Notte Horror 2016: Frailty - Nessuno è al sicuro (di Bill Paxton, 2001)


Eccoci qui, fa caldo ma poteva andare peggio, è estate ma passerà presto (si spera), perché io odio l'estate. Non è sempre stato così però. Un tempo l'estate mi piaceva. Per vari motivi, tanti, i soliti da raccontare più uno, ovvero le nottate di film horror con le finestrone aperte e le luci tutte spente in casa, in attesa del film(accio) di turno da guardare su Italia 1.
Sono passati anni da quei momenti estivi tanto attesi. Anni che sembrano secoli. Ma oggi, nell'era di internet, sul web si ripropone la magia di quelle serate afose davanti la tivù. A farlo ci pensano i vostri cari blogger con la Notte Horror della blogosfera. Iniziativa giunta alla sua terza edizione, la prima a cui partecipa Combinazione Casuale. Per farlo però, io ho deciso di rivolgermi non ad un cult, non ad un classico, non ad un trashone delle decadi più proficue in campo di cinema dell'orrore, ma ad uno di quei piccoli cult di inizio millennio, uno di quei film sempre poco considerati che però, mamma mia, i brividi quando li vedi. Nel caso particolare, ho deciso di rivolgermi a Frailty - Nessuno è al sicuro, l'esordio alla regia di Bill Paxton nel 2001


L'agente Wesley Doyle sembrerebbe in un vicolo cieco riguardo le indagini sul celebre serial killer texano noto come Mano di Dio. Una sera compare di fronte a lui Fenton Meiks, che sostiene di conoscere l'identità del mostro: è suo fratello Adam, plagiato fin nella più tenera età da loro padre, convinto di uccidere demoni dell'inferno travestiti da esseri umani.

In un certo senso Frailty arriva in quel periodo del cinema horror in cui il solito giochetto "tutto vero/tutto falso" non era ancora riuscito a stancare. Perché funzionava ancora. Per questo il film di Paxton riesce benissimo ad apparire come un thriller per tutta la durata della pellicola, con la figura di un serial killer sviscerata dalle parole di suo fratello attraverso il racconto della loro infanzia. Per come viene gestito, lo spettatore non viene annichilito dal dubbio che quanto stia guardando sia vero oppure no, anzi, la prospettiva da cui la storia viene proposta fa pensare subito ad una storia di follia e violenza come potrebbe essere un qualunque fatto di cronaca attuale. Nonostante ciò, Frailty ha diverse carte da giocare, sfruttando l'incapacità dello spettatore di sospendere l'incredulità sempre e comunque, mantenendosi sul filo del rasoio senza cadere nella banalità e usando la violenza con abilità, senza diventare mai troppo estremo in una rappresentazione della pazzia volgare. Anzi, dalle diverse scene, dalle diverse azioni a cui i personaggi sono "costretti", traspare un dolore puro, quello di chi è convinto di essere dalla parte del giusto e per questo deve fare qualcosa che agli occhi degli altri appare sbagliata, amorale, terribile. 


Ovviamente però, Frailty è un horror che riflette sul concetto di follia intesa come capacità di guardare al di là delle apparenze in una realtà che sulle apparenze si basa, che sfrutta le maschere. E' un film sulla solitudine che questa "pazzia" porta, che ti estrania dagli altri rendendoti, appunto, estraneo tra i tuoi simili. Che alla fine ti spinge a fare quello che nessuno potrà mai ritenere giusto. I giovani Fenton e Adam non possono osservare il mondo dalla stessa prospettiva di loro padre perché lo sguardo di loro padre è unico e, nella sua unicità, diverso. Così ti rende la pazzia, al di là del suo sfociare in psicosi. Quel che viene dopo, la violenza, gli omicidi, l'orrore, sono diretta conseguenza dello stato alterato di coscienza, lo stesso che eleva certi individui. E' qui che viene giocata quindi tutta l'ambivalenza realtà/allucinazione: si tratta di una verità rivelata ad un prescelto o la follia che prende forma attraverso gli occhi allucinati di un'uomo affetto da una malattia? 
Essendo però il punto di vista spersonalizzato, esterno seppur interno ad un contesto, Paxton può giocarsela bene facendo sentire lo spettatore quasi al sicuro. Il tutto per arrivare a colpirlo quand'egli avrà abbassato tutte le proprie difese.


