08 agosto 2014

[Classifica] Cinema e Serial Killer: una Top 10


Ed eccomi come promesso a parlare di film dedicati a serial killer. Non necessariamente killer seriali realmente esistiti ma film dedicati a questa figura a metà strada tra tragisquallida realtà e il mito. 

I mostri sono predatori, credo che questo sia un dato di fatto. I serial killer (come già detto qui) sono dei mostri, i veri mostri, e in quanto tali sono predatori. I più letali al mondo, perché l'essere umano è l'animale più letale al mondo e questo per due motivi. Il primo, perché si tratta dell'animale più intelligente. Il secondo, perché si tratta dell'unico animale che uccide per il piacere di farlo. Il serial killer è quindi un predatore letale, intelligente, che idea strategie e uccide non solo per un bisogno biologico (la fame, il dolore, la follia) ma perché facendolo prova a colmare un vuoto e ottiene piacere. Non a caso il modus operandi della maggior parte dei killer seriali è rituale, non a caso il mostro spesso lascia la sua firma sul luogo del crimine, non a caso le sue azioni sono dettate da bisogni sessuali distorti. Il mostro in questione può essere selvaggio, sanguinario e spietato ma non agirà mai in modo sconsiderato, così da mettere in pericolo la propria "attività". Inoltre il serial killer, a differenza di qualsiasi altro "predatore", è in grado di essere machiavellico e depravato allo stesso tempo. Insomma, il serial killer non è solo un mostro reale saccheggiato dal cinema (e dalla televisione: American Horror Story, Dexter, True Detective solo per fare qualche nome) ma il mostro che meglio di tanti altri si presta al cinema, e non soltanto a quello horror.


Ora, la mia intenzione è quella di fare una classifica di film dedicati a S.K. reali o immaginari che siano. Ma visto il numero infinito di film del genere, farne semplicemente una dei miei film preferiti sull'argomento sarebbe stato impossibile. Quindi ho preferito entrare un po' più nel particolare, scegliendo pellicole che hanno affrontato l'oggetto in maniera più... particolare, osservando la figura del killer seriale da un punto di vista "differente", a volte inedito. Aggiungo che si tratta di una classifica puramente personale, giusto per spiegare determinate mancanze. Ma bando alle ciance e iniziamo:

10) Frailty - Nessuno è al sicuro (di Bill Paxton, 2001)

Horror dai pochi mezzi, serie B dalla fotografia sporca e dallo stile torrido. In questo piccolo film di Paxton la figura del serial killer viene quasi elevata, divenendo strumento divino e mezzo attraverso il quale la giustizia divina attua i suoi piani e punisce i veri cattivi, i demoni. Non per niente il serial killer protagonista del film è stato soprannominato Mano di Dio. Frailty è però un film basato sul concetto di verità e finzione, quindi è cinematografico al cento per cento. Com'è cinematografica la figura del serial killer stesso, un attore camaleontico per natura. La particolarità di questo film sta soprattutto nel fatto che l'horror sovrannaturale si fonda perfettamente con un argomento che di sovrannaturale a veramente poco.


09) American Psycho (di Mary Harron, 2000)

Tratto dal romanzo omonimo di Bret Easton Ellis, American Psycho è un horror splatter, la storia di un serial killer folle e vittima del suo tempo e del suo ambiente sociale. Un pezzo grosso della finanza, uno yuppie che affronta gli stress della sua esistenza saziando la sua sete di sangue. Il protagonista Patrick Bateman è frustrato da un'esistenza basata sulla finzione e l'apparenza, proprio come un serial killer si maschera di apparenza per riuscire a sopravvivere in un mondo che non lo accetterebbe mai per quello che è. Mai prima di questo film (e del libro da cui è stato tratto) il killer seriale era divenuto simbolo di un sistema alto e ricco, rappresentazione del lato oscuro del mondo dorato dell'alta finanza. E proprio per questo il finale è estremamente indicativo.

08) Monster (di Patty Jenkins, 2003)

Ispirato alla vera storia di Aileen Wuornos, prostituta serial killer della Florida, Monster non è un horror né un thriller né un vero e proprio biopic. E' piuttosto un film drammatico, una storia d'amore tra una killer seriale che, attraverso l'omicidio, manifesta il proprio odio e disgusto verso l'universo maschile e che, proprio per questo, si innamora di una ragazza "problematica" divenendo al tempo stesso vittima di questo amore. Quindi il dramma di una donna e la tragicità di una storia d'amore impossibile diventano prominenti confronto all'orrore della storia di questa assassina.


07) Maniac (di Franck Khalfoun, 2012)

Già immagino le vostre facce dopo aver visto che in classifica c'è il remake del 2012 interpretato da Elijah Wood piuttosto che l'originale del 1980 diretto da William Lustig e interpretato da Joe Spinell. Se vi state chiedendo il perché, la risposta è semplice: perché lo preferisco. Perché ho apprezzato molto l'aggiornamento ai tempi moderni, l'alternanza di una visione soggettiva e una visione oggettiva della vicenda, lo sguardo dell'assassino rappresentato attraverso l'uso della camera a spalla che permette allo spettatore di identificarsi con l'assassino (cosa che nel film originale non succederebbe mai e poi mai), il lato melò della vicenda. Insomma, mi piace di più e non ho paura ad ammetterlo. Che poi l'originale del 1980 sia un cult assoluto non lo nego e non lo negherò mai, chiariamolo.

