Wes Craven Day: Nightmare - Dal Profondo della Notte


Tutti i bambini hanno paura dell'uomo nero e l'uomo nero può avere la forma che più spaventa i bambini. Per me l'uomo nero è un molliccio (chi conosce Harry Potter mi ha capito): non è forma, è sostanza. L'uomo nero è la paura. E cos'è che fa più paura dell'essere "colpiti" quando siamo soli e indifesi?
Wes Craven questo lo sapeva benissimo perché Wes Craven aveva ben chiari quali fossero i meccanismi della paura, del terrore. Ecco perché alcuni dei suoi film sono stati in grado di spaventare davvero ed è questo il motivo per cui egli è diventato uno dei registi simbolo per almeno due generazioni di spettatori. Per questo la sua morte, il 30 Agosto del 2015, ci ha sconvolto così tanto. Non è stata solo la perdita di un regista, è stata la perdita di un pezzo della nostra "storia". Per celebrare quest'uomo, ancora una volta, noi blogger ci siamo riuniti per un ultimo addio e in segno di rispetto. Ed oggi io vi parlo di quello che è forse il primo film horror della mia vita: Nightmare - Dal Profondo della Notte (1984).


Ecco, in Nightmare c'è forse la più grande rappresentazione dell'uomo nero nella storia del cinema horror. In Nightmare on Elm Street (questo il titolo originale del film) c'è il terrore antropoformizzato che ci prende e ci porta via nel momento in cui siamo più indifesi: di notte, mentre dormiamo. Ma nel film simbolo di Wes Craven c'è di più, c'è l'essenza classica del boogeyman, il mostro che si nasconde sotto il letto e porta via i bambini cattivi. Freddy Krueger è infatti un mostro che nel sonno (il letto) uccide gli adolescenti (adulti ancora bambini) per punire i "peccati" dei loro genitori, che lo hanno bruciato vivo per vendicare gli abusi che aveva inflitto ai loro figli. Freddy non vive sul nostro piano della realtà, Freddy vive nel mondo dei sogni che egli trasforma in incubi in cui, se muori, muori davvero. Krueger rappresenta quindi la paura, è il mostro che prende forma attraverso il subconscio, è l'incubo che si fa carne e vien fuori dal buio con il volto deturpato e artigli d'acciaio. Un orrore che non viene da fuori, ma da dentro, e che per questo è ancora più nuovo e destabilizzante. Quando Nancy, la protagonista, scruta tremante la notte aspettandosi da un momento all'altro di veder saltar fuori il mostro come in un qualsiasi slasher, non sa ancora di stare guardando nella direzione sbagliata: lo capirà una volta intuita la vera natura di Freddy.


Si tratta di simbologie, si tratta di codificare la paura e rappresentarla. Craven questo lo sapeva fare bene, io lo reputo un razionale del cinema horror, il più colto tra quelli del suo tempo. Nonostante Nightmare sia un film a metà strada tra la realtà e sogno, nonostante i flash onirici e le sue scale di Escher, è caratterizzato da una quadratura matematica, gli incubi in cui cadono i protagonisti sono vere e proprie trappole studiate da Freddy quando trasporta le sue vittime nel proprio mondo: la cantina, il locale caldaia. Freddy si muove nell'oscurità, quasi mai alla luce del sole, le scene in cui appare sono sempre scure e la la luce, il fuoco o il calore, quando presenti, hanno connotati infernali. In futuro, con l'andare avanti della saga, questa caratteristica verrà pian piano persa, ma nel film di Craven è regola perché il mondo in cui Freddy vive è oscuro, senza speranza, è il sogno contorto dove la mente umana è in balia di se stessa, delle proprie pulsioni, dei propri traumi. Ancora più facile poi se le sue vittime vivono di pulsioni (soprattutto sessuali) nel periodo più caotico dell'esistenza umana, a differenza degli adulti già vittime dei propri demoni, dei vizi e dei preconcetti.


