Twin Peaks 3 deluderà i fan della serie? (The Return, Part 1 e The Return, Part 2)


Bene, con la messa in onda dei due primi episodi della terza stagione in prima serata (su Sky) e in italiano, credo di poter partire con il mio post ufficiale sulla Twin Peaks 3.

Prima di procedere, però, due cose. La prima è che qui ci saranno SPOILER, la seconda è che voglio fare un breve riassunto del finale della seconda stagione, poiché la terza si ricollega direttamente alla stessa:

Dale Cooper entra nella Loggia Nera inseguendo Windom Earle, che ha rapito Annie, la sua ragazza. Nella Loggia incontra un po' tutti i personaggi sovrannaturali chiave: il Gigante, il Nano, BOB. Incontra anche i doppelganger di Laura e Leland Palmer. Infine si scontra con Earle, che gli propone uno scambio: la sua anima per quella di Annie. Cooper accetta, ma viene fermato da BOB: Earle ha infranto le regole della Loggia e per questo è la sua anima a dover essere presa. Cooper invece è libero di andarsene con Annie, anche se prima deve affrontare una prova: dimostrare che il suo spirito è saldo. Per farlo deve confrontarsi con il proprio doppio malvagio. Il problema è che il buon Dale perde lo scontro, il suo spirito rimane intrappolato nella Loggia e il suo corpo sulla terra viene posseduto da BOB.  


Bene, Twin Peaks 3 comincia esattamente da qui, con il Buon Cooper nella Loggia Nera, seduto di fronte ad una Laura Palmer che, come in un sogno passato, gli ricorda che si rivedranno tra 25 anni. E, noi lo sappiamo, finalmente i 25 anni sono passati. Quindi parte la sigla, ma non quella che ricordiamo noi: si tratta di un formato ridotto che dalla città di Twin Peaks ci porta immediatamente tra i tendaggi della Red Room. Quindi è palese quel che ci vuole dire Lynch: le cose sono cambiate, qui non troverete esattamente quello che avete lasciato, ci sono altri luoghi, altre storie, altri personaggi. Perché, come ho avuto già modo di dire, Twin Peaks non è più solo una cittadina ma un vero e proprio universo narrativo. Non ci perderemo più, quindi, solo tra i boschi al confine con il Canada, ma tra palazzi e cittadine di provincia, tra strade (perdute) e altri mondi. Tra teste tagliate e strambe signore con piccoli cagnolini al guinzaglio. 

La prima reazione che ho avuto di fronte queste due prime puntate di Twin Peaks 3 è stata provare commozione. Non mi vergogno a dirlo, gli occhi mi si sono velati di lacrime e per un po' ho fatto fatica a guardare. Poi però i miei sentimenti si sono evoluti: di fondo la commozione è rimasta, ma ho cominciato a provare anche straniamento, alienazione e, a tratti, fastidio. Se fossi stato un integralista della serie, tutto questo mi avrebbe sicuramente deluso. Quindi credo sia palese: David Lynch e Mark Frost non hanno alcuna intenzione di compiacere lo spettatore, non hanno voluto fare alcun revival, il loro non è un regalo ai fan. A dirla tutta, questa non è nemmeno una serie TV: si tratta di un film lungo 18 ore e suddiviso in 18 episodi in fase di montaggio. E poi, diciamocelo chiaro e tondo: i tempi sono cambiati, il modo di fare televisione è cambiato. Quindi anche Twin Peaks doveva cambiare. Solo che lo ha fatto come nessuno si sarebbe aspettato. 

Dicevamo: sono passati 25 anni, Cooper è ancora nella Loggia. Prima lo vediamo parlare con il Gigante in uno splendido e sporco bianco e nero, poi lo lo vediamo sulla terra. Solo che quello sulla terra non è il vero Dale Cooper. E non è neanche BOB. La mia teoria è che si tratti del doppelganger di Coop. Ma sono altresì convinto che BOB sia lì, da qualche parte, dentro di lui. 


