01 luglio 2016

Game of Thrones - Sesta Stagione


IN POCHE PAROLE: La Sesta stagione di Game of Thrones, a differenza della precedente (pessima), segna un importante passo in avanti in quella che potremmo definire un'epopea dai contorni fantasy sempre più marcati. Ovviamente non stiamo più parlando della serie grandiosa delle prime tre o quattro stagioni, ma numerosi colpi di scena e un dinamismo che non avrei mai più pensato di trovarvi permettono finalmente di superare lo stallo di cui era preda. Il motivo di questo cambiamento è semplice: finalmente la Serie Tv si distacca dai libri di Ciccio Martin e... da Ciccio Martin stesso, che smette di scrivere per il prodotto televisivo. 

Questa sesta stagione si concentra su più fronti, cadendo in epic fail che io ho trovato clamorosi, ma permettendo anche lieti ritorni e (per alcuni meno liete) dipartite. Anzi, potremmo dire senza ombra di dubbio che questa è la stagione con più morti in assoluto, non di comparse ma di personaggi che più o meno avevano un peso nel racconto. Ma per evitare spoiler vi invito a leggere l'approfondimento.  

LATI POSITIVI: finalmente qualcosa si smuove a livello di trama, si prende una strada che potrebbe portare ad ottimi sviluppi narrativi futuri. Almeno due belle puntate (le ultime due) con una battaglia da manuale.

LATI NEGATIVI: scelte che non stanno né in cielo né in terra, con sviluppi di alcuni personaggi che definirei addirittura sciatti. Un certo immobilismo centrale che si trasforma in noia e coinvolge almeno cinque episodi su dieci.


APPROFONDIMENTO (questa parte può contenere SPOILER): 

Finalmente Game of Thrones esce dall'immobilismo in cui era caduto da almeno un paio di stagioni a questa parte, La serie, con questa sesta stagione, si distacca definitamente da George Martin e dai suoi romanzi e gli sceneggiatori divengono autonomi, permettendo sviluppi che iniziavamo a ritenere impensabili. C'è da dire però che tutto ha inizio nel più pessimo dei modi, con la resurrezione di Jon Snow, molto alla Dragon Ball, con molto fan service, Poi si prosegue nella catatonia più totale, con la scossa emotiva di una quinta puntata nata (appunto) per scuotere, a discapito di coerenza narrativa. In altre parole si ricerca la morte dell'ormai mitico Hodor, si ricerca l'impatto devastante della sua scomparsa, sacrificio necessario per coinvolgere emotivamente spettatori ormai saturi. Il trucchetto funziona, ma si capisce subito che, narrativamente parlando, tutto si rivela "tirato" per i capelli. 

Ma quello attuato in The Door, non è l'unico trucchetto: tra "ideali" resurrezioni (quella del Mastino) e clamorose morti (praticamente mezzo cast), tra battaglie epiche in cui si finisce per non capirci più nulla e bastardate incredibili, ci si dirige verso un'evidente rebuilt della serie, che nelle ultime due puntate subisce un'impennata clamorosa. Così finalmente si da una dimensione a Bran, finalmente si definiscono le origini di Jon Snow (anticipate praticamente già dalla prima stagione), finalmente si indagano le origini del Night Walker, il nord torna agli Stark, gli usurpatori vengono fatti fuori, Lord Bolton (il grande Ramsey) muore in maniera ignobile e, nella capitale, si respira aria di "colpo di stato", eliminando finalmente il fastidiosissimo Alto Passero & co., facendo fuori un altro re, una regina, concilio ristretto, primo cavaliere e insidiando sul trono l'ormai inconsistente Cersei, il cui personaggio perde qualsiasi coerenza, trasformato in una donna che sembrerebbe non curarsi di nulla se non di se stessa (al diavolo figli, amministrazione dello stato, soldi, diplomazia) in nome della vedetta e del "girl power". 


E in effetti potremmo parlare di rivincita delle bionde, con da una parte la Regina Madre che perde tutti i propri figli e dall'altra la Madre dei Draghi che, finalmente, smette di calarsi le pose e supera sto benedetto Mare Ristretto con un esercito niente male e un appoggio oltremare che nessuno, fino alla stagione precedente, si sarebbe aspettato. 
Ma le due non sono le uniche donne a dominare una stagione tutta al femminile. Non dimentichiamoci infatti di Sansa, che sembra aver tirato fuori le palle (vittima di un'altro sviluppo del personaggio studiato col culo) e Arya, che finalmente torna ad essere una Stark e ricomincia a spaccare i culi invece di farsi spaccare il suo. 
Ah, e come non citare la new entry Lady Lyanna Mormont, che ridefinisce il concetto di figaggine? 

A conti fatti, quindi, potremmo definire questa sesta de Il Trono di Spade una stagione dalla doppia faccia e dalla doppia anima: da un parte il solito polpettone medievale/fantasy che annoia e non convince, da un'altra un nuovo punto di inizio per una serie che sembrerebbe sul punto di rinascere, sempre ammesso che gli sceneggiatori non rovinino tutto. 

CONCLUSIONI: aspettiamo la prossima stagione, la Settima, per capire se il lavoro fatto in questa abbia finalmente un senso e possa risvegliare dal torpore una serie tv che inizialmente esaltava e adesso non piace più quasi a nessuno. Si sa, continuare all'infinito non giova mai a prodotti di questo tipo, ma se gli Dei saranno d'accordo, forse si arriverà alla risoluzione definitiva e alla definitiva consacrazione. Vedremo. 

3 commenti:

  1. Dopo la prima e la quarta, per me la miglior stagione.
    D'accordo sul fatto che la quinta fosse spenta, ma, da non nerd, posso dirti che, nonostante quello che scrivi, questa serie piace a quasi tutti.
    Anche a chi è lontano dal fantasy.
    Questo perchè, e quasi mi duole ammetterlo, è la prima dopo Lost a definire una galleria di personaggi così numerosa ed affascinante.

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  2. Sono abbastanza d'accordo con il tuo parere. Le prime stagioni erano davvero esaltanti, mentre la quarta e la quinta non hanno esattamente rispettato quelle aspettative. Questa sesta si è ripresa in corner, seppur con scelte narrative un po' così.
    Però anche io come Ford non credo che non piaccia più a nessuno, anzi. Penso che non solo i personaggi, ma tutta la messa in scena continui ad attrarre. Negli Stati Uniti la serie è andata bene e l'ultima puntata ha fatto quasi 9 milioni di telespettatori, che credo sia il massimo di ascolto che la serie ha raggiunto.

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  3. Rispondo con un commento a tutti e due :) non volevo dire che non piace più a nessuno in generale, ma che proprio l'entusiasmo iniziale e scemato: molti continuano a vederlo per inerzia, altri lo hanno abbandonato, altri ancora solo per vedere dove si va a parare e c'è chi lo fa per affetto o per vedere il finale. Che poi faccia grandi numero ci sta, resta un grande show. Forse tra gli amanti delle serie Tv ha perso molto appeal, però.

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