29 gennaio 2016

Turbo Kid (di François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell, 2015)


Pollice: su

Credo che una delle più belle invenzioni di sempre si chiami Netflix. E non mi pagano per dire una cosa del genere, semplicemente la sto sperimentando sulla mia pelle. Ma forse non mi sarei sbilanciato così tanto se grazie a Netflix non fossi riuscito a vedere quel piccolo gioiello dell'anno scorso intitolato Turbo Kid. Che ovviamente io mi ero perso, ma che sono riuscito a recuperare in tutta legalità pur essendo inedito in Italia (nel senso che non è arrivato nei cinema, non c'è in DVD, non ha il doppiaggio in italiano: praticamente lo trovi ufficialmente solo su Netflix).

Se mi fossi perso un gioiello del genere non me lo sarei mai perdonato. Turbo Kid è il tipico film da lucciconi agli occhi, non semplicemente un omaggio agli anni 80 ma gli anni 80 che riprendono vita. Perché sì, è un film del 2015, ma è anche la fotografia di un periodo morto e sepolto su cui il trio di registi canadesi François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell pongono una pietra tombale e definitiva. Turbo Kid è gli anni 80 immortalati in una diapositiva post apocalittica fatta di citazioni e elementi tipici: cubo di rubik, sexy penne magiche, walkman, BMX e vecchi fumetti. Partendo dalla più semplice delle storie, concatenando azione e situazioni in un crescendo scontatissimo che non pretende in nessun modo di essere nuovo. Ce lo dice la voce narrante all'inizio: siamo nel 1997, ma il mondo si è fermato almeno una decade prima. Questo vuol dire che non sono mai arrivati gli smartphone, non c'è internet, che manca l'acqua, figuriamoci la benzina, e la rivolta delle macchine di Matrix non c'è mai stata, siamo fermi a quella del primo Terminator


In un mondo di terre desolate vive Il Ragazzo (The Kid) che raccatta oggetti e vecchie cianfrusaglie a bordo della sua bmx per poi rivenderle in cambio di acqua. Il Ragazzo vive tutto solo e idolatra un vecchio personaggio dei fumetti: Turbo Rider, ma un giorno incontra la giovane e strana Apple. E in un certo senso a causa di Apple il nostro giovane protagonista dovrà scontrarsi con il terribile Zeus, dispotico boss di questo mondo distopico, divenendo quello che ha sempre sognato di essere: un super eroe.

Turbo Kid frulla tutto quello che il cinema degli '80 ha da offrire, spingendosi sulla soglia dei '90: ci sono Interceptor - Il guerriero della strada (1981) e Mad Max - Oltre la sfera del tuono (1985), c'è 1997: Fuga da New York (1981), il già citato Terminator (1984), c'è la serie animata per la TV He-Man e i dominatori dell'universo (1983) e persino l'Hardware di Richard Stanley (1990), leggermente fuori tempo massimo. Ma la serie di rimandi non finirebbe qui (io c'ho visto anche un po' di Vendicatore Tossico, un po' di Over the Top, L'Armata delle Tenebre, sicuramente Ken il Guerriero e tanto cinema asiatico, Conan il Barbaro e il cinema fantascientifico adolescenziale alla Navigator) per un concentrato di rimandi, sensazioni e situazioni che non intendono ironizzare o fare metacinema, ma divertire lo spettatore contemporaneo con una strizzata d'occhio a quello nostalgico. Non c'è una cosa, e dico una, che sia fuori posto in Turbo Kid, compresi in nomi dei personaggi: Apple non si chiama Apple a caso, uno dei villain si chiama Skeletron e c'è un motivo ben particolare, il giovane Kid non potrebbe mai chiamarsi diversamente e non deve avere un nome proprio. Characters tagliati con l'accetta come nel migliore dei telefilm o nei comics di una volta, situazioni sull'orlo dell'impossibile, corpi fatti a pezzi stile manga e una somma di situazioni che richiamano i più classici tra i topos (la vendetta e l'eredità della vendetta, l'amore duro e puro, l'eroe puro di cuore e l'antieroe sfrontato e ironico). Il tutto innaffiato con così tanto splatter e gore da spingere chi guarda ad abbassare lo sguardo nonostante il cartoonesco arrivi sempre in soccorso, provocando alcune risate a denti stretti.


