[Netflix] Devilman: Crybaby e il bullismo della rete


Inizialemte questo sarebbe dovuto essere un semplice post per parlare del nuovissimo Devilman: CryBaby, produzione d'animazione made in Netflix, resa disponibile sulla piattaforma dal 5 Gennaio di quest'anno (2018) e trasposizione del capolavoro nipponico del fumetto (manga) scritto e disegnato da Go Nagai. Che, per chi non lo sapesse, è il padre dei più famosi robottoni della storia.

Devilman è un fumetto horror, uno shonen (quindi diretto principalmente ad un pubblico di ragazzini) amato anche e soprattutto dai più adulti, per ovvi risvolti estremamente adulti a cui l'autore era particolarmente interessato. Da questa pietra miliare del fumetto giapponese fu tratta una serie anime abbastanza edulcorata negli anni '70, di stampo supereroistico e molto diversa dalla controparte cartacea, e una serie di OAV (incompleta) molto fedele al manga, negli anni '90. Quella di Netflix è quindi la terza trasposizione. Una trasposizione che ben si adatta agli anni attuali e che in questi giorni sta facendo molto parlare di se. Il che la rende difficile da trattare, anche se su un piccolo blog come questo.


Devilman: Crybaby è una serie anime di 10 episodi (di 25 minuti l'uno) diretta da Masaaki Yuasa, famoso per lo stile innovativo e la capacità di oscillare tra prodotto indi e gusto pop. Leggendo in giro, questa nuova trasposizione sembrerebbe aver conquistato i palati più fini, riuscendo a venire osannato un po' dappertutto in giro per il web. Cosa assurda se si pensa all'ortodossia dilagante che solitamente gravita attorno ad operazioni del genere. Ed è su questi presupposti che il mio post, pensato inizialmente in una certa maniera, è cambiato divenendo altro. Perché leggendo in giro, soprattutto sui social, mi è preso un po' il disgusto. Lo stesso disgusto che sono sicuro abbia spinto Go Nagai, tanti anni fa, a scrivere quello che è divenuto il suo capolavoro, un grido di rabbia nei confronti di un'umanità di cui non riusciva a non guardare i lati negativi.

Devilman: Crybaby ha fatto urlare al miracolo certe voci del web e non solo. Già mi era chiaro, al di là di questo episodio, di come il gusto e, soprattutto, il diritto al gusto sia in mano a pochi elementi (quelli che oramai chiamiamo influenzer) in grado di determinare l'ortodossia di pensiero in base al proprio punto di vista. Punto di vista che diviene assolutistico in base non si sa bene a cosa. 
Un tempo ci si esprimeva, in campo specialistico, in base alle competenze, ma non è che quelle diano il diritto di negare il parere altrui. Badate bene, ho scritto PARERE, non GIUDIZIO. I giudizi necessitano di competenze e non ci piove, ma arrivare a ostracizzare, offendere, criticare chi esprime un parere contrario adducendo motivazioni persino condivisibili o basate sul "gusto", al grido di "tu non capisci un cazzo", spesso senza portare motivazioni, è da isteria di massa. E le isterie di massa prosperano nel mondo dei social network, in questa realtà 2.0. Ovviamente l'essere umano è così abutuato a prendersi sul serio da non poter evitare di farlo anche con ciò che apprezza, trasformando qualsiasi prodotto d'arte o d'ingegno in una scusa per l'ennesima guerra santa.


Ha un retrogusto assolutamente ironico e grottesco però che tutto ciò riguardi un lavoro come Devilman, che sull'animo umano ha indagato in maniera spietata più di quarant'anni fa. Fa ridere e piangere l'idea che l'odio (che sia quello di un'essere umano per il suo prossimo o per le idee di quest'ultimo) possa nascere da un'opera anime che questo odio lo critica e lo rende oggetto del suo urlo di dolore.

Nonostante questo, ho deciso comunque di esprimere la mia opinione riguardo questa nuova serie animata. Che all'inizio mi ha fatto abbastanza schifo, ma alla fine mi è anche piaciuta, considerando la sua fedeltà narrativa rispetto all'opera cartacea, che è un capolavoro senza se e senza ma.
Ed ecco che forse il mio commento è tutto qui: di Davilman: Crybaby mi è piaciuta l'aderenza all'opera originale, con quei piccoli accorgimenti che hanno permesso al prodotto di Netflix di risultare più attuale e persino più ricco, grazie soprattutto ad un insieme di comprimari aggiunti che hanno reso l'opera più corale, amplificando determinate voci e dando loro potenza. D'altro canto ho trovato certi personaggi ridiminsionati, a partire dai protagonisti: Akira, Miki e Ryo mi sono apparsi più macchiettistici nelle fasi iniziali, capaci di prendere corpo solo con il sommarsi delle situazioni, proprio grazie alla coralità di cui sopra.


Da un punto di vista narrativo ho trovato superficiale la prima trance di episodi, forse addirittura la metà. Con il serrarsi del ritmo nella parte finale però la serie ha secondo me guadagnato respiro. Ottima la scelta di elevare splatter e gore, un po' meno (ma questa è una mia idea da profano, non sono un tecnico) l'animazione, che non mi è proprio piaciuta e in certi momenti mi è sembrato ci fosse proprio qualche errore prospettico. E con questo non sto criticando lo stile di disegno, che non è stato di mio gusto ma che resta una scelta artistica. 

Insomma, Devilman Crybaby mi è pisciuto a metà. Alla fine ha vinto la pancia e gli ultimi episodi sono riusciti persino ad emozionarmi. Ho però profondamente criticato la prima metà della serie. Quindi posso capire chi l'ha esaltata: alla pancia non si comanda, ma capisco bene anche chi si è sentito estraniato durante la visione e non ha elemosinato in critiche. Capisco poco invece il bullismo che si è generato attorno al prodotto. Vi sentite forti, eh, con i vostri seguaci, i vostri gruppetti virtuali, pronti a leccare il culo al leader di turno e a fare i forti nascosti in mezzo al branco, magari facendo finta di essere in un film di Mad Max? Bravi. 

Commenti

  1. Ho sentito parlare dell'avvenimento, che ha colpito una cosplayer rea di aver detto la sua. Non ho indagato oltre perché è un mondo che non m'appartiene, né come modo di fare generale (guru e seguaci, gente che influenza i pareri e via dicendo...) né proprio come mondo (che, fidati, sta collassando).
    Io ancora non l'ho visto. Se è più fedele al manga ben venga. Io sono fedele ai due OAV ma Crybaby lo guarderò comunque^^

    Moz-

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    1. Ma al di là del caso singolo, è successo 8e succede sempre) in generale. Ed è veramente triste...

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  2. Faccio outing (o outlet): non ho mai letto nulla di Go Nagai.
    Di questa serie però ne sto sentendo parlare parecchio, anche se sono uscito da un po' dal mondo degli anime. Molto interessante la riflessione sul cyberbullismo della rete.

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    1. Recupera Devilman, fidati. Fallo...

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  3. Adoro Devilman, il manga è stato uno dei capisaldi della mia tarda adolescenza... Sull'anime sospendo il giudizio, devo ancora cominciare. Sulle polemiche dei social network... ormai non mi stupisco più :)

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    1. Alla fin fine, per me, questo anime va guardato, al di là di tutte le controversie e polemiche...

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  4. Ho trovato Devilman: CryBaby molto gradevole, nuovo e cruento come l'originale. Bella novità

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    1. La fedeltà e il lato cruento sono piaciuti tanto anche a me...

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