The Missing, Seconda Stagione (2016)


Il mondo delle serie TV è vasto, addirittura sconfinato. Ce ne sono per tutti i gusti, di tutti i tipi, di tutti i generi e i livelli qualitativi. Poche serie TV però mi hanno colpito e appassionato come The Missing, della cui prima stagione scrissi qui. Non mi dilungherò però su qualcosa di cui ho già parlato dettagliatamente. Qui mi basterà ricordare che questo piccolo gioiello britannico ideato da Harry Williams e Jack Williams mi esaltò, tenendomi col fiato sospeso per tutte e otto gli episodi e straziandomi con un finale criptico ma perfetto.

Per questi motivi attendevo con trepidazione la seconda stagione, trasmessa proprio quest'anno dalla BBC One e ancora inedita in Italia. Beh, dopo essermi letteralmente divorato le otto nuove puntate, posso dichiararlo senza paura: non solo la seconda stagione di The Missing non ha deluso le mie aspettative, ma mi ha anche ripagato di un'attesa durata ben 2 anni.

The Missing (lo dice il titolo stesso) è un giallo che tratta casi di scomparsa. Se l'esordio del 2014 verteva sulla scomparsa di un bambino e raccontava delle indagini per ritrovarlo, questa seconda trance ha al centro della scena un'adolescente rapita e il suo ritorno a casa dopo ben 11 anni di prigionia. Solo che c'è qualcosa di strano nella tedesca Alice Webster, e forse le sue disavventure sono legate a filo doppio con quelle di Sophie Giroux, ragazza francese scomparsa anch'essa tanti anni prima e sulle cui tracce, una volta, c'era il detective Julien Baptiste.


La prima cosa che salta agli occhi guardando questa seconda stagione è che The Missing non è una serie come tutte le altre. Due stagioni (per ora), due storie che tra loro non hanno niente in comune se non il personaggio di Julien Baptiste e pochi, splendidi riferimenti che però non servono ad altro che a far da raccordo, delineando meglio i personaggi e i loro comportamenti, oltre a dare un contesto che rende quello del “telefilm” un vero e proprio micro universo narrativo. A dirla tutta, per come è strutturato, tutto il progetto ricorda più una serie di romanzi che un prodotto per la televisione, ben lontano dal classico concetto di serializzazione per il piccolo schermo quanto da quello di “prodotto antologico”. Storie diverse, personaggi diversi, stesso protagonista ma sviluppi differenti per quanto geometricamente simili. Perché è proprio la geometria a far da padrona, qui: nulla viene lasciato al caso, tutto torna, anche i più piccoli dettagli. Ma la cosa meravigliosa è che una tale perfezione formale o, anzi, strutturale, non inficia mai l'impatto emotivo. Perché ok, The Missing è un giallo, una detective story. Ma, soprattutto, The Missing è un dramma umano spietato persino quando cede al gioco delle parti, quello tra cattivi (cattivissimi) e buoni (buonissimi). Tra l'altro, come in ogni giallo che si rispetti, rispettivamente il protagonista e l'antagonista. Qui siamo di fronte ad un prodotto che si ciba del noir ma non cede mai ad una brutalizzazione delle idee o dei concetti. Gli autori infatti condannano senza pietà il lato oscuro di un'umanità che si insinua nella normalità quotidiana e dietro questa si mimetizza per poi, di nascosto, fare i propri porci comodi.


Sedersi sul divano di fronte a The Missing 2 non vuol dire solo scoprire cosa ci riserverà una nuova puntata, non è solo essere straziati dalla bellissima opening. Farlo vuol dire accettare di entrare in un mondo fatto di luci e ombre e, assieme al detective Baptiste, di indagare queste ultime con il rischio di farsi sopraffare. Il tuo cuore può essere puro quanto vuoi, i tuoi obiettivi virtuosi e inattaccabili, ma le ombre se ne fottono, ti afferrano e ti portano con loro dove la luce del sole non potrà mai arrivare. Uno spettatore qualsiasi potrebbe sentirsi sopraffatto da tale potere che strumenti transmediali come la TV incarnano perfettamente. In questo caso specifico, a sopraffare il nostro protagonista detective è l'ossessione, la stessa che avevamo visto afferrare, trascinare e sconvolgere Tony Hughes, il padre di Oliver, il bambino scomparso della prima straordinaria stagione.

Sviluppato su due piani temporali diversi che, all'occorrenza, diventano anche tre o quattro, The Missing 2 è un nuovo viaggio nel lato oscuro dell'essere umano visto però, questa volta, con sguardo molto più personale, concitato, molto più vicino ai personaggi, quasi permettendo una vicinanza empatica agli stessi. Veniamo catapultati nelle loro dinamiche, diveniamo parte del loro universo senza limitarci ad osservarlo con sguardo glaciale, dall'esterno. Perché qui gli eventi fanno da motore creando trame e sottotrame UMANE che appassioneranno ma riempiranno anche di sgomento. Qui sta il bello, qui sta la potenza: ad essere coinvolto non è solo il cervello, impegnato a cercare di risolvere il caso, di capire come sono andati i fatti e come la vicenda andrà a finire. 


Qui siamo costretti a metterci il cuore, a farcelo ferire, a versare lacrime e sorrisi o a rimanere gelati di fronte una malvagità che trasuda follia. Questo rende ogni puntata mai noiosa, anzi, i colpi di scena che portano in alto il cliffanger di quasi ogni finale di episodio (da 60 minuti l'uno) contribuiscono soltanto in minima parte a mantenere alta l'attenzione, a farci desiderare di andare avanti con quella successiva. E poi, quando l'ennesimo cerchio si chiude, rimaniamo inebetiti di fronte allo schermo nero con i titoli di coda che ci scorrono sopra.

La seconda stagione di The Missing è bella quanto dolorosa e le si perdonano quei piccoli momenti di retorica che (difficile non notarlo) sono solo illusione, l'armatura che certi personaggi si sono creati per riuscire a sopravvivere in un mondo violento e cattivo ma fatto anche di bellezza, lì, nascosta da qualche parte. O di giustizia, la stessa per cui lotta mettendo a repentaglio tutto uno sherlockomsiano Julien Baptiste.

Commenti

  1. La prima stagione mi ha colpito moltissimo, dunque direi che questa seconda, per come ne parli, dovrà presto finire sugli schermi del Saloon.

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    1. E' spettacolare, per me siamo sul capolavoro o poco ci manca!

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