Due parole su Jeepers Creepers 3 (di Victor Salva, 2017)


Uno aspetta per quattordici anni un film che non arriva mai, più volte annunciato ma infine mai girato, per motivi che esulano dalle dinamiche cinematografiche. Uno viene finalmente a sapere che, infine, quel film si farà. Che sì, arriverà. Uno attende con trepidazione che ciò accada, che il film faccia la sua uscita. Uno si aspetta di ritrovare il Jeeper in tutta la orrida maestosità sul piccolo schermo di casa sua, consapevole che al cinema non uscirà mai e che con enorme difficoltà potrebbe arrivare in home qui da noi. Uno pensa che tutto quel che attorno al film e al suo regista abbia gravitato non debba interessargli. Anche se poi non è proprio così, perché si sa: la macchina produttiva è complessa e l'industria non perdona. Basta osservare quel che sta accandendo in questo periodo tanto a Hollywood quanto in Italia. 

Quindi insomma: era ovvio che lo scandolo e le denunce che avevano colpito Victor Salva avrebbero pesato non solo sulla gestazione del suo Jeepers Creepers 3, ma anche sulla sua riuscita finale.


Io, in questo breve post, mi limiterò a parlare del film. Sinceramente tutto il resto mi disgusta, quindi non voglio spenderci neanche mezza parola. Quindi, com'è alla fine questo Jeepers Creepers 3? Brutto. Scritto male. Insulso. Deludente.

Il Creeper è un mostro che, sull'immaginario collettivo, non è mai riuscito a imporsi. Non è Freddy, non è Michael o Jason. Certamente non è Chucky. Il Creeper è un mostro che però è riuscito a ritagliarsi una certa importanza intrinseca. Addirittura transmediale. Ma sul pubblico, nonostante il fascino, non ha mai avuto l'appeal di altri esimi colleghi. Un mostro comunque derivativo, che deve molto al solito IT di Stephen King. Ogni 23 anni, lui esce dal letargo e, per 23 giorni, caccia e mangia. Scova le proprie vittime attraverso l'odore della loro paura. Divora parti del corpo altrui per rigenerare le proprie e rendersi, virtualmente, immortale. Per questo si apre a interpretazioni e possibilità infinite: praticamente si poteva decidere di sviluppare il terzo film in qualunque modo. Solo che Salva, ancora una volta autore e regista, sceglie la via più facile: ambienta il terzo capitolo tra il primo e il secondo e fa quello che avevo temuto avrebbe deciso di fare: trasforma il mostro in una star protagonista che si dimostra caricatura di se stessa. 


Però, appunto, si tratta di scelte artistiche che come tali devono essere viste e rispettate. Meno scusanti ha, però, il modo in cui queste scelte si sviluppano e in cui questo capitolo è stato scritto: confuso, inconcludente, banale e sciatto. Addirittura irritante. Per me soporifero. Certo, ne ha passate così tante che tale risultato diventa persino comprensibile, ma reputo inaccettabile che il tutto si riduca (alla fine) ad un semplice ponte verso un quarto capitolo che (a questo punto) ho i miei dubbi che verrà mai realizzato. 

Tra l'altro viene messa talmente tanta carne al fuoco che la funzionalità di alcune scelte si perde per strada, cadendo nel ridicolo involontario. Che figura fa la squadra scelta e armata fino ai denti che dovrebbe far fuori il Creeper? Quale sarebbe l'utilità della mano del mostro (non dico di più per non fare SPOILER)? Che senso ha introdurre i personaggi della famiglia Brandon senza dar poi loro una dimensione che possa amalgamarsi con tutto il resto? Certo, sempre sia lodata Meg Foster, ma davvero può bastare? Infine, che senso ha mettere in luce un personaggio che nelle ombre ha trovato la propria dimensione ideale per poi renderlo ridicolo, ridimensionandolo a macchietta? L'ironia, che nel secondo capitolo funzionava poiché aggiungeva fascino ad un mostro sui generis dalla fortissima connotazione sessuale, qui diventa grottesco forzato che ridimensiona il personaggio rendendolo quasi alla stregua di un killer sovrannaturale la cui natura rimarrà, ancora una volta, oscura (il che non è un male, ma avrei preferito si evitasse di utilizzare una rivelazione che mai arriverà come motore dell'interesse dello spettatore).

Alla fine mi è sembrato di assistere ad un pasticcio, con scene attaccate tra loro con lo sputo, effettacci brutti e qualche bella idea (il furgone) che però non pare sviluppata a dovere. Alla fin fine la sensazione è quella di un film che si è voluto fare per forza. Manca la straniante aria del sud degli Stati Uniti. Manca il senso di sporcizia. Manca il fascino. Manca un'idea che sia una. Avrei preferito preservare il ricordo del bei capitoli precedenti, loro sì cult assoluti. 
Avrei preferito non guardarlo. 
Peccato.

Commenti

  1. Il primo mi piacque un casino ( e pensare che ero andato a vedere un altro film in un cinema all'aperto estivo ed aprirono la serata con Jeepers Creepers ), ma onestamente non sapevo nemmeno che ci fosse stato un seguito.
    Ed ora mi spiazzi con il terzo.
    Ma il secondo almeno merita?

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    Risposte
    1. Sì, il secondo merita. Con il terzo non perderci nemmeno tempo, invece.

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