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Visualizzazione dei post da Aprile, 2013

Dylan Dog - Il film (di Kevin Munroe, 2010)

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Perché uno non la smette mai di farsi del male. Eppure non poteva essere peggio dell'ultima cosa che ho visto, non avevo niente da fare e allora... Dylan Dog - Il film, non è certamente quello che i fan si aspettavano. Non me lo aspettavo io, lettore di vecchia data del serial a fumetti tutto italiano ideato da Tiziano Sclavi ed edito dalla Bonelli. Ma vuoi per problemi di budget, vuoi per problemi di diritti (e vuoi che gli americani non rispettano mai le culture di altri paesi) questo film  sull'indagatore dell'incubo ha poco o nulla a che fare con il Dylan Dog che tutti noi conosciamo.
Dylan Dog ha abbandonato il mestiere di indagatore dell'incubo e si è trasferito da Londra a New Orleans con il suo assistente Marcus. Dylan decide tuttavia di tornare ad indagare nel mondo del paranormale quando viene contattato da Elizabeth Ryan, che sostiene che il padre sia stato ucciso da un mostro.

Le Streghe di Salem (Rob Zombie, 2013)

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AVVISO: questa sul film Le Streghe di Salem non sarà una vera e propria recensione. Sinceramente non ce la faccio e per dire tutto quello che penso ho bisogno di rivolgermi direttamente al "regista" del film, Rob Zombie. Quindi questa sarà una lettera aperta, che sicuramente il signor Zombie non leggerà mai ma, di certo, non mi aspetto il contrario. E tant'è.
Caro Rob, come stai? Io da ieri sera non tanto bene e per questo ho deciso di scriverti. Ho bisogno di parlare direttamente con te, di aprirti il mio cuore, di dirti tutto quello che mi frulla nella zucca. Caro Rob, quanti anni sono passati dall'annuncio di questo tuo film che a sentirti parlare sarebbe stato il più spaventoso da molti anni a questa parte? Te lo dico io: due. Due anni passati a difenderti a spada tratta, due anni passati a ripetere che quel gioiellino de La Casa del Diavolo non poteva essere stato solo una botta di culo. Due anni lunghissimi cercando di passar sopra a quelle marchette che hai s…

Franklyn (di Gerald McMorrow, 2008)

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Quando uscì nei cinema italiani, tutti pensarono che Franklyn (2008) fosse l'ennesimo film sui supereroi. Il trailer non faceva intendere altrimenti, la locandine idem, quindi per lo più il film fu snobbato e scartato a priori. E qui apro una parentesi per chi considera normale giudicare un film dal trailer: il trailer quasi sempre non è un sunto né una presentazione (come lascerebbe supporre il termine) quanto, piuttosto, uno specchietto per le allodole montato ad arte con il puro scopo di incuriosire. Può essere indicativo ma non è mai esplicativo.  Ecco, Franklyn è incredibilmente lontano da quanto tanta pubblicità aveva lasciato intendere e questo, al momento del lancio, scoraggiò alcuni e deluse molti, spingendo il pubblico a decretare il fallimento di un film che brutto non è. Per parlarne, però, avrò bisogno di ricorrere a vari SPOILER, quindi sconsiglio a chi non lo ha visto e non vuole rovinarsi la sorpresa di continuare la lettura.
Esser è un uomo disperato in cerca del…

Jack Nicholson Day - Batman (di T. Burton, 1989)

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Eccoci qua, oggi 22 Aprile, con una nuova blog-festa tutta da gustare: sto parlando del Jack Nicholson Day. Perché proprio oggi il mitico Jack compie 77 anni e visto che nel corso della sua lunghissima carriera ci ha regalato interpretazioni memorabili, veri e propri capolavori e qualche gioiellino da regista, io e altri blogger non potevamo fare altro che ringraziarlo così.
Quindi, per festeggiare il folle per eccellenza, l'uomo dal ghigno perpetuo, io ho deciso di parlare di uno dei film che più di altri l'ha impresso a fuoco nella memoria di qualsiasi cinespettatore che si rispetti dagli anni '80 in poi: sto parlando del Batman di Tim Burton.

