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Visualizzazione dei post da Settembre, 2012

Classificando: la fantascienza del futuro!

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Aver visto pochi giorni fa Prometheus, il discusso ritorno alla fantascienza di Ridley Scott, ha sollevato in me alcune riflessioni. Il punto di partenza è una domanda che, leggendo in giro, ci siamo posti in tanti: che fine ha fatto la fantascienza al cinema? Parliamoci chiaro: di prodotti che possano rappresentare questo genere, attualmente, ce ne sono stati pochi. Sarà stato anche per questo che Prometheus ha fatto tanta presa su di me e su tanti come me? Chiariamo: non sono un fan dei film di fantascienza. Mi piacciono molto "alcune" tipologie di fantascienza, non tutte. Quindi per far breccia nel mio cuore un film di fantascienza deve essere come dico io. Come lo voglio io.  Tralasciamo i capolavori. I pilastri del genere. I Blade Runner, le 2001: Odissea nello spazio, gli Alien e i Ghost in the Shell. Lasciamo perdere anche i cult come La cosa, Ultimatum alla Terra e simili. Concentriamoci sugli ultimi anni: quali sono i prodotti che meritano di essere ricordati? Che …

Prometheus (di R. Scott, 2012)

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Il post non contiene spoiler ma, se volete vedere il film senza sapere niente di niente, non leggetelo.

Terra, prima che l'uomo faccia la sua comparsa: una razza aliena da il via alla vita permettendo al proprio dna di fondersi con il brodo primordiale.  Terra, 2089: la coppia di archeologi Elizabeth Shaw e Charlie Holloway rinviene antichi dipinti di popoli terresti diversi con un unico comune denominatore: un invito a ragiungere una certa formazione di pianeti lontani anni luce dalla terra. Peter Weyland, fondatore della Weyland Corporation, finanzia la costruzione della nave spaziale Prometheus per raggiungere tale formazione. 2093: la nave arriva alla ricerca di quelli che potrebbero essere i progenitori dell'umanità: alieni chiamati "ingenieri".
Il problema di Prometheus è nella sceneggiatura! No, lo dico subito così tagliamo la testa al toro. Non è quello che dicono tutti, in fondo? "La sceneggiatura è piena di buchi", "alcuni personaggi sono po…

Eternal Sunshine of the Spotless Mind - Se mi lasci ti cancello (di M. Gondry, 2004)

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In Italia la distribuzione ha il brutto vizio di sconvolgere i titoli dei film. No, fosse questo l'unico problema della distribuzione Italiana potremmo benissimo ballare l'alligalli ubriachi per strada. Però a volte quella è la cosa che innervosisce di più: per grazia di Cthulhu avete portato un film qui da noi, che ci perdete a lasciargli il suo titolo originale? Questa è una delle cose che penso sempre soprattutto riguardo a un film in particolare: Eternal Sunshine of the Spotless Mind, in italiano Se mi lasci ti cancello. Ok, è anche vero che non fosse stato perchè ci recita Jim Carrey col cavolo che lo avremmo visto in sala, ma mettere da parte il bellissimo titolo tratto da Pope solo per vendere un prodotto che si sarebbe venduto benissimo da solo, fa venire il mal di pancia. Ora, non penso che ci sia ancora qualcuno che non conosca questo film, ma se così fosse meglio spendere due parole: non si tratta della solita, stupida commedia americana ma di una commedia sentimen…

Paura? The Thing - La Cosa (di J. Carpenter, 1982)

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La paura è il più grande sentimento primordiale. Non l'amore, non l'odio. La paura. Di quello che non si conosce, di quello che non si capisce. Di quello che c'è fuori e di quello che c'è dentro. Al cinema la paura è difficile da trattare. C'è chi lo ha fatto col sorriso, chi con trucchetti, chi ha scambiato paura con disgusto e chi l'ha affrontata da un punto di vista razionale, parlando di lei come si parlerebbe di politica o scienza. E attenti, non sto parlando solo di cinema dell'orrore ma della settima arte in generale, perchè la paura non è di genere ma è universale.  Ed è proprio da un punto di vista "universale" che John Carpenter ha sempre parlato della paura. Sì, lui è il maestro indiscusso dell'horror ma i suoi film, forse più di tanti altri, hanno avuto come motore inequivocabile proprio quel sentimento di cui parlavo qui sopra. Che sia "sociale", "metafisica", "politica" o "letteraria" è pr…

Hardware - Metallo letale (Richard Stanley, 1990)

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Alzi la mano chi non conosce Richard Stanley. Lo ammetto, sono io il primo a doverlo fare, perchè tranne Demoniaca (la versione tagliata, rimontata e inutile di Dust Devil) e The Island of Dr. Moreau (di cui Stanley è stato co-autore e solo inizialmente regista), di questo autore/profeta underground non avevo visto nulla. Fino a qualche giorno fa, quando mi sono approcciato ad Hardware, primo lungometraggio (1990) del regista sud-africano. Qual è il punto di partenza, allora? Inutile cercare di parlare di quel che sono si conosce, si finisce automaticamente per diventare - pur senza volerlo - finti. L'unico modo per "raccontare" questo film è quindi far finta di essere a lui contemporanei inserendolo comunque in un contesto come quello cyberpunk, che dall'inizio degli anni '90 si è decisamente evoluto. 
In un futuro post bellico in cui la terra è devastata dalle radiazioni, Moses Baxter si ritrova tra le mani una testa robot rinvenuta nella Zona, un deserto arido …