16 maggio 2016

Punti di vista!


E ritorno, dopo un mese abbondante di assenza. Un po' perché ho avuto da fare, un po' perché solo il pensiero di tornare a scrivere per qualcuno mi dava la nausea. Suona persino strano specificare "scrivere per qualcuno", ma si tratta proprio di questo, soprattutto quando si tratta di blogging. Ma come si può scrivere per qualcuno che non vuole leggere? Scrivere per qualcuno che non ha voglia di aprirsi alle opinioni altrui, ma solo di esprimere la propria quasi fosse regola (legge) insindacabile?Cose che - per fortuna - non ho ancora riscontrato qui, tra gli altri blogger o utenti che leggono o commentano (casomai tra quelli che non leggono, troppo lunghi i post, troppo noioso farlo) ma che riscontro ogni giorno altrove, nella vita reale, con le così dette "persone normali" con cui discuti di cinema, serie tv o musica ma anche di politica, cultura, tecnologia, sui social (soprattutto) ma persino al supermercato, dove non necessariamente parli ma magari senti parlare, in quei posti/momenti in cui io non sono Frank ma più semplicemente Francesco. Ed è proprio in quei posti/momenti che mi parte l'embolo.

Perché i punti di vista dipendono dalla prospettiva da cui si osserva. Io li vorrei persino chiamare "punti di sguardo", poiché ho sempre trovato essenziale la differenza tra le parole "vedere" e "guardare". Se osservi una cosa da una prospettiva, apparirà in un certo qual modo. Se ampli le prospettive di sguardo, amplifichi i punti di vista e espandi le tue opinioni. Solo che sforzarsi, a volte, di mettersi nei panni altrui, abbandonando la sicurezza del proprio sguardo e concedendosi il lusso di pensare trasversalmente, è troppo complicato. Troppo faticoso. O semplicemente al di là della portata intellettuale di molti. Quegli stessi molti che poi criticano l'intelletto, la cultura o l'abilità altrui. Ma da quale pulpito viene la predica? Uno stupido non può fingere di essere intelligente e ce lo prendiamo così com'è, ma un intelligente che fa ripetutamente figure da idiota è inaccettabile. Perché il cervello va allenato al pari di qualsiasi muscolo e non farlo sacrificando la propria materia grigia in nome dell'accidia o semplicemente della pigrizia, sicuri della stessa che ci verrà in soccorso nel momento del bisogno come il più grande dei supereroi, equivale ad abbassarsi allo stesso livello di quegli idioti che non si perde occasione di criticare e prendere in giro.

Allora mi chiedo: che senso ha esprimere la propria opinione su qualcosa, quando questa verrà ripetutamente violentata dal pensare comune? Perché dovrei esprimermi su un qualsiasi argomento con l'unico risultato possibile di venire snobbato/criticato da chi quell'argomento si ostina a concepirlo a modo proprio, senza aprirsi ad altre possibili interpretazioni? Che senso ha divenire un outsider in nome della propria onestà intellettuale? Perché io dovrei mai piegarmi al punto di vista di persone o gruppi di persone ritenute migliori, più intelligenti, più acculturate, più brave e competenti di me se quello stesso punto di vista e viziato dall'arroganza e dalla sicurezza di essere nel giusto, che quel punto di vista sia il migliore?

Capirete allora che anche la voglia di parlare di un film, un disco, un libro o qualsiasi altra cosa viene meno, soprattutto quando posso impiegare lo stesso tempo per far qualcosa di meglio (per me, tipo lavorare o scrivere con profitto). 

Anche per questo ho deciso di prendermi un mese sabbatico. Di non scrivere più per gli altri almeno per un breve lasso di tempo. Cercando di capire. E mi è servito. Ho capito che scrivere in questo modo, in questo blog, mi è venuto a noia. Ho capito che scrivere per quei pochi che leggono (al di là del fatto che possano o non possano apprezzare) non mi soddisfa più, fatto in questa maniera. Ho capito che necessito di un cambiamento. Devo solo riuscire a definire i termini dello stesso. L'unica cosa che so è che non intendo smettere (mi dispiace per chi ci sperava), non intendo appendere la tastiera al chiodo. So (ne sono sicuro) che scrivere mi da ancora piacere e, scusate se è poco, si tratta dell'unico piacere veramente personale che mi posso ancora concedere.  

