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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

30 Giorni di Film Horror

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Per chi ne avesse voglia, ne avesse tempo e magari ne avesse gusto, può passare sulla nuova paginadi facebook "30 Giorni di Film Horror". Basta mettere un mi piace e giocare... magari scappa qualche nuovo film da vedere.
30 Giorni di Film Horror

Il Profeta (di Jacques Audiard, 2009)

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I film carcerari non sono mai semplici da gestire senza cadere nel clichè. La colpa è indubbiamente delle dinamiche e nell'ambientazione limitata ma non solo: spesso manca l'intuizione, come tutto fosse già stato fatto e quel che venisse dopo non potesse essere altro che imitazione. E non siamo molto lontani dalla realtà. Poi, nel 2009, arriva un film come Il Profeta di Jacques Audiard, una pellicola francese che nessuno si aspettava, e l'universo cinefilo fa la ola. Non perchè questo film rivoluzioni il cinema di tipo carcerario ma di certo gli dona nuova linfa, giocandoci e trasformandolo in qualcosa di più...
Condannato a sei anni di carcere, il diciannovenne Malik El Djebena è un francese di origini arabe che viene subito inghiottito nelle fila della gang corsa, i nazionalisti che spadroneggiano dentro e fuori la prigione, scatenando le ire della comunità mussulmana. Per il franco-arabo sarà difficile districarsi tra l'una o l'altra fazione, ma sei anni sono lu…

Il Profeta (di Jacques Audiard, 2009)

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I film carcerari non sono mai semplici da gestire senza cadere nel clichè. La colpa è indubbiamente delle dinamiche e nell'ambientazione limitata ma non solo: spesso manca l'intuizione, come tutto fosse già stato fatto e quel che venisse dopo non potesse essere altro che imitazione. E non siamo molto lontani dalla realtà. Poi, nel 2009, arriva un film come Il Profeta di Jacques Audiard, una pellicola francese che nessuno si aspettava, e l'universo cinefilo fa la ola. Non perchè questo film rivoluzioni il cinema di tipo carcerario ma di certo gli dona nuova linfa, giocandoci e trasformandolo in qualcosa di più...
Condannato a sei anni di carcere, il diciannovenne Malik El Djebena è un francese di origini arabe che viene subito inghiottito nelle fila della gang corsa, i nazionalisti che spadroneggiano dentro e fuori la prigione, scatenando le ire della comunità mussulmana. Per il franco-arabo sarà difficile districarsi tra l'una o l'altra fazione, ma sei anni sono lu…

Nulla da dichiarare. Se non le mie poesie - Le "Preghiere a Mano Armata" di Antonello Cassano

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Le poesie per Antonello Cassano sono preghiere a mano armata. Versi che esplodono con la fugacità dell'attimo ma che non scompaiono. Rimangono sottoforma di cicatrici sulle pagine di un foglio o negli occhi (e le orecchie) di chi le legge.  Antonello astrae dalla realtà la vita di ogni giorno, la metabolizza e la sputa, racconta storie che altrimenti non verrebbero raccontate ma senza foga, con la leggerezza di uno sguardo disilluso e capace. Perchè sa quello che fa, sa quello che vuole dire. Sulle sue pagine eternizza l'attimo, che si tratti di una città, di un amore, di un odore o del caffè di prima mattina. 
Preghiere a mano armata è il titolo della sua prima raccolta. Diretta senza essere loquace, violenta e crudele ma pacata nel suo ferire attraverso le immagini. Un protrarsi di storie che raccontano storie all'ombra di palazzi sporchi di fumo e di eventi di cronaca riletti alla luce dell'ars poetica. Perchè quando decidi di raccontare la realtà, che sia la tua o …

Dogtooth (Y. Lanthimos, 2009)

