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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2011

Dark Night of the Soul: capolavoro pop

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Un paio di giorni fa, parlandovi del disco in uscita Crazy Clown Towndi David Lynch, ho accennato alla collaborazione di un paio di anni fa tra il regista/pittore/musicista e la coppia Danger Mouse e Sparklehorse, che diede vita al disco Dark Night of the Soul. In questo mio ultimo post vorrei parlare del disco in questione, poichè è stato definito uno dei lavori più belli di questo secolo (oltre che il disco dell'anno, of course). In effetti la grandiosità di quest'album è indiscutibile: parlare di capolavoro non mi sembra azzardato. Le anime dei due artisti si fondono e danno vita ad un elettro pop dall'impronta noise che, in alcuni passaggi, cede il passo all'indi rock. Il tutto facilitato dall'apporto di molti artisti e vocalist (Lynch in primis, che compare in un paio di tracce eteree). La lista fa strabuzzare gli occhi: 
James Mercer dei The Shin
The Flaming Lips 
Gruff Rhys dei Super Furry Animals 
Jason Lytle dei Grandaddy 
Julian Casablancas dei The Strokes
Fran…

Insidious (di J. Wan, 2010)

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James Wan è diventato famoso in tutto il mondo nel 2004 con il film Saw – L’enigmista. Un thriller dai tocchi horrorifici che ha fatto conoscere nel mondo il filone del torture porn, horror spesso estremi basati sulla tortura e sugli orrori della carne. Saw attecchì sul pubblico grazie alla patinatura delle scene più truculente e ad un estremismo radical chic. Il successo fu immediato e diede il via a ben cinque seguiti e a una saga tra le più seguite del cinema di genere. Wan però abbandonò dopo il capostipite, divenendo il produttore esecutivo della serie. Intanto si dedicò ad altri due film: il primo, Dead Silence, un horror sovrannaturale; il secondo, Death Sentence, un action thriller con Kevin Bacon, per poi sparire nel 2007.
Tutti pensavano che il mancato successo delle pellicole che avevano seguito Saw potesse aver distrutto il morale del regista, ma non è stato così, perché proprio un anno fa su sceneggiatura di Leigh Whannell, suo socio sin dall’avventura con Saw, ha diretto …

Genio senza età: Crazy Clown Time, il primo disco di David Lynch

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Proprio ieri ho parlato di David Lynch, introducendolo con una recensione di uno dei suoi film più controversi, Strade Perdute (il primo capitolo di un'ideale trilogia che continua con Mulholland Drive e si conclude con l'ultimo - fin'ora - film del regista, INLAND EMPIRE).
Oggi invece voglio focalizzare l'attenzione su un altro aspetto dei poliedrici interessi del regista: la musica. L'ho accennato nel post precedente: a 64 quattro anni suonati il "maestro" si rimette in gioco e sforna il suo primo disco, in uscita l'8 Novembre prossimo, dal titolo Crazy Clown Time.
L'interesse di Lynch per la musica non è però certo una novità: è nota la cura maniacale che ha sempre riservato alle colonne sonore dei suoi film e il suo interesse verso le opere sinfoniche sfociato nella regia di Industrial Symphony No. 1: The Dream of the Broken Hearted. Tra l'altro, nel 2009, prese parte al progetto denominato Dark Night of the Soul, ideato da Danger Mouse

Strade Perdute (di D. Lynch, 1997)

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Oggi ho voglia di inserire la recensione di un film un po' datato, certamente uno dei miei preferiti, girato dal mio regista preferito in assoluto: David Lynch.
Lynch è uno dei più coraggiosi e geniale cineasti in circolazione ma non solo. Infatti l'artista in questione è anche un geniale pittore e, da un po' di tempo, musicista (ma di questo parlerò in un prossimo articolo). 
Fred Madison (Bill Pullman) sembra un uomo fortunato: un sassofonista jazz benestante, che vive in una bellissima casa assieme alla splendida moglie Renèe (Patricia Arquette), una donna tutta curve e viso angelico. Un uomo realizzato, che sembra non possa desiderare altro dalla vita, tra feste alla moda ed esibizioni in un club dove c'è sempre il tutto esaurito. Un'esistenza meravigliosa insomma, da divi del cinema o della televisione. Ed è questo che sembrerebbe, guardandolo da lontano, il protagonista di "Strade Perdute", film di David Lynch del 1997.
In realtà Fred è un …

Punto

Che rumore fa
io non lo so più,
la bellezza
quando ti entra nelle ossa.

