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Visualizzazione dei post da Settembre, 2013

The World's End (di Edgar Wright, 2013)

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Il miglio dorato. Un percorso alcoolemico che, attraverso i dodici pub di un paesino inglese (Newton Haven), dovrebbe condurre verso "la fine del mondo". E La Fine del Mondo è una pinta nell'ultimo locale della lista, ma anche il confine tra giovinezza ed età adulta, la fine di un ciclo e l'inizio di un nuovo percorso. E, in effetti, The World's End è il film con cui si conclude la cosiddetta "trilogia del cornetto" della premiata ditta Edgar Wright/Simon Pegg.
Per chi non sa cosa sia questa "trilogia del cornetto", permettetemi un rapido riassunto: tutto ebbe inizio nel 2004 con Shaun of Dead (L'alba dei morti dementi, in Italia), una commedia inglese sconosciuta al grande pubblico ma divenuta subito cult nel circuito degli appassionati. Poi fu il turno di Hot Fuzz (2007), persino meno conosciuto del suo predecessore e considerato dagli appassionati di poco inferiore al primo capitolo. Entrambe le pellicole si ponevano come esempi intell…

Le 10 regine dell'horror: un'altra classifica

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L'horror è un genere maschilista. Anche omofobo, se è per questo. Certe volte pure razzista. Eppure l'horror è un genere che spesso si è dimostrato progressista grazie ad alcuni registi e alcuni produttori. Basta guardare come si è evoluta la figura della donna in questo genere di film: se prima era soverchiata, schiacciata e fatta oggetto passivo a fini voyeuristici pian piano si è trasformata in una forza attiva, che si auto-afferma senza per questo rinunciare alla propria femminilità. Per questo ho scelto di stilare una classifica che vede come protagoniste le donne dei film horror. Non semplici scream queen ma vere e proprie protagoniste, rappresentazione di un genere.  Prima di cominciare ribadisco una cosa: non si tratta di una classifica assoluta ma del mio ideale di regina dell'horror: un po' diva, sicuramente attrice, rappresentativa del genere, sdoganata dai luoghi comuni. Quindi se manca qualcuna che voi ritenete indispensabile vuol dire che a) non la conos…

Il tramonto dell'industria cinematografica (?)

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Alla fine mi chiedo dove stia andando il cinema, ammesso che vada da qualche parte. Che sia in crisi e stia morendo lo si dice da tempo. Molti danno colpa all'industria, nel senso che l'ansia per la monetizzazione ha portato ad un abbassamento degli standard qualitativi (da un punto di vista "artistico") e soprattutto del livello di coraggio. Ci vuole coraggio per far evolvere qualcosa. E quel che non si evolve muore, alla fine. Se consideriamo poi che le stime per il futuro presuppongono film talmente costosi da non garantire un ritorno economico adeguato, allora la situazione si fa paradossale: il pubblico vuole vedere i cosiddetti colossal, gli effetti speciali, i cast stellari. Gli studios, per dare lui quello che vuole, arrivano a spendere talmente tanto da non riuscire più a rientrare nei costi. Quegli stessi costi che nessuno vuole più addossarsi per produrre qualcosa di nuovo e, quasi sicuramente, meno compreso.

Casualmente al Cinema - Le uscite cinematografiche della settimana (26/09/2013)

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Inizio questa ennesima puntata di Casualmente al Cinema (l'appuntamento del mercoledì dedicato ai film in uscita nei cinema italiani) ricordando che oggi è una grande giornata perché oggi, solo per oggi 25 Settembre 2013, nei cinema di tutta Italia (o quasi) verrà proiettato il terzo episodio della saga reboot di Neon Genesis Evangelion: Evangelion 3.0 - You Can (not) Redo. Evento più unico che raro. Volete sapere in quali sale lo troverete? Cliccate qui
Ok, detto questo, passiamo alle uscite del 26/09/2013. Non sono tante ma neanche poche. Alcune sono interessanti, altre meno. Ce ne sono almeno due che aspetto e almeno uno che vorrei non esistesse. Comunque la lista ve la beccate.

