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Visualizzazione dei post da Giugno, 2012

Settecentosettantre - la raccolta poetica di Roberto Cascione

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Roberto Cascione è un poeta nel vero senso del termine. Uno che ragiona per immagini ma, soprattutto, attraverso le immagini e che parte dal quotidiano mentre attraverso l’ars poetica tenta di giungere all’assoluto, non sempre riuscendoci. Le parole, come istamina, permettono al suo cuore di battere e di vivere, che attraverso queste trasforma il proprio mondo interiore in un alternativa alla squallida realtà quotidiana che vive giorno per giorno. Roberto ha autoprodotto e pubblicato - per il p.o.d. ilmiolibro.it- la sua seconda raccolta poetica, Settecentosettantre. Una serie di poesie libere dagli schemi, una sorta di labirinto poetico,un dedalo di rimandi alla costa adriatica, alla realtà metropolitana e a quell’amore mai pienamente conosciuto ma sicuramente vissuto, in maniera fisica e simbiotica. C’è il sacro vissuto attraverso gli occhi di un ragazzo come tanti, e il profano attraverso la pelle bagnata di lacrime e salsedine.
Miraccoglieillevante/ econluipezzidicreazione/ enuvolec…

Dellamorte Dellamore (di M. Soavi, 1994)

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Se si pensa al cinema nostrano è normale che la mente dell'appassionato torni automaticamente al passato, quel periodo storico in cui fare cinema voleva dire qualcosa di più di cinepanettoni, soliti idioti, notti prima degli esami e manuali d'amore. Senza andare a scomodare i grandi film e i premi Oscar, c'era il cinema di genere, i Bava, i Fulci, i Di Leo e i Corbucci; c'era un certo modo di fare film e un certo modo di produrli e poi vederli e, sicuramente, c'erano più idee e più qualità pur essendoci meno mezzi.  Forse l'ultimo grande film di quel periodo e modo di fare cinema "piccolo", di serie B, risale al '94 ed è Dellamorte Dellamore, di Michele Soavi.

Non so ne leggere, ne scrivere (di Frank Romantico)

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Ok, chiamiamola piccolo post di servizio: chi legge Combinazione Casuale sa che ogni tanto sul blog spunta una poesia scritta da me e alcune di queste sono contenute in una mia piccola silloge da oggi scaricabile on-line in formato pdf a titolo completamente gratuito. La raccoltina si chiama "Non so ne leggere, ne scrivere" e la trovate su lulu.com a questo link:
http://www.lulu.com/shop/francesco-morga/non-so-ne-leggere-ne-scrivere/ebook/product-20183913.html
"Non so ne leggere, ne scrivere" è una raccolta di venti poesie legate tra loro solo dalla comune visione della realtà. Qui di seguito un paio di poesie della raccolta presenti sul blog:
Ridere
Alla ricerca di una via d'uscita
Grazie per l'attenzione.

Zombie in a Penguin Suit (di Chris Russell, 2011)

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Per la serie: perle sul web, oggi parliamo di un corto di fine 2011 di tale Chris Russell, operetta di appena sette minuti dal titolo che è tutto un programma: Zombie in a Penguin Suit. Tratto dal racconto What’s Black and White and Red All Over?dello scrittore e musicista di San Francisco Hugo Garza, questo corto è costato appena millecinquecento dollari, senza dialoghi, solo pochi rumori di fondo e una dolcissima musica ("Mara’s Lullaby" di Marc Mellits, eseguita dalla Real Quiet) che accompagna le gesta di un unico protagonista, zombi errante vestito da pinguino.
Qui il corto: Zombie in a Penguin Suit (clicca)

Questa piccola opera è stupefacente, perchè in una manciata di minuti si dispiega come un lungometraggio e si rivela introspettiva senza per questo rinunciare mai agli stilemi del filone. Un cortometraggio estremamente malinconico, diretto da Russell con stile intimista e che, in un certo senso, sovverte la comicità implicita del titolo.  Un "on the road", …

Iron Sky (di Timo Vuorensola, 2012)

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La verità è che siamo provinciali. Non è una novità, è cosa risaputa, ma te ne rendi veramente conto quando scopri che la globalizzazione (quella in senso buono) c'è ma noi non ne facciamo parte.  Quando vedi che Finlandia, Germania e Australia si uniscono per produrre un film e qui da noi, in Italia, non arriva nemmeno, quando un progetto prende forma sulla rete e viene finanziato dalla rete - da chi sulla rete ci sta - e da noi arrivano solo echi lontani, allora lo capisci: siamo tagliati fuori. Come per Prometheus, che in tutto il mondo arriva subito dopo l'estate e da noi in autunno innoltrato per ragioni di marketing oscure e obsolete. Del resto noi siamo quelli che per produrre la solita commedia diamo fondo a budget senza ritorno mentre nel resto del mondo bastano 7.500.000 di euro per creare un film di fantascienza con astronavi, esplosioni, viaggi intergalattici e tutto l'ambaradan che ne consegue. Così arriva un film che ancor prima di uscire è giù cult e noi qui…

Quella Casa nel Bosco (di Drew Goddard, 2012)

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Eccomi, dopo una sola settimana di assenza (che mi è servita per rinnovare un po' il blog) torno con la recensione di un film attualmente - credo - nelle sale.
Tante volte qui, su Combinazione Casuale, ho parlato di horror. Il fatto è che l'horror, come genere, è nato sovversivo anche se non sempre nel senso politico del termine ma, soprattutto, va a sollecitare quel parco emozioni che spesso e volentieri viene lasciato da parte, quasi un solleticare le paure ancestrali dell'uomo.  Ovviamente nel corso degli anni le cose sono cambiate e, inutile dirlo, la colpa è stata da una parte della televisione e dall'altra di Hollywood, che ha trovato nell'horror un meccanismo importante e redditizio della propria industria. Il risultato è stato una serie di film realizzati con lo stampino, innoqui e conservatori che hanno decretato la morte del genere. "Morto un cazzo" dirà qualcuno pensando a quel che è uscito in Europa e negli stessi States negli ultimi anni, …