1989: il cinecomic non era una realtà solida all'interno dell'industria cinematografica ma anzi, era considerato un genere rischioso, costoso e facilmente declinabile al ridicolo. L'unico, vero grande esempio di quel che questo genere di film era in grado di diventare sul grande schermo era stato il Superman di Richard…

I mostri della letteratura

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Chi segue Combinazione Casuale si ricorderà di una classifica di qualche settimana fa dedicata ai "migliori" mostri del cinema horror. Ma non si trattava di semplici mostri bensì delle migliori rappresentazioni su pellicola dell'"uomo nero". Ecco, questo venerdì ho in mente di fare una cosa molto simile eppure ben più complicata, dedicandola ai miei mostri preferiti della storia della letteratura. Una cosa abbastanza soggettiva e relativa al mio (buon) gusto, nonché ai libri da me letti. Per evitare però che mostri famosi come Dracula o quello di Frankestein rubino troppe posizioni, mi limiterò a quelli meno "commerciali". Inoltre aprirò questa classifica a 7 soli personaggi.
Detto questo, procediamo con la classifica:

Splice (di V. Natali, 2009)

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Il ritorno dopo una settimana di pausa. Non ho scritto molto negli ultimi sette giorni, anzi, per niente. Ma è difficile scrivere quando si fa fatica persino a respirare. E' la vita che ogni tanto ti sommerge e tutto quello che si può fare, in quel caso, è battere forte le braccia e le gambe cercando di tornare in superficie. Allora concentri tutte le tue forze in quello e te ne sbatti del resto. Un blog è e resta comunque un accessorio.
Era però arrivato il momento di tornare e mi sembrava giusto farlo con una recensione cattiva su un film che non mi è piaciuto, che non avevo neanche visto ma che per mia sfortuna ho trovato e subito in tv: Splice, di Vincenzo Natali (2009).
Gli ingegneri genetici Clive e Elsa lavorano por il centro Nerd e portano avanti, parallelamente ad un progetto per la creazione di cellule staminali, un esperimento segreto per creare un ibrido umano/animale. Nascerà Dren, un piccolo essere deforme che crescendo cambierà le vite dei due moderni Frankestein. 

Jappoanime - Bakemonogatari (di Akiyuki Shinbō, 2009-2010)

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Bakemonogatari è quel tipo di anime che bisogna guardare solo dopo essere passati al livello successivo. Oppure solo se si è giapponesi. Tratta da ben due light novel di enorme successo in patria, si tratta di una serie di ben quindici episodi che non assomigliano a nulla di quello a cui lo spettatore occidentale crede di essere abituato.  E' rischioso parlare di Bakemonogatari in un blog. E' un titolo che non dice nulla, un prodotto inedito in Italia che se pur venisse acquistato e trasmesso non so a quale tipo di pubblico potrebbe essere diretto. Questo perché ci troviamo di fronte ad un'opera che fonde con semplicità e umorismo dramma scolastico, commedia romantica e storie di tipo sovrannaturale. Un prodotto che segue le linee guida di tanta animazione nipponica (commerciale) ma non ha paura di essere sopra le righe, di seguire strade senza via d'uscita cadendo tanto nel weird e nel non-sense quanto nel demenziale.

Cannibal Holocaust (di R. Deodato, 1980)

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La storia del cinema è fatta anche di scandali. Ce ne sono di diversi tipi, da quelli di cui si rendono protagonisti attori o registi a quelli fisiologici all'industria stessa. E poi ci sono i film/scandalo. Ne abbiamo avuti anche noi, qui in Italia, tanto tempo fa. Su due piedi mi vengono in mente Salò, Ultimo Tango a Parigi e Cannibal Holocaust.  Ecco, Cannibal Holocaust. Un film manifesto per il cinema di genere nostrano tanto in negativo quanto in positivo. In negativo perché fece parlare di se in tutto il mondo per i motivi sbagliati, in positivo perché ha fatto scuola e continua a farla. Quasi non ci si crede che sia stato girato da un mestierante (e ricordo a tutti che per me mestierante non è un termine necessariamente negativo) come Ruggero Deodato.
Un gruppo di documentaristi parte da New York alla volta della foresta amazzonica e poi scompare nel nulla: vengono ritrovate le bobine che testimoniano una fine incredibilmente orribile (da filmscoop.it)

Atto di Forza (di P. Verhoeven, 1990)