Ecco, gli adulti. Un gruppo di persone non solo inutili, ma deleterie. Credo che Nighrmare sia il film che prima di qualunque altro relega la figura dell'adulto ad una posizione di contorno. Gli adulti qui vogliono far bene e invece fanno solo danni. Non scompaiono, sono parte integrante di questo cinema tipicamente anni '80 che rappresenta un particolare modello sociale, ma non rappresentano gli eroi che salveranno i loro figli. Anzi, a conti fatti sono la causa dei dolori che i ragazzi dovranno affrontare: Freddy non è altro che la loro pesante eredità, il prodotto di scelte sbagliate che si riflettono su un futuro incerto che, inconsapevoli, ragazzi sull'orlo di diventare adulti devono affrontare. Krueger è lo spauracchio, la rappresentazione di tutte le insicurezze e i pericoli del mondo. Per questo, alla fine, è imbattibile: non si può sconfiggere il male, non possiamo fare finta che non esista, non possiamo fuggirgli.


L'idea venne a Craven leggendo un articolo di giornale in cui si parlava dei pericoli della privazione del sonno e di un ragazzo morto per via di incubi terribili. Morire per colpa di un brutto sogno non è quindi un'idea tanto fantascientifica e il buon Wes la ritenne buona per un film. Anche la figura di Freddy deriva da un evento reale: l'aspetto del baubau craveniano è quello di un barbone che vide da una finestra quando era piccolo e che lo terrorizzò.
Il film fu realizzato con un budget talmente esiguo da costringere regista e tecnici a puntare tutto sulle idee, sull'inventività e poco, il meno possibile, sullo splatter. Nightmare è quindi un film che punta sulla suspense, il suo scopo è perturbare lo spettatore e non disgustarlo, magari destabilizzarlo confondendo i piani di sonno/veglia o con poche scene di sangue (dove però il sangue abbonda) ben congegnate (il primo omicidio su tutti). Il risultato è un horror sovrannaturale estremamente realistico nella costruzione dei personaggi, un film che pur non essendo un capolavoro si rivela innovativo tanto dal punto di vista concettuale (uno slasher movie in cui l'assassino è una sorta di demone infernale che uccide su un diverso piano della realtà) quanto da quello "visivo". E che all'epoca fece davvero paura, mettendo addosso allo spettatore quella particolare ansia prima di addormentarsi che poi ti rovina le nottate. E che per questo resterà sempre nei nostri cuori.

N.B. Nightmare - Dal Profondo della Notte è anche l'esordio cinematografico di Johnny Depp, per chi ancora non lo sapesse.


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Commenti

  1. Capolavoro assoluto...ma che lo dico a fare??

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    1. Per me capolavoro non è ma è uno di quei film che mi ha cresciuto, il mio battesimo nell'horror... e si spiegano un sacco di cose :D

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  2. Questo film io lo adoro proprio. E' stato uno dei primi horror che abbia mai visto e non me lo scollerò più dalla testa!

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    1. Siamo sulla stessa barca allora: pezzo di storia, del cinema e personale

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  3. E pensare che io ho cominciato la saga guardando il sei!!! XD
    Krueger è lo spauracchio della mia infanzia, un'icona sanguinosissima, un babau unico nel suo genere, dal quale non si può sfuggire e non ringrazierò mai abbastanza Craven per averlo creato.

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    1. Io ringrazio quel barbone che vide dalla finestra e lo terrorizzò... e anche un po' il bulletto che lo malmenava... insomma, senza questi pezzi del puzzle addio adolescenza nostra :P

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  4. Supercult totale che funziona ancora oggi.
    Ricordo ancora la paura che mi metteva quando lo vedevo a undici/dodici anni.

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  5. Terrificante. Credo che nessun regista si sia spinto così oltre andando a toccare la parte più intima di noi stessi: il sonno. Qui se dormi muori, e chi li chiude più gli occhi?

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    1. Infatti è questa la grandissima innovazione di Craven...

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  6. Visto per casso a undici anni ed è stato amore. Uno dei miei horror preferiti di sempre, e crescendo ne ho capito tutta la potenza e importanza

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    1. Idem per me, credo di aver iniziato a guardare horror proprio grazie/a causa di questo film

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  7. Un film che pur avendo sentito il passare del tempo, una volta spento e a letto, gli incubi li fa fare lo stesso.

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