Tales of Halloween


Gli horror a episodi sono un toccasana durante le serate mosce. A me sinceramente piacciono molto, soprattutto quando sono girati a più mani perché mi da la possibilità di 1) conoscere registi nuovi/registi meno nuovi che magari mi ero perso, 2) entrare in contatto con nuove idee e nuovi argomenti, 3) godermi qualcosa di leggero (al di là della leggerezza effettiva del narrato). 
Allo stesso tempo però l'horror a episodi è rischioso: devi essere davvero bravo per gestire una storia breve, c'è più eterogeneità e quindi sono più frequenti i cali e, infine, nello stesso progetto possono essere coinvolti talenti di livello differente.
Però, in generale, i film a episodi mi piacciono. Mi sono piaciuti molto i due ABC of Death, ho apprezzato alcune cose dei due V/H/S, sono molto legato a The Theatre Bizarre e per me roba come i due Creepshow o Due Occhi Diabolici sono cult assoluti. Anche per questo non vedevo l'ora di approcciarmi a Tales of Halloween (2015).

A dire il vero Tales of Halloween mi attirava tanto al di là di questo, vuoi perché è l'ennesimo film dedicato alla mia festa preferita, vuoi perché ci hanno partecipato registi che io adoro come Neil MarshallLucky McKee. Peccato però che il risultato mi abbia deluso, nonostante le ottime trovate sparse qua e là. 

Tales of Halloween è un film estremamente eterogeneo composto da dieci episodi, dieci storie ambientate in un quartiere dei sobborghi americani. La cosa bella, quella che mi è piaciuta tanto, è proprio l'ambientazione ristretta che permette di sfruttare un micro-universo di personaggi ricorrenti che fanno da comparse e rendono "familiare" ogni episodio. Per il resto, direi che la cosa migliore sia parlare di ogni singolo cortometraggio che compone il film dando, per ognuno, la mia opinione.

Sweet Tooth, di Dave Parker (Pollice su)

Si parte con un classico americano ovvero un racconto horror basato su una leggenda metropolitana. Quella di "Golosone", mostro affamato di dolcetti che ti divora se non dividi con lui il tuo "bottino" di Halloween. Una storia molto carina, molto ben gestita, estremamente splatter e con un finale ironico/grottesco che cita a(ma)bilmente Halloween - La Notte delle Streghe. Il regista Dave Parker non è certamente molto conosciuto dal grande pubblico, io lo ricordo per il film Le Colline Sanguinano, quindi vederlo dirigere un corto così godibile è stata una sorpresa.


The Night Billy Raised Hell, di Darren Lynn Bousman (Pollice giù)

Dopo una bella partenza ecco il primo calo repentino: il secondo episodio accentua l'ironia, si fa più grottesco che mai e vuole far più ridere che spaventare. Inutile dirlo, con me non c'è riuscito, nonostante il bel colpo di scena finale. The Night Billy Raised Hell è la storia di un bambino che, la notte delle streghe, ha la sfortuna di fare uno scherzetto alla casa del diavolo. Non che mi aspettassi qualcosa di buono dal regista di Saw II, Saw III e, soprattutto, di quella cagata di 11-11-11. Sfortunatamente i toni da comedy, in questo caso, mi hanno irritato.

Trick, di Adam Gierasch (Pollice su)

Per fortuna non è una strada tutta in discesa. Con Trick infatti, il film rialza il tiro. Il risultato è una storia crudele e difficile da digerire, che però non rinuncia ad un pizzico di ironica cattiveria nel finale. Tutto ha inizio con una sorta di home invasion praticato da un gruppo di bambini ai danni di quattro amici intenti a godersi un film horror. Il regista è Adam Gierasch e io, ahimè, non ho mai avuto la possibilità di guardare un suo film. 

The Weak and the Wicked, di Grace Phipps (Pollice su)

Il quarto episodio è un corto in salsa urban western che ha proprio nell'ambientazione il suo punto forte, mischiando lo stile alla Walter Hill all'horror demoniaco. Protagonisti sono una banda di tre tempisti e un giovane in cerca di vendetta, il risultato è un duello dagli esiti ovvi ma ben gestito. Poi lo ammetto, sono di parte: in questo episodio recita Grace Phipps che su di me ha sempre un certo effetto, vestita da dark/punk sbandata poi... Alla regia invece c'è Grace Phipps, che nel 2009 ha girato quella perla di Grace, un film che mi ha letteralmente messo i brividi. 


