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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2013

Zero Dark Thirty (di K. Bigelow, 2013)

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Se parliamo di Zero Dark Thirty parliamo di Kathryn Bigelow e se parliamo della Bigelow parliamo della migliore regista americana in circolazione. Donna ma anche no. Se parliamo di Zero Dark Thirty entriamo in argomento Mark Boal e quindi ci ricordiamo di The Hurt Locker, sempre della Bigelow, e un sorriso sulle nostre labbra si allarga improvvisamente. Se parliamo di Zero Dark Thirty parliamo di un nome in codice, di una missione segreta, di guerra, spie e terroristi. Politica e azione, insomma. Parliamo di Zero Dark Thirty. Caccia a Bin Laden. Di questo parla il film. Caccia a un uomo (uno sceicco) che con quell'attentato terroristico alle Torri Gemelle l'11 Settembre del 2001 concentrò l'attenzione del mondo intero su di se. 10 anni di storia. Storia Americana. Al centro di questa caccia una donna, Maya, e la sua ossessione. L'ossessione più della donna, probabilmente, perché Maya appare come un essere androgino o una macchina e ci accorgiamo - ricordiamo - del suo…

Il Nastro Bianco (di M. Haneke, 2009)

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La violenza dei film di Michael Haneke non è equiparabile a nessun altra. Il più sadico e disturbante dei film horror non può competere con un Funny Game qualsiasi e questo è dato certo, sfido chiunque a smentirmi. Sul mercato il regista austriaco è sicuramente il più crudele. Questo perché Haneke si immerge nel profondo, lo viviseziona con mani da chirurgo e poi riemerge portandone alla luce il senso più intimo, della violenza. Ogni sua pellicola ne è un trattato scientifico. Il Nastro Bianco è opera del 2009, vincitrice della Palma d'Oro al Festival di Cannes, di un Golden Globe e candidato all'Oscar come miglior film straniero di quell'anno. Il Nastro Bianco è uno splendido film crudele come poche cose al mondo. Solo che questa crudeltà non te la fa pesare, non te la sbatte in faccia con strafottenza. Ti si insinua sottopelle e corrode la carne fino a raggiungere le viscere. 
Tutto è ambientato in un villaggio protestante della Germania del Nord a ridosso della prima gue…

Django Unchained (di Q. Tarantino, 2013)

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Per molti l'ultimo film dell'un tempo "uomo nuovo" del cinema americano Quentin Tarantino è il capolavoro del regista. Io invece non sono d'accordo. Io vado leggermente in controtendenza: Django Unchained è sicuramente il punto più elevato del percorso del regista, ma non il suo film migliore. Abbiate pazienza ma per me quello rimane Bastardi Senza Gloria e non importa se avete qualcosa da ridire a proposito. Django Unchained, ancora una volta tra il remake e il reboot. Ancora una volta un modo per reinterpretare i generi, per reinterpretare il passato e la tradizione. Quella alta e quella bassa, l'hollywoodiana e quella di altri paesi (in questo caso l'Italia). Però questa volta tutto è fatto in maniera "misurata". Oddio, sto associando il termine "misurato" a Quentin Tarantino. Quello della "fava grossa", della vendetta più lunga e sanguinosa della storia e della morte di Hitler in un cinema francese durante la Seconda Gue…

Lincoln (di S. Spielberg, 2013)

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"Lincoln è un film strano". Questa frase non è mia, ma sono d'accordo in tutto e per tutto. Lincoln è un film strano, nel senso positivo del termine.  Non sono un fan di Spielberg. Non sono un groupie di questo regista che durante il suo percorso (lontano dall'essere concluso) mi ha spiazzato, commosso, esaltato ma soprattutto fatto arrabbiare. Alcuni dei miei film preferiti (Lo Squalo, Duel, Incontri Ravvicinati del Terzo TipoSchindler's List) sono suoi, come sono suoi alcuni dei film che odio (E.T., A.I., Jurassic Park, The Terminal, Salvate il soldato Ryan). Ho amato alcuni dei suoi film meno riusciti, come La Guerra dei Mondi o Hook, e mi sono rifiutato di vedere War Horse solo perché non guarderò mai un film incentrato su un cavallo. Quindi nella decennale battaglia tra adoratori e detrattori di questo regista io sono un out-sider. Un super partes. Non mi interessa, non è affar mio. Ed è proprio da out-sider super partes che dichiaro la sua ultima fatica,

