05 ottobre 2013

Kate Winslet Day - Hamlet (di K. Branagh, 1996)


Ok, oggi è Sabato e nel mondo dei blog cinematografici si festeggia una ricorrenza. Si tratta (rullo di tamburi) del Kate Winslet Day, perché oggi 05/10/2013 la famosa attrice britannica compie trent'otto anni. Lo so, ai più non interessa un ciufolo. Molto più interessante sarebbe stato festeggiare i cinquantatre anni di Jean Claude Van Damme, ma sono scelte. Quindi, come lo festeggiamo il compleanno di Kate Winslet? Con una recensione, ovvio. Solo che la filmografia della suddetta per me è un campo minato, quindi la scelta più intelligente è stata quella di dirigermi su un capolavoro in cui lei ha una particina ina ina. Sto parlando dell'Hamlet di Kenneth Branagh in cui lei recita nel ruolo di Ofelia.


Inutile stare a ricordare quale sia la trama dell'Amleto di Shakespeare. Credo che la conosca chiunque ormai. La storia di un principe (di Danimarca) che incontra il fantasma del padre morto da poco che lo avverte che ad ucciderlo è stato lo zio Claudio per prendere il suo posto sul trono e nel letto della vedova Gertrude. E per vendicare il misfatto il giovane Amleto si finge pazzo. Ecco, non credo serva ricordare una trama tanto conosciuta. Detto questo Hamlet è un film del 1996, in costume, che ha come obbiettivo riportare sullo schermo cinematografico la più grande Tragedia di tutti i tempi con la massima fedeltà. Insomma, un'operazione degna di Branagh che, proprio con la Royal Shakespeare Company aveva raggiunto il successo teatrale.

Sono pochissime le libertà che il regista si prende nei confronti dell'opera teatrale. Che, a dirla tutta, è la più cinematografica tra le opere di William Shakespeare ma, cosa valida per tutte le opere teatrali, non lo potrà mai essere fino in fondo. Eppure attraverso una messa in scena mastodontica, sfarzosa ma mai barocca, che rispetta i tempi scenici traslandoli sul set cinematografico, ci ritroviamo di fronte a una rappresentazione di oltre quattro ore che non annoia mai, avvince e convince, riuscindo perfino a far dimenticare i lati stucchevoli di un linguaggio poetico non certamente contemporaneo. E in effetti è quasi una sfida, il film: una sfida al minutaggio, una sfida all'interpretazione, una sfida alla critica che non vede l'ora di massacrare operazioni di questo tipo. Solo che tutto fila liscio e si rimane a bocca aperta non soltanto per lo stile di regia (ma quello non si può mai mettere in dubbio, anche nelle peggiori opere di Branagh) ma per la fotografia di Alex Thomson, le musiche di Patrick Doyle, le scenografie di Tim Harvey e Desmond Crowe e, non ultime, le prove degli interpreti.


Tutti bravi, gli attori. Criticarne anche solo uno sarebbe follia. Kenneth Branagh da vita ad un Amleto realistico, in cui risalta la dicotomia essenziale del personaggio: uomo del suo tempo/folle rivoluzionario. Il suo dramma interiore risalta sul volto dell'attore inglese, i suoi occhi parlano più della poesia delle sue battute e il suo personaggio si rivela in tutta la propria modernità. Dal canto suo Julie Christie, che interpreta Gertrude, è una spalla perfetta in grado di rendere al meglio l'altro lato del complesso di Edipo, da cui il protagonista è afflitto, mentre Derek Jacobi è forse il Claudio migliore che si sia mai visto, ambiguo fino a farci dubitare realmente di Amleto e delle sue visioni. E infine i due personaggi che reputo migliori: Polonio e Ofelia. Se nel Polonio interpretato da Richard Briers ritroviamo tutta la tagliente ironia, a volte anche violenta, di Shakespeare, in Ofelia troviamo la tragedia più sottile, quella meno ecclatante. Il dramma vissuto da una ragazza che vede sfumare il proprio sogno d'amore e felicità, prima voluta e poi scacciata dall'uomo che ama e che le ha rubato la virtù. In questo Kate Winslet è bravissima, oltre che bella. Stiamo parlando di un ruolo difficilissimo affidato ad una attrice che solo l'anno successivo sarebbe divenuta la star che è tutt'ora (con Titanic, nel 1997).


