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[Netflix] Polar (di Jonas Åkerlund, 2019)

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Avrei dovuto scrivere un post la scorsa settimana ma, come al solito, non ho avuto tempo. Recupero oggi parlando di un film brutto che così brutto poi non è nel momento stesso in cui smettiamo di vederlo come film: Polar.
Polar è una produzione Netflix di quest'anno (2019). Polar è prima di tutto un webcomic del 2012, poi un graphic novel e infine l'ultimo film di Jonas Åkerlund, ex batterista dei Bathory e onnipresente regista di videoclip. Ed ecco qui la parolina magica che si ricollega al fatto che, per me, questo non è un vero e proprio film bensì un lungo videoclip di due ore tra il kitsch e il pulp, una roba che se ne frega della coerenza e che si prefigge l'obiettivo di divertire a suon di violenza ed estetica ultrapop. 
Black Kaiser è un killer in pensione che si ritrova prima a dover evitare di esser fatto fuori da altri killer, poi a voler trarre in salvo una donna e, infine, a desiderare di veder consumata la propria vendetta nei confronti dell'uomo che ha de…

Così Venne la Notte - Il mio primo romanzo!

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Ed eccomi qua, dopo tanti mesi d'assenza, quasi quattro. E' dal giorno di Halloween che non aggiorno Combinazione Casuale e me ne dispiaccio, me ne dispiaccio tanto, ma giuro di avere avuto delle motivazioni veramente valide. 
Prima di tutto è stata colpa del lavoro, che si sa "le cose più impellenti rubano sempre tempo a quelle più importanti" (cit.). In secondo luogo devo ammettere che sto guardando davvero pochi film e negli ultimi tempi sto affrontando lo straziante problema del "blocco del lettore". Poi ho scritto per altri siti e la cosa mi ha spinto a mettere un attimino in pausa il blog. Infine, ho dovuto preparare l'uscita del mio nuovo libro, il mio primo romanzo. Ed è proprio questo piccolo evento ad avermi spinto a scrivere un nuovo post.
Sì, ho scritto anche io un romanzo. A dire il vero l'ho scritto anni fa, ma la decisione di trovare qualcuno che lo pubblicasse mi ha portato nell'ultimo anno a rivederlo, riscriverlo, rimaneggiarl…

Halloween 2018 (di David Gordon Green, 2018)

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Non c'è nulla di più banale che uscirsene ad Halloween con un post dedicato ad Halloween, il film.  Ovviamente non sto parlando dell'originale del 1978, diretto da John Carpenter e considerato (a torto) il primo slasher movie della storia, di cui trovate la mia personale recensione qui. Mi riferisco invece ad Halloween 2018, co-scritto e diretto da David Gordon Green, prodotto da Jason Blum per la Blumhouse e con Carpenter come produttore esecutivo e autore della colonna sonora.
Halloween 2018 è stato concepito come sequel naturale dell'originale carpenteriano. Quindi un film che annulla un'intera saga e riprende i fili della vicenda da dove li avevamo lasciati, ben quarantanni prima dopo la strage ad opera di Michael Myers nella cittadina americana di Haddonfield a cui sopravvisse solo Laurie Strode. Quarantanni esatti da quella notte di Halloween del 1978.
Il problema vero però è che appropriarsi di quel titolo è una scommessa troppo grande per chiunque. 

Partiamo da…

Netflix: The Haunting of Hill House (di M. Flanagan, 2018)

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Ho sempre inteso le storie di fantasmi come storie di ricordi, storie di memorie difettose e di menti infestate dall'irrisolto. Dal dolore latente che lascia tracce, poiché nulla si crea e nulla si dustrugge. Il sovrannaturale, in effetti, non esiste: esistono solo forme di conoscenza e di coscienza, ma tutto rientra nei parametri del naturale. "Ci sono più cose tra cielo e terra...".
Ammetto di non aver mai letto il romanzo L'incubo di Hill House, di Shirley Jackson, e questa è una grave lacuna che spero di riuscire a colmare al più presto. Nel frattempo però ho guardato (anzi, divorato) The Haunting of Hill House, serie TV trasmessa da Netflix e scritta/diretta da Mike Flanagan, dal quale è tratta. Ed è un capolavoro.