Grim Grinning Ghost, di Axelle Carolyn (Pollice giù)

Il livello, ovviamente, fa fatica a mantenersi alto e così, col quinto episodio, non possiamo far altro che scendere. La storia è la più classica, quella di un fantasma che ti uccide se ti volti a guardarlo dopo aver sentito la sua terribile (?) risata. Altra leggenda metropolitana altra corsa, peccato che questa volta il livello mi sia sembrato quello da corto su youtube o creepypasta. Non do nemmeno la colpa al comparto tecnico, semplicemente di storie così, con il "buuu" finale, ne ho viste di migliori. Alla regia c'è Axelle Carolyn, volto conosciuto nel mondo del cinema di genere (attrice, tra le altre cose, in film come CenturionDoomsday... è la mugliera di Neil Marshall, in fondo!)

Ding Dong, di Lucky McKee (Pollice su)

Finalmente poi arriva Lucky McKee, che con un episodio incredibile dimostra quanto una certa esperienza e il desiderio di osare possano fare la differenza. Ding Dong ha una trama difficile da descrivere, sarebbe (molto semplicemente) una riproposizione della fiaba di Hansel e Gretel con la strega (una fantastica Pollyanna McIntosh) vera star del corto e con effetti "speciali" incredibili che mi hanno ricordato i momenti onirici di Natural Born Killer. Ovviamente Lucky McKee riesce ad essere disturbante ma sottile, veramente inquietante, giocando sui doppi sensi e sul detto/non detto.

This Means War, di Andrew Kasch e John Skipp (Pollice giù)

Dopo aver raggiunto un livello così alto non si può che scendere e This Means War scende benissimo con una storia semplice semplice: due vicini che si ammazzano di botte a causa dei rispettivi addobbi. Il bello è che per dirigere sta "cosa" (che non è neanche così brutta, eh) ci si sono messi in due: Andrew Kasch e John Skipp, un regista che non ha mai brillato e un discreto scrittore di genere. Di certo il risultato avrebbe potuto essere migliore, peccato.


Friday the 31st, di Mike Mendez (Pollice giù)

Ed ecco che ad un tratto i toni cambiano, si ritorna alla comedy e si cita il cult Venerdì 13. Dall'horror si passa alla fantascienza con un adorabile alieno e il suo trick or treat, per poi virare sull'iper splatter e il demenziale assoluto. Alla fine Friday the 31st è una nota di colore irriverente e cartoonesca firmata da Mike Mendez, ma che a me non è piaciuta.

The Ransom of Rusty Rex, di Ryan Schifrin (Pollice giù)

Prendi due rapinatori imbranati e mettili contro un demonietto (che poi abbiamo già visto in almeno altri due episodi) invincibile: il risultato sarà una sorta di Mamma ho Perso l'Aereo che, sinceramente, non ha molto da dire. Il regista Ryan Schifrin è un signor nessuno e il suo lavoro è piuttosto anonimo, vorrebbe divertire ma non ci riesce, di certo non fa paura e di originale ha ben poco. Peccato.

Bad Seed, di Neil Marshall (Pollice su)

Per fortuna a concludere tutto arriva un corto che non solo chiude il cerchio ma da un senso a quell'idea di micro-universo che il film stesso tenta di portare avanti racconto dopo racconto. A dirigere tutto non poteva essere altri che Neil Marshall, in grado di gestire un racconto ironico quasi comico, con il piglio deciso del poliziesco senza rinunciare a punte di ottimo e cattivissimo horror. Con un finale che, tra l'altro, potrebbe venir sviluppato e dare seguito al film, magari un Tales of Halloween 2 per il prossimo anno. Anche in questo caso posso dire che l'esperienza fa molto e lo stesso soggetto, in mano a chiunque altro, sarebbe stato sviluppato da schifo. E pur non trattandosi né dell'episodio migliore né di un capolavoro, posso dire tranquillamente che è la migliore conclusione possibile di un film con alti e molti bassi che magari, più concentrato, mi avrebbe soddisfatto di più ma che, a conti fatti, non è altro che un prodotto carino ma deludente, a tratti noioso, a tratti riuscito che ha il grande pregio di non volersi mai e poi mai prendere sul serio e che si mostra allo spettatore per quello che è. 

Commenti

  1. Lo guarderò di sicuro, gli antologici mi rilassano il cervello! Tra l'altro ancora mi manca il secondo di ABCs of death, ma quello è molto meno rilassante!:D

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    1. il secondo di ABCs of death è anche meglio del primo, vedilo assolutamente :P

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  2. Insomma, un equilibrio tra pollici giù e su...
    Però l'idea del film antologico mi piace, mi è sempre piaciuta e mi fa pensare agli anni '80.
    Il prossimo Halloween sicuramente lo vedrò :)

    Moz-

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    1. Ma non aspettare così tanto, vedilo prima :P

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  3. Visto di recente, ne parlerò anche io: il secondo episodio con la sua ironia a me è piaciuto molto, l'operazione mi ha intrattenuto, anche se nel complesso poteva essere molto migliore.

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    1. Forse un po' più di eterogeneità avrebbe giovato, credo.

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