Gli eBook e la legge europea

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Torniamo con qualche riga sull'argomento eBook, quella cosa talmente rivoluzionaria che ancora nessuno l'ha capita e che in pochi usano. Se qualcuno avesse raccontato ai lettori di uno o due secoli fa di come si sarebbe potuto tenere una biblioteca nel palmo della mano, quelli non gli avrebbero di certo creduto ma sarebbero stati tutti con la bava alla bocca ascoltando una simile menzogna. Una biblioteca in una mano. Dopo anni e anni, dopo lo sviluppo tecnologico, adesso che una cosa come questa è possibile neanche le biblioteche fisiche hanno degli eBook Reader al loro interno. Sarebbe utile, no? Nelle scuole, ad esempio, ne basterebbero tre o quattro per la consultazione (senza per questo gettare nel bidone tutti i volumi cartacei) e si sarebbero risolti problemi di spazio, di polvere e di soldi. E invece no, nelle biblioteche e nelle scuole non sanno né cosa siano né come si usino questi aggeggi infernali. 
"Ma sono dei tablet?" "No, cazzo."
Ovviamente in…

Intruder (di S. Spiegel, 1989)

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Provo una strana sensazione ogni qualvolta decido di guardare un film horror anni '80. Una sensazione positiva, un'eccitazione fanciullesca, uno strano ribollire del sangue e la voglia di infilarmi sotto le coperte, lì dove niente e nessuno può farmi del male, e di aspettare l'uomo nero solo per vederlo andare via. Ecco, tutto questo - con le dovute eccezioni - mi succede solo con i film horror anni '80. E Intruder non fa eccezione. Ora, che questo film di Scott Spiegel sia semi sconosciuto, proprio non me lo riesco a spiegare. Ho provato a cercare informazioni in rete, curiosità e notizie, ma devo dire che se ne trovano ben poche. Non certo in italiano, che qui a malapena conosciamo Raimi e solo perché ha girato Spiderman. In Spagna, ad esempio, un'edizione in dvd di questo film non è mai uscita, mentre noi almeno ne abbiamo una. Però la maniera in cui questa pellicola viene sottovalutata (nel resto del mondo, 'ché negli U.S.A. è considerato un cult) è sicura…

Excinsion (di R. Bates Jr., 2012)

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L'adolescenza è una carogna. Sinceramente, credo sia davvero il periodo più difficile nella vita di un essere umano: anni indefiniti, quelli dell'ormone impazzito, dei brufoli e del "mondo contro". Dell'addio definitivo ma un po' impacciato alla fanciullezza. L'adolescenza è una carogna. Non solo perché ti condiziona il presente ma soprattutto perché fa lo stesso con il futuro. Lo sa bene Pauline, la protagonista di Excinsion, film d'esordio del giovane Richard Bates Jr. Anzi, no, Pauline non lo sa. Probabilmente non se ne rende neanche conto. Lei è lì, in bilico tra un mondo e l'altro. Sembra quasi assente, forse fa un po' paura. Ma noti qualcosa in lei che ti colpisce. Allora la guardi, ti concentri e sul quel viso disfatto noti cicatrici profonde. Sono quasi invisibili, leggeri solchi che mutano la fisionomia di un volto. Niente trucco, nessuna finzione. Ne abbiamo tutti qualcuna, sapete? Chi più, chi meno. Sono le cicatrici che ci segnano…

John Travolta Day - Face Off (di J. Woo, 1997)

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Chi lo avrebbe mai detto che un giorno avrei ospitato qui sul mio blog un post tutto dedicato a John Travolta? Sì, lui, il mitico John, quello dalla febbre del sabato sera, dei musical, del ballo e del cinema. Uno che tra alti e bassi è sempre stato lì, sul grande schermo e che, in vita sua, ha anche avuto l'onore di lavorare con registi che definire grandi sarebbe un eufemismo. Ecco, quel Travolta lì oggi compie gli anni e quale modo migliore per festeggiarlo (insieme ad altri colleghi blogger) se non con una recensione di uno dei suoi film più riusciti? Siamo negli anni '90, più precisamente nel 1997 e la pellicola è una di quelle che ha rinvigorito il filone dell'action/thriller. Alla regia un veterano del genere, certo John Woo che aveva esordito quattro anni prima a Hollywood con il b-movie Senza Tregua e che finalmente si ritrova tra le mani un progetto dal budget cospicuo, con due attori in stato di grazia e effetti speciali degni di questo nome. Ovviamente il film…

Biografie Casuali: Chloe Sevigny

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Torna l'appuntamento con Biografie Casuali, torna l'appuntamento con personaggi che in un modo o nell'altro sono riusciti ad attirare la mia attenzione e che si sono guadagnati un posto nella mia personale Hall of Fame. Oggi, dopo l'ultima puntata dedicata a Michael Fassbender, torniamo a parlare di una gentil donzella, una capace di far perdere la testa a qualsiasi uomo sulla faccia della terra ma che non si dimentica di essere un'attrice. E Chloe Sevigny di attrice ne è una coi fiocchi e nella sua breve carriera (dal 1995 ad oggi) lo ha dimostrato recitando le parti più disaprate nei ruoli più estremi o meno impegnati. 
Classe 1974, la Sevigny inizia però la propria carriera come modella attirando su di se a soli 18 anni le attenzioni di un fashion editor della nota rivista di moda Sassy. Non che quel tipo di carriera interessi molto alla nostra aspirante attrice, che esordisce nel mondo del cinema dalla porta secondaria partecipando a una serie di film indipend…

