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Visualizzazione dei post da Marzo, 2012

May (di L. McKee, 2002)

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Qualche tempo fa parlai di un regista particolare, che definii trasversale nel panorama horror americano. Si tratta di Lucky McKee, quello di The Woman, di Masters of Horror (impressionante il suo Sick Girl) ma, soprattutto, dei film ispirati alle opere di Jack Ketchum (di cui ha portato sul grande schermo ben due romanzi). Nel 2002 questo ragazzo del '75 uscì con il suo primo lungometraggio, May, e già chiarì quella che sarebbe stata la sua poetica: raccontare un orrore radicato e sotteraneo, che deflagra all'improvviso attraverso personaggi soli, emarginati o semplicemente diversi, a volte veri e propri freak.
La storia di May racchiude tutte le caratteristiche di cui sopra: è la storia di una ragazza che in seguito ad un infanzia difficile causata dallo strabismo e da una madre oppressiva, si ritrova senza amici e senza amore alla ricerca di qualcuno che la accetti per quello che è. Una ricerca che finirà in un mare di sangue.

The Girl Next Door (di G. Wilson, 2007)

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Che il cinema possa essere doloroso credo sia ormai un dato di fatto. Certo, dipende da quanto (e come) si entri nel film, qual è il proprio modo di approciarsi ad esso, ma ci sono cose che fanno veramente male e il solo modo di proteggersi è quello di ribadire: "è finzione, è solo finzione". Ma quando non lo è? Quando il cinema immerge le mani nella cronaca e le tira fuori macchiate di sangue? Cosa succede allora
C'è un film del 2007 - ben cinque anni fa - inedito in Italia (ma quando mai) e ispirato a fatti realmente accaduti, quelli a Sylvia Likens nel lontano 1965. Si tratta di The Girl Next Door di Gregory Wilson. Un film che sintetizza esattamente quello di cui parlavo qui su: il dolore. 
1958: Meg è una ragazza che in seguito alla morte dei genitori, viene affidata assieme a sua sorella disabile alla zia Ruth, sociopatica e alcolizzata. In breve tempo inizierà una vera e propria escalation di follia, fatta di segregazione, torture psicologiche e fisiche. Il tutto v…

Classificando: i 5 peggiori film sui vampiri secondo me

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Come promesso oggi mi dedico ad una classifica che, credetemi, per me sarà catartica: quella sui peggiori film dedicati ai vampiri. Perchè troppo spesso questa figura mitica, presente in molte culture europee ed extra europee, è stata oggetto di lavori cinematografici pessimi, in cui vengono vestiti di ridicolo. Ovviamente la mia è una critica personale, che non pretende di seguire nessun criterio oggettivo.  Preferisco limitarmi a 5 posizioni da gli anni novanta in poi. Non perchè manchino elementi del passato che fanno parte di questa caregoria, ma perchè vorrei focalizzare l'attenzione sul peggio del peggio degli ultimi anni. Proprio per questo non ci saranno esempi di cinema trash come Lesbian Vampire Killers,Bloodsucking Redneck Vampires o La leggenda dei 7 vampiri d'oro.
Diamo il via alle danze:

Classificando: Top Vampire Movies

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Come si dice, il weekend è fatto per riposare o meglio, nel weekend non sempre c'è spazio per il lavoro ed io di lavorare, adesso, non ho nessuna voglia. E cosa c'è di meglio di una classifica quando non sia ha voglia di scrivere?
In questa puntata di classificando mi occupo finalmente di una tipo di cinema di cui (faccio outing) sono innamorato e di una creatura in particolare di cui penso di aver già parlato in lungo e in largo: Il vampiro. Quindi ecco la mia classifica dei film sui vampiri, quelli che amo io, non quelli che vanno visti assolutamente. Per chi come me ama  i vecchi succhiasangue. Ma anche dagli altri, of course.
C'è un unico problema in questa classifica: essendo tanti i film sui vampiri che amo, molti saranno quelli esclusi che avrebbero meritato un posto. Per ovviare al problema ho scelto di inserire sette (e non cinque) film sui vampiri limitandomi a quelli dalla fine degli anni 80 in poi.
Detto questo, iniziamo:

