Friend Request - La morte ha il tuo profilo (di Simon Verhoeven, 2016)


LA TRAMA: Laura è una ragazza popolare, studentessa del college che un giorno accetta l’amicizia su Facebook di Marina, una strana compagna di corso che un giorno pare suicidarsi. Da quel momento la vita di Laura cambia, perché i suoi amici iniziano a morire uno dopo l'altro mentre qualcuno sembra hackerare il suo profilo Facebook. 

IN POCHE PAROLE: una porcata. No, questa volta non si tratta dei da me tanto odiati film mediocri: Friend Request - La morte ha il tuo profilo è una cagata pazzesca. Con tutti i suoi jump scare a go go, con i suoi cliché, la caratterizzazione dei personaggi, le dinamiche... tutto! E qualche bella intuizione a livello visivo (perché, devo ammetterlo, ci sono) non salva un prodotto offensivo per l'intelligenza umana. Lo dico per l'ultima volta: far prendere infarti allo spettatore non vuol dire aver girato un buon horror. Questo poi non fa neanche ridere involontariamente, non è trash, si prende fottutamente sul serio. 

Il regista Simon Verhoeven, tra l'altro uno dei tre (3) sceneggiatori, è un tedesco che viene dal mondo della commedia e si vede. ma mi sarei aspettato per questo almeno la capacità di affrontare il suo primo horror col sorriso. Ma in Friend Request non c'è proprio niente da ridere, la tensione è palpabile solo in alcune scene per qualche secondo, per il resto c'è solo noia, squallore (cinematografico) e spaventi occasionali con i soliti sbalzi di volume e "buuuu" improvvisi. 

LATI POSITIVI: solo alcune intuizioni visive e uno stile niente male che regala alcune belle scene creepy e gore, una sorta di cattiveria che esplode nel finale.

LATI NEGATIVI: tutti gli altri. Sto film è una porcata. Punto.


APPROFONDIMENTO:

E voi vi starete chiedendo: c'è davvero qualcosa da approfondire? Sì. Perché devo specificarlo a scanso di equivoci: Friend Request - La morte ha il tuo profilo è un film horror scritto male, interpretato male (forse si salva solo la protagonista Alycia Debnam-Carey... forse!), che fa leva su determinati cliché portandoli all'esasperazione estrema ma chiaramente in modo involontario, perché si nota subito l'assenza di qualunque pretesa ironica o grottesca. Simon Verhoeven, che non è neanche male visto che (di)mostra intuizioni interessanti, gira un horror che si prende maledettamente sul serio, che ci crede veramente. Oltre a voler spaventare infatti, Friend Request prova ad affrontare tematiche serie ed importanti come il cyber bullismo, la dipendenza da internet, il ruolo dei social network nella società giovanile contemporanea. L'alienazione, la solitudine. Solo che lo fa senza profondità, attraverso la messa in scena di cliché che neanche prova a smontare. Perché non si prova, in questo horror tedesco, ad andare oltre le apparenze, a guardare dietro le quinte di un essere umano e di come appare (in una metaforica rappresentazione "reale" del suo profilo di Facebook). Per questo i personaggi non diventano mai persone e le dinamiche restano finte, incoerenti, non permettendo mai la sospensione dell'incredulità. 

In parole più semplici: i personaggi sono quelli che sono, stereotipi viventi. Soprattutto Laura, stereotipo della ragazza popolare e superficiale o Marina Mills, stereotipo della ragazza strana che è strana davvero, rispecchiando perfettamente le immagini o i video "creepy" sul suo profilo, Per non parlare di quei personaggi adulti che non prendono mai in mano la situazione, promulgando una dinamica che porterà necessariamente al punto a cui arriva infine. Ma davvero nessuno si interessa a quello che sta succedendo, investigando, prendendo in mano la situazione? Davvero quel che accade viene accettato per quello che è al fronte di morti varie e di una protagonista apparentemente fuori controllo? Davvero lo spettatore dovrebbe accettare tutto questo e continuare imperterrito a guardare un film stupido fino allo sfinimento? Perché non bastano alcune intuizioni visive e quella bella cattiveria che ormai solo l'horror europeo non ha paura di regalarci a rendere guardabile questo obbrobrio, che per spaventare infine ricorre ai soliti trucchetti, ai soliti jump scare, ai soliti sbalzi di volume per non parlare dello stile j-horror dilagante che davvero non se ne può più.


Alla fine Friend Request è il classico film che avrebbe potuto ma non potrà mai. Non rispecchia la mediocrità dilagante hollywoodiana, è solo la prova che per fare horror ci vuole attitudine e studio. Altrimenti si finisce in un teen horror si spietato, ma stupido, noioso, essenzialmente concepito e scritto male. Peccato. 

CONCLUSIONE: un horror scritto male, preda dei cliché e dei jump scare, che si prende troppo sul serio. Essenzialmente brutto. Peccato, perché è cattivo, lo stile non è male e alcune intuizioni visive sono interessanti. 

Commenti

  1. Immaginavo la vaccata, lei è una disgrazia vivente già in quella schifezza di Fear The Walking Dead, quindi passo volentieri...

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    1. Secondo me lei è una delle cose migliori del film, quindi pensa un po' a che livello stiamo XD

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  2. A me, invece, non è dispiaciuto.
    Brutto, cioè, ma mi aspettavo un "bruttissimo".
    Lei è così caruccia, poi, che le perdono tutto: un incrocio tra la Farmiga Jr. e la Vikander!

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    1. Lei si salva, come si salvano alcune trovate che ho "trovato" visivamente interessanti. Per il resto dai, è un pianto di film :D

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  3. Anche a me non è dispiaciuto per nulla, anzi ho apprezzato abbastanza qualche momento più o meno pauroso...

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    1. Eh, però sono i soliti momenti paurosi da jump scare, cioè, pure in europa adesso? Ebbasta, su :P

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  4. Immaginavo che fosse così. Me lo salto volentieri...

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    1. Saltalo tranquillo che guadagni un'ora e mezza per vedere qualcosa di cui valga la pena ;)

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