Lars e una ragazza tutta sua (di Craig Gillespie, 2007)

Eccoci di nuovo con una nuova settimana. E una nuova settimana porta con se un nuovo inizio. Tra l'altro oggi è 2 Settembre, l'estate è finita e qui c'è Silly che nel suo angolino vuole parlarvi di un film che praticamente non si è cagato nessuno tanto oggi quanto sei anni fa, quando uscì. Una piccola perla indipendente, una storia d'amore struggente quanto particolare. Insomma, ecco a voi Silly e la recensione di Lars e una ragazza tutta sua.

LARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA


Forse ancora non siete al corrente della mia contenutissima passione per Ryan Gosling. E’ certamente più moderata di quella del mio socio nei confronti di Rooney Mara, però è giusto che lo sappiate, onde evitare fraintendimenti: Gosling è il mio fidanzato e la Gomez è solo un’inutile accessorio (molto attraente, certo) che Hollywood gli ha affibbiato. Fatta questa doverosa premessa, vi voglio assicurare che sarò totalmente obiettiva riguardo al film in questione. E ve lo dico subito: Lars e una ragazza tutta sua è un gioiellino passato semi inosservato, un dramma camuffato da commedia dal sapore dolce e granuloso, come la marmellata di lamponi.                                                                                                              

Lars Lindstrom invita Bianca, un'amica conosciuta su Internet, a casa sua. Presenta Bianca a suo fratello Gus e sua moglie Karen, i quali rimangono sbalorditi. Non sanno cosa dire a Lars, poiché Bianca è una bambola gonfiabile... (da filmscoop.it)


Lars ci viene mostrato immediatamente per quello che è, un ragazzo avvolto da una leggera forma di autismo (dico leggera perché le sue funzioni cognitive non sono intaccate) che gli impedisce di stabilire un rapporto vero, empatico e fisico con gli altri. Ciò non impedisce all’intera comunità di voler bene a Lars, un affetto sincero che ci lascia un po’ interdetti, specialmente quando tutti si mobilitano per assecondare la relazione di Lars con Bianca. Perfetto anello di congiunzione quello della dottoressa, una straordinaria Patricia Clarkson, che con la sua professionale ed elegante  fermezza (che talvolta fa sorridere) indica la via da seguire per aiutare Lars: Bianca esiste, Bianca serve a Lars fino a quando lui deciderà che gli serve. E tutti sono tenuti a vederla con gli occhi di Lars. Così Bianca entra nelle vite degli abitanti di questo paese nel Wisconsin, riuscendo in qualche modo ad infrangere quei meccanismi mentali insiti nelle persone “normali”. Ciò avviene con una spontaneità e naturalezza che ha fatto storcere il naso qua e là, considerando questa architettura improbabile, buonista e fittizia. Ebbene, francamente chissenestrafrega. Anzi, direi che è proprio quello che ci serve, oggi come oggi. Guardarci più attentamente e scoprire, finalmente, che da vicino nessuno è normale. 


Lars e una ragazza tutta sua è una poesia educativa, un messaggio che colpisce al cuore e impone una riflessione seria sul potere che può avere una comunità (intesa proprio come una coesione di persone) nella cura di un essere umano in difficoltà. E come questo porti, inevitabilmente, a una cura di se stessi. Perché non esiste volontariato, non esiste solidarietà che non ti imponga un’autoanalisi. Se non avviene, evidentemente non stai donando nulla. E’ forse superfluo ricordare quanto, invece, ne abbiamo bisogno? 

Ringrazio Nancy Oliver (sceneggiatrice di alcuni episodi di Six Feet Under) che ha scritto per il regista Craig Gillespie questo bellissimo film. Quest’ultimo ha diretto il tutto egregiamente, avvolgendo questa storia drammatica (no, non è una commedia) di una dolcezza infinita, con momenti di vera commozione (arrivate tutti alla scena di Lars e Bianca al lago e poi mi direte) stemperati da situazioni buffe e divertenti. Tutto il cast regala una prova eccellente, come la già citata Patricia Clarkson, splendidi il fratello e la cognata di Lars e naturalmente lui. Lars. Ryan Gosling. Che gli ottusangoli del globo hanno ormai etichettato come attore ameba, visto che Refn per due volte gli ha appiccicato addosso parti da facciadibronzo/nonemettounsuono. A parte il fatto che non avete capito niente di quello che ha voluto raccontare Refn (ma questa è un’altra storia), non avete allora capito nemmeno una mazza di Gosling. E vi sfido, guardando questo film, a non descriverlo come uno degli attori più importanti e completi di questi ultimi anni. Vi sfido, eh. Forza. Buona visione. 