San Valentino e la superficialità dell'amore in vetrina

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Ok, alla fine è arrivato, San Valentino è qui (metaforicamente parlando) ma San Valentino era già nell'aria da giorni, ammorbandoci tra tivù, vetrine di negozi e pubblicità di cene romantiche. La festa più vuota di sempre, quasi ci fosse bisogno di un giorno particolare per celebrare l'amore di coppia - qualunque essa sia - e non fosse necessario lavoro e impegno costante per tenere su il più fragile e il più forte (ossimoro) dei sentimenti umani. Ovviamente quest'anno San Valentino coincide con l'uscita nei nostri cinema del tanto osannato - su questo blog ma anche altrove - Blue Valentine, che tre anni fa aveva fatto parlare di se un po' ovunque tranne che nel nostro "bel" paese ma che, con abile operazione di marketing, esce finalmente anche da noi in concomitanza con la festa più commerciale di sempre. Peccato che il film di Cinafrance sia tutt'altro che la solita sentimentale commedia americana o la solita muccinata italiana a L'Ultimo Bacio

The Punisher: Dirty Laundry (di Phil Joanou, 2012)

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Girovagando per la rete si finisce per trovarsi di fronte alla roba più inaspettata. E' proprio questo il bello di internet, del resto: c'è di tutto e quasi sempre quel tutto è a disposizione di chiunque. Certo, bisogna rovistare un bel po' tra la spazzatura ma alla fine, tra tanta merda, non è difficile trovare qualche diamante di cui innamorarsi. E io proprio ieri, girovagando per la rete, mi sono trovato di fronte a The Punisher: Dirty Laundry (2012). Inizialmente pensavo si trattasse del terzo lungometraggio ufficiale (o del quarto totale) dedicato al supereroe più scorretto di casa Marvel ma poi, indagando meglio, ho scoperto l'amara verità: Dirty Laundry è un cortometraggio non ufficiale (ovvero non prodotto dalla Marvel), un fan film basato sul noto personaggio dei comics che però, forse meglio di quanto prodotto sul Punitore fino a questo momento, rispecchia la vera e originale natura del fumetto.

Blood Entropia - 5. La donna dai capelli vermiglio

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David Lynch: una classifica

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Da oggi parte una serie di classificando speciale. Per speciale intendo dedicata a film di un singolo regista e per regista intendo alcuni di quelli che potete trovare in quest'altra speciale classifica. Ok, perdonatemi i giri di parole. Però, ad esempio, c'è Lynch che ha girato dieci film e di certo 10 film si vedono in una manciata di giorni, nessuno sente la necessità di mettere un certo ordine nella visione. Eppure si tratta di un regista non semplice, che bisogna di studio per essere goduto appieno. Quindi la mia idea del giorno (o del sabato) è quella di elencare i cinque film del regista che SECONDO ME meglio rappresentano il cinema dello stesso. Non i migliori, né i miei preferiti. I più rappresentativi, ecco. Iniziamo proprio da Lynch, il regista di questa prima settimana.

This is my Boomstick Award 2013

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Ecco che ogni tanto scopro che a qualcuno quello che faccio qui piace. Lo so, si tratta di mia madre Lucia, quella de Il Giorno degli Zombi che mi premia in una cupa mattina di Febbraio, ma so anche che lei non è mai di parte, quindi sono felice e anche orgoglioso. Il premio è il Boomstick Award, l'edizione quella 2013, ideata, scritta e diretta da Hell nel suo Book and Negative. Ok, ribadita la paternità del premio, passo alle spiegazioni. Il Boomstick Award si assegna a 7 blog che si ritengono meritevoli. I premiati a loro volta potranno fare la stessa cosa. Ovviamente ci sono ferree regole da seguire:
Regola n. 1: i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore
Regola n. 2: i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
Regola n. 3: i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto.
Quindi posso…

Odio gli artisti della domenica!