Doomsday - Il Giorno del Giudizio (N. Marshall, 2008)

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Il post-apocalittico, pur avendo avuto sempre molto credito presso gli appassionati di fanta-horror e streampunk, è un genere difficile. Certo, dipende da come lo si affronta e dal taglio che il regista decide di dare alla storia (e al modo di raccontarla), perchè spesso può sfociare nella baracconata tutta botti e effetti speciali o nel visionario tanto estremo da divenire incomprensibile. Era il 2008 quando il regista inglese Neil Marshall, alla sua terza pellicola, affrontò il suo personale post-apocalittico chiamandolo Doomsday.
Scozia: il virus Reaper annienta gran parte della popolazione. Al fine di circoscrivere il contagio, l'intera nazione viene isolata ed abbandonata a sè stessa. Trent'anni dopo, a Londra, il virus ricompare scatenando il panico. In Scozia però qualcuno è sopravvissuto e una squadra di militari viene inviata per scoprire se c'è una cura. A capitanarla Eden, che nella vecchia Scozia potrebbe cercare le tracce del proprio passato.

Questa nebbia ci seppellirà - The Mist (di F. Darabont, 2007)

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Sappiamo tutti che traspositare un romanzo al cinema non è una cosa facile, quindi non parleremo di questo. Parleremo invece del romanziere più citato e traspositato in cinema e tivù, che è senza ombra di dubbio Stephen King. Più in particolare parleremo di un piccolo ma riuscitissimo film tratto dal racconto La Nebbia (contenuto nella raccolta Scheletri) e scritto e diretto da quello che è forse il regista più kinghiano in assoluto: Frank Darabont. In altre parole parleremo di The Mist.
Una strana nebbia invade una cittadina del Maine, costringendo un gruppo di persone a barricarsi in un supermercato. Sì, perchè la strana nebbia nasconde terribili creature assassine. Nel gruppo di persone ci sono pure David Drayton (Thomas Jane) e suo figlio di 5 anni.

Nightmare (2010, S. Bayer)

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Visto che nel post passato ho parlato di Rooney Mara, in quello di quest'oggi parlerò di un film che la vede protagonista. Il remake di un cult generazionale, uno degli horror a budget ridotto più importantie e famoso di sempre: sto parlando diA Nightmare on Elm Street, più conosciuto come Nightmare.
Un gruppo di adolescenti sulla soglia dell'età adulta sono perseguitati da Freddy Krueger, un mostro sfigurato che tenta di ucciderli nei loro sogni. Il problema è che se Freddy ti uccide in sogno, tu muori davvero.

Tra Audrey Hepburn e Lisbeth Salander: Rooney Mara

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Ok, lo ammetto, sono innamorato. E per amore si fanno cose che altrimenti non si farebbero mai. Tipo attraversare il mondo intero o, molto più semplicemente, dedicare un post sul proprio blog nonostante questo vada contro la propria etica personale (e infatti non si ripeterà mai più). 
La persona (o personaggio, ma molto spesso le due cose si confondono) in questione è Rooney Mara. Ovvero lei:

Bif&st 2012

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Colgo l'occasione per ricordare a tutti i pugliesi come me, che dal 24 al 31 Marzo si terrà, a Bari, la terza edizione del Bif&st, il Festival del Cinema della città di Bari. Tra i film in concorso quest'anno ci saranno, tra i tanti: This Must Be my Place di Sorrentino, Habemus Papam di Moretti, Scialla! di Francesco Bruni, Sulla Strada di Casa di Emiliano Corapi, The Passage di Roberto Minervini, 
Tanti soprattutto i titoli fuori concorso, come le anteprime internazionali di Titanic 3D e Extremely loud & incredibly close di Stephen Daldry.
Oltre ai film, tanti dibattiti, convegni e lezioni di cinema. Come ciliegina sulla torta poi, quest'anno il Festival (che ha come Direttore Artistico Felice Laudadio e come Presidente Ettore Scola) si occuperà delle opere e della poetica di Carmelo Bene.
Qui, sul sito ufficiale, trovate il programma, le news e i tante altre informazioni. 