Sembrerebbe che il Bad Cooper sia invischiato in cose poco lecite: uccide gente, si accompagna a tipi poco raccomandabili. Ma soprattutto, sembrerebbe che cerchi qualcosa... o qualcuno! Nel corso delle due puntate, "The Return, Part 1" e "The Return, Part 2", scopriamo che è forse è in contatto con Phillip Jeffries (ve lo ricordate il personaggio interpretato da David Bowie in Fuoco Cammina con Me?) e che dovrebbe tornare nella Loggia in una data prossima e precisa, anche se non ne ha la minima intenzione. Eppure il suo ritorno è indispensabile al Good Cooper che, dalla Loggia, vuole uscire. Almeno così gli rivela l'"evoluzione del braccio", ovvero il Nano che ha raggiunto una nuova forma ("quando ci rivedremo non sarò più io") e adesso appare come un albero di sicomoro con una specie di cervello in cima. 

Sono proprio elementi come l'Evoluzione del Braccio a farci capire uno degli aspetti che TP3 avrà: il suo mescolarsi con le opere pittoriche e scultoree di Lynch spingendosi nella videoarte. Una prima cosa che infatti mi ha destabilizzato sono stati gli effetti speciali, sicuramente molto speciali e molto d'effetto, ma non quello a cui siamo abituati al giorno d'oggi. Sembra infatti che Lynch abbia utilizzato il digitale per far risaltare gli aspetti analogici della propria arte.

Non solo: TP3 sembrerebbe anche un'immensa opera citazionista e autocitazionista, la summa del suo cinema da Eraserhead a INLAND EMPIRE.


Allo stesso tempo credo sia evidente che questi primi due tasselli siano giusto un'intro: ce ne accorgiamo perché tutto procede attraverso un'estrema dilatazione dei tempi narrativi, dall'uso minimale (ma in crescendo) della colonna sonora e dalle nuove situazioni inserite. Ad esempio la vicenda di William Hastings, preside del liceo di Buckhorn, accusato di aver ucciso la bibliotecaria Ruth nell'appartamento di lei. Ora, cosa centri tutto questo con il resto non ci è dato saperlo, ci viene solo rivelato che il Bad Cooper vuole qualcosa dalla segretaria di Hastings e che è stato lui ad uccidere la bibliotecaria. 

Sappiamo poco anche della morte di Sam e Tracey: lui era stato pagato da un misterioso miliardario per tenere costantemente d'occhio una sorta di gabbia di vetro che, a quanto ci viene mostrato, potrebbe essere un portale verso la Loggia Nera. Lei invece voleva semplicemente il coito con il ragazzo; lo ottiene e uno strano essere che compare nella gabbia li uccide in una marea di sangue e gore. 

Ma in tutto questo, vi starete chiedendo, dov'è Twin Peaks? TP arriva a piccoli sprazzi, mostrandoci un solitario Dottor Jacoby, Benjamin e Jerry Horne nel Great Northern Hotel, Lucy Brennan nell'ufficio dello sceriffo e Shelly Johnson che incrocia (con lo sguardo) James Hurley alla Roadhouse. Ma soprattutto troviamo il vicesceriffo Hawk che riceve una telefonata da un'ormai malata Signora Ceppo ("Buonanotte, Margaret", e qui chi è riuscito a trattenere le lacrime è un insensibile) che lo avverte per conto del suo ceppo: qualcosa che riguarda l'agente Dale Cooper sta per tornare alla luce, qualcosa legato al retaggio di Hawk.

Post lungo, ma andava fatto. Per il resto l'appuntamento sarà qui, ogni Sabato (si spera). Per adesso, semplicemente Welcome to Twin Peaks.    

Commenti

  1. Immenso Lynch, su fb ho fatto una mia teoria a proposito del nano/braccio/albero xD

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  2. Bello, bello, bello.
    Ottima recensione, che abbraccia storia e emozioni.
    Una sensazione stupenda, il rientro: le tende, il pavimento, poi le scene del 1991.
    E infine il delirio artistico (con un senso più specifico -almeno, per fortuna- rispetto a quelli di IE) che ci accompagnerà ancora a lungo...^^

    Moz-

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