08 giugno 2016

Hush - Il Terrore del Silenzio (di Mike Flanagan, 2016)


LA TRAMA: Maddie è una scrittrice che, in difficoltà nella stesura del suo secondo romanzo, si ritira in una grande e isolata casa di campagna alla ricerca di tranquillità e ispirazione. Ma Maddie è sordomuta e per i boschi che circondano la casa si aggira uno psicopatico mascherato che, ovviamente, la prenderà di mira.

IN POCHE PAROLE: classico film della Blumhouse Productions, Hush (in Italia Il Terrore del Silenzio) è il ritorno di Mike Flanagan dietro la macchina da presa dopo il successone ottenuto con Oculus nel 2014. 
Beh, a dire il vero sembrerebbe quasi che Flanagan da dietro la macchina da presa non si sia mai mosso, perché questo home invasion portato qui da noi dalla meravigliosa Netflix, a conti fatti, ha preceduto di poco l'uscita nei nostri cinema di Somnia, il nuovo horror sovrannaturale del regista. 

Sinceramente avrei fatto volentieri a meno di guardare questo Hush. Non perché sia un film brutto, ma semplicemente perché l'ho trovato assolutamente inutile. E certo, un regista deve pur mangiare, e chissà quale tipo di contratto deve aver firmato con Jason Blum, ma sto thriller senza pretese e solo qualche picco di qualità registica lascia davvero a desiderare. Mi scusino gli altri fan di Flanagan.

LATI POSITIVI: alcune intuizioni realmente notevoli che confermano quanto Flanagan abbia qualcosa da dire. La buona prova dell'attrice protagonista Kate Siegel, tra l'altro co-sceneggiatrice e moglie del regista. 

LATI NEGATIVI: storia incoerente con presupposti incoerenti. Nulla di nuovo sotto il sole: per chi ha guardato almeno un paio di home invasion nella sua vita, la noia può essere dietro l'angolo.



APPROFONDIMENTO:

non me ne voglia Mike Flanagan, non me ne vogliano quelli che hanno apprezzato il film, ma non posso non considerare un'operetta del genere assolutamente insignificante. Dico ciò, a scanso di equivoci, da vero e proprio fan del regista di gioielli come Absentia e Oculus, uno che è riuscito a ribaltare con due soli film il senso comune di horror sovrannaturale attuando una sorta di decostruzionismo sul genere. Ecco, io da un regista come questo un filmetto come Hush non lo posso proprio sopportare. Perché sì, le intuizioni ci sono, i colpi da maestro pure, ma a me una cosa del genere non basta. Anzi, questa poteva essere l'occasione per ribaltare i canoni di un sottogenere super inflazionato come l'home invasion, ma a quanto pare Flanagan e sua moglie Kate hanno deciso di buttarla sul classico e di lanciare solo piccoli input e quasi esclusivamente verso il finale. 

In Il Terrore del Silenzio viene preso un personaggio con una menomazione (Maddie, sordomuta dall'età di 13 anni) e viene messo al centro di una situazione limite. Perché l'essere sordomuta all'interno di una grande casa isolata aumenta il senso stesso di isolamento e, allo stesso tempo, permette alla donna di mettere in risalto le altre sue doti. Tra le tante, quella che la rende una scrittrice.
Non è ben chiaro perché una ragazza sordomuta decida di isolarsi in una grande casa di campagna. Si intuisce che l'ex ragazzo di lei abbia qualcosa a che fare con la faccenda, ma la scelta resta stupida e il fatto che Maddie voglia scrivere il suo secondo romanzo in santa pace non la vedo come un'attenuante alla sua stupidità. Il fatto che uno psicopatico dall'aspetto poco raccomandabile si interessi a lei è l'apice della banalità. Perché se sei in un horror e vivi in una casa isolata, E' OVVIO che uno psicopatico (o più psicopatici) decideranno di farti fuori. Non serve neanche creare una motivazione: deve essere così. E basta. 


Certo, il fatto che la protagonista sia sordomuta rende le cose più interessanti, trasla la tensione su un piano puramente visivo attraverso un gioco narrativo basato sul salto dal nostro punto di vista a quello della protagonista, ma quando poi quello stesso sviluppo narrativo diventa un tutt'uno con i cliché del genere, allora l'interesse inizia a calare precipitosamente. Tutto questo perché il film dura circa un'ora e mezza e noi sappiamo già che né Maddie né il killer potranno morire prima della fine del minutaggio. Altrimenti il film non esisterebbe più o sarebbe costretto a diventare altro. Ma Hush non diventa mai altro: è un home invasion e finisce come un home invasion. 

Potrebbe quasi sembrare dalle mie parole che io ritenga Hush un brutto film. Non è così. Lo ritengo semplicemente un film qualsiasi scritto e diretto da qualcuno che avrebbe potuto far la differenza. Un film qualsiasi con ottime intuizioni, povero (poverissimo) di mezzi e con un certo stile, ma che ha poco da dire. E ormai di robe così non me ne faccio nulla. Peccato Flanagan, anche se ti capisco benissimo: l'arte non paga e tutti dobbiamo mangiare.

CONCLUSIONE: un film qualsiasi con ottime intuizioni, povero (poverissimo) di mezzi e con un certo stile, ma che ha poco da dire. A molti è piaciuto, io passo la mano questa volta. Ad maiora.

8 commenti:

  1. Non è piaciuto neanche a me. Tant'è vero che non ne ho nemmeno scritto un mini-commento dei miei, ben poco ispirato.
    Di Flanaghan, invece, sarà che c'era Tremblay, ho trovato "tenerissimo" Somnia.

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    1. Di Somnia ho sentito parlare male, ma aspetto di poterlo vedere... ovviamente vi farò sapere :D

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  2. Ancora devo recuperarlo, ma ho appena visto Somnia... insomma :P

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    1. Somnia devo ancora vederlo, non so quando, ma lo farò!

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  3. Invece a me è piaciuto, devo dire.
    Sarà che da Flanagan mi aspettavo pochissimo. ;)

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    1. Eh, le aspettative mi fregano sempre :P

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  4. interessante filmetto b movie messo sul piatto da netflix...

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    1. C'è da dire che Netflix è una fonte inesauribile di possibilità!

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... e tu, cosa ne pensi?

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