Mattino:
quattro denti d'oro in bocca
ed io
lo lascio scivolare sulla strada.
Guido piano
perchè non ho voglia di arrivare
e il silenzio
diventa un'altra strada deserta,
un altro semaforo spento,
un caffè freddo
sorseggiato sotto il sole.

Melancholia (di L. Von Trier, 2011)

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"Umanità, non ne hai mai avuta, fin dall'inizio." (C. Bukowski)
Melancholia è l’ultimo lavoro di Lars Von Trier e, per uno che non ama alla follia il cinema del danese, forse il suo film più maturo. Peccato che quando è stato presentato al festival di Cannes, nel Maggio di quest’anno, è stato accompagnato anche dalle infelici parole del regista su Hitler e sul nazismo e da tutta la polemica che ne è conseguita. L’attenzione sarebbe dovuta essere tutta per quest’opera assurdamente meravigliosa. E l’avrebbe certamente meritata.
Von Trier racconta la fine del mondo. Lo fa però lasciando a casa i toni apocalittici che accompagnano solitamente questo genere di film e puntando l’obbiettivo della sua camera su due donne: Justine e Claire, le protagoniste. La pellicola ruota attorno a queste due sorelle dal rapporto d’odio e amore, molto diverse una dall’altra, mentre la Terra è minacciata dall'imminente collisione con un pianeta: Melancholia.
Il film si apre nel migliore dei mo…

This Must Be the Place (di P. Sorrentino, 2011)

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Cheyenne è una rock star in declino, celebre negli anni ottanta come leader del gruppo musicale dei Fellows. Da anni vive a Dublino con sua moglie Jane. Un giorno viene informato che suo padre, con cui non ha contatti da molti anni, sta morendo a New York. Parte così per gli Stati Uniti e inizia un viaggio alla ricerca di Aloise Lange, ufficiale nazista che ha perseguitato suo padre durante la sua permanenza nei campi di concentramento.
Il cinema di Paolo Sorrentino non è mai uguale a se stesso. Intendiamoci: le linee guida che lo rappresentano ci sono e sono evidentissime, ma mai una storia è uguale all’altra, mai un personaggio (per quanto imbrigliato in quelle stesse linee guida) e mai una situazione. Il regista napoletano, tecnicamente ineccepibile e visivamente maturo già dal suo primo film, al suo quinto lungometraggio sbarca in America. Ad attenderlo lì c’è Sean Penn, il premio oscar, e Sorrentino ha scritto il film proprio attorno a lui, pensando a lui, puntando tutto su di un…

Chi è Naiv Sirob? Poesie da strada e da camera da letto!

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Chi è Naiv Sirob? Nessuno. Ma siamo tutti nessuno, perché per essere qualcuno, al giorno d’oggi, devi aver commesso qualche reato eclatante o essere finito in tivù, anche per errore, e aver commesso anche lì qualcosa di eclatante. Solo a quel punto la gente ti riconoscerà per strada. Solo così verrai applaudito. Idolatrato. Siamo nell’epoca dell’immagine, in fondo. Non quella profonda come in un film di Kubric o Lynch, ma quella paiette, cotillon, addominali e culi al vento. E vaffanculo in fascia protetta.
E dire che tanto tempo fa i poeti erano delle star. Un po’ come i cantanti rock.  Naiv Sirob è il G G Allin della parola scritta. Una persona poco raccomandabile. Se la incontrate per strada cambiate marciapiedi. Ma se vi capita di leggere qualche sue verso, non pensateci due volte: al massimo vi farà schifo, perché Naiv riesce a tirare fuori il peggio che c’è nelle strade che percorre, nelle persone che incontra, nelle esperienze che ha vissuto. Le sue poesie sono come calci in culo…

Anche il porno è cinema? Lo è stato, ora non più: Il video hot di Belen

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Il porno esiste da sempre. Inutile inventare scuse: è un genere vecchio quanto il mondo e alzi la mano chi non ne comprende (anche senza condividerle) le ragioni.
Il cinema pornografico invece è relativamente giovane e a pochi anni dalla sua nascita era già diventato un settore estremamente redditizio per via dei molti fruitori, anche occasionali.  Fino a poco tempo fa. Perché, ebbene sì, anche il cinema porno è in crisi (e non da ieri) e la colpa è quasi tutta delle produzioni amatoriali. Da un po’ di anni infatti, facilitati dalla libertà della rete e di alcuni siti web, i video pornografici amatoriali hanno messo fine ad un mercato da milioni e milioni di euro.  Basterebbe andare su qualsiasi motore di ricerca e digitare le parole giuste ed ecco che una lunga serie di siti web che offrono pornografia amatoriale gratis comparirebbe sul monitor del nostrò PC.
Giusto per chiarire: io non condanno ne sono a favore sia della pornografia classica che, soprattutto, di quella amatoriale. Credo…

