Pillole Casuali: Emelie, Blacktrack, The Other Side of the Door, Visions, The Ones Below

Visto che non si fa in tempo a piangere dei morti che succede subito qualcos'altro di terribile. Visto che sì, attentati, morte e distruzione, quando capitano vicino a te, sollevano più domande, più paura, più dolore, ma poi riguardano tutto il mondo e non lasciano respiro. Visto che solo due giorni fa Combinazione Casuale era chiuso per lutto... non mi sembra il caso di continuare chiudersi nel proprio oculo e osservare il mondo da un oblò. Meglio ricominciare a scrivere, ricominciare a parlare, ricominciare con la parvenza di una vita normale. Vista l'occasione però, meglio lanciarsi in qualcosa di leggero. Ad esempio: nessuna recensione di un film in particolare, solo piccoli appunti su alcuni film guardati in questi mesi. Poche parole per pellicole che non ho apprezzato particolarmente e che non meritavano forse di più, almeno in giornate come queste, dove l'attenzione (e le riflessioni) dovrebbero andare altrove. Quindi ecco queste piccole pillole cinematografiche. Pillole Casuali.

Emelie (di Michael Thelin, 2015)


Piccola pellicola di un regista sconosciuto, film che ho trovato moralmente disgustoso, non tanto per quel che viene rappresentato (niente di che) ma perché letteralmente gratuito. Sì, c'è una trama, una storia che giustifica il film stesso, ma le azioni di Emelie sono volgarmente inutili ai fini del suo stesso piano. La storia di una babysitter che si rivela un'impastore, un piano per riottenere qualcosa di ormai perduto, psicopatici che, nella loro psicopatia (con una direzione e delle motivazioni ben precise) si comportano da disgustosi e vili esseri privi di morale. Sembrerebbe, a questo punto, che l'unico scopo del regista fosse quello di colpire lo spettatore al di là di una storia che non regge, come rivela un finale insignificante, tirato per i capelli, in cui la tensione costruita con mezzucci e trucchetti va a farsi benedire. Per me bocciato: sono pochi i film in grado di irritarmi profondamente. Questo è stato uno di quelli.

Blacktrack (di Michael Petroni, 2015)


Film australiano dall'ottimo cast, diretto dal mediocre Petroni (quello de La Regina dei Dannati), con - tra gli altri - Adrien Brody e Sam Neill. Peccato che alla fine non si vada oltre il solito filmetto, oltre la mediocrità dilagante, oltre i soliti spaventi riciclati e le solite trame con colpo di scena finale che non sorprende più nessuno, buono solo a tirare avanti una storia che altrimenti sarebbe di una noia mortale. Pochi spaventi, per lo più in stile j-horror (sembra esserci una vera e propria citazione di Ju-on). A dire il vero non si tratta nemmeno di un horror, più che altro di un thriller sovrannaturale dai risvolti umani, che però non lascia il segno e si trascina per tutta la seppur breve durata. Dall'Australia mi aspetto, ovviamente, di più. Peccato, perché almeno inizialmente il film sembrava promettere bene.

The Other Side of the Door (di Johannes Roberts, 2016)


Ennesimo film sovrannaturale su (guarda un po') il tema della perdita. Cinema indiano/britannico che racconta di una madre che non riesce a sopportare l'idea della morte di suo figlio e che per questo, per vederlo almeno un'ultima volta, sfiderà il regno dei morti. Alla fine si tratta del solito film, con i soliti spaventi, senza un'idea originale che sia una. Certamente (da un punto di vista personale) gli spaventi funzionano bene, sono ben gestiti e non tutti basati sul jump scare. Il finale poi l'ho trovato particolarmente riuscito. Ma tutto quel che succede nel mezzo l'ho trovato dimenticabile.

Visions (di Kevin Greutert, 2016)


Arriva un horror originale con una bella storia e ottime idee. Un finale che francamente non ti aspetti, che ti colpisce inaspettato. Peccato che per tutta la durata del film si dorma. Non ci sono nemmeno veri e propri spaventi. C'è solo una donna incinta che si trasferisce in una casa dove sembrerebbero esserci le solite presenze... o è lei ad essere matta?
Non spenderei mai un'intera recensione su un film descrivibile con due parole (quelle che ho usato qui sopra). Perché alla fine, l'unica cosa che conta è il colpo di scena finale. Tutto il resto è fuffa e ce ne vuole per non toglierlo prima del tempo. Rimandato per maldestro tentativo di stupire.

The Ones Below (di David Farr, 2015


Thriller drammatico targato Gran Bretagna. Ancora una volta il tema della perdita, che ha stancato. Una coppia in dolce attesa conosce la nuova coppia che abita nel loro piccolo condominio bifamiliare. Non vi sto a dire altro per non rovinarvi la sorpresa, anche se l'andazzo è intuibile da subito. Non l'ho trovato malaccio, ma alla fine l'ansia che traspare e che cerca di riflettere sullo spettatore me lo ha fatto odiare. Stile europeo, una lenta discesa nella follia e nella psicopatologia. Niente di nuovo però sotto il sole, non solo a livello di trama quanto a livello di risvolti psicologici. 

Commenti

  1. Visti Emelie (si salvano solo la bella protagonista e la bella copertina) e The Other Side of the door (bella idea buttata alle ortiche, ma guardabile: di simile ho visto The Darkness, con Kevin Bacon, di recente). L'ultimo lo vedrò di certo, è il mio genere, e potrei recuperare anche quello con Brody, nonostante sia un attore dalla carriera sempre in discesa. L'Oscar, e poi? Giallo di Dario Argento, gesù.

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    1. Recuperato anche io The Darkness, idem come sopra, occasione sprecata.

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  2. Purtroppo non ne ho visto neanche uno. Avrei voluto recuperare quello col Brody, ma con la pila di titoli arretrati che ho mi sa che mi faccio bastare le tue parole. Mi hai fatto salire una scimmietta nana per Visions. Quasi quasi vedo i primi cinque minuti e poi salto agli ultimi dieci. :-)

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    1. Ahahahah, alla fine siamo in estate, magari una visione puoi pure dargliela, mal che vada bestemmi un po' :P

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  3. emelie finale brutto ma film nella prim parte salvabile secondo me, vision bruttino l'ultimo mi pare interessante, devo vederlo...

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    1. The Ones Below alla fine l'ho trovato estenuante, ma non è malaccio, di quelli qui commentati forse è il migliore.

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