50 e 50 (di Jonathan Levine, 2011)

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Non ci si aspetta che un film come 50 e 50 possa essere divertente. A partire dal titolo, perché una probabilità su due è poco, pochissimo quando si tratta della probabilità di vivere o morire. E poi chi è che ci scherza sopra, sulla malattia, la morte e il dolore? Nessuno, di solito. Se fai una battuta su un malato terminale sei un cinico stronzo insensibile, se un malato terminale fa una battuta su se stesso, poveretto il dolore lo ha fatto uscire di senno. Se ci fai un film sopra rischi il boicottaggio, a meno che tu poi non ci metta un bel lieto fine (alla fine), che a compromessi ci si deve scendere sempre.
Adam ha 25 anni e conduce una vita tranquilla. Non beve (molto), non fuma e non guida perché è pericoloso. Ha una ragazza ma le cose non vanno benissimo a letto, ha un lavoro in cui è molto meticoloso. Poi, un giorno, scopre di avere un raro tumore alla colonna vertebrale e di avere il 50% di possibilità di sopravvivere e tutto, all'improvviso, cambia.

Magic Magic (di Sebastian Silva, 2013)

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Quando il grande pubblico pensa al cinema horror, il più delle volte ha in mente quello che la grande industria lo ha costretto a considerare come tale, ovvero film di mostri, demoni, fantasmi, killer o famiglie sadiche. Ed è effettivamente quello che il più delle volte il cinema horror ci offre. Il problema è che, le poche volte che l'horror ci offre qualcosa di diverso, il pubblico tende a rifiutarlo. Proprio per questo non è facile parlare di un film come Magic Magic: non è quello che il pubblico definirebbe "un horror" e probabilmente non è nemmeno quello che il pubblico definirebbe un bel film. Niente di strano, quindi, che la prima pellicola americana del regista cileno Sebastian Silva sia stata snobbata da critica e pubblico e destinata direttamente al circuito home video (negli States, qui da noi neanche è arrivato). 
Ci ho messo molte ore per impostare questa recensione di Magic Magic. Questo è un film che si può odiare o amare senza mezze misure: novantotto mi…

I film di una vita

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Da un'idea di Frank Manila (l'autore del blog Il Cinema Spiccio) che poi proprio sua non è, ecco un post anomalo su Combinazione Casuale. In pratica si tratta di una classifica che non è proprio una classifica, un best of cinematografico anno per anno. E' più facile farlo che spiegarlo, a dire il vero: in pratica a partire dal mio anno di nascita (1983) sceglierò un film all'anno fino ad arrivare al 2012. Facile? No. Però tanto divertente.

Riddick (di David Twohy, 2013)

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Quando Richard B. Riddick comparve per la prima volta su uno schermo cinematografico era il 2000, su un pianeta ostile, in un b-movie come non se ne facevano da tempo e con un titolo veramente figo: Pitch Black. Un film che non ti aspettavi di certo alle soglie del ventiduesimo secolo, un action survivor che strizzava l'occhio a Alien(s), Carpenter e a tutta la tradizione dagli '80 ai '90. In Pitch Black Riddick è un antieroe che, precipitato su un pianeta ostile, deve prima vedersela con gli uomini che gli danno la caccia (lui è un assassino super ricercato sulla cui testa pende una taglia) e poi con le spaventose creature che popolano il pianeta stesso.  Ora, vi starete chiedendo cosa centri tutto questo con la recensione di Riddick (2013). Ve lo dico subito: le due trame sono perfettamente sovrapponibili. Perché non solo Riddick è il quarto capitolo della saga dedicata all'antieroe proveniente dal pianeta Furya (nel mezzo c'è un film - Le Cronache di Riddick - …

Casualmente al Cinema - Le uscite cinematografiche della settimana (19/09/2013)

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Ed eccoci di nuovo qui, a parlare dei film in uscita questa settimana con Casualmente al Cinema. Stranamente questa settimana di interessante c'è qualcosa, tra film di registi cinesi ormai divenuti miti e vincitori di festival internazionali. Quindi ecco le uscite cinematografiche nelle sale italiane del 19 Settembre 20013.

