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Visualizzazione dei post da Maggio, 2012

Speciale Doctor Who

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Non è mio uso e costume parlare di serie televisive su Combinazione Casuale. Più che altro perchè non ne sono capace, perchè troppo diverse da un film o dalle serie anime, necessitano di una visione d'insieme e di una recensione strutturata. Eppure ogni regola ha la sua eccezione e io sono troppo innamorato per non poter parlare della serie tv che più mi ha preso e fatto sognare dopo tanto, tanto tempo a questa parte (cioè da Twin Peaks). Sto parlando di Doctor Who.
"Lui è come fuoco e acqua e rabbia. Lui è come una tempesta nel cuore del sole. Lui è antico, ed è per sempre. Lui brucia al centro del tempo e può vedere la direzione dell'universo. Ed è meraviglioso."
Il 23 Novembre del 1963 la rete televisiva britannica BBC trasmise il primo episodio di Doctor Who. A conti fatti questa serie compie 33 anni (dal 1963 al 1989 e dal 2005 ad oggi) proprio nel 2012 e il 33 è da sempre un numero particolare, fortemente simbolico. Opera sci-fi diretta ad un pubblico under 18, Do…

Post-apocalisse: The Divide (di Xavier Gens, 2011)

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Per questo post volevo partire da un presupposto: non bisogna amare il cinema per guardarlo. Nel senso che non bisogna essere necessariamente patiti di quest'arte (o non arte, ma in fondo chi se ne frega) per potersi godere un film. E non parlo solo di cinema di intrattenimento ma anche del così detto autoriale (o impegnato o politico).  Io ormai quando guardo un film non lo faccio più tranquillamente. Quando succede mi sento agitato, penso a questo, penso a quello, mi sento deluso, felice, annoiato e tutte quelle emozioni che rendono la visione mai calma e rilassata, mai veramente mirata allo spettacolo. 
Ecco, detto questo vi parlo dell'ultimo film che ho visto: The Divide. Ovviamente da noi non è ancora uscito pur essendo dell'anno scorso, nonostante il regista sia Xavier Gens, quello del conosciuto - ma penoso - Hitman (2007) e del simpatico torture-porn Frontiers (2007).  The Divide è un post apocalittico di cui ha già parlato gente più brava di me (un esempio qui) m…

Livid (di A. Bustillo & J. Maury, 2011)

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L'ultima volta abbiamo parlato di horror (ma vah?) prendendo in esame un campione in positivo. Questa volta prendiamo un campione in negativo, ovvero Livid (2011) della coppia Maury e Bustillo.
Chi segue l'horror sa che questa coppia era considerata una promessa dell'horror contemporaneo, autori e registi dell'ultra gore Inside (À l'intérieur, 2007), film a suo modo essenzialmente innovativo se inserito nel contesto della new wave horror europea. Ebbene, la coppia, dopo aver rifiutato di dirigere il remake di Hellraiser (?), decide di cambiare registro e dedicarsi ad una favola horror tra il dark e il neoclassico, rinunciando alle atmosfere iperrealiste del film d'esordio ma non all'emoglobina e ad una forma di astrattismo che li rende, nonostante il risultato della loro ultima opera, dei visionari. Per chi non l'avesse capito, sto parlando di coraggio. Perchè ci vuole coraggio a rinunciare ad ingaggi milionari oltreoceano per seguire la propria evoluzi…

Mientras Duermes (J. Balaguerò, 2011)

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Pensiamo al cinema horror sotto un'ottica analitica, del tipo: cos'è che fa paura in un film horror? Non il sangue, non i "buu" telefonati, ne il comparto tecnico (musiche, scenografie...) che però, lo ammetto, è molto importante. No. A me quello che fa paura in un film horror è, appunto, l'orrore, quello invisibile e subdolo che prende forma quando si materializza nel quotidiano. Ad esempio, a me non fa paura la figura dell'uomo nero in se, che dell'horror è ed è stata un'icona, ma spaventa il lato oscuro che caratterizza ogni essere umano e che quando prende spazio in esso lo trasforma, appunto, nell'uomo nero. Ok, continuiamo con la nostra riflessione. Quel è uno dei registi horror che più di altri si è fatto notare in questi ultimi (e scialbi) anni? Sì, ce ne sono alcuni, ma noi ne prendiamo uno in particolare e diciamo Jaume Balaguerò. Perchè Balaguerò ha fatto proprio quello che dicevo sopra: ha preso un orrore invisibile e subdolo e lo ha …

Il film di un poetà dell'orrore - Quella Villa accanto al Cimitero (di Lucio Fulci, 1981)

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La ricetta per realizzare un buon film non è una sola. Anzi, non c'è, così tagliamo la testa al toro. Non basta mettere determinati ingredienti nella giusta dose per ottenere un buon film. Prendiamo ad esempio Lucio Fulci, a cui il termine perfezione non si adatta nemmeno per sbaglio ed è proprio questo che rende molti (non tutti) suoi film delle vere e proprie perle. Perchè la caratteristica principale dell'opera di questo regista - conosciuto prevalentemente per le sue prove nel cinema di genere ma che ha fatto un po' tutto - è la poesia dell'orrore, il sublime del macabro, quasi un romantico (o, ancora meglio, un decandente) del cinema europeo.  Dopo aver parlato di quello che secondo me è il suo capolavoro horror, E tu vivrai nel terrore... L'aldilà, questa volta prendo in esame l'ultimo capitolo della cosìdetta Trilogia della morte: Quella Villa accanto al Cimitero (1981).
Un giovane studioso di storia, il professor Norman Boyle, viene incaricato di port…