The Nightmare (Rodney Ascher, 2015)


Pollice: su

La paralisi del sonno, tecnicamente "paralisi ipnagogica", è una brutta bestia. Forse (e dico forse) è una delle cose più spaventose che possano capitare ad un essere umano. Un film horror ad occhi aperti, un'esperienza terrificante. Chi non lo ha vissuto non può capire esattamente la portata di un simile disturbo. Sì, perché la paralisi del sonno è un disturbo vero, reale, scientificamente studiato, un disturbo "del sonno". La spiegazione scientifica è semplice: poco prima di addormentarsi profondamente o al momento del risveglio dal sonno profondo, avviene una specie di distacco tra corpo e cervello. Il cervello infatti rimane sveglio, il corpo no, Il cervello sta per entrare/uscire dalla fase REM, il corpo ci è già/ancora dentro. In parole povere, chi ne soffre è cosciente ma non ha il controllo del proprio corpo, del proprio sistema nervoso. Provate a immaginare di essere nel vostro letto, coscienti, ma di non potervi muovere. Immaginate poi, in questo momento di totale fragilità, di essere vittima di stati allucinatori, sogni ad occhi aperti, perché siete lì a metà strada tra sogno e realtà. Immaginate che queste allucinazioni siano terrificanti, di avvertire una sorta di minaccia esterna, di vedere ombre o di pensare di fluttuare al di fuori del vostro corpo. Immaginate che questa sensazione si protragga per momenti lunghissimi, nonostante in realtà duri pochissimo, non più di un paio di minuti. Ecco, potete immaginarlo ma non potete capirlo. Chi soffre (o ha sofferto) di paralisi ipnagogica ve lo potrà raccontare ma, come in quei momenti terribili, rimarrà solo e incompreso. A volte persino deriso da chi crede ancora si tratti di un argomento "paranormale" o di un'esperienza "sovrannaturale". 

Tutta questa noiosa introduzione per parlarvi, oggi, di The Nightmare, un documentario dalle tinte horror del 2015, diretto da Rodney Ascher e che appunto parla di paralisi del sonno attraverso l'esperienza di otto persone. 


Documentario, esatto. Non c'è finzione alcuna, nulla viene inventato. Otto persone, semplicemente, raccontano le loro esperienze. Poi lo spettatore potrà credere a quello che vuole, ma non c'è nulla di costruito nelle parole di chi si è prestato (ancora una volta) a parlare di questa problematica sgradevole e stramba. Potrà sembrare strano, persino assurdo, ma davvero: se non l'avete provato non potrete capire fino in fondo. Io, che a quanto pare ne ho sofferto, invece lo capisco benissimo.

Dico a quanto pare perché non mi sono mai informato a tal proposito, non sapevo nemmeno si chiamasse così. Ma poi, guardando il documentario, ho scoperto frammenti di esperienze comuni con persone che non ho mai incontrato, non ho mai ascoltato, lontani più di un oceano da me. E allora, alla luce di tutto questo, capirete quanto diventi inquietante un documentario che, tra le altre cose, non si vergogna di voler fare paura. E ne fa a prescindere, grazie a collaudati jump scare e ad un'atmosfera rarefatta, nonché grazie alle storie raccontate che sono davvero degne di un film horror.
In più i riferimenti al cinema sono sparsi qua e là e sono tantissimi: da Insidious a Allucinazione Perversa per arrivare al classico dei classici, Nightmare. Più che a nobilitare The Nightmare da un punto di vista cinematografico, ad ammantare i succitati di realismo: la più spaventosa delle idee può avere una base empirica e, perché no, scientifica.
Infatti molte delle idee alla base del cinema horror o fantastico, persino molte misteriose esperienze reali, trovano spiegazione o chiarificazione attraverso il disturbo della paralisi del sonno: rapimenti alieni, viaggi extracorporei, presenze demoniache. Senza ledere in alcun modo la dignità o l'integrità di chi si è detto vittima (o partecipe) di tali fenomeni. 


In The Nightmare otto persone parlano di come la paralisi del sonno abbia influito sulle loro vite. Otto punti di vista differenti, da quello scientifico/razionale a quello religioso, da quello new age per arrivare a quello più curioso o menefreghista. C'è chi ha trovato in questo disturbo la spiegazione a tanti fenomeni paranormali/occulti e chi ci ha visto un significato paranormale/religioso. Chi ne soffre, in fondo, parla sempre delle stesse cose: incapacità a muoversi, sensazione di fluttuare, di uscire dal proprio corpo, ombre che ti sovrastano, voci bisbigliate nelle orecchie, difficoltà nel respirare. Allucinazioni audiovisive fino ad arrivare a veri e propri sogni ad occhi aperti. Il bello è che anticamente si pensava che gli incubi fossero portati da demoni che durante la notte tormentavano le loro vittime, ne abusavano, arrivavano a sedersi sui loro petti fino a soffocarli. Demoni che apparivano sotto forma di ombre e ti sussurravano cose terribili, magari preannunciando la tua dipartita. Ed è proprio qui che sta la bontà del lavoro di Rodney Ascher: il regista crea un percorso vero e proprio, aprendo il proprio documentario con lo studio etimologico della parola 'incubo' e prosegue, frammentando il film in capitoli, fino ad arrivare ad una conclusione (che conclusione poi non è). E pur avendo tanti difetti (forse una certa ripetitività, sicuramente una carenza dal punto di vista realizzativo) si rivela un'opera innovativa e incredibilmente efficace, che consiglio a chiunque ma non per approfondire l'argomento, più che altro per avvicinarsi ad esso. Quindi per me, promosso a pieni voti.   

Commenti

  1. vero, il principale difetto è la ripetività, però bella ed interessante idea

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    1. Credo andrebbe sviluppata, questi doc horror potrebbero avere un futuro

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  2. Ne ho sofferto anche io, per fortuna duravano poco. Ero così perso e acciaccato, in quel periodo, che non ho mai trovato una lettura antropologica e o spirituale a questa cosa.

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    1. Di solito si soffre di questo disturbo nei periodi di stress estremo.

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