Colour from the Dark (di Ivan Zuccon, 2008)

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Di Ivan Zuccon ho già parlato molto qui su Combinazione Casuale recensendo un paio di suoi film. Ivan Zuccon è l'ultimo baluardo del cinema di genere nostrano e, per questo, qui da noi è stato ripetutamente snobbato. In effetti noi riceviamo quel che ci meritiamo e quando arriva qualcuno in grado di fondere tradizione con respiro internazionale, noi facciamo finta che non esista. Così, mentre Dario Argento si becca finanziamenti pubblici, lui è costretto a girare con budget infimi per produzioni indipendenti. Ma questo è sempre il solito discorso, inutile ripeterlo all'infinito. Vorrei invece concentrarmi sulla recensione di Colour from the Dark, film del 2008 che si è meritato una breve parentesi in pochi cinema nostrani nel 2012, neanche fosse l'ultimo film horror girato in Sud America.
1940: durante la Seconda Guerra Mondiale, in un villaggio sulla pianura padana, Pietro e Lucia mandano avanti la loro fattoria con l'aiuto di Alice, sorella autistica di lei. Un gior…

Quella luce ammicante nel buio: Hayao Miyazaki

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Pubblico questo post con colpevole ritardo. La colpa è mia, non di Silly che l'ha scritto ma se mi perdo e non seguo un determinato programma allora è la fine. Ora, la notizia del ritiro di Hayao Miyazaki risale alla scorsa settimana ma questo articolo è talmente pieno di passione e così autobiografico che non potevo non pubblicarlo. Vorrei ricordare al mondo, però, che il Maestro non è morto, è solo andato in pensione e dando uno sguardo a tutta la sua produzione, non gli si può rimproverare un bel niente.
QUELLA LUCE AMMICCANTE NEL BUIO: HAYAO MIYAZAKI


«Ogni volta che mi presentano un neonato, mi verrebbe da dirgli: "Ma che ci fai qui? Non ti hanno spiegato che non è proprio il momento di nascere?". Forse è per questo che non faccio che realizzare film: per rassicurare i nuovi venuti, per confortarli sull'accidentato percorso dell'esistenza. Il mio cinema è una menzogna: guardatelo e vivete felici. Che ipocrisia. Ma, una volta nati, che dobbiamo fare: cacciarli…

Top 5: le più belle pubblicità d'autore

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Qual è la cosa più fastidiosa per uno spettatore che guarda un film in televisione? Per me è la pubblicità. Anzi, no, non è la pubblicità in se ad essere fastidiosa ma la brutta pubblicità messa lì ogni venti minuti, che interrompe la scena clou di un film e ti investe con quattro minuti di trash e stupidità.  Però poi uno pensa alle pubblicità vere, quelle belle, quelle che sono veri e propri cortometraggi e si chiede come sia possibile che qualcosa di tanto fastidioso possa diventare qualcosa di così bello.  Ora, sono in tanti i registi che prima di approdare al cinema si sono dedicati al mondo degli spot pubblicitari. Capita però che, certe volte, le cose vadano al contrario e che registi importanti approdino sul piccolo schermo coinvolti in operazioni di marketing di altissimo livello. Molti pensano che si tratti di una tendenza recente ma non è così: è dagli anni '80 che grandi registi (anche italiani) si sono dedicati a queste attività. Qualche esempio? Federico Fellini, Se…

Rites of Spring (di Padraig Reynolds, 2011)

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Prima di scrivere questa recensione di Rites of Spring ci ho pensato molto. Non perché il film sia difficile ma perché è stato difficile per me dargli un giudizio complessivo. Se inizialmente infatti, come film, mi era sembrato sopra la media, col passare dei giorni dalla visione il mio giudizio si è appiattito. Chiariamo: stiamo parlando di una produzione piccola piccola che propone la solita trama parodiando un certo tipo di film horror, citandolo e prendendolo in giro. Quindi non è uno slasher da prendere sul serio, c'è un po' di The Strangers, un po' di Grano Rosso Sangue, un mostro alla Jeepers Creepers ma anche un po' alla Jason di Venerdì 13 e il classico filone sui serial killer della provincia americana.
Da una parte abbiamo un contadinotto che rapisce ragazze per poi sacrificarle a un demone che tiene chiuso in cantina. Dall'altro un gruppo di rapitori che sarà costretto a cambiare i propri piani in seguito al fallimento del loro tentativo di ricatto.

