15 gennaio 2016

[Poesia] Coperta troppo corta


Di anno in anno passano,
di giorno in giorno
come passi di lumaca.
E sui balconi spenti
e sui muri secchi
le ombre cadaveri di luci
senza neanche un epitaffio.

I miei vestiti e le mie scarpe
troppo strette, hanno aggrappati a loro,
invece,
gli odori di città
e le parole scivolate addosso,
di chi e se ancora ce ne fosse bisogno,
lasciate indietro quando ancora
potevano insegnarmi qualcosa.

Lasciamo allora che le finestre si chiudano,
che le persiane sbattano,
che il tempo si ricordi di noi
quando se ne sarebbe dovuto dimenticare.
Lasciamo le bottiglie vuote,
apriamone altre,
il computer acceso e la musica che va
che almeno lei ha qualcosa da dirmi
e non si stanca, anche se dovrebbe.

Io, semplicemente, canto.

Canto anche se non so cantare,
scrivo ancora senza saperlo fare,
analfabeta e gamma o film in loop
su muri di casa come quadri in movimento.
Lasciamo e insistiamo,
ancora e ancora.
Un altro anno è passato, in fondo.
La coperta un po' si accorcia,
ma non fa niente:
ne rimarrà sempre un pezzo per coprirci.

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