Lords of Salem: le prime immagini

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Come promesso ecco le prime immagini del film "Lords of Salem" di Rob Zombie, previsto per il 2012 nelle sale.
Backstage:



Thyna K legge Frank Romantico: "Rintocchi" - Scambio di energie

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Il bello dell’arte è che non ha confini che tengano. Nonostante la tendenza dell’uomo ad inscatolare ed etichettare tutto quello che lo circonda, l’arte vola libera oltre il tempo e lo spazio alterandone la percezione. Capita poi, a volte, che le arti si fondino tra loro, che si amalgamino in connubi sorprendenti. Lì i confini vengono definitivamente infranti e quel che resta è solo il sentire, nudo e crudo. Perché l’arte è soprattutto sensazione.
Thyna K (a.k.a. Lilith) è un’artista milanese che lavora con la musica e che della musica ha fatto una ragione di vita. Ma non chiamatela DJ: questa definizione la limita e non le si addice affatto. Non troverete Thyna nei club, ma nel suo studio a selezionare e mixare canzoni: le sue radici sono negli anni 70 e spaziano dal funk al jazz, passando per il soul fino ad arrivare al dub, come se in quegli anni ci fosse vissuta veramente. Il suo è un percorso basato sulle sensazioni, al di là dei generi e delle categorie. Thyna K si ritiene una med…

Rob Zombie e il suo nuovo film: The Lords of Salem

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(immagine tratta dal film)

Questa volta vorrei iniziare con una domanda: chi non conosce Robert Bartleh Cummings (al secolo Rob Zombie)? Spero che la risposta sia univocamente NESSUNO, perchè non conoscere il buon vecchio Bob è peccato grave: un'icona della musica rock (lo è diventato con la sua band The White Zombie) e di quella Industrial, di cui è uno dei maggiori esponenti.
Ma il signor Zombie è anche altro: nel 2003 ha esordito per la prima volta nel mondo del cinema con la regia di La casa dei 1000 corpi, buon film citazionista omaggio ai grandi capolavori dell'horror, mentre nel 2005 ha sfornato il suo di capolavoro, La casa del diavolo ("The Devil's Reject"), western in salsa horror tra i migliori film di genere dell'ultimo decennio. Dopo di che, completamente preso dal nuovo ruolo artistico, si è lasciato andare a progetti mediocri come Halloween - The beginning (prequel/remake del capolavoro di Carpenter) e Halloween 2, rispettivamente nel 2007 e n…

Non ho mai capito lo spleen

Tra una recensione e l'altra, un'altra poesia:

The Drive Soundtrack - La colonna sonora che vale un film

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A volte la grandezza di un film sta anche nella sua colonna sonora. Non è una cosa così scontata, questa. Le musiche di un’opera cinematografica, la “soundtrack”, spesso incarnano lo spirito della pellicola che impreziosiscono. La sceverano e l’accompagnano lungo il percorso. La colonna sonora di Drive, film di cui ho già parlato qualche post più giù, esprime chiaramente quel che ho provato a spiegare con le parole: diciannove tracce scelte e curate da Cliff Martinez - compositore conosciuto per il connubio artistico con il regista Steven Soderbergh, con cui ha collaborato in film come “Traffic”, “Contagion” e “Sesso, bugie e videotape”, ma anche per aver curato la colonna sonora del telefilm  “Gray’s Anatomy” - che incarnano perfettamente lo spirito anni ’80 del film di Refn. Si tratta di elettro pop condito da influenze progressive, quasi alienante nel suo procedere ritmico.

Tra i vari pezzi si fanno notare per bellezza e totale simbiosi ideale con la pellicola e con il suo protagoni…

Kroupalon Trio - La musica come non l'avete mai sentita (forse)

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La musica non è mai sempre la stessa. Le note sono sette (a dire il vero un po’ più di sette) ma le possibilità di combinazioni sono immense. Persino lo stesso brano può essere eseguito in maniera diversa, risvegliare sensazioni sempre nuove, evolversi verso strade mai battute. Il “Kroupalon Trio” è la prova di come tutto questo sia vero. Un trio di percussionisti. Il Kroupalon che da il nome al gruppo, in effetti, è una percussione (anzi, uno strumento a concussione) tipica dell’antica Grecia, utilizzato per dare il tempo al coro. Il Kroupalon Trio sono tre musicisti diplomandi al “Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari” che hanno deciso, ormai da un anno, di unirsi per dar vita a un progetto con lo scopo di  “divulgare la conoscenza e la musica degli strumenti a percussione”. Insomma, qui parliamo di musicisti veri, tre percussionisti con le palle: Alessandro Matteace, Nicola Porti e Walter Celi. Ragazzi che hanno studiato e che studiano per migliorare ed evolvere il loro modo d…

