01 giugno 2016

You're the Worst (Prima e Seconda Stagione)


LA TRAMA: Jimmy Shive-Overly e Gretchen Cutler sono i peggiori. Lui è uno scrittore inglese cinico e "so tutto io", lei la sregolata manager di una band hip hop. Un giorno si incontrano e decidono di intraprendere una relazione/non-relazione, perché loro "non sono fatti per cose del genere". Al loro seguito ci sono Edgar (migliore amico di lui) e Lindsay (migliore amica di lei), lui dolce veterano senza un futuro e con un passato di droga, lei giovane moglie insoddisfatta e dipendente dal sesso. Immaginate già cosa possa derivare da un quadretto del genere, tra sesso, festini, alcol e cocaina. Perché loro sono i peggiori, e ve ne daranno prova.

IN POCHE PAROLE: una serie fresca, scorretta, cattiva e crudele, ma assolutamente esilarante. Una comedy romantica che però mostra un romanticismo nichilista, forse autodistruttivo, certamente egoista. Perché i protagonisti di questa frizzante serie della FX sono talmente infantili e concentrati su loro stessi, da trasformare le dinamiche di coppia in qualcosa di mai visto in televisione. A rendere ancora più interessanti le cose ci sono i comprimari, a partire dai loro migliori amici Edgar e Lindsay, e la capacità degli autori di affrontare, tra una risata e l'altra, tematiche importanti e più profonde, tanto da trasformare il sorriso, spesso e volentieri, in cipiglio. Due stagioni in grado di portare avanti un idea fresca e di svilupparla con organicità e prendendosi il tempo necessario.

LATI POSITIVI: la freschezza di una serie che trasforma la comedy romantica in qualcosa di nuovo, politicamente scorretto e cattivo. Risate alternate a momenti più profondi e meno divertenti, ma di sicuro impatto. Idee originali e frizzanti. Due protagonisti fantastici e ottimi comprimari. Ah, una valanga di citazioni televisive, letterarie, cinematografiche. 

LATI NEGATIVI: le situazioni rischiano di diventare un tantino ripetitive, ma questo è uno dei problemi tipici della comedy romantica. Succede soprattutto all'inizio della seconda stagione, che poi (dopo i primi 5/6 episodi) decolla e si rivelerà persino migliore della prima.


APPROFONDIMENTO:

le serie TV come You're the Worst non sono facili da inquadrare. Anzi no, è You're the Worst ad essere di difficile inquadratura, perché sinceramente non credo esistano altre serie come lei. Un prodotto unico che rilancia il concetto stesso di comedy romantica. Questo perché quello dello show FX ideato da Stephen Falk è un romanticismo scorretto, oltre i canoni, che sfrutta i topoi del genere per creare qualcosa di nuovo, andando oltre. Lo dice il titolo stesso, infondo: "you are the worst", tu sei il peggiore, che non è di certo la cosa che ti aspetti di sentir dire da un personaggio al suo (futuro) compagno e che, sicuramente, pone le basi di quel che saranno gli sviluppi del "telefilm". I protagonisti (ma anche i co-protagonisti e comprimari vari) sono "i peggiori", sono esempi di umanità all'apice della loro imperfezione, il trentenne americano medio con tutti i suoi difetti e i pochi pregi, che prolunga il passaggio dalla fanciullezza all'età adulta. Jimmy (l'incredibile Chris Geere) e Gretchen (la fighissima Aya Cash) non vogliono crescere, non vogliono far andare avanti le loro vite, vogliono rimanere nel limbo dell'indeterminatezza in cui sguazzano da anni. Spaventati come sono dall'idea di perdere la loro identità, la loro individualità e di "diventare come tutti gli altri". E tutti gli altri sono il mondo intero, che loro osservano con disincantato disprezzo e prendono per il culo senza sosta. 

Jimmy e Gretchen quindi sono i peggiori, perché non sono quel che la gente si aspetterebbe da loro. Non sono ancora in grado di prendere un impegno che sanno di non poter (o non voler) portare avanti, non sono capaci di lasciarsi imprigionare dalle ipocrisie e superare le loro idiosincrasie. Perché Jimmy e Gretchen se ne fottono ma, allo stesso tempo, hanno una paura fottuta: quella di diventare come tutti gli altri, quella di essere come i loro genitori, ad esempio. Loro non solo non sono delle "brave" persone, ma non vogliono nemmeno esserlo e la loro "relazione" va contro (apparentemente) lo stesso principio dell'amore. Chi se ne frega, allora, di mettere i bisogni dell'altro prima dei propri, perché mai dovrebbero farlo se poi i loro problemi, le loro difficoltà, i loro sogni e le loro speranze sono più grandi, più alte, più profonde? E quindi sì, loro sono i peggiori, loro sono i cani che mordono gli altri cani, loro sono spietati nel loro sarcasmo e nella violenza delle loro emozioni che vengono prima di quelle di tutti gli altri. Ma sarà davvero così, poi?