Una lunga seduta: A Dangerous Method (di D. Cronenberg, 2011)

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In molti, parlando diA Dangerous Method, hanno parlato di mediocrità. O meglio, di medietà, come se questo fosse un punto di passaggio nella carriera del suo regista, David Cronenberg, ne carne ne pesce, un ibrido che vuole dire poco nonostante sia basato essenzialmente su dialoghi. Se parliamo di Cronenberg però non possiamo dimenticare la malattia essenziale che percorre il suo cinema, quel sondare (nel)la carne alla ricerca di un senso della dialettica psicofisica che governa il meccanicismo dei mondi che crea. Dopo aver cercato la cura nel corpo, questa volta il canadese prova a sondare l'inconscio. Non la mente, di cui aveva già parlato in film come Scanners, Spider o A History of Violence. Per Cronenberg questa volta si tratta di scendere in profondità, a tu per tu con l'Io
Ventesimo secolo, vigilia della Prima Guerra Mondiale. Lo psichiatra Sigmund Freud fa furore nell'ambiente scientifico con il suo metodo psicanalitico, tanto che il giovane Carl Jung decide di app…

Kakurembo (di S. Morita e S. Kura, 2004)

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Kakurembo (Nascosti nel buio) è un cortometraggio anime in 3D. No, niente a che vedere con il 3D tanto di moda al cinema in questi ultimi anni, ma di una grafica che predilige l'aspetto pieno dell'animazione, definendo nel dettaglio la resa cromatica e permettendo un movimento più realistico. Ideato e realizzato da Syuhei Morita e Shiro Kura nel 2004, si tratta di un corto animato horror dai tocchi soprannaturali giocato sull'idea di un nascondino della morte, un vero e proprio labirinto in cui un gruppo di bambini si perde e perde tutto ciò che aveva di più caro.
Nella periferia di una città non meglio identificata si svolge il kakurembo, il classico nascondino giapponese. Quello che si svolge in questa metropoli desolata è però un gioco particolare, magico e pericoloso. Il kakurembo ha inizio quando sette bambini col viso coperto da una maschera si raggruppano. A quel punto le luci della città si spengono e i demoni cominciano a dare la caccia alla loro anima.


Horror melò: La Mosca (di D. Cronenberg, 1986)

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Come sa chi segue questo blog da un po' di tempo, David Cronenberg è uno dei miei registi preferiti. Uno in grado di passare dal b-horror al cinema d'autore e dal cinema d'autore al thriller attraversando almeno tre fasi artistiche nell'arco di cinquant'anni. La sua indagine cinematografica e, soprattutto, quella meta-cinematografica è una delle più affascinanti tra quelle viste oltreoceano, scava nei corpi alla ricerca del senso ultimo della vita e guarda al processo comunicativo come ad un corpo alieno da vivisezionare e studiare. Nel corso di questa ricerca, in quella che mi piace definire la seconda fase del suo cinema, il canadese ha prodotto alcune tra le sue più famose pellicole. Tra le varie La Mosca, il primo remake della sua carriera.
Seth Brundle e uno scienziato che ha inventato una macchina in grado di trasportare la materia. Una sera conosce la giornalista Veronica Quaife, che lo assisterà nei suoi esperimenti e tra i due ne nasce una relazione. Int…

Millennium: Uomini che Odiano le Donne (di D. Fincher, 2011)