Mal d'amore

Una poesia di Frank Romantico a.k.a. Francesco Morga

Ferro 3 - La casa vuota (di Kim Ki-Duk, 2005)

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Tae-suk è un ragazzo che passa il tempo alla ricerca di case altrui da abitare in assenza dei rispettivi proprietari. Visitandone una si imbatte nella ricca Sun-hwa, maltrattata dal marito che si unirà a lui in quello strano modo di concepire la vita.
Più che di film qui si parla di poesia. Poesia del silenzio, che non si basa sulla parola ma sulle pause tra i versi, sul non detto che si contrappone al detto. Un film dotato quasi di un'attitudine jazz.
A dare il titolo a "Ferro 3" è il nome dell'oggetto simbolo del film: una mazza da golf. Simbolo perchè il protagonista la userà tanto per imporre la propria volontà con la violenza quanto per evadere da una realtà stretta e angusta quanto la cella di una prigione.   Tae-suk vive infatti la propria evoluzione impugnando tale mazza e con essa passando da uno stato di simil-autismo che ne compromette l'integrazione sociale e la comunicatività con l'uomo medio, a un completo abbandono della propria fisicità, diven…

The Yellow - Brit Pop allo stato puro

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Nel panorama musicale odierno sono tanti gli artisti che tentano di scalare le classifiche di gradimento personali del fruitore medio, bombardando la rete, libera e gratuita, di canzoni dei generi più disparati. I social network e You Tube sono pieni di pagine personali di sedicenti cantanti o gruppi che credono di essere la risposta odierna agl’idoli del passato o, cosa ancora più difficile, originali idoli del futuro. Ma mettere un proprio pezzo su You Tube non equivale ad essere un musicista o a fare buona musica. Anzi, la maggior parte delle volte il rapporto qualità/quantità è inversamente proporzionale.
Da qualche tempo però circolano in rete i brani di un gruppo nuovo, che sembra aver fatto della qualità sonora il proprio bigliettino da visita. Certo, sono giovani e sotto alcuni aspetti ancora acerbi, ma sono bravi e hanno deciso di puntare tutto sulla musica per dimostrare al mondo quanto valgono: sto parlando degli Yellow. Non sono molte le informazioni disponibili su questo …

Valhalla Rising (di N. Refn, 2009)

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“Forse solo il silenzio esiste davvero.” (Josè Saramago)
Il silenzio sembra essere nemico di quest’epoca. O forse il contrario: quest’epoca fatta di caos e rumore sembra aver deciso di fare a meno del silenzio e di quel che il silenzio porta con se: il vasto vuoto in cui potersi specchiare alla ricerca di se stessi. Il silenzio è però, da sempre, sostentamento per l’arte. E’ tra le note che risuona il silenzio della musica jazz. E’ nel silenzio che risuonano più forti i versi di una poesia. E’ fatto di silenzio la letteratura e il cinema soprattutto, che nasce muto e che si è evoluto fino a sconfinare nel rumore. Non nel “suono”, badate bene, ma nel rumore.
Refn è un regista danese balzato sulla bocca fin anche degli stupidi con il suo ultimo film (il primo americano) “Drive”, attualmente nei cinema italiani. Un autore in grado di dare spazio nei suoi film al tanto amato silenzio, che sempre meno spazio trova nel cinema degli ultimi anni. Un silenzio che però urla tutta la sua rabbia ed …

Drive (N. Refn, 2011)

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Uno stuntman-driver di Hollywood, per arrotondare, fa qualche lavoretto extra non proprio pulito. Un'attività che, però, lo metterà in pericolo. Dopo un colpo riuscito male, a cui si era deciso a partecipare per aiutare l'ex fidanzato della sua bellissima vicina di casa, l'autista scopre che c'è qualcuno che vuole vederlo morto. Comincerà così per lui una vita da braccato, sempre in fuga a bordo di una macchina.
Drive è un film vero, cinema con la C maiuscola. Refn si trasferisce in America dopo essere diventato regista di culto in patria (la Danimarca) e lo fa senza prostituirsi, mantenendo intatto il proprio modo di fare cinema e non rinunciando a nessuno degli ingredienti che l'hanno reso unico in europa: violento e spietato, romantico e intimista ma, soprattutto, iperealista. Refn non ci pensa nemmeno a far parte del gregge di prostitute made in europa sbarcate oltreoceano e porta con se il suo cinema fatto di silenzi e il suo stile leoniano e pen…