9 commenti:

  1. Risposte
    1. C'è poco da dirglielo, tanto mi riferisco più che altro a chi non bazzica i blog (o i blog di cinema, o almeno, il mio blog). Qui -essendo il mio blog, appunto - mi sono lanciato in uno sfogo. Comunque grazie del sostegno!

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  2. Eh sì, i punti di vista ingannano la nostra percezione di qualsiasi cosa, l'importante è non cascarci ogni volta e pensare sempre con la propria testa ;)

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    1. Cosa dura da fare per molti, a quanto pare ;)

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  3. mi basta sapere che non intendi smettere u.u

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    1. Per ora no, ma sinceramente stavo pensando di lasciare la scrittura tutta, qualche mese fa :D

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  4. Ciao, io posso dire che Ti leggo sempre con piacere e che vado spesso a colpo sicuro in base ad una Tua critica favorevole.

    E' vero che non commento quasi mai (ho paura di essere banale) ma mi piace come scrivi e quello che scrivi e la sensibilità che ci metti.

    Immagino che prima o poi si senta una certa stanchezza o un senso di inutilità o capiti qualcos' altro che non posso sapere.

    Per quello che vale vorrei continuare a leggerti.

    Ciao. Luca

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    1. Ti ringrazio, non sai quanto mi faccia piacere una cosa del genere. Ovviamente nel post mi riferisco a quel che accade al di fuori del blog. Se uno si legge un mio post (ma la cosa la allargo in generale, a qualsiasi post di qualsiasi blogger), che commenti o no, va benissimo. Mi vanno bene pure quelli che anonimi lasciano un commento fatto solo di insulti (commenti che io poi elimino). Se poi uno non legge a prescindere, perché non gli interessa o sa che quel che scrivo io non gli va a genio, va benissimo uguale. Faccio "sangue amaro" invece quando sono Francesco e non Frank, con quelle persone che magari non sanno nemmeno che ho un blog e con chi si crede tanto esperto da non pensare di doversi mettere da punti di vista differenti per avere un'idea chiara dell'argomento o da quei gruppi di persone a cui basta "farsi i pomini a vicenda" escludendo il punto di vista di chi non fa parte del loro circoletto, per non parlare di chi non cambia idea neppure quando la verità gliela sbatti in faccia. Mi lamento di chi critica la stupidità altrui e poi si bea di un'intelligenza che non sfrutta o di chi non legge (in generale) perché il testo è troppo lungo e non ha tempo (e poi magari te la ritrovi a cazzeggiare su fb o alla piazzetta sotto casa sua). Tutti casi riscontrati nella mia vita reale al di là del blog. Solo che tutto questo mi fa poi passare anche la voglia di scrivere, perché mi accorgo di come scrivere qui sopra sia limitato, con il rischio che possa divenire semplice "masturbazione".

      Detto questo, scusa per la lunghezza della mia risposta. Non smetterò di scrivere - per ora - ma farò qualche tentativo di cambiamento, proverò a cercare nuovi modi di scrivere i miei post e di riscoprire il gusto del blogging. Proprio per questo qualsiasi critica o consiglio sarà bene accetta :)

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  5. E' inevitabile Francesco. Col tempo, meglio dovrei dire invecchiando, mi piace credere di sapere riconoscere la "pochezza" di molti - non è difficile, in fondo ne siamo assediati - e di scansarla in fretta rifugiandomi negli angoli di chi è in grado di indicarmi ed offrirmi, per sensibilità e competenza, una visione di qualità.

    Il primo aspetto credo porti a dire "ma che scrivo a fare". Il secondo spiega perchè devi continuare a farlo.

    Dunque buon proseguimento Frank ( ovviamente lo dico anche nel mio interese!)



    Poi

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