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Visualizzazione dei post da Agosto, 2014

[Recensione] Liberaci dal Male (di Scott Derrickson, 2014)

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QUESTA RECENSIONE POTREBBE CONTENERE SPOILER
Ralph Sarchie, poliziotto della NYPD, inizia ad indagare su una serie di efferati omicidi collegati da una matrice religiosa. Durante le indagini Sarchie collabora con un prete apostata, convinto che dietro gli omicidi ci sia il Diavolo e che il serial killer ne sia posseduto.
Partiamo dalla regia. Scott Derrickson. Quello che nel 2013 è uscito nei cinema (compresi i nostri) con quel gioiellino di Sinister. Gioiellino per gli standard dell'horror commerciale ma che, preso di per se, è semplicemente un filmetto accettabile con tantissimi difetti e con l'invidiabile capacità di mettere vera ansia. Quello che, prima del 2012, aveva girato quella roba immonda che è il remake di Ultimatum alla Terra (2008), quell'horror inutile - ma a molti è piaciuto - dal titolo L'Esorcismo di Emily Rose (2005) e il quarto sequel, più televisivo che cinematografico, dell'infinita saga di Hellraiser: Hellraiser 5 - Inferno (2000), neanche tan…

Robin Williams Celebration Day: Jumanji (di Joe Johnston, 1995)

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Quando Robin Williams è morto, è venuto a mancare qualcosa. Era il 12 Agosto e la notizia l'ho avuta di mattina, appena sveglio, come un  macigno che ti cade in testa. Una notizia in grado di rovinarti la giornata, la settimana, il resto del mese. Perché io (e tanti altri) amavamo Williams. Amavamo l'attore, il comico, il personaggio. Amavamo un pezzo di storia della nostra infanzia. Per questo, oggi che i blogger si riuniscono per parlare di lui, per celebrarlo, io ho scelto un film che è specchio soprattutto del mio passato. Qualcosa che non potrò dimenticare mai. 
Jumanji


Jumanji è un film del lontano 1995, io lo vidi con la scuola in un piccolo cinema della provincia, troppo piccolo per capire qualcosa di cinema, troppo impegnato a voler giocare, sognare e perdermi in quelle immagini in movimento. Una pellicola che, volente o nolente, è riuscita ad entrare nel mio immaginario come in quello di tanti altri bambini e ragazzini dell'epoca. Potere che ha esercitato comunq…

[Recensione] The Poughkeepsie Tapes (di John Erick Dowdle, 2007)

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Non mi dilungherò ancora una volta sull'inutilità (raggiunta) di mockumentary e found footage. Già l'ho fatto, già mi ripeto molto, vorrei evitare di perdere il controllo. Eppure in futuro aspettatevi la mia personale classifica, giusto per chiudere definitivamente il discorso con quelli che, secondo me, sono gli imprescindibili. Ma in futuro, non ora. Ora voglio solo tornare un po' in dietro nel tempo, neanche tanto, ad esempio nel 2007 e parlarvi di un film che trascende(va) la leggenda: The Poughkeepsie Tapes, di John Erick Dowdle.
Trascende(va) soprattutto per due motivi. Il primo è che, trattandosi di opera piccola (indi) e per niente spinta dal punto di vista pubblicitario, The Poughkeepsie Tapes sette anni fa non era poi così facile da reperire o godersi soprattutto da chi è scarsamente anglofono. Il secondo è che, trattandosi di un film del 2007 uscito in sordina, non ha risentito del grande eco commerciale e globale suscitato da altre pellicole dello stesso anno …

[Paesi Fantasma] Craco e il Ferragosto alternativo

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Ferragosto alternativo, lontano dalle spiagge, dal mare e dalla folla, che a volte precipitare nulla solitudine di una terra bellissima ma ancor troppo poco considerata, in compagnia di amici e della persona che ami, può riservare delle vere e proprie sorprese. Sorprese preventivate, a dire il vero. Per la maggior parte. Perché se lo scopo di questo insolito Ferragosto era quello di andar per luoghi alternativi (e bellissimi) alla ricerca del tempo e dello spazio che fu, c'è da dire che una sorta di preparazione psico-conoscitiva me l'ero già fatta: un tour virtuale risalente a qualche mese fa, un post sui luoghi fantasma in giro per il mondo che ha riscosso pure un discreto successo. Giro che non poteva far altro che passare per l'Italia, sempre più sul punto di divenire una nazione fantasma (ma lasciamo stare). E allora, con le spiagge coperte da sdraio, bambini e vomito secco, quale poteva essere la migliore alternativa in questo ferragosto estivo che poi tanto estate …

R.I.P. Peter Pan

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Praticamente la mia vita si sta decostruendo. La mia infanzia, soprattutto. Crescere può significare anche questo: perdere quelli che erano i punti di riferimento di un passato che non tornerà mai più, magari acquisirne di nuovi. Ma poi resta il ricordo, quello sì, una specie di calore quando ripensi a quel che è stato e alle figure che ti hanno accompagnato. Da bambino soprattutto, quando anche i nani ti sembrano giganti. Per chi cresce con il cinema, un film, un personaggio, un regista o un attore possono essere punti di riferimento. Pezzetti immortali della propria esistenza, che la compongono e la arricchiscono. Sembra stupido, infantile e idiota, ma è così. E quando alcuni di questi pezzi iniziano a mancare viene a mancare anche quel qualcosa, una stella luminosa del passato che si spegne e lascia solo il vuoto. Un vecchio attore che ti ha accompagnato dall'infanzia all'età adulta è come un vecchio parente, il vecchio prozio di cui la mamma ti ha sempre mostrato le foto,…