ATTENZIONE, SPOILER

Perché poi, quando il racconto raggiunge il suo culmine, avviene il ribaltamento e il dubbio viene instillato attraverso poche scene che permettono la personalizzazione dell'orrore proprio quando il punto di vista arriva a coincidere con quello del "narratore". Lo spettatore, destabilizzato, si trova allora ad osservare la realtà dal punto di vista del "folle" e non riesce più a capire cosa sia reale e cosa no. Il colpo di scena funziona alla perfezione, la storia subisce uno scossone e da quel momento in poi è tutto in discesa: il thriller scompare a favore dell'horror puro, gli elementi sovrannaturali prendono il posto che compete loro e il cerchio si chiude alla perfezione: Felton non è Felton ma è Adam, l'unica vera Mano di Dio e non l'impostore che si era dimostrato suo fratello, contagiato dalla follia di un padre che folle non era mai stato se non agli occhi del suo stesso primogenito, mentre il secondogenito ne ha ereditato i poteri: quelli di riconoscere i demoni tra gli umani. 

Quindi gioco di scambi di identità che segue il gioco di scambi tra realtà e finzione, volti e maschere, il folle ed il prescelto. Ma non basta, non allo spettatore almeno, che ormai brancola nel buio. Insomma, è tutto vero eppure no? Ma non è intenzione di Paxton lasciarci col dubbio: l'horror è horror e alla fine viene tutti i nodi giungeranno al pettine.

FINE SPOILER


Frailty - Nessuno è al sicuro è uno di quei film capace di lasciarti col fiatone nonostante si prenda tutto il tempo del mondo per raccontarci una storia che più classica non si può: il bene contro il male, la figura del prescelto che si confonde con quella del pazzo invasato, l'orrore che dilaga nella provincia americana picchiata dal sole, nel solito Texas (chissà poi perché tutti i più grandi orrori sono ambientati in Texas). Un film sul filo della tradizione, classico nell'impianto ma efficace nella messa in scena, con un meccanismo ovvio ma usato così bene da risultare sorprendente. E, permettetemi di dirlo, con un Matthew McConaughey protagonista che per la prima volta lascia il solito ruolo da bellone del cinema americano risultando convincente, oserei dire perfetto. La storia di questo attore poi la conoscete tutti... Un buon film che non ha avuto i riconoscimenti dovuti, secondo me, nonostante il buon vecchio Sam Raimi lo abbia definito "il film più inquietante dopo Shining", James Cameron "un racconto di pazzia e di male puro" e il re del brivido Stephen King "un film pensato per tenervi col fiato sospeso". Frasi da strillone in locandina, ma in fondo, chi siamo noi per non essere d'accordo?

Non perdetevi gli altri appuntamenti a venire con Notte Horror, quello di sta sera alle 23:00 sul blog Director's Cult e gli episodi delle settimane passate sui blog The Obsidian Mirror


Commenti

  1. Risposte
    1. Perché è uno di quei film caduti nel dimenticatoio :(

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  2. In realtà Mccoso era designato come nuovo Paul Newman negli anni Novanta, ma poi si è buttato in commediole, prima dell'Oscar e dei filmoni fighi. Perché è sempre stato un figo, non solo di bella faccia (texana). Il film mi manca, però sembra interessante!

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  3. Visto tanto di quel tempo fa che nemmeno me lo ricordo. Un rewatch direi che ci puó anche stare allora!

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    1. Ci sta eccome, peccato che tutti se ne siano dimenticati (io per primo, per questo qualche anno fa recuperai il dvd)

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  4. Manca anche a me, ma Bill Paxton tira le cuoia come al solito, o si salva perché l'ha diretto? Mi tocca vederlo per scoprirlo! :-p

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    1. Dai, non posso farti spoiler :P un motivo in più per vederlo, no?

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  5. Buon film, che riesce a tenerti con il fiato sospeso anche dopo la seconda visione...Film forse un po' "furbo", ma questo non è necessariamente un difetto, no?

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    1. Beh, furbo sì, ma almeno non prende in giro lo spettatore. Non ti imbroglia, semplicemente gioca con te. E ci sta benissimo!

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  6. Sembra interessante. Vado a cercarlo. Grazie per aver messo lo spoiler in evidenza ;)

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    1. Evidenziare gli SPOILER per me è essenziale. Guardalo e fammi sapere!

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  7. Visto ieri proprio, e oggi mi sono messo a cercare recensioni! La tua penso sia la migliore !

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  8. Visto ieri proprio, e oggi mi sono messo a cercare recensioni! La tua penso sia la migliore !

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