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Visualizzazione dei post da Maggio, 2013

Clint Eastwood Day: Per un Pugno di Dollari (S. Leone, 1964)

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Nuovo compleanno ma forse un compleanno un po' più speciale, senza nulla togliere agli altri protagonisti dei nostri passati capitoli. Perché quando zio Clint festeggia l'anniversario della sua nascita, tutto il mondo dovrebbe farlo con lui. Un uomo come Eastwood nasce una volta ogni 500 anni, perchè colui che ha cominciato recitando con una sola espressione è stato in grado, poi, di girare alcuni dei film più belli di questo e del secolo scorso. Ora, ho pensato molto a quale pellicola recensire per festeggiare con voi (e con tutti gli altri amici blogger coinvolti) il Clint Eastwood Day. Ho dovuto scegliere prima di tutto tra film da attore o film da regista. Ho scelto la prima categoria perché, in un certo senso, ci riguarda più da vicino. Infatti se il mondo conosce questo grande attore/regista, forse parte del merito è proprio di un italiano. Ma andiamo con ordine.
Un tempo il cinema di genere era il vanto del panorama cinematografico nostrano. Soprattutto gli Spaghetti W…

Killer Klowns From Outer Space (dei Fratelli Chiodo, 1988)

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Nuovo appuntamento con l'Angolo di Silly, il secondo. Ve lo aspettavate? Anche questa volta un'horror, sperando di replicare il successo del primo episodio. E fateglielo un applauso!

KILLER KLOWNS FROM OUTER SPACE
Per chi gusta piacevolmente l’horror trash anni '80, questo Killer Klowns From Outer Space dei FratelliChiodo (anno di uscita 1988) lo conoscerà sicuramente. Per chi ancora non l’ha visto, come il mio socio, è caldamente invitato a procurarselo.

Siamo a Crescent Cove, tipica cittadina americana. E’ notte fonda e, mentre Debbie (Suzanne Snyder) e Mike (Grant Cramer) amoreggiano nel bosco, una non molto sobria stella cadente precipita. Loro se ne accorgono e col cavolo che la ignorano. La curiosità li porta a scoprire un mega tendone da circo, lo esplorano come è giusto che sia e al suo interno trovano una serie di bachi da seta penzolanti, che altro non sono che esseri umani rivestiti di zucchero filato, morti stecchiti. Terrorizzati fuggono via, scoperti dagli sp…

Said (di J. Lefevre, 2013) e il nuovo web-cinema

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Doveva pur arrivare il momento in cui prodotti cinematografici non sarebbero più stati solo "cinematografici". Nel senso che il cinema, inteso come industria (quindi quello con la C maiuscola), sta cominciando a divenire altamente castrante. Un meccanismo basato per lo più sul guadagno e sempre meno sulla passione o sull'arte. Industria, appunto. Il no-profit non è contemplato. Qualche anno fa era stato il momento dell'industriamo musicale. Tornando un decennio indietro, chiunque abbia dai 24 anni in su ricorderà benissimo Napster. Napster, negli anni 2000, significò scambio di musica gratuita, cosa che non fece molto piacere alle case discografiche ma che segnò comunque un punto di rottura. Un nuovo inizio. Poi fu il momento delle canzoni (e dei dischi) venduti in formato digitale e poi arrivò You Tube, ovvero di musica e video gratuiti in streaming nella rete. Una manna dal cielo per il fruitore ma, soprattutto, per l'artista che così può giungere al proprio …

The Last Stand - L'ultima sfida (di Kim Ji-Woon, 2013)

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Partiamo con la pura e semplice verità: The Last Stand è un filmone. Non un capolavoro, ne un film d'autore o rivoluzionario. Un filmone. E nel fare quest'affermazione forse sono condizionato dalla presenza di un mito come Arnold Schwarzenegger sullo schermo, dal fatto che questo sia il suo ritorno come protagonista in un film (action), ma mi sento scusato perché Schwarzenegger è e sarà sempre un attore fisico che, per puro caso, ricorda la mia infanzia e la mia adolescenza cinematografica.  Perché Schwarzy è stato lontano dal grande schermo per troppo tempo ed era tornato giusto a fianco dell'amico/rivale Stallone per sostenerlo nel suo progetto The Expendables. Ma se a 66 anni suonati decidi di rimetterti in gioco, la scelta migliore che puoi fare è scegliere un regista come Kim Ji-Woon alla sua prima esperienza in lingua inglese.
Ji-Woon è una specie di mito. Ha girato Two SistersBittersweet LifeIl buono, il matto, il cattivo, tre cult che passano in rassegna tre g…

The Theatre Bizarre (di D. Buck, B. Giovinazzo, D. Gregory, K. Hussain,T. Savini, R. Stanley, 2011)

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Un nuovo inizio settimana per Combinazione Casuale, che come nuovo ogni inizio porta con se dei cambiamenti. Lo avevo preannunciato, non che si tratti di chissà che cosa, ma le novità (anche quelle piccole) vanno sempre spiegate. Ed ecco di che cosa si tratta: per la prima volta questo blog ospiterà una recensione che non è mia. Sono lieto infatti di ospitare su "queste pagine" una nuova autrice: Silly. E' la sua prima esperienza su un blog ma non dietro la tastiera, ha lavorato con me ad un progetto tutt'ora work-in-progress e questa è la sua opinione sul film horror a episodi The Theatre Bizarre, del 2011. Quindi bando alle ciance e diamo inizio alla lettura:
THE THEATRE BIZARRE