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Se c'è una cosa che davvero non riesco a sopportare sono quelli che arrivano e dicono "adesso scendo in campo io e vi faccio vedere come si fa...". A fare cosa dipende dall'individuo, dalla sua passione del momento e dai suoi interessi personali. Può trattarsi di politica (ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente voluto), di musica, cinema o letteratura. Ma anche di ceramica, taglio e cucito, psicoterapia e tante altre cose. Non importa. E' l'essenza del discorso quella che conta.
Ecco, io davvero quelle persone lì non le sopporto. Quelle che si definiscono registi, scrittori o quant'altro e hanno appena iniziato, non sanno come si fa ma pensano già di sapere tutto. Io, che scrivo da più di dieci anni e qualcosa di piccolo l'ho pure fatta, non riesco ancora a usare la parola scrittore nei miei confronti - a meno che non voglia darmi un tono con qualche donzella - e la stessa cosa vale per gente che conosco, in grado di far arrossire ch…

Solo 2 Ore (di R. Donner, 2006)

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Se guardassimo all'Olimpo del cinema americano troveremmo, nascosto dietro una colonna o spinto in fondo in fondo da tanti grandi maestri e veri e propri artisti visivi, un piccolo mestierante come Richard Donner. Colui che verrà ricordato nei secoli a venire per una manciata di pellicole: I Goonies, Superman, Arma Letale, Omen e Ladyhawke. Niente che faccia gridare al capolavoro o al miracolo, ma cinque film cult anni '80, cinque pellicole che hanno segnato un'epoca e molti di noi nati proprio in quegli anni, oltre a riscuotere un successo impressionante.  La fortuna di Donner, grazie a questi film, è durata più o meno fino alla fine degli anni '90. Poi il regista è scomparso, esclissato da nuove idee e nuove tecniche. In un certo senso l'epoca dei mestieranti (termine inteso non necessariamente in senso negativo) è finita alle soglie degli anni 2000 e Donner, da bravo rappresentante della categoria, è sparito per qualche anno dal circuito che conta per poi torna…

Il Sesto Senso (di M. Night Shyamalan, 1999)

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Chi ha letto il post precedente, avrà capito che considero Il Sesto Senso un film "brutto". Ma forse brutto non è la parola adatta. Mettiamola così, allora: Il Sesto Senso di M. Night Shyamalan, film del 1999 con Bruce Willis e Haley Joel Osment come protagonisti, è un film malvagio. Ma non nel senso positivo del termine (sì, con me la parola "malvagio" acquisisce persino un significato positivo), ma secondo la declinazione negativa della parola. Il tutto parte da una mia idea di cinema secondo cui il rapporto tra regista e pubblico deve essere basato sul rispetto. Nel senso: se giri un film devi darmi gli strumenti per poterlo leggere. Persino un'opera come INLAND EMPIRE possiede in se tali caratteristiche. Attenzione però, parlo di strumenti atti alla lettura, non alla comprensione. Poi ognuno capisce quel che vuol capire, da la propria interpretazione, importanza e tutto il resto. Ecco, l'importante è non prendersi in giro: né deve farlo il regista, né…

Punite i vostri nemici con 10 film orribili

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Proprio ieri sono stato tirato in ballo dal blog Lo Spettatore Indisciplinato, per quanto riguarda un meme che, a dirla tutta, è il meme definitivo per un "cinefilo" che si rispetti. L'idea e la sfida (geniale) è stata gettata da Mr Giobblin nel suo blog Minuetto Express. Io non sono un cinefilo però a una sfida non so resistere e a una sfida non si deve mai sfuggire. Le vittime designate, come indica il titolo stesso, sono i veri nemici dell'umanità: coloro che parlano di cinema e al massimo hanno visto tre film in croce, coloro che riportano le parole del critico o del  dizionario di turno senza citare la fonte e per il resto dicono cazzate senza neanche aver chiaro l'argomento trattato, i saccenti che sanno tutto loro, che hanno visto tutto e, soprattutto, hanno ragione anche quando hanno torto. Loro, gli innamorati della loro voce che si credono fighi perché "io capisco di cinema". Tanto non importa capirci qualcosa davvero, non importa avere una p…

Blood Entropia - 4. Affogare

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Nuovo capitolo, consueto appuntamento con Blood Entropia, la blog novel che fareste volentieri a meno di leggere. Cliccate sul link.
4. Affogare

Più che registi, migliori amici!

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Questa potrebbe sembrare la solita classifica ma in realtà è altro. Io lo definirei un omaggio, un modo per riconoscere quelli che sono stati (e non ancora) miei punti di riferimento in campo cinematografico. Ci sono i film della vita, ci sono le colonne sonore della vita e ci sono, soprattutto, i registi della vita. Quelli che hanno acceso - o riacceso - l'amore per il cinema, quelli che ci hanno accompagnato in un determinato periodo, quelli che lo fanno tutt'ora. Insomma: più che registi, migliori amici. E io vorrei dedicare questo post al loro, parlarvi di loro senza per questo fare un torto a tutti gli altri miei registi preferiti (che sono molti e ben selezionati). Per questo questa volta la classifica sarà di sole 6 posizioni. Ed ecco che si va: