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Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

Wes Craven (R.I.P.): con lui se ne va un pezzo della mia adolescenza

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Tutt'altro post avrei dovuto pubblicare oggi. Era già pronto, avrei dovuto solo cliccare il tastino e lasciare che entrasse nella blogosfera. Poi però ho sentito che Wes Craven ci ha lasciati. 
Sarò scemo io ma quando muore qualcuno che non conosci, lontano da te, di un'altra generazione, di un mondo che non è il tuo, ma che ti ha accompagnato per quella lunga e difficile crescita personale di uomo e di spettatore, è come se qualcosa dentro di te si rompesse. Un ingranaggio piccolo piccolo, di cui forse nemmeno conoscevi l'esistenza. Credo sia questo che è successo quando ho appreso della morte di Craven. 
Non ricordo bene, è passato veramente troppo tempo, ma credo che Nightmare - Dal profondo della notte sia stato il primo film horror della mia vita. Ero piccolo, ricordo che spiavo mia sorella e i suoi amici mentre a casa guardavano questo film nel soggiorno e io non potevo, troppo piccolo per stare con "i grandi" e troppo giovane per un film del genere. Fredd…

Avengers: Age of Ultron (di Joss Whedon, 2014)

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Non pensavo lo avrei fatto. Non pensavo ne avrei parlato. Eppure ieri sera mi sono rivisto il film in lingua originale e sono andato a dormire con la voglia di dire alcune cose, perché in lingua originale sono stato colpito da quella che dovrebbe essere la cosa meno interessante in un film del genere: una voce. Ma in Avengers: Age of Ultron c'è, appunto, Ultron e Ultron è James Spader che fa un lavoro bellissimo e quando compare ruba la scena a tutti. Te ne rendi conto già dalla sua prima apparizione, mentre discute con Jarvis, e da quel momento in poi non vedi l'ora di risentirlo parlare, una recitazione così teatrale che ti esalta ancora di più quando si confronta con quella di Paul Bettany (che nel teatro è "nato") nella parte finale di questa enorme opera di intrattenimento.
Già, intrattenimento. Perché al di là di tutti quei significati e significanti di cui il secondo film sugli Avengers si fa carico, di questo stiamo parlando. Non a caso il film è diretto da 

Le 5 Creepypasta più Inquietanti sui Videogiochi

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A grande richiesta ecco un nuovo post sulle creepypasta. Che poi, sinceramente, anche se nessuno me lo avesse chiesto l'avrei fatto comunque perché l'argomento mi piace da morire. Stavo anche pensando di aprire un blog dedicato, ma già gestirne uno è difficile e toglie un sacco di tempo, quindi devo pensarci bene. Vi farò sapere.
Intanto continuo qui, su Combinazione Casuale. Se l'altra volta ho stilato una classifica sui miei creepypasta preferiti che assomigliano a vere e proprie leggende metropolitane, oggi mi focalizzo su una categoria che reputo veramente inquietante solo per una certa cerchie di persone, ovvero i videogiocatori. Si tratta delle creepypasta che aleggiano sul mondo dei videogiochi. Un po' come quella di cui vi ho già parlato la scorsa settimana su Legend of Zelda: Majora's Mask. A me, nonostante non sia un videogiocatore incallito e nonostante non abbia mai giocato a certi giochi, fanno una paura incredibile.
Ma bando alle ciance ed ecco a voi…

The Gallows - L'Esecuzione (di Travis Cluff e Chris Lofing, 2015)

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Sono sempre stato il primo a sbraitare contro i found footage. Perché nove volte su dieci questo tipo di film è merda ma, nonostante ciò, continuano ad attirare gente nei cinema, spesso orde di ragazzini che si spaventano con la stessa facilità con cui io mi annoio. E io mi annoio molto facilmente. Il problema vero è che, nonostante tutto, questi film attirano pure me. Inesorabilmente. E infatti ieri al cinema, a guardare The Gallows - L'Esecuzione, c'ero io e c'erano orde di bimbiminkia urlanti che si cagavano sotto per cose che a me hanno lasciato completamente indifferente, mentre negli States il film ha guadagnato più di dieci milioni di dollari nella prima settimana. E ne era costati all'incirca due.
La storia della genesi di The Gallows è piuttosto particolare! No, non è vero, non lo è. The Gallows nasce come trailer messo sul web dai due registi esordienti Travis Cluff e Chris Lofing, alla ricerca di finanziatori per realizzarne un lungometraggio. Finanziatori …

Curiosando Casualmente un Film: 10 Curiosità su Ritorno al Futuro

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Quest'anno ricorre l'anniversario del film Ritorno al Futuro. Non so se l'ho mai detto, ma questo resta uno dei miei film preferiti in assoluto. Mi ricorda la mia infanzia, mi ricorda un tempo che non è più, mi ricorda un certo modo che avevo di guardare i film. Ecco, Ritorno al Futuro è uno dei film della mia infanzia, ci sono affezionato più per questo che per meriti oggettivi. Ancora meglio, non credo ne parlerò in futuro, non credo lo recensirò mai perché non ne sarei assolutamente capace. Però, per festeggiare questo anniversario (30 anni e non sentirli :D ), ho deciso di renderlo centro della nuova rubrica Curiosando Casualmente un Film. Quindi ecco a voi 10 curiosità su Ritorno al Futuro (il primo e inimitabile):

Il valore della critica

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Visto che non ho film che mi va di recensire (uno c'è, lo voglio massacrare perché è una porcata ma oggi non mi va), visto che ho voglia di sproloquiare, visto che ho già accennato di questo argomento nel post su Birdman e ne ho parlato in privato proprio ieri, ho deciso di dedicare il post di oggi a un argomento che ai più o ai lettori occasionali non interesserà per nulla. Ecco, oggi voglio parlare di critica cinematografica.
Io penso di averlo ripetuto allo sfinimento. E' pure scritto nella pagina di presentazione di Combinazione Casuale: non sono un critico cinematografico. Anzi, a dirla tutta io di cinema ne capisco abbastanza poco: ho letto una manciata di libri, ho guardato un bel po' di film, posseggo qualche conoscenza tecnica sull'argomento ma non ho mai studiato, non ho mai approfondito da un punto di vista puramente nozionistico, non ho la forma mentis del critico. Non mi interessa essere un critico, non saprei che farmene. Nonostante ciò parlo di cinema. …

Birdman - L'Imprevedibile Virtù dell'Ignoranza (di Alejandro González Iñárritu, 2015)

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Ed eccomi qui a parlare di Birdman. Sì, Birdman. Quel film uscito in Italia all'inizio di 'sto 2015 di merda che mi ha ucciso e da cui sto resuscitando. Il "capolavoro" esaltato ovunque, il film più bello dell'anno senza aspettare che l'anno fosse almeno iniziato, il miglior film di Alejandro González Iñárritu. Quello che ha girato Amores Perros, 21 Grammi, Babel, Biutiful e dal Messico è passato a Hollywood mantenendo sempre intatto il suo modo di fare cinema, la sua poesia (non poetica: poesia), al di là di quanto i suoi film poi si siano potuti definire riusciti o siano piaciuti. E poi, nel 2014 arriva Birdman, il film in cui in un certo senso il regista, per la prima volta, parla di cinema in maniera aperta e prorompente, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.
Non mi vergogno di dire che ho pianto per quasi tutta la durata del film. Ho pianto in certi momenti fino a singhiozzare. Ho pianto per il dolore e, in certi passaggi, per la felicità di quel …

Top 5: le Creepypasta (o leggende web) più inquietanti

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Qualche giorno fa, parlando del film Lord of Tears, feci riferimento a come l'horror contemporaneo si nutra di internet, di personaggi, storie e leggende metropolitane sul web. Feci quindi riferimento ai creepypasta. Ora, io sono sicuro non ce ne sia alcun bisogno, eppure mi lancerò in una breve spiegazione su cosa siano esattamente questi creepypasta: si tratta di storie piuttosto brevi pubblicate anonimamente su internet (spesso sul sito americano 4chan nella sexione "storie paranormali" /x/) con il semplice scopo di... spaventare il lettore. Vere e proprie leggende metropolitane nate sul web che possono riguardare video youtube, foto, videogiochi, bambole e bambolotti, serial killer e mostri terrificanti. Storielle che, per essere non dico credibili ma sicuramente più spaventose, vengono corredate da video, foto, trascrizioni di chat, commenti forum e così via.
Alcuni soggetti e protagonisti di creepypasta sono col tempo e il passaparola divenuti famosissimi: lo Slen…

Il Cameraman e l'Assassino, un mockumentary atipico

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Il Cameraman e l'Assassino è un film atipico. Girato in un anacronistico bianco e nero da tre (aspiranti) registi belga come tesi di laurea nel 1992, è stato forse il primo mockumentary nel senso attuale del termine ad arrivare al grande pubblico. Titolo originale C'est arrivé près de chez vous (traduzione letterale: "questo è avvenuto vicino a te"), l'opera di Rémy Belvaux, André Bonzel e Benoît Poelvoorde fu presentata alla 45a Edizione del Festival di Cannes non come finto documentario e non con la pretesa, quindi, di ritrarre la realtà spacciando la finzione per verità. Non si tratta quindi di un nuovo Cannibal Holocaust o di un precursore di The Blair Witch Project ma, formalmente, è forse il primo mockumentary come lo concepiamo noi spettatori adesso. 
Perché film atipico, allora? Perché Il Cameraman e l'Assassino sembra rifiutare, fondamentalmente, l'idea alla base del mockumentary, ovvero quella di "cinema verità". In quest'opera pri…

Curiosando Casualmente un Film: 10 curiosità su Il Corvo

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Ho deciso di aprire una nuova rubrica su Combinazione Casuale e ho deciso di intitolarla Curiosando Casualmente un Film. Come esplicita lo stesso titolo, si tratta di una rubrica che andrà a curiosare sui film che di volta in volta avrò voglia di "analizzare", 10 curiosità scelte da me, quelle che troverò più interessanti. Per cominciare parlerò di un mio cult personale, Il Corvo, di Alex Proyas del 1994. Un lavoro facile facile considerando l'importanza della pellicola che ho analizzato in maniera (spero) completa proprio QUI, facendo anche un breve parallelo col fumetto da cui è tratto. Quindi bando alle ciance ed ecco la prima puntata di Curiosando Casualmente un Film:

I Social Network, i Blogger, gli Youtuber e la Realtà 2.0: uno sfogo

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INTRODUZIONE
Questo sarà un post bello lungo e penso che in pochi lo leggeranno o, almeno, lo leggeranno tutto. Più che altro si tratta di uno sfogo, non mi sono preparato nulla, andrò a ruota libera mettendo su foglio elettronico quello che penso e sento da un po' di tempo a questa parte. Per facilitare questa lettura disorganica, tenterò di organizzarla in paragrafi strutturati, ma solo dopo aver scritto, per non perdere di naturalezza. Se vorrete leggere e esprimere il vostro parere sull'argomento ben venga, cliccate su "continua a leggere". Altrimenti arrivederci al prossimo post "normale".

Breve opinione su Dark Places (di Gilles Paquet-Brenner, 2015)

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La Francia non mi piace, non mi piacciono i francesi. Lo so, non hanno senso queste mie affermazioni, ma le cose stanno così. Persino al cinema, evito i prodotti francesi. Non perché li trovi brutti, semplicemente sono i prodotti di una nazione che mi sta sul cazzo antipatica. Ovviamente ogni regola ha le proprie eccezioni e questo vale sia in campo personale sia in campo cinematografico o televisivo o letterario o musicale.  No, non sto delirando. Sono mie antipatie personali che, ovviamente, tiro in ballo prima di parlare di un film francese. 
Il film in questione è Dark Places, del regista Gilles Paquet-Brenner (quello de Le Chiavi di Sara), tratto dal romanzo omonimo di Gillian Flynn (quella di Gone Girl). Anno 2015, uscito nelle sale francesi ad Aprile, in quelle americane ad inizio Agosto e da noi chissà. Produzione francese, diretta (e sceneggiata) da un francese, con attori americani. E non attori qualunque: Charlize Theron (che ormai non ha niente da dimostrare), Chloë Grace…

Top 10 Mockumentary

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Ed eccomi qui a stilare una nuova classifica, un nuovo post classificando made inCombinazione Casuale. Questa volta si tratta di una Top 10, i 10 mockumentary che ritengo, per un motivo o per un altro, degni di esistere. I miei preferiti, insomma. Ho già espresso più e più volte la mia opinione su questo genere di film, soprattutto in ambito horror, e avrete capito che non è granché lusinghiera. Eppure si tratta di un genere che mi attira ancora moltissimo, sarà perché al suo interno vi ho trovato delle vere e proprie perle. Di queste perle vorrei parlarvi oggi. Non solo in ambito horror, benché si tratti comunque e per gran parte di cinema di genere. Vorrei specificare solo una cosa però, prima di cominciare: qui tratterò i mockumentary, non i found footage. Ciò nonostante, ci potranno essere mockumentary che utilizzano lo "stile" found footage. 
Detto questo bando alle ciance, ecco la mia Top 10 Mockumentary

Breve opinione su The Atticus Institute (di Chris Sparling, 2015)

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Vorrei iniziare questo post facendo una precisazione su due generi molto di moda e molto seguiti anche dal sottoscritto, soprattutto in ambito horror dove dilagano. Sto parlando di foud footage e mockumentary. Credo infatti ci sia molta confusione sull'argomento e credo che spesso, in molti, confondano le due cose. Con questo non voglio elevarmi a massimo esperto sull'argomento, voglio solo evidenziare una differenza che a me pare netta e che mi è stata specificata da veri esperti. Partiamo col dire che il found footage non nasce come genere ma come stile. Nel senso che alcuni film richiedono l'utilizzo (o lo pretendono, dipende dai casi) di queste "riprese ritrovate" che, inserite nella linea narrativa di un'opera, ne approfondiscono, spiegano o rafforzano alcuni passaggi. Il found footage però nasce nel cinema underground proprio per il tipo di ripresa non cinematografica, a volte rozza, altre rovinata. Un film può contenere parti in stile found footage o …

Le 10 fobie più strane, stupide, atipiche

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Ieri sera, preso come ero dalla continua ricerca di un film horror con cui passare la serata, ho commesso l'errore di scegliere il Fear Clinic di Robert Hall, pellicola del 2014 con il grande Robert Englund, la bellissima Felisha TerrellFiona Dourif, che colpisce prepotentemente le papille gustative dei miei occhi. Ovviamente la recensione di oggi avrebbe dovuto riguardare questo film, ma malauguratamente ci sarebbe stato ben poco da dire su una schifezza di queste dimensioni, che per un ora va via tranquillo e nel finale diventa la più grande schifezza mai filmata, assurda e confusa, senza senso, senza mordente, senza paura. 
Ecco, la paura. Fear Clinic è un film sulla paura e sulle fobie. Ma cosa sono le fobie in realtà? "Il termine fobia (dal greco φόβος, phóbos, "panico, paura") indica un'irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività, animali o persone, che può, nei casi più gravi, limitare l'autonomia del sogget…

Lord of Tears (di Lawrie Brewster, 2013)

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L'horror moderno si nutre di internet. Ok, forse questa è un'esagerazione, addirittura una provocazione, ma in ogni provocazione c'è sempre un fondo di verità: internet ha permesso la proliferazione dell'orrore sotto forma di leggende metropolitane, screamers o creepypasta arrivando a consacrare figure o fenomeni inventati di sana pianta, permettendo loro di raggiungere lo status di "realtà". Internet ha consacrato e dato forma ai mostri, alle leggende, ai nuovi miti moderni. Un mondo, insomma, in cui il Pinhead di turno diventa reale attraverso il passaparola, in cui la leggenda si consacra passando di bocca in bocca. In cui la finzione diventa prima virale, poi reale.  Niente di nuovo se pensiamo, appunto, alle leggende metropolitane, quelle storielle messe in giro da chissà chi e prese per vere "perché me lo ha detto miocuggino". Internet, il nostro grande cuggino,  ha solo reso globale il tutto, lo ha reso "possibile" nella propria im…