[Recensione] All Cheerleaders Die (di Lucky McKee e Chris Sivertson, 2013)

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LA DONNA NEL CINEMA HORROR
Se c'è una realtà che ha preso piede negli ultimi anni coinvolgendo il cinema di genere e non solo, è sicuramente l'horror "femminista". Un controsenso in nuce se prendiamo per buono il fatto che l'horror, più o meno dalle sue origini, è sempre stato un genere sessista che ha visto nella figura della donna un corpo da sacrificare sull'altare del maschilismo.  Eppure l'horror femminista esiste, ha assunto una certa rilevanza e non solo grazie a registi donne che hanno scelto di mostrare la loro versione dei fatti ad un pubblico finalmente pronto ad assimilare il cambiamento ma travalicando il grande schermo, divenendo fenomeno pop su quello piccolo: un prodotto come American Horror Story ha imposto in TV la figura eroica di una donna non più vittima e di certo non poi così indifesa. 
In lungo e in largo, la figura della donna ha rubato spazio a quella machistica dell'eroe senza paura o a quella del cattivo più spietato: film …

[Classifica] Cinema e Serial Killer: una Top 10

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Ed eccomi come promesso a parlare di film dedicati a serial killer. Non necessariamente killer seriali realmente esistiti ma film dedicati a questa figura a metà strada tra tragisquallida realtà e il mito. 
I mostri sono predatori, credo che questo sia un dato di fatto. I serial killer (come già detto qui) sono dei mostri, i veri mostri, e in quanto tali sono predatori. I più letali al mondo, perché l'essere umano è l'animale più letale al mondo e questo per due motivi. Il primo, perché si tratta dell'animale più intelligente. Il secondo, perché si tratta dell'unico animale che uccide per il piacere di farlo. Il serial killer è quindi un predatore letale, intelligente, che idea strategie e uccide non solo per un bisogno biologico (la fame, il dolore, la follia) ma perché facendolo prova a colmare un vuoto e ottiene piacere. Non a caso il modus operandi della maggior parte dei killer seriali è rituale, non a caso il mostro spesso lascia la sua firma sul luogo del crimi…

Cinema e Serial Killer

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Nella notte ancestrale delle mie paure, mi capita spesso di chiedermi quale sia il motivo per cui ho guardato e guardo ancora tanto cinema horror. Quale sia il motivo per cui mi lascio travolgere e spesso deludere da un genere sempre sul punto di morire e collassare, che si adagia spesso e volentieri su livelli di bellezza infimi e tecnica non all'altezza. La risposta che mi sono dato è che, a distanza di anni, io cerco ancora da questo genere di film una cosa sola: lo spavento. Non uno spavento meccanico e ludico, però, bensì quel tipo di paura catartica che qualcuno confonde ancora con il masochismo: "ehi, ma perché vedi gli horror se poi ti spaventi? Sei scemo?". E' ovvio invece che, avendo paura di una finzione, si esorcizza la paura più grande e reale della vita e del mondo. Ma c'è anche dell'altro, ad un livello ancestrale. Si tratta della possibilità di attuare un transfer, di proiettare sul grande (o piccolo) schermo i miei terrori inconsci. E quindi…

[Racconto] BAUBAU

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Faceva abbastanza freddo per starsene sotto le coperte senza tradire il benché minimo spasmo di calore. Era piacevole, soprattutto quando era così buio, con la serranda chiusa e la porta della cameretta serrata. Giovanna aveva finalmente accettato di togliere la lucina che lasciava accesa per tutta la notte, tutte le notti da quando aveva due anni. “Perché è ora di crescere..”, le aveva detto la mamma mentre sua sorella annuiva. Stupida, aveva pensato Giovanna, hai cinque anni più di me e non ti sei mai lamentata. Poi, come prova di forza, l’aveva presa dalla solita mensola e messa nel cassetto della scrivania. Non troppo lontano, perché non si sa mai.
E in quel momento, nel letto, l’unica cosa che la proteggeva dai mostri era quella coperta, tirata su fino al naso. Venite mostri, venite. Finché sono qui sotto non potete farmi niente. Ma non era così facile addormentarsi senza quel punto di riferimento luminoso tra la porta e l’armadio. Non era facile per niente. Così Giovanna si gir…

[Recensione] Gomorra - La Serie

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Non è facile parlare di televisione italiana, non per una presunta complessità di quest'ultima ma per la pochezza dilagante che la caratterizza. Una pochezza che sembra rispecchiare quella culturale in cui siamo caduti, un baratro da cui diventa sempre più difficile risalire e le colpe, qui, sarebbero da dividere equamente tra noi, il popolo spettatore, e loro, quelli che tirano i fili e che ci impongono delle scelte evidentemente sbagliate. In fondo non serve gridarlo ai quattro venti: se la qualità dei format è (più o meno) il linea con quella dei programmi europei, quella dei prodotti popolari, di intrattenimento a livello di fiction, è praticamente sottoterra. Le proposte della televisione italiana sono squallide, poco curate, poco profonde e assolutamente fuori tempo massimo, intrappolate in un'idea di TV anacronistica. Si tratta dello stesso discorso fatto tante volte sul cinema nostrano e credo che, alla base, continui ad esserci quella noncuranza, quella poca voglia d…