[JappoAnime] Elfen Lied


Quest'oggi Silly ci parla di una serie anime. Una serie che chi ha letto qualche classifica sull'argomento qui, su Combinazione Casuale, avrà già sentito nominare: Sto parlando di Elfen Lied, versione anime diretta da Mamoru Kanbe e tratta dal manga omonimo di Lynn Okamoto. Si tratta di una serie seinen (quindi diretta ad un pubblico adulto) di 13 episodi mandati in onda per la prima volta in Giappone nel 2004. Per me una serie stupenda, per altri molto meno ma chissenefrega. leggete la recensione di Silly, guardatela e poi decidete voi.

ELFEN LIED

Era molto tempo che non mi capitava tra le mani una serie anime da vedere tutta d’un fiato. Elfen Lied mi attendeva nel pc da parecchio, un giorno lo intravedo tra le varie cosette e mi decido. Lo guardo. E lo amo.

Questa storia, ambientata nella città di Kamakura, racconta la reclusione di mutanti chiamati Diclonius, esseri apparentemente umani con al capo delle particolari corna (a me sono sembrate delle orecchie da gatto). La loro mutazione è causata da un virus che sviluppa in loro molteplici arti invisibili, chiamati vettori, in grado di uccidere chiunque vogliano anche a distanza. Queste braccia invisibili sono inoltre in grado di tramandare il virus e gli umani che lo contraggono daranno alla luce bambine infette (le Silpelit). Lucy, una di queste Silpelit, fugge dal laboratorio nel quale sia lei che gli altri vengono costantemente sottoposti a torture aberranti. Nel farlo compie una strage, ma viene ferita alla testa. Riesce comunque a scappare e viene ritrovata da una coppia di amici, Kōta e Yuka, sulla spiaggia. Ma Lucy non è più Lucy, la ferita alla testa ha sviluppato in lei una nuova personalità infantile, buona, buffa. L’unica parola che riesce ad emettere è nyū, per cui i due ragazzi decidono di chiamarla Nyū. La portano a vivere nella casa che condividono per prendersene cura e aiutarla. Questo è l’inizio di altri nuovi arrivi in casa, guai, combattimenti, crudeltà, bizzarre situazioni e sentimenti dolorosi. E tanto, tanto sangue.


Non è facile parlare di questa serie, i temi che affronta sono molteplici, impiantati su una base fantascientifica. Ma forse la tematica preponderante è la lotta per l’accettazione del proprio essere, in un contesto sociale brutale. Brutale come l’espressione dei sentimenti, quali la rabbia, la gelosia, la paura, l’odio. E l’amore, ovviamente.  La sigla di apertura è composta da una sequenza di quadri di Klimt rivisti con i protagonisti dell’anime. La poesia di tali immagine è suggellata dall’ipnotico brano, Lilium, che sentiamo frequentemente nei vari episodi. Un canto gregoriano con un testo basato su riferimenti cristiani accompagna la sigla. E’ un’introduzione curiosa, ma efficace. Riesce a inserire lo spettatore in un’atmosfera malinconica e suggestiva, che a mio parere è il punto forte della serie. Sì, c’è un elevato tasso di gore, sangue a secchiate, violenza barbara. Ho letto critiche su questo aspetto, come se fosse una trovata commerciale per attirare l’attenzione di gente amante dello splatter, per poi fotterlo con una banale storia melodrammatica. Non sono d’accordo. 

Per quanto mi riguarda Elfen Lied mischia perfettamente le tematiche in questione, si sofferma in modo scrupoloso sulla psicologia dei protagonisti, sui loro traumi, sul senso delle loro esistenze e il perché delle loro azioni. E la violenza non è mai gratuita, è funzionale alla storia e il dolore che ne scaturisce è il risultato di un’empatia che man mano si crea coi personaggi. Lucy, in particolare, è uno dei personaggi femminili più belli che mi sia capitato di conoscere ultimamente. Le sue due personalità contrapposte  sono entrambe interessanti, le sue vicissitudini raccontate nei flashback, il suo rapporto con il Kōta del presente e quello del passato, dipingono un personaggio meraviglioso. E lo strazio che ho provato nell’episodio n cui ci viene mostrata una Lucy bambina alle prese con dei mostruosi compagni di istituto, non lo riesco a descrivere. “Quando sei miserabile, cerchi qualcosa di ancor più miserabile di te... quelli che non sono umani, quelli disumani, siete voi!” Ma non solo Lucy, anche Nana, l’altra Silpelit con cui condivide un rapporto per così dire complicato, è un ottimo personaggio sfaccettato, il suo rapporto con Kurama, colui che definisce papà (in realtà è il direttore delle ricerche sui Diclonius, l’entità della sua vera figlia non si può spoilerare) è struggente e doloroso. Lo stesso Kurama è da scoprire puntata per puntata, come Kōta e gli altri inquilini della casa, tra cui la piccola Mayu, adottata dai ragazzi, della quale scopriamo un passato fatto di abusi. 


L’unica pecca è la poca attenzione sul senso di questo "Centro di ricerca", il malvagio Kakuzawa ne è il fondatore (solo alla fine scopriamo la sua vera natura), ma non ci viene spiegato molto sullo scopo di questi esperimenti. Sappiamo solo che questi Diclonius vengono etichettati come pericolosi mutanti con personalità violenta, pertanto vengono torturati nel peggiore dei modi. Probabilmente ci sarebbe voluto qualche episodio in più. Ma poco male, ritengo Elfen Lied una delle più belle serie che abbia visto finora e continuerei a parlarvene per pagine e pagine. Ma poi la piattaforma mi mutila i pezzi e allora tanto vale. Guardatelo e per ora lasciatevi trasportare da questo carillon. 

Silly

Dopo questo interessante articolo, ecco per voi un video montato da me con alcune scene dell'anime. Può contenere spoiler ma neanche tanto, quindi beccatevelo tutto.


Commenti

  1. A mio modesto parere, una stronzata col botto. Serie anime davvero squallida che gioca con lo shock facile e con un approfondimento psicologico dei personaggi vergognoso.

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  2. Chiaramente non sono d'accordo poiché penso l'esatto contrario.

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  3. Anche a me piaciuta molto, disturbante e violentissima, sicuramente gioca con piacere sugli eccessi ma quando deve colpire colpisce veramente forte :)

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    1. Essì. io se penso a Lucy e Nana ancora piango

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  4. L'anime non l'ho mai visto ma sto leggendo il manga e dovrei essere arrivata più o meno alle battute finali.
    L'opera cartacea è innanzitutto disegnata maluccio (i personaggi sono rigidi. Non c'è altro modo di dirlo) e mescola un fanservice sfrenatissimo, al limite del porno e inutile ai fini della storia (credo che nell'anime non ci sia ma nel manga c'è la tizia che è bellissima ma è costretta a portare il pannolone perché se la fa addosso di continuo) a suggestioni horror/splatter e personaggi banalotti e sciocchi: nel manga Lucy e Nana fanno pena fino a un certo punto perché seguono degli stilemi talmente banali e le loro emozioni sono rese in maniera talmente grezza che nessuna delle due riesce a "bucare la pagina".
    A questi punti però sono curiosa di vedere l'anime perché, onestamente, dal manga non capisco il motivo del successo di questa serie...

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    1. non ho letto il manga, ma in giro non ne ho sentito parlar bene in effetti. ho dato un'occhiata ai disegni e sono come dici tu. credo che l'anime si differenzi parecchio dal manga, prova a vedere la serie e poi facci sapere :)

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