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Una delle cose di cui spesso ci si dimentica è che il "Cinema" non è semplice forma di intrattenimento. Certo, può esserlo, ma può anche decidere di veicolare idee e una certa simbolica visione del mondo. Il cinema, come la letteratura fino a pochi secoli fa, può essere infatti anche rappresentazione. Di una realtà, di uno stato, di una condizione esistenziale. E quando va dal particolare all'universale, lì sì, assurge ad altro.
Yorgos Lanthimos è un regista greco di 37 anni, viene dal teatro (e si vede) e nel 2009 ha esordito a Cannes con il suo secondo lungometraggio, Dogtooth (Kynodontas, letteralmente "dente canino"), vincendo nella sezione Un Certain Regard. Dogtooth è un film esplicito, ma non di facile fruizione. E' la storia di tre ragazzi (due femmine e un maschio) reclusi dai loro genitori nella loro villa isolata nel nulla. Il mondo al di fuori è escluso e l'unica maniera per uscire da quella prigione dorata è diventare adulti, cosa ch…

Dogtooth (Y. Lanthimos, 2009)

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Una delle cose di cui spesso ci si dimentica è che il "Cinema" non è semplice forma di intrattenimento. Certo, può esserlo, ma può anche decidere di veicolare idee e una certa simbolica visione del mondo. Il cinema, come la letteratura fino a pochi secoli fa, può essere infatti anche rappresentazione. Di una realtà, di uno stato, di una condizione esistenziale. E quando va dal particolare all'universale, lì sì, assurge ad altro.
Yorgos Lanthimos è un regista greco di 37 anni, viene dal teatro (e si vede) e nel 2009 ha esordito a Cannes con il suo secondo lungometraggio, Dogtooth (Kynodontas, letteralmente "dente canino"), vincendo nella sezione Un Certain Regard. Dogtooth è un film esplicito, ma non di facile fruizione. E' la storia di tre ragazzi (due femmine e un maschio) reclusi dai loro genitori nella loro villa isolata nel nulla. Il mondo al di fuori è escluso e l'unica maniera per uscire da quella prigione dorata è diventare adulti, cosa ch…

Classificando 6: 5 film d'amore (che amore poi non è)

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Oggi ho voglia di classifiche, quella cosa tanto difficile ma innegabilmente fascinosa che ti permette di dare un ordine alle cose. So che San Valentino è passato da un po', eppure questa classifica riguarda i 5 film d'amore che preferisco in assoluto. Non che sia un fan boy di questo tipo di cinema, ma una cosa triste che ho notato è che spesso alla categoria vengano associati film stucchevoli, smielati e/o assolutamente privi di valore cinematografico. Grazie al cielo questa cosa non è sempre vera.  Per evitare di dover inserire classici (Casablanca, Via col Vento, I Ponti di Madison County) che ruberebbero posto a film forse meno conosciuti e sicuramente più recenti, la classifica riguarderà quelle pellicole prodotte dal 2000 ai giorni nostri.
Ecco a voi i miei 5:

5) Amami se hai il coraggio (2003)


Film d'esordio di Yann Samuell, non è certamente un capolavoro ma un storia dai tocchi surreali, assolutamente originale nell'affrontare il tema. Il film è un gioco, come sp…

Classificando 6: 5 film d'amore (che amore poi non è)

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Oggi ho voglia di classifiche, quella cosa tanto difficile ma innegabilmente fascinosa che ti permette di dare un ordine alle cose. So che San Valentino è passato da un po', eppure questa classifica riguarda i 5 film d'amore che preferisco in assoluto. Non che sia un fan boy di questo tipo di cinema, ma una cosa triste che ho notato è che spesso alla categoria vengano associati film stucchevoli, smielati e/o assolutamente privi di valore cinematografico. Grazie al cielo questa cosa non è sempre vera.  Per evitare di dover inserire classici (Casablanca, Via col Vento, I Ponti di Madison County) che ruberebbero posto a film forse meno conosciuti e sicuramente più recenti, la classifica riguarderà quelle pellicole prodotte dal 2000 ai giorni nostri.
Ecco a voi i miei 5:

