23 dicembre 2014

Il Natale e i suoi simboli: tanti auguri


Ed eccoci qua, a questo 23 Dicembre, sempre più vicini al Natale, sempre più vicini alla fine di un anno che di certo non ricorderò con piacere. E sono contento che finisca, e sono contento che si possa ricominciare, magari promettendo a me stesso di scrivere di più, visto che ultimamente ho latitato e la scrittura, certamente, non è stata al primo posto né qui sul blog, né tra i miei pensieri. Che tutto il resto in realtà non è mancato, tra film visti, letture assortite, un paio di viaggetti e persino qualche soddisfazione.

Il problema è che, a volte, la vita prende il sopravvento. A volte le emozioni, tanto quelle positive quanto quelle negative, sono così forti da saturare l'anima. La scrittura viene dall'anima (o almeno, io credo sia così). Da un anima satura non può venir fuori nulla, se non con il tempo, attraverso l'attesa. E in un certo senso io questo sto facendo: attendo. Ma i giorni passano come un conto alla rovescia e di tempo non ne rimane poi così tanto, quindi credo sia arrivato il momento di darsi una mossa. Questo è il mio buon proposito per l'anno che verrà.

Fatto questo preambolo, direi che è arrivato il momento di parlare un po' di Natale. Mancano due giorni e negli anni passati non ho mai mancato l'appuntamento.


Però quest'anno non ho intenzione di parlare di cinema, né di musica. L'ho fatto quelli passati e non credo ci sia qualcosa di nuovo da dire. Quel che ho deciso di fare, invece, è di parlare del Natale  dei simboli natalizi. Perché, si sa, il Natale è una festa presa in prestito dalla religione cristiana, una ricorrenza religiosa ricca di simboli presi in prestito dal folklore.
Ovviamente qui da noi la componente cristiana tende a farsi sentire di più, con lo Stato Pontificio vicino e la nostra cultura profondamente cattolica, e si traduce in simboli come il presepe, la stella sull'Albero di Natale, l'attesa della mezzanotte del 24 come nascita (simbolica anch'essa) di Gesù Cristo. 

Meglio chiarire subito: il Natale E' e RIMANE una festa Cristiana, quella che festeggia la Natività. Quindi ha valore liturgico, quindi celebra Dio e la sua discesa tra noi mortali attraverso la figura del Figlio. Sappiamo benissimo però che la scelta del 25 Dicembre è puramente simbolica: la festività natalizia va infatti a coincidere e sostituire altre festività pagane come il Dies Natalis Solis Invicti (la festa dedicata alla nascita del Sole, divinità in seguito sostituita da Cristo stesso) o i Saturnali romani
Questa fondersi di influenze religiose e pagane ha dovuto, negli anni, fare i conti con significati laici e folkloristici. E sono tanti, e non di tutti e facile risalire alle origini. Quindi vedremo insieme quelli fondamentali e alcuni che, qui da noi, hanno attecchito poco o per nulla. Questo sarà il modo, per Combinazione Casuale, di augurare a tutti voi un buon Natale. 


Albero Di Natale

L'albero di Natale è un simbolo di origine antichissima. Gli egizi usavano costruire piccole piramidi fatte di legno e questa usanza fu, molto più tardi, presa in prestito dalle genti nord europew. Infatti sin dal XV secolo era uso e costume in Estonia decorare alberi con frutti invernali per il giorno di Natale, usanza che passò poi in Germania e Lettonia. Sull'albero così agghindato potevano comparire anche frutti, fiori di carta colorate, dolci di zucchero e alloro. Probabilmente però, in questi paesi del nord, il simbolico albero (Albero del Paradiso) veniva allestito ancor prima del medioevo: ad essere utilizzato era infatti l'albero di Abete, sacro al divino Odino della mitologia nordica. 