06) Seven (di David Fincher, 1995)

Seven è il film che, insieme al Silenzio degli Innocenti, ha rivoluzionato e rilanciato il concetto di thriller americano, con il suo stile che ricorda i trascorsi videoclippari di Fincher. Ma non è per questo che entra in classifica. Il motivo principale è che il modus operandi del serial killer (non al centro del film, mai protagonista se non SPOILER nel bellissimo finale SPOILER), che utilizza i sette peccati capitali come strumento per l'epurazione di un mondo al collasso. Praticamente la cattiva medicina per curare una realtà ancora più cattiva. E allora il killer diventa deus ex machina. Originale e più complesso di quello che si pensi ma ancora, forse, estremamente immaturo.


05) Memories of Murder (di Bong Joon-ho, 2003)

Film coreano basato sulla vera storia del primo serial killer ufficiale coreano. Allo stesso tempo storia di una ricerca mai terminata, di un caso insoluto che ha coinvolto due detective. E, in effetti, in questo film è la ricerca che conta, con la figura del killer che da fantasma diventa leggenda. Un vero e proprio poliziesco, una detective story che gira attorno alla figura dell'assassino, l'uomo nero che in un bellissimo finale torna ad essere uomo comune. E intanto la storia dei detective diventa anche quella di un'ossessione. Uno dei più bei film coreani che mi sia capitato di vedere, tra l'altro.

04) Il Cameraman e l'Assassino (di Rémy Belvaux, André Bonzel e Benoît Poelvoorde, 1992)

Film a metà strada tra commedia e dramma, un'opera assolutamente originale che fonde la tecnica del mockumentary a quella del classico thriller. Tre registi per un'unica storia, quella di un troupe che segue un serial killer sviscerando i trucchi del suo mestiere. Fino a che il coinvolgimento non raggiunge limiti estremi. Secondo me un capolavoro ma film che entra in classifica soprattutto per l'originalità nell'affrontare l'argomento. Dal Belgio con furore.


03) M - Il mostro di Düsseldorf (di Fritz Lang, 1931)

E sul terzo gradino del podio il primo film della storia su un serial killer. Dal maestro espressionista tedesco, la storia di un killer seriale che da carnefice diventa quasi vittima, accerchiato da un tribunale popolare composto da derelitti e altri criminali che vuole farsi giustizia da solo. Pur essendo la prima pellicola sull'argomento, è anche l'unica a mio parere che sia riuscita a sviscerare la pazzia di un mostro in modo tanto plateale e moderno al punto da sfiorare la biografia. Un film immenso, capolavoro assoluto che a distanza di tanti anni non ha risentito minimamente del tempo passato. 

02) Zodiac (di David Fincher, 2007)

Altro film di Fincher, che questa volta tratta la figura del serial killer in modo più maturo, puntando su un film che non eccede mai in spettacolarizzazione e che, trattando ancora il killer come deus ex machina, sfrutta la sua figura per parlare di altro, dell'ossessione, dei problemi e dei difetti di chi cerca di fermarlo e acchiapparlo. In questo si avvicina molto a Memories of Murder, a cui forse Fincher si era ispirato, ma lo fa in modo più complesso, divenendo il mezzo di un'indagine psicologica e sociale. Ispirato al killer seriale Zodiac, che durante gli anni sessanta e settanta sconvolse San Francisco e la cui identità è ancora sconosciuta. Un film cupo, duro ed estremamente lento ma capace di ipnotizzare lo spettatore. E il bello è che, a un certo punto, del mostro non ce ne frega davvero più niente. Camaleontico, Fincher fa quello che nessuno aveva ancora osato fare trattando l'argomento, superando persino se stesso. 


01) Psycho (di Alfred Hitchcock, 1960)

E al primo posto non poteva non esserci Psycho del (forse) più grande regista del brivido britannico. Film americano, però, che ha fatto scuola e storia. Se M - Il mostro di Düsseldorf è stato il primo film sull'argomento, Psycho è il film che ha rilanciato la figura del serial killer. Tratto dall'omonimo romanzo del 1959 di Robert Bloch, è ispirato molto lontanamente alla figura di Ed Gain e tratta della storia di Norman Bates, assassino seriale dalla personalità scissa in due. Capolavoro assoluto e non ci piove, travalica il thriller per sfiorare l'horror ma non disdegna un approfondimento psicologico inaspettato. Chi non lo ha visto dovrebbe recuperare.

Ecco, credo di aver detto tutto, anche se ci sarebbe molto da dire ancora. Magari prossimamente, chi lo sa. Buon week end.


6 commenti:

  1. stranamente una top 10 che non ho ancora fatto... :)

    il mio numero 1 personale comunque è il mitico patrick bateman

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  2. Dovrò cimentarmi anch'io con questa top ten.
    Comunque, il mostro di Lang si gioca il primo posto, per quanto mi riguarda.
    E mancano Lecter e Dente di fata. ;)

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    Risposte
    1. Lecter e Dente non entravano e i loro film così tanto "particolari" non lo sono stati, seppur Il Silenzio degli Innocenti per me sfiora il capolavoro.

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  3. Bella top ten ;) anche The Manson Family forse meritava uno spazietto...

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  4. Manson e la sua Family, per quanto mi riguarda, non sono assassini seriali nel vero sendo del termine. Piuttosto una setta che ha commesso omicidi con uno scopo ben preciso.

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