Ecco un film che adocchiai circa un anno e mezzo fa e al tempo mi stuzzicò parecchio, poiché prometteva un gran bello spettacolo grandguignolesco. Poi, quando lessi il nome di Udo Kier, un sorriso ebete mi si stampò in faccia. Le vicissitudini della vita mi hanno fatto perdere di vista il s…

L'Alba della Libertà (di W. Herzog, 2006)

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C'è differenza tra il modo di fare cinema in Europa e quello di farlo in America. Forse anche per questo quando un regista europeo si trasferisce negli Stati Uniti le cose non vanno sempre lisce come l'olio. Ad esempio quando Werner Herzog arrivò a Los Angeles le cose non andarono particolarmente bene, visto che fu colpito da un cecchino durante un'intervista per la BBC. Eppure negli States il regista tedesco allacciò diversi legami professionali che lo portarono, nel 2006, a girare il suo primo film oltreoceano: L'Alba della Libertà, con Christian Bale nel ruolo del protagonista.
Il pilota dell'aviazione Dieter Dengler, americano di origini tedesche, fu abbattuto e catturato in Laos nel corso della guerra del Vietnam. Durante la prigionia, Dengler conosce altri detenuti del campo in cui è stato rinchiuso e con loro organizza una fuga che lo porterà solo in una prigione più grande e più terribile: la giungla.

Boogeyman - L'uomo nero (di Stephen Kay, 2005)

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L'altro giorno, girovagando per i canali del digitale terrestre, mi sono imbattutto in un film orribile. Certo, non è una novità, ma di solito non mi fermo a guardare cose brutte, soprattutto se le ho già degnate di uno sguardo in passato. La prima volta che vidi Boogeyman - L'uomo nero non ne rimasi realmente disgustato. Si era trattato di un filmetto come tanti, nulla più dell'ennesimo horror a base di fobie e apparizoni. Eppure, rivisto otto anni dopo e guardato più per noia che per interesse, ne ho compreso tutte le sfumature peggiori. Che sia stato il solito Sam Raimi e la sua Ghost House Pictures a produrre un aborto come questo, poi, non fa altro che ferire una volta di più l'appasionato di un genere troppe volte svilito, maltrattato e abusato.
Tim è un ragazzo segnato da vari traumi infantili. Quand'era piccolo si convinse che l'uomo nero era uscito dal suo armadio e aveva rapito suo padre. A distanza di anni torna nella casa dei suoi genitori e si appr…

Maniac (di Franck Khalfoun, 2012)

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A volte la parola remake fa paura. Non è colpa del remake in se ma dell'uso indiscriminato che ne ha fatto l'industria cinematografica negli ultimi anni. Spesso e volentieri un copia-incolla senza senso, scritto male e girato peggio dal regista/manichino di turno, proprietà intellettuale di certi produttori senza scrupoli.  Certe volte il remake però ha senso. Quando ad esempio prendi un film brutto e lo trasformi in un prodotto discretto, certe volte molto buono se non ottimo. Oppure quando cerca di riproporre una pellicola aggiornandola e magari migliorandola anche dal punto di vista "tecnico". Ricordo che quando sentii parlare per la prima volta del remake di Maniac storsi il naso. Non perché ritenga l'originale del 1980 un capolavoro, anzi, ma perché il film di Lusting è un capisaldo. Non perfetto ma innovativo, potente e riuscito, "brutto", sporco e cattivo. Riproporre un film cult è difficile e rischioso. Se poi a produrlo è quel bidone di Alexan…

Fumetti, una classifica complicata

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Parliamo di fumetti. Non lo faccio mai, è una cosa che non amo perché è difficile e il rischio di scrivere stupidaggini si fa sempre alto, troppo alto. Però questa volta non ho voglia di astenermi. In realtà ci stavo proprio pensando qualche giorno fa: se dovessi fare una classifica di quei fumetti che ritengo imprescindibili, quale sarebbe? Ecco, sembrerebbe una cosa facile, ma in realtà non lo, perché in questo caso non si parla di cinema, né di musica o di letteratura. Il mondo del fumetto a assolutamente diverso. Ad esempio, parliamo di fumetto europeo, americano o giapponese? Di serie o graphic novel? Oppure di una miniserie? Ecco, non è così semplice. Però io ci voglio provare lo stesso, perché nonostante non sia un "maniaco" di questo genere letterario (sì, letterario, avete letto bene), nutro verso il fumetto una passione che dura da anni, da quando da ragazzino leggevo i vari Uomo Ragno, X-Men e via dicendo.  Quindi, nonostante le difficoltà e le complicazioni, pro…

Kickboxer - Il nuovo guerriero (di M. DiSalle e D. Worth, 1989)

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Dopo un periodo di prolungata assenza, eccomi di nuovo qui. Dovete scusarmi, ma la vita reale a volte morde e non lascia il tempo per respirare, figuriamoci per scrivere. Eppure la lontananza a volte chiarisce le idee, mette a dura prova i sentimenti e se sono tornato vuol dire che in fondo di stare qui non ne posso fare a meno. Però, visto che il tempo avuto a disposizione è stato veramente poco, non sono riuscito a vedere (o ad ascoltare, o a leggere) nulla di nuovo. Nulla tranne Kickboxer - Il nuovo guerriero. Ecco, lo ammetto (ma forse in passato lo avevo già rivelato): quando ero bambino andavo matto per i film di Jean-Claude Van Damme. Non me ne vergogno, han fatto parte della mia formazione. Certo, a guardarli adesso quegli stessi film sembrano ridicoli, probabilmente lo sono, e la stessa sensazione si prova riguardando Kickboxer. Alla fin fine la ricetta è sempre la stessa e il piatto è il solito a base di combattimenti, tornei, allenamenti e arti marziali.  In questo caso si…