I Doni Natalizi

La tradizione dei doni natalizi nasce probabilmente durante i Saturnali romani, che si svolgevano tra il 17 e il 23 Dicembre. Infatti in questo periodo dedicato al dio Saturno ci si scambiava piccoli doni (strenne) e si imbandivano grandi banchetti (come, al giorno d'oggi, si imbandiscono la notte di Natale). L'usanza di scambiarsi doni però riguardava anche i festeggiamenti dell'anno nuovo. 


Babbo Natale

Il Babbo Natale moderno, ovvero Santa Claus, è una figura di fantasia derivante da quella realmente esistita di San Nicola, vescovo di Myra. Santo considerato protettore dei bambini (ne riportò in vita cinque rapiti e uccisi da un oste, secondo la tradizione religiosa). Il termine Santa Claus deriva dall'olandese Sinterklaas, ovvero il nome del santo in tale lingua. 

Nelle fiandre svolge un ruolo praticamente identico San Martino di Tours.

In un certo senso però il mito di Santa Claus va a sostituire (almeno nel Nord Europa) quello folkloristico che vedeva il dio Odino dispensatore di regali per i bambini che avessero lasciato, nelle loro scarpe, cibo atto a sfamare il suo cavallo Sleipnir. Coll'insinuarsi della religione cristiana, quindi,
il dio del nord fu sostituito dal santo di Myra che, cavalcando il suo destriero (per altri un semplice asinello), portava regali ai bambini buoni. Secondo altri invece questo compito non veniva svolto dal santo in persona, bensì da un demone da questi sconfitto che, costretto a fare ammenda, si infilava nelle case degli ignari abitanti attraverso il camino. 


Solo in un secondo momento Santa Claus, esportato in America durante l'immigrazione olandese, divenne il Babbo Natale che noi tutti conosciamo, vecchio bonario vestito di rosso (i colori vescovili del santo europeo) immaginato dalla matita dell'illustratore Thomas Nast che lo disegno per la prima volta nel 1881.

Ovviamente la figura di Babbo Natale si adatta al folklore locale di ogni singolo paese: in Svezia e Norvegia è il Tomte (vecchio barbuto che cavalca una capra), in Finlandia è il Joulupukki (uomo/capro - quindi dai connotati demoniaci - vestito di pelli animali che porta i doni guidando un carro trainato da capre).

Tombola

Il gioco natalizio per eccellenza. Anche il gioco della Tombola ha origini romane: solo durante gli ormai famosi Saturnali infatti era consentito giocare d'azzardo nell'antichità. 


La Ghirlanda

L'uso di attaccare ghirlande natalizie è per lo più Americano o Nord Europeo. Le ghirlande, anticamente, venivano attaccate sulle porte di casa come atto propiziatorio verso l'inizio dell'inverno, quasi un modo per sconfiggere l'oscurità e aspettare il rifiorire della natura. Qui da noi, in Italia, l'uso non ha attecchito. Forse perché da noi le ghirlande di fiori richiamano la morte.
   
Il Vischio

Il Vischio è una pianta che, da sempre, è stata ritenuta di buon augurio. Anzi, per alcune culture (come quella celtica) era dotata di enormi poteri ed era ritenuta sacra. Germanico invece è l'uso e costume di baciarsi sotto una pianta di vischio.

5 commenti:

  1. PERLADIVINITA'CHET'ACCOZZA come ti odio quando fai i bigini focusiani a tema XD

    Buona fine dell'anno,Frenki. Sbomballati a dovere e comincia il prossimo digggggrinta. ;)

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  2. Grande Frank.
    Bentrovato, e buone feste! :)

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  3. Bella l'idea di parlare dei simboli natalizi! Tanti auguri!!!! :)

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  4. dopo il post di halloween, un'altra infornata di informazioni utili ;)
    comunque perché ci si deve baciare proprio sotto il vischio?

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  5. Ecco, io ho aspettato proprio natale per scrivere sotto questo post. Che organisasciòn, eh?
    Auguroni Franky-boy :)

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