Casualmente al Cinema - Le uscite cinematografiche della settimana (12/09/2013)

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Eccoci all'appuntamento settimanale con Casualmente al Cinema, la rubrica di Combinazione Casuale dedicata ai film in uscita ogni settimana. I film in uscita il Giovedì 12 Settembre 2013 sono tanti ma non ho trovato nulla di veramente interessante. Ovviamente è un parere personale, ci sono comunque grandi film di grandi registi che per molti spettatori potrebbero fare la differenza questa settimana.

L'albero della Vita - The Fountain (di Darren Aronofsky, 2004)

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The Fountain è uno dei film più bistrattati della storia del cinema. Un progetto talmente ambizioso da non essere stato capito, da esser stato rifiutato: troppo complesso, troppo lungo, troppo costoso. Il film più personale di Darren Aronofsky, il meno compreso e quello dalla più lunga gestazione. Tutto ebbe inizio nel 2001, quando Aronofsky propose alla Warner Bros e alla Village Roadshow un suo script originale. Da quel momento in poi fu un'odissea tra costi eccessivi, defezioni di produttori, attori e continui ritardi nelle riprese. Nel 2004 per fortuna questo calvario ebbe fine, il film uscì nei cinema e si rivelò un flop storico con 16.000.000 di dollari incassati contro i 35.000.000 di quelli spesi.
Nel XVI secolo il conquistador spagnolo Tomas Leo cerca l'albero della vita per salvare la vita e il regno della regina Isabel. Nel presente lo scienziato Tommy Creo cerca di trovare una cura alla malattia che sta uccidendo l'amata moglie Isabel. Nel XXVI secolo un uomo si…

Avalon (di Mamoru Oshii, 2001)

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E' stato difficile pormi di fronte alla recensione di un film come Avalon. Anzi, è stato difficile pormi di fronte ad un film come Avalon e non solo perché quest'ultimo è stato girato da una vera e propria leggenda. Credo che in molti conoscano il nome di Mamoru Oshii, almeno per sentito dire. Si tratta del regista di Ghost in the Shell, il film che ha rivoluzionato il concetto di cyberpunk nel 1995. Un nome legato al mondo dell'animazione giapponese, che non a caso è stato scelto nel 2002 da Quentin Tarantino per girare le scene d'animazione inserite in Kill Bill vol. 1
Avalon non è un film d'animazione. E' il primo film con attori in carne e ossa girato dal regista nipponico dopo Ghost in the Shell, quindi ancora più carico dell'alone di leggenda che accompagna questo autore. E' la storia di Ash, campionessa di un gioco di guerra simulato (Avalon, appunto) a cui ci si connette tramite un'interfaccia neurale. Avalon però non è solo un gioco ma u…

Io Sono Tupac: Who Shot Ya?

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Il rap è un genere musicale molto poco considerato. Musicalmente parlando, ovvio. Il rap è un genere ritenuto non musicale, a dirla tutta. Ovviamente questo è il pensiero di chi lo conosce superficialmente, di chi lo giudica ascoltando solo quello che passano la radio e la televisione. Poi c'è chi non lo sopporta, ma questo è un altro paio di maniche e ci sta tutto.  Il fatto è che il rap E' un genere musicale. Il rap è musica. Basta ascoltare un gruppo come i The Roots per rendersene conto. Basta dare un'occhiata a quali sono i musicisti che si porta Jay Z sul palco. Basterebbe anche solo ascoltarsi un disco come Doo-Bop. Di Miles Davis, per me il più grande musicista jazz della storia. Per non parlare di chi ci mette il cantato nei propri pezzi rap. 
Io con l'hip hop ci sono cresciuto. L'hip hop è una cultura, il rap un genere musicale. Quando penso all'hip hop italiano mi vengono in mente artisti del calibro di Kaos One, Neffa, Otr e Sottotono. Ma quando pe…

Comics Girl: sexy sulla carta, sexy sullo schermo

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Ecco che torna Classificando, ovvero la serie di classifiche improbabili di Combinazione Casuale, che è sì un blog di cinema ma oltre alla musica e tra le altre cosette parla pure di fumetti.
L'altro giorno, tra le mie varie peregrinazioni mentali, riflettevo su come sia molto nerd apprezzare graficamente (e fisicamente) i personaggi femminili dei fumetti. E bisogna dire che i vari disegnatori questo lo sanno bene, ed eccoli allora rappresentare supereroine e supercriminali (donne) superformose, vere e proprie pin-up in costumi striminziti.
I problemi (non sempre) arrivano quando quelle stesse superpersonaggesse devono passare dalla carta patinata al cinema o alla televisione. Quindi è su questo che sarà centrata la classifica di oggi: le eroine e le criminali più sexy sulla carta e nelle loro trasposizioni al cinema e in tivù:

Gummo (di Harmony Korine, 1997)

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Il cinema indipendente è strettamente legato al dilagare, verso la fine degli anni Ottanta, delle prime videocamere e delle prime riprese amatoriali di pseudo registi alle prime armi. L'abbattimento dei costi permise a molti aspiranti registi di dedicarsi alla loro più grande passione, ma questo non voleva dire necessariamente fare cinema. Forse il vero cinema indipendente nasce nell'era del digitale, quella del montaggio e della post-produzione casalinga o forse quando le major si sono rese conto dell'andazzo. Forse quando i blockbuster hanno iniziato a perdere i primi colpi. Credo sia importante però comprendere che cinema indi non vuol dire cinema a basso costo, né film scadenti o sciatti. 
Poi uno scopre Harmony Korine e non sa più cosa pensare perché questo regista/scrittore/musicista/attore è simbolo di un cinema scomodo e malato. Tutto ebbe inizio nel 1995 con la sceneggiatura di Kids (di Larry Clark) ma la sua fama si è consolida nel 1997 con l'esordio Gummo. …

Casualmente al Cinema - Le uscite cinematografiche della settimana (05/09/2013)

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Eccoci ancora qui, a parlare delle uscite cinematografiche di questa settimana. Sinceramente io ne attendo solo una, le altre (cinque) non fanno per me e soprattutto una si sarebbe potuta evitare perché è un insulto nonostante abbia sbancato i botteghini americani. Ma, appunto, parliamo di americani. Comunque oggi è Mercoledì e come ogni maledetto mercoledì c'è Casualmente al Cinema con le uscite di Giovedì 05/09/2013:

Europa Report (di Sebastián Cordero, 2013)

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Mentre in giro si parla quasi esclusivamente di Elysium e la fantascienza torna sulla bocca di tutti grazie a Gravity, che ha aperto la 70esima edizione del Festival Di Venezia, io preferisco rivolgere l'attenzione verso i piccoli gioielli che il cinema contemporaneo ci offre. Piccole perle uscite senza clamore ma in grado di far innamorare lo spettatore e riavvicinarlo al cinema di genere. Questa è la recensione di Europa Report, film del 2013 a bassissimo costo girato con la tecnica del found footage, gradevolissima sorpresa nell'ambito delle produzioni indipendenti.
Sei astronauti di diverse nazionalità vengono radunati per formare la squadra che farà il primo viaggio verso Europa, quarto satellite naturale del pianeta Giove, alla ricerca di nuove forme di vita.(tratto da wikipedia)

Lars e una ragazza tutta sua (di Craig Gillespie, 2007)

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Eccoci di nuovo con una nuova settimana. E una nuova settimana porta con se un nuovo inizio. Tra l'altro oggi è 2 Settembre, l'estate è finita e qui c'è Silly che nel suo angolino vuole parlarvi di un film che praticamente non si è cagato nessuno tanto oggi quanto sei anni fa, quando uscì. Una piccola perla indipendente, una storia d'amore struggente quanto particolare. Insomma, ecco a voi Silly e la recensione di Lars e una ragazza tutta sua.
LARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA

Forse ancora non siete al corrente della mia contenutissima passione per Ryan Gosling. E’ certamente più moderata di quella del mio socio nei confronti di Rooney Mara, però è giusto che lo sappiate, onde evitare fraintendimenti: Gosling è il mio fidanzato e la Gomez è solo un’inutile accessorio (molto attraente, certo) che Hollywood gli ha affibbiato. Fatta questa doverosa premessa, vi voglio assicurare che sarò totalmente obiettiva riguardo al film in questione. E ve lo dico subito: Lars e una ragazz…