Ecco, con questo Hamlet la Winslet ha dimostrato al mondo cosa volgia dire essere un'attrice. Il suo personaggio, romantico e destinato alla follia (reale) nella tragedia più metacinematografica che sia mai stata scritta in cui nessuno dice la verità e tutti recitano una parte, beh, il suo personaggio è forse il più difficile tra i tanti che affollano questo  vortice di volti, nomi e costumi. Un ruolo, quello di Ofelia, che secondo me vale una carriera. Non ho trovato altro film con cui fosse più giusto festeggiare quest'attice. E spero di fare cosa gradita a qualcuno ricordando un film troppo spesso dimenticato. Magari chi non lo conosce ancora ci darà uno sguardo e si innamorerà come me ne innamorai io, tanti anni fa.

Bette Davis eyes

Director's Cult
Ho Voglia di Cinema
Il Bollalmanacco di Cinema
In Central Perk
Montecristo
Movies Maniac
Pensieri Cannibali
Recensioni Ribelli
Scrivenny 2.0
White Russian


22 commenti:

  1. Non l'ho vista questa trasposizione (strano, perchè a liceo ci hanno propinato parecchie messe in scena di Branagh) ma la Kate versione Ofelia fatico un po' a immaginarla. L'ho sempre pensato un personaggio fragile e minuto anche fisicamente... se riesco a recuperarlo, spero di essere smentita!

    In ogni caso, Buon KWD!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fidati, merita davvero di essere visto... e lei è superba...

      Elimina
  2. Ho un bel ricordo di questa trasposizione, del resto Branagh da il suo meglio con Shakespeare.
    Comunque un Van Damme Day avrebbe avuto tutto un altro sapore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Van Damme avrebbe meritato, ammettiamolo.

      Elimina
  3. Mi manca questa trasposizione, vedrò di recuperarla.
    Buon KWD :)

    RispondiElimina
  4. O_O
    NORMANDIA ?!?!?!?!?!?!?!?!?!?
    Come Normandia?
    E qui di stucchevole c'e' la messa in opera scenografica, altro che il linguaggio poetico!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perdona il lapsus, può succedere anche ai migliori (stavo pensando alla sbarco per un articolo che sto scrivendo adesso... stress) :D ho corretto, grazie della segnalazione.

      Per quanto riguarda la messa in scena, è stata (a detta del regista) una scelta ben precisa, un modo per evocare lo sfarzo della corte.

      Elimina
  5. sarebbe stato interessante vedere van damme recitare l'amleto.
    più che interessante, ridicolo ahahah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Van Damme avrebbe steso tutti a suon di calci in aria...

      Elimina
  6. Una trasposizione perfetta, bellissima, ma gli ho sempre preferito l'assurdo Rosencrantz e Guildestern sono morti ^__*
    Buon KWDay!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, mi piace quando la gente è d'accordo con me :D

      Elimina
  7. Se non sbaglio la Kate si era cimentata con Jane Austen l'anno prima, ottima Ofelia, e Kenneth Branagh oltre che bravo era pure un gran figo! :-P
    Comunque, gran bel film, da ragazzella mi sarei sparata volentieri la versione da 4hr e invece mi ero accontentata "solo" di quella da 2hr. Ce l'ho ancora in VHS a casa di mammà. :) Buon KWD!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La versione da 4 ore per me è l'unica che valga la pena vedere.

      Elimina
  8. Sai che ero indecisa se fare questo? Io adoro Shakespeare!
    Buon KWD!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per fortuna hai deciso di non recensirlo :)

      Elimina
  9. Mai visto... a questo giro ho toppato di brutto...

    RispondiElimina
  10. L'ho visto anni ed anni fa, è tempo di recuperare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, io l'avrò visto più o meno 5 o 6 volte.

      Elimina

... e tu, cosa ne pensi?

Potrebbe interessarvi anche questo?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...