Take Shelter (di J. Nichols, 2011)

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Take Shelter è un film con cui sono stati tanto cattivi. Uno perchè quelli dell'Oscar hanno finta che non esistesse, due perchè la distribuzione italiana ha fatto orecchie da mercante (ma questa non è una novita), tre perchè persino in rete se n'è parlato pochissimo. Eppure essere un blogger ha i suoi pregi, come leggere una recensione di un film sconosciuto (quella di Elio), vederlo e a fine visione accorgersi di essersi innamorati.
Curtis, operaio, padre della sordo-muta Hannah e marito di Samantha, fa sogni strani la notte, incubi talmente realistici da rovinargli la giornata. L'oggetto è sempre uno, la tempesta, qualcosa di mai visto prima che sembra si stia per abbattere su cose e persone. Ma sono solo sogni o la previsione di una tragedia. O forse è semplice follia?


Il regista Jeff Nichols scrive e dirige questo film nel 2011 e stupisce con una storia che fa della messa in scena realistica il proprio punto di forza. Non tanto per la messa in scena in se quanto per quel…

Take Shelter (di J. Nichols, 2011)

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Take Shelter è un film con cui sono stati tanto cattivi. Uno perchè quelli dell'Oscar hanno finta che non esistesse, due perchè la distribuzione italiana ha fatto orecchie da mercante (ma questa non è una novita), tre perchè persino in rete se n'è parlato pochissimo. Eppure essere un blogger ha i suoi pregi, come leggere una recensione di un film sconosciuto (quella di Elio), vederlo e a fine visione accorgersi di essersi innamorati.
Curtis, operaio, padre della sordo-muta Hannah e marito di Samantha, fa sogni strani la notte, incubi talmente realistici da rovinargli la giornata. L'oggetto è sempre uno, la tempesta, qualcosa di mai visto prima che sembra si stia per abbattere su cose e persone. Ma sono solo sogni o la previsione di una tragedia. O forse è semplice follia?

La Generazione X - The Doom Generation (di G. Araki, 1995)

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La generazione anni 80, quella che vive(va) nel '90, è una generazione perduta, preda del destino e della storia, una generazione sull'orlo del precipizio, un po' come raccontava Joel Schumacher nel suo cult vampiresco. Il problema è la mancanza di un destino da mettere in sesto, uno scopo ultimo da inseguire. La generazione X viaggia e non sa dove andare, alla deriva perchè fuori dalla scatola, fuori dai confini prestabiliti. L'apertura alla globalizzazione, alla mercificazione di se stessi e alla fine un'esclamazione antitetica: questa strada è senza via d'uscita!
Nel 1995 il regista underground Gregg Araki girò un film, il secondo capitolo della trilogia Teenage Apocalypse Trilogy: The Doom Generation.  
Jordan White ed Amy Blue sono una giovane coppia che si imbarca in un viaggio senza meta on the road. Incontrano Xavier Red ad un rave e lo prendono a bordo ma le cose sfuggiranno loro di mano. Tra omicidi, risse e sesso a tre, il viaggio continuerà verso il n…

La Generazione X - The Doom Generation (di G. Araki, 1995)

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La generazione anni 80, quella che vive(va) nel '90, è una generazione perduta, preda del destino e della storia, una generazione sull'orlo del precipizio, un po' come raccontava Joel Schumacher nel suo cult vampiresco. Il problema è la mancanza di un destino da mettere in sesto, uno scopo ultimo da inseguire. La generazione X viaggia e non sa dove andare, alla deriva perchè fuori dalla scatola, fuori dai confini prestabiliti. L'apertura alla globalizzazione, alla mercificazione di se stessi e alla fine un'esclamazione antitetica: questa strada è senza via d'uscita!
Nel 1995 il regista underground Gregg Araki girò un film, il secondo capitolo della trilogia Teenage Apocalypse Trilogy: The Doom Generation.  
Jordan White ed Amy Blue sono una giovane coppia che si imbarca in un viaggio senza meta on the road. Incontrano Xavier Red ad un rave e lo prendono a bordo ma le cose sfuggiranno loro di mano. Tra omicidi, risse e sesso a tre, il viaggio continuerà verso il n…