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Le nuove generazioni non comprendono bene il valore di film appartenenti ad un'epoca passata. Ormai si preferisce sempre il nuovo al "vecchio" e si tende a rielaborare tutto in chiave contemporanea, vuoi per marketing , vuoi per appeal estetico. Eppure nell'era dell'immagine digitalizzata diventa sempre più difficile andare in profondità, oltre. L'immagine non è più il mezzo, è lo scopo. Ad esempio, prendiamo Atto di Forza di Paul Verhoeven, anno 1990. Un film "vecchia scuola" arrivato prima dell'era CGI, quando gli effetti speciali erano analogici, meccanici, reali. Sì, può sembrare strano ma quando realizzi il futuro a mani nude, con il vecchio caro artigianato, persino la meno realistica delle ipotesi diventa "reale", prende forma. E l'effetto speciale rimane solo un modo per realizzare l'impossibile.
2084: l'operaio Doug Quaid è perseguitato da strani sogni su Marte e proprio per questo si rivolge alla Recall, agenzia …

Kurt Cobain (R.I.P.) - Nevermind (Nirvana, 1991)

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Diciannove anni fa. Cos'è successo diciannove anni fa? Diciannove anni fa io ne avevo solo dieci, di anni, e per ovvi motivi non mi accorsi di nulla. Sinceramente non ricordo neanche cosa si disse, tra tv e radio, quel cinque Aprile del 1994, ma diciannove anni fa un lutto sconvolse il mondo della musica. Un lutto forse preannunciato ma sicuramente inatteso. Spiazzante. Diciannove anni fa si tolse la vita Kurt Cobain
Cobain era il front-man e leader dei Nirvana. Cantante dalla voce inconfondibile e chitarrista (scarso). I Nirvana arrivarono sulla scena di Seattle più o meno alla fine degli anni '80 e si sciolsero con il suicidio del cantante che li aveva voluti e formati. Tra l''87 e il '94 i Nirvana produssero tre dischi, una raccolta di b-sides, un disco unplugged e uno live. Formarono, assieme ad altri esimi colleghi, quello che poi fu definito "grunge". Non un vero e proprio genere ma un termine attraverso cui identificare modi diversi di fare musi…

Rebecca, la prima moglie (di A. Hitchcock, 1940)

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Rebecca, la prima moglie è il primo film di Alfred Hitchcock girato su suolo americano. Quindi, in un certo senso, è il passo iniziale verso un nuovo ciclo artistico che terminerà con alcuni dei più grandi successi del regista, tra La Finestra sul Cortile, Gli Uccelli e Psyco. E in un certo senso i punti di contatto tra questo "nuovo" esordio e quello che sarà il punto più alto nella carriera del regista sono sotto gli occhi di tutti. 
Una favola gotica. Si capisce subito, con quell'incipit onirico e la voce narrante che racconta gli alberi e il mare accarezzati dal chiaro di luna. E poi Manderley, la magione che assomiglia ad un castello delle fiabe e, allo stesso tempo, a una casa stregata. Quella voce appartiene alla protagonista, una ragazza senza nome che conosceremo solo con il titolo da lei ottenuto dopo la prima mezz'ora di film: la seconda signora de Winter. Una moderna Cenerentola che conosce e si innamora del ricco e nobile Maxim de Winter e che, dopo aver…

Doctor Who - The Bells of Saint John (07x06)

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Il Dottore è tornato. Non trovo nulla di meglio da dire che questo, tutte le altre parole sono fuggite via lasciandomi con la gola secca e la lingua allappata. "Il Dottore è tornato". Fa un certo effetto, vero? Suona bene, a qualcuno farà spuntare un grosso sorriso sulle labbra. "Il Dottore è tornato!". Ora, se c'è qualcuno che pensa di rispondere a questa esclamazione con un bel "Dottor chi?", forse è meglio che abbandoni questa pagina. Sì. vada a rileggere un post di qualche mese fa e poi si divori le sei stagioni precedenti. Solo allora sarà pronto per tornare qui. Perché "il Dottore è tornato". Ok, va bene, la smetto.

Uova di Pasqua e Conigli

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E anche Pasqua è passata. Oggi è Pasquetta e la maggior parte della gente sarà da qualche parte, difficilmente a casa, difficilmente davanti al Pc. Io invece sono qui almeno per metà giornata, "quindi perché (ho pensato) non scrivere un post?". Un  post post-pasquale magari, che ieri avrete sicuramente riempito le vostre pance di cibo e, soprattutto, di cioccolato.  Non ho intenzione di soffermarmi sul valore religioso di una festività come questa. Non sarei la persona giusta per farlo. Però questa è anche una festa pagana e, ancor di più, una festa commerciale e da questo punto di vista sono due i simboli che lo rappresentano: il coniglio e le uova di cioccolato. 
E allora vi propongo una serie di foto trovate in rete (facebook su tutti) che mi hanno colpito particolarmente per ironia e inquietante forza espressiva: