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Visualizzazione dei post da Giugno, 2014

[Recensione] The Sacrament (di Ti West, 2014)

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Parlando di horror indi americano il primo nome che faccio spesso è Ti West. Un signor sconosciuto, uno che ha diretto però due tra le pellicole che ho trovato più spaventose e meglio riuscite degli ultimi anni: The House of the DevilThe Innkeepers. Quello che aveva preso in mano il progetto Cabin Fever 2: Spring Fever per poi abbandonarlo (in seguito ad attriti con la produzione) e lasciarlo andare alla deriva. Quello che si era accostato al found footage cercando di dargli una una "consacrazione" indipendente attraverso il manifesto antologico V/H/S senza però riuscire a lasciare il segno. Quel che ha fatto di veramente importante per la sua carriera, Ti West con V/H/S, è stato affiancarsi ad altre voci (e visioni) indipendenti americane, associando il proprio nome a personaggi come Brad Miska (l'attuale direttore della rivista/sito web Bloody Disgusting), Joe Swanberg ma, soprattutto, Adam Wingard ovvero il regista di You're Next. Da qui parte poi una sfilza d…

La paura, l'horror e... Paranormal Activity (Parte 4)

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Le ultime tendenze dell'horror contemporaneo sono state (e sono ancora) senza ombra di dubbio il found footage e il mockumentary. Due modi, che spesso coincidono, di far soldi vendendo al pubblico ciò che il pubblico stesso si aspetta, la sensazione di calarsi nel film stesso attraverso l'unico organo realmente coinvolto e realmente coinvolgibile (in attesa di nuove tecnologie), ovvero l'occhio umano. E' un po' quello che l'industria ha sempre tentato di fare con lo sviluppo della tecnologia 3D, ma al contrario: provare a coinvolgere lo spettatore non attirandolo nel film ma spingendo il film stesso nella terza dimensione, nel nostro "mondo". Mentre quello di cui voglio parlare oggi parte dal presupposto che la soggettiva di una camera da presa possa coinvolgere lo spettatore portandolo all'interno del film e che un documentario spacciato per vero possa trasformare la finzione stessa in realtà.
Eppure credo sia meglio chiarire di cosa parliamo qu…

[Recensione] Maps to the Stars (di David Cronenberg, 2014)

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David Cronenberg non è più Cronenberg o forse non lo è mai stato. Perché passando da un film all'altro, da una fase all'altra, il Canadese si è evoluto/trasformato rimanendo sempre se stesso, passando dalla sua poetica in embrione al compleanno della Nuova Carne, dall'analisi della stessa alla sua evoluzione psico-fisica e, in seguito, metaforica. Passando, nel frattempo, da uno stile all'altro, da un budget all'altro, dalla serie B molto più vicina alla Z fino al cinema più impegnato (M. Butterfly, Crush) e poi più (o meno) commerciale di A History of Violence e La Promessa dell'Assassino. Per finire, negli ultimi anni, nella trappola di un qualcosa di obliquo e sfuggente, difficilmente inquadrabile persino come made in Cronenberg. Ovviamente sto parlando di A Dangerous Method e Cosmopolis, ma anche del nuovo Map to the Stars, ultimo (per ora) capitolo di un ultima fase a braccetto della Prospero Pictures, l'UFO da cui l'alieno Cronenberg può osservare…

[Recensione] Game of Thrones - The Mountain and the Viper (04x08)

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Come ho scritto ieri, eviterò in futuro di parlare di Serie TV puntata dopo puntata. Lo farò a serie finita, quando si potranno tirare le somme di quel corpo organico che una serie è, ma questo buon proposito non potrà essere attuato per quanto riguarda la quarta stagione di Game of Thrones. Non perché abbia problemi ad attuare i cambiamenti che mi sono proposto, ma perché mancano tre puntate alla fine della stagione e, soprattutto, perché l'ottava ha un finale di cui è impossibile non parlare. Detto questo, è ovvio che in questa recensione della puntata 04x08 The Mountain and the Viper ci saranno spoiler come se piovessero. Quindi consiglio la lettura solo a chi l'abbia già vista o a chi degli spoiler se ne frega, tutti gli altri stiano alla larga.
The Mountain and the Viper comincia lì dove il precedente episodio, Mockingbird (Il Campione), si era concluso? No. A dire il vero si parte proprio da dove nessuno avrebbe mai immaginato, dalla Città della Talpa, quel luogo lurido …

Come si cambia per non morire e "la lunga pausa"

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Ed eccomi qua, sono passati un bel po' di giorni dall'ultima volta che ho scritto, vi ho abbandonato senza un arrivederci, un "a presto" o un addio, semplicemente smettendo di scrivere e quindi scomparendo letteralmente. Solo chi mi segue sui social, su facebook, twitter o google +, (ah, vi ringrazio tutti per i consigli e le belle parole) sa che ho accarezzato l'idea non solo di sparire davvero dalla blogosfera ma di far sparire anche Combinazione Casuale. Per questo mi sono ritirato in un silenzio stampa o periodo di riflessione, prolungato poi da altri impegni, da altri pensieri, da altri cazzi. Periodo e silenzio che si rompono oggi. 
L'idea di smettere (che ammettiamolo, viene a tutti prima o poi) mi è passata per il cervello forse a causa dell'insoddisfazione. Non quella dovuta alla mancanza di risultati, di visualizzazioni o di commenti. Parlo invece di quella sempre più scarsa voglia di fare qualcosa di forzato, qualcosa di diverso da quelli che …