Il Glam del Rock: Velvet Goldmine (di T. Haynes, 1998)

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Cos'è il glam rock? E' David Bowie, un po' di Iggy Pop, una spruzzata di Lou Reed e Brian Eno grattuggiato sopra. Il Glam Rock non è riassumibile in uno stile musicale, perchè chi è passato (o ha iniziato) dal glam è poi passato ad altro, è tornato indietro o ha cambiato totalmente. Più che altro si parla di uno stile, dell'esuberanza contro la seriosità inglese anni '70, dei colori, degli abiti vistosi ma curati, dell'androginità che scivola sottopelle.
I primi in un certo senso sono stati i T-Rex:

Poi venne Bowie che con l'album Ziggy Stardus incarnò perfettamente la filosofia di questo genere.  Proprio da Bowie è stato ispirato (a partire dal titolo) Velvet Goldmine, film di Todd Haynes del 1998.
Londra, 1974. Brian Slade, icona della musica rock all’apice della popolarità, durante un concerto simula il proprio omicidio; ma quando la sua messinscena viene scoperta, Slade scompare dalla circolazione. Dieci anni dopo il giornalista Brian SladeStewart, che …

Il Glam del Rock: Velvet Goldmine (di T. Haynes, 1998)

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Cos'è il glam rock? E' David Bowie, un po' di Iggy Pop, una spruzzata di Lou Reed e Brian Eno grattuggiato sopra. Il Glam Rock non è riassumibile in uno stile musicale, perchè chi è passato (o ha iniziato) dal glam è poi passato ad altro, è tornato indietro o ha cambiato totalmente. Più che altro si parla di uno stile, dell'esuberanza contro la seriosità inglese anni '70, dei colori, degli abiti vistosi ma curati, dell'androginità che scivola sottopelle.
I primi in un certo senso sono stati i T-Rex:

Poi venne Bowie che con l'album Ziggy Stardus incarnò perfettamente la filosofia di questo genere.  Proprio da Bowie è stato ispirato (a partire dal titolo) Velvet Goldmine, film di Todd Haynes del 1998.
Londra, 1974. Brian Slade, icona della musica rock all’apice della popolarità, durante un concerto simula il proprio omicidio; ma quando la sua messinscena viene scoperta, Slade scompare dalla circolazione. Dieci anni dopo il giornalista Brian SladeStewart, che …

Chi ha tempo non aspetti tempo - In Time (di A. Niccol, 2012)

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Molti considerano Andrew Niccol un regista di film di fantascienza. Niente di più falso, con buona pace dei catalogatori-generalisti-bibliotecari. Perchè, se cerchiamo di sovrapporre il concetto di sci-film a opere come Gattaca o S1m0ne, verremo irrimediabilmente delusi dalla mancata coincidenza di stilemi. Nei film di Niccol non c'è nulla di fantascientifico se non i mezzi. Il contesto, che è quel che fa da padrone nelle pellicole (e nelle sceneggiature) del regista, non prevede cambiamenti sostanziali rispetto al nostro presente storico, anzi, ne è un'amplificazione degenerativa. Proprio per questo Andrew Niccol è uno degli ultimi registi distopici sulla faccia della terra. Lo dimostra anche con la sua ultima fatica, In Time, distopia travestita da sci-film e action-movie.
La storia è ambientata in un futuro, non troppo lontano e non meglio specificato, in cui il genere umano ha smesso di invecchiare. Si vive fino a 25 anni, compiuti i quali un orologio tatuato sul braccio si…