ce ne sono tante nascoste nel sottobosco, di persone così. Emeriti sconosciuti che perseguitano amici e conoscenti con un "io sono" che fa un po' ridere.
Oppure penso a chi prende in mano una macchina da presa e si mette in testa di dirigere un film. Non che ci sia qualcosa di male, figuriamoci, ma una cosa è volerlo fare - e farlo - e un'altra è il saperlo. Magari sei un prodigio o hai culo, il progetto alla fine riesce ed è persino curato, ma non vuol dire niente. Perchè di registi con le palle è pieno il mondo e a quella cosa loro hanno dedicato anni, soldi e fatica, solo che nessuno li conosce.
 
Nella musica poi, con sta storia che chiunque può farla e chiunque la faccia meriti rispetto, ci hanno fondato persino un genere e un movimento. Ci sono nati e cresciuti gruppi, personaggi, veri e propri fenomeni di massa. Ma la differenza tra uno che prende in mano una chitarra per la prima volta e si definisce musicista senza saper fare il giro di do e un altro che quello strumento lo conosce, lo suona e lo ama c'è, e non si tratta solo di bravura o di fama. Si tratta di qualcosa di più intimo. Sta nel fatto che io senza scrittura non esisto e che nel farlo cerco di crescere e imparare, al di là del risultato. Sta nel fatto che quando scopri qualcosa che ti fa stare bene, ma veramente bene, ti ci aggrappi con tutto te stesso e per te stesso, prima di tutto. Gli altri: il pubblico, i lettori, gli spettatori, vengono dopo, magari quando è il momento, magari quando lo vuole il caso. Quindi perdonatemi ma non ci riesco, non li sopporto proprio questi artisti della domenica, sgrammaticati, stonati e privi di gusto estetico, che quando troveranno qualcosa di meglio (per loro) abbandoneranno il vecchio per il nuovo senza starci nemmeno tanto a pensare. Quelli che vogliono tutto, qualsiasi cosa sia, e preferiscono trovare tanti appellativi inutili per definirsi invece di "essere", nel bene e nel male.


Detto questo, vi lascio con un regalo: è una canzone di un'artista che non dirà molto ai più. Non centra con questo post, però ve la volevo regalare lo stesso:




Commenti

  1. Sacrosanto come una pila di bibbie! (Direbbe il Vecchio Cammello Carson)

    Ma di grazia, mio buon Frank, a cosa e' dovuto questo sfogo?

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    1. Mi girava da un po' per la testa e una serie di eventi mi ha spinto ad esternare sta faccenda... più per me che per gli oggetti dello sfogo stesso

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    2. Non si investe piu' nel talento da almeno 40 anni.In ogni campo,ramo, branca e settore possibile. E'una fottuta verita' di fronte alla quale il tuo culo deve rimanere realista.
      Coltiva i tuoi talenti e sii sereno: certi individui esistono perche' chi e' diverso da loro possa sentirsi speciale.

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    3. Certo, ma non è una cosa personale. A me nessuno toglie nulla e come a me anche ad altri. E' un discorso generico, un modo per inquadrare la situazione

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  2. sono daccordo, ma il più delle volte chi sente di avere una qualità deve pur sempre andare avanti e fregarsene di quello che dicono gli altri.

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    1. Certo, ma questi individui inquinano una situazione già di per se disastrosa, abbassando il livello: se sei un incompetente e affermi di essere un competente, il livello non può che azzerarsi

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  3. Concordo totalmente con questo tuo post. D'altronde una cosa è giocare con i mezzi a disposizione per dar vita alle proprie fantasie, divertirsi,vivere la passione della scrittura come hobby,per scappare dalla monotonia della vita quotidiana.Altro è invece la presunzione di chi per fortuna e culo trova anche da pubblicare. Scrive libelli orrendi che venderanno una botta,ma poi da una parte uccidono la letteratura dall'altra dopo la sbronza iniziale nona rimarrà nulla di essi.
    Tu citi Falletti,per me Volo.Gente priva di autocritica, vabbè io esagero su sto tema ma se non ci confrontiamo con i nostri limiti come possiamo migliorare?

    Alla base ci deve essere serietà, non solo passione,perchè anche io ho una grandissima passione per la musica e tantissimi lp o cd,ma non sono un musicista e quindi non mi permetto di mettere in dubbio le parole di uno che fa musica.Vabbè, dipende....Un Dave Brubeck o Max Roach merita massimo rispetto,altri meno.

    Mi è piaciuto questo tuo post

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    1. Ecco, più o meno quello che intendevo dire io ;)

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