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Innamorarsi del personaggio di un film è rischioso. Non tanto per l'amore impossibile che si viene a creare, quanto perchè il rischio di subordinare tutto il film ad un unico personaggio, col risultato di perdere il bandolo della matassa critica, finendo per parlare del nulla.
Quando ho "conosciuto" Lisbeth, al secolo Rooney Mara, sono capitolato ai suoi piedi. In effetti l'anti-eroina di Millennium: Uomini che Odiano le Donne, ultimo film di David Fincher, riesce a far focalizzare tutta l'attenzione su di se, appropriandosene e poi monopolizzandola, fin dalla primissima scena in cui compare. Il rischio è di far dimeticare allo spettatore il motivo per cui si trova d'avanti allo schermo: guardare quel film tanto criticato, tratto dal primo capitolo della trilogia Millennium di Larsson e remake del film svedese uscito solo tre anni or sono.
Piccola parentesi, noiosa ma necessaria: non ho visto il film originale di Oplev, non ho letto il romanzo da cui è tratto, …

L'horror di una volta - Non aprite quella porta (di T. Hopper, 1974)

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Che l'horror sia in crisi credo che sia ormai un dato di fatto. Anzi, la frase "l'horror è morto" è diventata banale nel suo raccontare una verità a tratti inopinabile.
Sono sempre meno le case di produzione pronte ad investire capitali ed energie nel genere horror. I prodotti più innovativi e freschi (spesso europei) stentano a trovare un'adeguata distribuzione, mentre la vecchia cara Hollywood rovista nell'ampio catalogo di film di genere, alla ricerca del prossimo lungometraggio da cui trarre un remake. In attesa di tempi migliori, quindi, non resta che (ri)guardare con rimpianto alle vecchie, care produzioni a basso costo, basate su idee e intuizioni di registi alle prime armi ma dal genuino desiderio di realizzare qualcosa di nuovo.
Tra le più imitate, copiate e citate pellicole degli ultimi quarant'anni, The Texas Chainsaw Massacre occupa sicuramente un posto di rilievo.
Scritto e diretto nel lontano 1974 da Tobe Hooper, allora insegnante di ci…

Requiem for a Film - Clint Mansell

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Oggi è domenica e non ho voglia di parlare di cinema. O meglio, ho voglia di parlare di cinema ma di quando questo si incontra/scontra con la musica. In altre parole voglio parlare di colonne sonore. No, non è esatto. Voglio parlare di un artista che delle colonne sonore ha fatto il suo ambito, uno di quelli che riconosci all'istante nel momento stesso in cui ascolti qualche nota di una sua composizione, qualunque sia il film in questione. Signori e signore, ecco a voi Clint Mansell.
Mansell inizia la sua carriera di musicista professionista nel 1986, come leader dei Pop Will Eat Itself, gruppo britannico a metà strada tra l'indi e l'industrial. Nel 1996 la formazione originaria della band si sciolse e Mansell, cantante e chitarrista, si avviò verso la carriera solista nel mondo del cinema in compagnia dell'amico regista Darren Aronofsky, che lo volle e per il quale curò nel 1998 la colonna sonora del suo debutto, π - Il teorema del delirio.  Fu l'inizio di una scalat…

La Zona Morta (di D. Cronenberg, 1983)

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Il professor Johnny Smith (Christopher Walken) insegna letteratura americana in una piccola città di provincia. È fidanzato con Sarah Bracknell (Brooke Adams) e la sua vita è apparentemente perfetta.
Tutto cambia in una sera di pioggia, quando a causa della scarsa visibilità Johnny viene coinvolto in un incidente automobilistico con un camion, in seguito al quale rimane per cinque anni in coma.
Al suo risveglio scopre che molte cose nella sua vita apparentemente perfetta sono cambiate: non solo il suo grande amore è irrimediabilmente perduto,  ma si ritrova dotato dello strano potere di poter conoscere non solo il futuro, ma anche il presente e il passato delle persone con cui entra in contatto (fisico). Grazie a questa nuova abilità, salverà la cittadina di Castle Rock da un serial killer e proverà a sventare i piani di Greg Stillson (Martin Sheen), aspirante senatore degli Stati Uniti.
Liberamente tratto dal romanzo omonimo di Stephen King, La Zona Morta è il primo film canon…