24 novembre 2014

[Recensione] Jessabelle (di Kevin Greutert, 2014)


Partendo dal presupposto che il cinema horror, oramai, ha definitivamente abbandonato la pretesa di "fare paura" scegliendo invece di "spaventare" lo spettatore, è logico che gran parte delle mie opinioni sui vari film vengano influenzati da questa "impossibilità". Perché la paura è un filo teso, una sensazione costante, mentre lo spavento puro e semplice è un attimo. Film brutti possono spaventare una/due volte ma continueranno a rimanere brutti. I bei film possono fare completamente a meno dello spavento ed anzi, nel momento stesso in cui cadono nella trappola del "buuuu" perdono punti.

E allora, su cos'altro basare un giudizio? La paura è relativa anzi, soggettiva, si sa, e non può essere metro di valutazione. Quindi entra in gioco tutto il resto, ovviamente sempre e solo su basi soggettive. 


Quando mi sono approcciato a Jessabelle, film di Kevin Greutert di quest'anno, l'ho fatto pensando si trattasse di un horror dal tema paranormale, cosa che a tratti è vera ma solo per la prima mezz'ora di film. Poi Jessabelle si rivela per quello che è, ovvero un thriller dalle tinte sovrannaturali che cede all'horror nel momento stesso in cui pretende di spaventare. Ed è questa la forza del film, quando diventa chiaro che gli sforzi di regista e sceneggiatore (Robert Ben Garant) erano tutti diretti nel creare un'atmosfera coinvolgente mantenendo intatto quel sapore anni 2000 che accomuna Jessabelle ad altre pellicole di più o meno una decade fa. Perché questo lavoro a bassissimo costo della prolifica Blumhouse Productions (Paranormal Activity, Sinister, Insidious, Oculus) attinge platealmente a quell'immaginario horror "rinnovato" che tanta paura ha fatto e tanto successo ha ottenuto, tra spiriti che infestano case e rendono dura la vita dei loro occupanti e fantasmi alla j-horror con il viso coperto da lunghi capelli corvini. Un po' di voodoo e la Lousiana fanno il resto, portando la memoria a una pellicola come The Skeleton Key (o, più alla lontana, a Angel Heart) senza però tradire quel sapore che contraddistingue gli horror di ultima generazione.

Dopo un terribile incidente d'auto che l'ha ridotta sulla sedia a rotelle e che ha ucciso il suo fidanzato, Jessie torna nella casa natale in Louisiana, dove vive il padre vedovo. Dopo il ritrovamento di alcune videocassette lasciatele dalla madre morta, la ragazza inizia ad essere perseguitata da una strana presenza.


Non mi aspettavo molto dal regista di Saw VI e Saw 3D. Né avrei dato due lire allo sceneggiatore di Una Notte al Museo. Ma, nonostante la regia non sia esaltante e la sceneggiatura soffra di qualche piccolo grande buco, Jessabelle funziona. Funziona soprattutto quando non cede all'horror classico, quando si perde tra la desolazione delle paludi e la fantastica location di cui dispone. Funziona perché tiene costantemente alta l'attenzione dello spettatore che, come la protagonista del film, vuole capire il come e il perché di quel che sta accadendo. La forza di Jessabelle non sono gli attori, né i virtuosismi tecnici. Di certo non sono i cliché che sembra non possano mancare in qualunque produzione di genere degli ultimi anni. Più che altro si tratta di quell'atmosfera a tratti claustrofobica che si respira per tutti i 90 minuti di durata, della fotografia che ritrae alla perfezione il cupo e assolato sud, di alcune scelte interessanti come quella dei nastri lasciati a Jesse dalla madre che non ha mai conosciuto o quella iniziale di non mostrare apertamente la presenza se non lasciandola intuire da dietro la tenda a baldacchino del letto. 

Alla fine, per tutti questi motivi, Jessabelle è un film in linea con quanto visto negli ultimi anni, magari proposto dalla stessa casa di produzione. Scorre torvo fino alla rivelazione finale ma si lascia dietro qualche incongruenza di troppo. Niente per cui strapparsi i capelli, niente di originale e nulla su cui poter rimuginare a lungo, non per il tema né per complessità o per la bellezza visiva. Ma per tre milioni e mezzo di dollari si tratta di un horror onesto. Niente di più, niente di meno. 

10 commenti:

  1. Non mi isoira molto la trama... però che figata di locandina!

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    1. La locandina è fighissima, il film è sufficiente, io un'ochiata a tempo perso gliela darei ;)

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  2. Mmmmmmh, credo che passerò anche io, ho troppo altro da recuperare!:D

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    1. Sì, al massimo puoi metterlo tranquillamente in coda :)

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  3. Lo metterò in lista assieme a mille altri, ultimamente sfornano horror uno dopo l'altro e non riesco a starvi dietro! XD

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    1. Tra i millemila film che sfornano, questo qui con tutti i difetti che ha è almeno decente. Ma non aspettarti niente di più.

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  4. concordo al 100 %, per me è un'occasione sprecata perché data quell'ambientazione e quella confezione , più che decente, poteva venire molto meglio...oggi ne ho parlato da me...

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    1. Ho letto la tua recensione, sono più buono di te visto che sto abbondantemente nella sufficienza. Eppure condivido tutti i tuoi dubbi su questa pellicola

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  5. La trama non è male, molto stile skeleton key ( anche la fine è abbastanza banale -anche se sui finali ci sarebbe da rivedere un buon 90% degli horror); mi piace l'idea di usare il tema del woodoo non molto usato. .. peccato!! Film molto interessante

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    1. skeleton key sembra essere stato un vero e proprio punto di riferimento per questo film

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