Silly


Commenti

  1. A me è piaciuto parecchio, anche perché pensavo davvero a tutt'altra cosa. Dramma coi controfiocchi.
    (Però a me goslin non piace troppissimo... preferisco la bambola... XDXDXD)

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  2. Veramente un gran bel film. All'epoca lo vidi con degli amici, pensando fosse una commedia. Loro ne furono delusi, io uscii dalla sala estasiato. Non l'ho mai considerato un capolavoro, ma comunque una commedia drammatica ben scritta, diretta bene e interpretata da dio!

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  3. Film piccolo fuori ma tanto grande dentro. Per me uno dei migliori film romantici dal 2000 ad oggi (http://www.youtube.com/watch?v=5V-Fgx9bbRM)

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  4. Un piccolo, grande cult.
    Mi piacque davvero moltissimo.

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  5. "gli ottusangoli del globo hanno ormai etichettato come attore ameba"

    E infatti qui è un semiautistico vagamente rimbecillito.... :DDD

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    1. Parte tra le più difficili in cui riesce alla perfezione, quindi tanto di cappello.

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    2. E' un tuo punto di vista... sbagliato, ovviamente :D

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    3. Non solo il mio, ovvio.
      Ma certamente, ora e sempre I:M:V:H:O:

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    4. Aaaaaaah, Giocher sei un ottusangolo!

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    5. Senza scomodare il troppo facile Ercole GiovinceLOL, analizziamo brevemente le sue ultime fatiche interpretative:
      Il caso Thomas Crawford : spalla pirla schiacciata dal giganteggiare del Sir Antonio H.
      All Good Things : problematico musone violento.
      Blue Valentine : tristo problematico monoespressivo
      Crazy, Stupid, Love : bisteccone manzo superficiale
      Drive: vabbè è Refn...
      Le idi di marzo: tristo problematico monoespressivo
      Come un tuono :idem come sopra
      Gangster Squad : V. voci precedenti mischiate
      Only God Forgive: vabbè è Refn...

      Dicevate? :D

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    6. Di nuovo: sono tue letture, tue opinioni (tue e di altri) e continueranno ad essere queste perché è il suo stile. Ma al di là dello stile ha recitato in film diversi, con registi diversi e in personaggi a loro modo differenti. Potremmo stare a parlarne per settimane, non cambierebbe niente.

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    7. Eh, mi dispiace Giocher, quello che tu giudichi come attore incapace nei vari ruoli interpretati, per me è tutto il contrario. Ti cito anche The Believer (giovanissimo al tempo) o Stay. Io non vedo il musone monoespressivo che vedi tu, vedo un attore che ha il suo stile, efficace in tutte le sue interpretazioni, in alcune assolutamente sbalorditivo. Sarà la faccia che spesso non piace, la sua estetica che infastidisce. Non riesco a darmi altre spiegazioni. Può anche non piacere Drive, ma non capisco come si possa dire che in quel ruolo non abbia funzionato. Quello doveva fare, quello ha fatto perfettamente. A me puzza tanto di invidia mastodontica maschile al cubo, che però ci sta e mi rallegra: l'invidia non è affatto una prerogativa femminile :D

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    8. Attecion,si vouz plez.
      Allorz: se lo stile di un attore e' praticamente monotematico,non e' un attore,ma un personaggio.
      Se funzia unicamente per interpretare un certo tipo di ruolo rinchiuso in una tipologia definibile chiamasi CARATTERISTA. Semplice.
      L'ironiua e' riservata semplicemente al grado di talento che gli si vuole attribuire a vanvera.

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    9. Perme lo stile è lo stile, che non pregiudica la capacitá di adattarsi ad ogni personaggio. I ruoli interpretati sono vari, non sitratta mai dello stesso personaggio. A questo punto per me un bravo attore è quello che si cala nel personaggio dandogli vita, spessore e, quindi, interpretandolo. Per me lui ci riesce, non mi sembra una riproposizione in film diversi. Ma ripet, potremmo star qui a discutere all'infinito e non cambierebbe niente, lo scopo non è far cambiare idea all'altro.

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    10. Perme lo stile è lo stile, che non pregiudica la capacitá di adattarsi ad ogni personaggio. I ruoli interpretati sono vari, non sitratta mai dello stesso personaggio. A questo punto per me un bravo attore è quello che si cala nel personaggio dandogli vita, spessore e, quindi, interpretandolo. Per me lui ci riesce, non mi sembra una riproposizione in film diversi. Ma ripet, potremmo star qui a discutere all'infinito e non cambierebbe niente, lo scopo non è far cambiare idea all'altro.

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  6. Anche a me piacque moltissimo, una storia di disagio narrata con un tocco lieve e delicato. Da vedere.

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  7. Bellissimo film e uno dei migliori Gosling di sempre.

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