Perché alla fine, nel corso delle due stagioni di You're the Worst, noi assistiamo al cambiamento progressivo. Quello di due persone che, lentamente, con grande difficoltà, senza farne mai una giusta, cominciano a mettere i bisogni dell'altro al di sopra. E non se ne accorgono nemmeno, e lo fanno persino con egoismo, non vorrebbero ma non ne possono fare a meno perché i bisogni dell'altro ad un certo punto vanno a coincidere con i propri. Perché l'altro, ad un certo punto, diventa troppo importante per poter chiudere gli occhi e dire "non mi interessa". Perché l'altro diventa fondamentale per poter soddisfare le proprie necessità. Nel corso delle ventitré puntate, i protagonisti della serie si evolvono, crescono, imparano. Lasciano lentamente andare quel che erano per poter soddisfare quel che stanno diventando. Tutto questo al di là di droghe e alcol, divertimento e menefreghismo, ma sempre mantenendo quella cattiveria e quella rabbia che li contraddistingue, che li rende protagonisti atipici ma perfetti di una serie che della classica comedy romantica ha veramente poco. Alla fine si parla di amore, qui, di sentimenti. rappresentati in maniera perfetta.

Atipicità che, tra l'altro, permette allo show di andare in profondità nella rappresentazione di determinate problematiche. Perché You're the Worst è una critica spietata alla generazione di trentenni californiana ma anche a quella precedente, un'analisi senza freni di quel che rappresenta essere giovani adulti americani sulla costa ovest. Ed è anche la proposta, per la prima volta, di problematiche contemporanee che non ci si aspetta di trovare in prodotti del genere: l'abuso di droghe e alcol nella normale leggerezza di una quotidianità esasperata, la depressione (il grande male dei nostri giorni) e la paura di non provare più nulla, il terrore di perdere la propria umanità e diventare esseri sintetici in grado di soddisfare - e poi annullare - i propri bisogni. L'autodistruttività nel provare a cercare le prove della nostra unicità. Insomma, la serie di Stephen Falk non te le manda a dire ed è in grado di affrontare temi difficili su cui molto spesso si tende a chiudere gli occhi, a metà strada tra la risata sguaiata e la lacrima, concedendo un po' di momenti a entrambe le cose. You're the Worst diventa allora l'apoteosi di sentimenti contrastanti che si sfidano, si scontrano ed esaltano lo spettatore che non è in grado di sapere cosa lo aspetta. E in questa esaltazione, io mi sono ritrovato a dover pensare e riflettere. Riflettere che la mia generazione (non solo in america, quindi) a volte fa schifo. Che noi siamo i peggiori ma forse anche i migliori, perché almeno le domande ce le poniamo. 


Allora sì, questo titolo è rappresentativo, noi siamo i peggiori e lo sono tutti i personaggi: i co-protagonisti Edgar e Lindsay, intrappolati nella loro insoddisfazione, il primo alla ricerca di se stesso e della propria identità che vada oltre quella di reduce soldato, l'altra alla ricerca di qualcosa che la soddisfi (tra la dipendenza del sesso e il terrore di aver perso la propria giovinezza) nell'inutilità di una vita passata senza uno scopo, senza aver mai imparato nulla, appoggiandosi e sfruttando costantemente il prossimo. Ma anche tutti i folli comprimari, caratterizzati come macchiette eccessive e terrificanti, sono il ritratto di una generazione portata agli eccessi.

CONCLUSIONE: una serie incredibile che merita di essere vista. due stagioni che scorrono come niente, con puntate da 20 minuti circa l'una. Perché al di là di tutta la cattiveria e il politicamente scorretto, alla fine credo che qui venga narrato un amore atipico ma vero... e bellissimo. E spero davvero che ce ne siano altre di stagioni, nonostante il rischio di sputtanamento sia dietro l'angolo. Ma se davvero cercate qualcosa di diverso dalle solite commedie romantiche americane, You're the Worst è la serie che fa per voi.

4 commenti:

  1. Ah, bella scoperta, la tua.
    Lo adoro da un po'. E anche la seconda stagione, a sorpresa più seriosa, più pensierosa, mi era piaciuta molto, nonostante avesse perso un po' di pepe.

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    1. All'inizio sì, aveva perso abbastanza... poi però riguadagna e supera la prima, secondo me.

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  2. Adoro il politically incorrect! Ne ho già sentito parlare bene, potrebbe piacermi!

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    1. Secondo me sì, devi provarla assolutamente

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... e tu, cosa ne pensi?

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