Hill House è una ghost story persa nel tempo, ambientata in un non-luogo (la casa) che si espande al di là dei mattoni e del legno di cui è fatta. Un Altrove in cui le anime si perdono, passato e futuro si confondono, in cui si muore per svegliarsi e …

Girl (di Lukas Dhont, 2018)

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L'adolescenza è un periodo difficile, tanto da un punto di vista scientifico quanto umano. E' il momento in cui il corpo cerca di raggiunge il proprio pieno sviluppo, il cervello diviene vittima di una certa instabilità chimica, il cuore comincia a perdere i primi battiti. L'adolescenza è un'età difficile perché giovani adulti/vecchi bambini cominciano a cercare una propria dimensione. Non è facile, non è semplice per nulla vivere nell'indefinito dell'essere. Ancor di più se l'indefinito ce lo portiamo addosso, nella carne, come fa Lara, la protagonista di Girl.
Girl è un film belga del 2018, scritto e diretto da Lukas Dhont. Presentato al Festival di Cannes (dove ha riscosso un importante successo) e prossimamente candidato agli Oscar nella sezione "miglior film straniero", è un'opera assolutamente difficile per quanto è bella. Perché la bellezza è complicata. La bellezza è nei posti in cui meno te la aspetti. Girl è un film bello, bellissimo…

Breve opinione su The Nun - La vocazione del male (di Corin Hardy, 2018)

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The Nun non è il film che mi sarei aspettato e mentirei se non ammettessi che da una parte è meno peggio di quanto avessi pensato all'inizio e dall'altra ha deluso alcune mie aspettative celate, subconsce, legate per lo più al fatto che The Conjuring 2 io l'ho adorato e che l'antagonista principale di entrambe le pellicole, Valak, sia uno dei più spaventosi degli ultimi anni.
Parlo di The Conjuring 2 (in Italia "Il Caso Enfield") poiché The Nun è il suo spin-off diretto, un po' come Annabellelo era stato del primo. Ma a differenza della bambola demoniaca più famosa del mondo, quella sul demone Valak (tra)vestito da suora è una storia originale che (nel film) risale al 1952, in Romania, dove il Vaticano invia padre Burke e suor Irene per indagare sul caso di suicidio di una suora del locale Monastero di Cârța.
Diretto da Corin Hardy e prodotto da James Wan e Peter Safran, The Nun è un filmetto poco solido ma che si contraddistingue per bei colpi di regia, …

Slender Man (di Sylvain White, 2018)

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Il motivo per cui sono andato a guardare Slender Man al cinema nonostante mi aspettassi già che non ne valesse la pena è scontato: mi piacciono le creepypasta e quella dell'Uomo Esile è una delle più famose, se non la più famosa in assoluto. Prima di parlare del film (su cui c'è poco da dire, purtroppo), permettetemi quindi di raccontarvi qualcosa sulla leggenda da cui l'opera diretta da Sylvain White è stata tratta.
Slender Man nasce nel Giugno del 2009 e suo padre è l'americano conosciuto come Victor Surge, al secolo Erik Knudsen, grazie a cui vinse un concorso di ritocco fotografico indetto dal sito Something Awful. Knudsen inserì questa inquietante figura in due foto ritraenti bambini: un essere alto e magro, vestito elegantemente (completo nero, camicia bianca, cravatta nera), dalle braccia lunghe e sproporzionate rispetto al resto del corpo, la testa calva, il viso privo di lineamenti e tentacoli sul retro del corpo. 


Da quel momento in poi Slenderman riscosse u…