Ma a conti fatti non è questo che rende Turbo Kid un film degno di essere guardato, forse un nuovo cult assoluto per molti di noi. Turbo Kid è un film indipendente, girato con due soldi e presentato per la prima volta al Sundance Film Festival ma che ha tanto cuore e tanto romanticismo da far male. Come potrebbe non coinvolgere la straordinaria (seppur banale) storia d'amore tra il Kid e Apple? Roba da romanticismo puro, una sorta di sogno/incubo in cui ritrovarsi immersi. Oppure come non rimanere incantati dalle scene d'azione a suon di lame rotanti, raggi protonici e mazzegnomate? Come rimanere indifferenti agli occhioni o al sorriso perenne della più dolce tra le ragazze post apocalittiche? O all'atteggiamento timido, al limite dell'autistico, di un protagonista apparentemente fuori posto, un vero e proprio sognatore come eravamo noi a 14 anni? Ma vogliamo parlare del cattivissimo Zeus (interpretato da Michael Ironside, mica cazzi), che di nemesi di questo tipo sentiamo la mancanza ogni giorno, o di un personaggio faccia da schiaffi come Frederic, che sembra la controparte grottesca di Ian Solo? Vogliamo prestare un orecchio in più all'ipnotica colonna sonora synth pop che neanche John Carpenter dei tempi d'oro?


Quando i soldi sono pochi, quando la storia non è niente di nuovo, ci sono solo due cose che salvano la baracca: le idee e il cuore. E ce n'è tanto di entrambi in Turbo Kid, perché non si tratta del film raffazzonato che avrebbe girato Hollywood solo per fare qualche miliardo in più, né di un semplice omaggio. Qui c'è una specie di sogno che si realizza, qualcosa che prima d'ora aveva avuto il coraggio di realizzare solo Del Toro con il suo Pacific Rim

Non è difficile capire che mi sono innamorato. Turbo Kid è ciò che avevo sempre sognato di vedere, il tipico film che mi lascia malinconico e con gli occhi lucidi mentre scorrono i titoli di coda. Emozionato e commosso, così mi sono sentito alla fine e così mi sento ora che ne parlo. A 32 anni tornato adolescente e (tra parentesi) innamorato folle di Laurence Leboeuf, con quell'aria folle e dolce da cotta immediata. Per me un film che vale più di mille parole su un periodo morto e sepolto, ma che nel cuore di molti di noi sembra essere più vivo che mai. 


11 commenti:

  1. Se ne è innamorato anche il mio papà.
    Prima o poi, recupero. ;)

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    1. Tuo padre è un intenditore :D recuperalo al più presto, soprattutto se ti piace il cinema di cui parlo nel post

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    2. Eh, quello è il punto: piace più al genitore, ma sono sempre figlio di "cotanto" padre. :-D

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  2. maronna! solo a me non è piaciuto... l'ho trovato poco sincero e costruito in maniera quasi metodica... bho.. :-)

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    1. Per ora credo l'unica voce fuori dal coro sia tua :D ma ci sta, recepiamo i film in modo diverso, è questo il bello del cinema

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  3. Mi ha veramente sorpreso. Arrivato in sordina, mi ha stupito!

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    1. Infatti, qui da noi poi direi che non è arrivato proprio :P

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  4. Ce l'ho in coda per recuperarlo con il Mulo da mesi, ma mi fa penare.
    Spero che ne varrà la pena. :)

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    1. Lo trovi su netflix... puoi fare un mese di prova gratis... giusto il tempo per vedersi il film... e non mi pagano per dirlo :D

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  5. Questo è una chicca sublime! Anche io l'ho trovato un omaggio davvero sincero, perfetto nell'estetica e nella colonna sonora, ingenuo (furbamente, ok) quel tanto che basta per farmi sorridere anche delle sue imperfezioni. Se non l'hai già visto recupera anche Cop Car, che è un altro ritorno agli anni 80, questa volta in chiave più seria, ed è anche un film persino migliore!

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  6. Condivido tutto. Qualche lacrima a 40 anni ma si può? .Io ci vedo anche Blade Runner sotto sotto. Un film x adolescenti di 30 anni fa. Per fortuna che ora c'è Stranger things.

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