Ex Machina e l'intelligenza artificiale

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Da pochi giorni ho aggiornato il sistema operativo del mio PC a Windows 10. Windows 10 segna un netto miglioramento rispetto alle precedenti versione del SO di casa Microsoft ma non ha in se nulla di eclatante. Tra le varie feature però risalta sicuramente Cortana, la versione voluta da Bill Gates di Siri, primo passo del magnate informatico verso la realizzazione di un suo sogno nerd: quello di far diventare il PC un'intelligenza artificiale con cui comunicare. Qualcosa alla Her di Spike Jonze, per intenderci. Ovviamente non siamo mai stati così lontani dal raggiungere risultati di questo tipo, perché è vero che Cortana, se le chiedi qualcosa, ti risponde e lo fa anche a tono, ma è ovviamente un software, non una AI. Non è "intelligente". 
Da sempre la fantascienza, che fosse letteraria o cinematografica, si è concentrata e ha fantasticato su due argomenti: lo spazio (mondi lontani, navi spaziali, alieni) e i robot, immaginando i robot come esseri senzienti. In molta f…

Mad Max: Fury Road

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Lo so, scrivo di questo film quando ormai non importa più a nessuno. Sempre fuori tempo massimo io, sciocco blogger, che però preferisce parlare di qualcosa quando il clamore si è acquietato. Scrivo meglio nel silenzio, il chiacchiericcio mi disturba. Tra l'altro quando tutti parlano di qualcosa io preferisco leggere (dopo la visione) e farmi un'idea: la mia lettura è una, ma mi piace confrontarla con quella degli altri e, se è possibile, distanziarmene. Non per essere originale a tutti i costi, ma perché spesso ricevo più input e preferisco sviluppare quelli non sviluppati dagli altri, così da trasformare la rete in un mosaico di opinioni in cui ogni recensione aggiunge un tassello per la comprensione di qualcosa. Ammesso che si tratti davvero della giusta lettura.
Ora che non ne parla quasi più nessuno posso dirlo tranquillamente: Mad Max: Fury Road è una figata pazzesca. Più di un film, per me. Un mondo intero creato e trasmutato in digitale, alternativo al nostro. Se il m…

I fumetti, gli youtuber e i tempi che cambiano: roba per bambini!

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Da qualche mese a questa parte sono tornato a leggere fumetti in maniera assidua. Ho praticamente ripescato una mia vecchia passione sopita da anni e ho cominciato a riassaporare un tipo di lettura che in passato mi aveva dato tante soddisfazioni.  Ovviamente, dopo esser tornato a leggere, sono anche tornato ad informarmi. Questo significa fare domande al fumettaro, parlarne con amici che ne capiscono di più, fare ricerche su internet e spulciare forum, blog e l'ormai indispensabile youtube. Il bello è che leggendo, ascoltando ed informandomi mi sono reso anche conto di quanto le cose siano cambiate da quando leggevo fumetti con una certa regolarità all'incirca dieci-quindici anni fa. Ovviamente internet fa la differenza, ovviamente i fumetti sono cambiati, ovviamente sono cambiati anche i lettori. Solo una cosa sembra essere rimasta la stessa: l'idea che ha dei fumetti chi non li legge!
Prima di tutto però, chi è l'attuale lettore di fumetti? Credo esistano essenzial…

The Taking of Deborah Logan e l'orrore dei volti

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IL CINEMA HORROR INDIPENDENTE
Ho sempre guardato all'horror indipendente come ad una boccata di ossigeno. So di dire un'ovvietà, so di ripetermi e di ripetere quel che molti sanno e hanno detto meglio, ma è nel mondo del cinema indipendente che fioriscono le idee. E l'horror si nutre di nuove idee tanto quanti di quelle vecchie. Anzi, credo che il genere horror sia quello in cui più di tutti le nuove idee permettano una piena rielaborazione del passato in un'ottica presente e contemporanea. Che poi i film facciano cagare, che siano poveri, che riescano male non importa. Perché (ma non è una regola) il cinema indipendente non deve sottostare necessariamente alle mode, né al mercato, ed anzi le mode le crea e il mercato lo condiziona. Ripeto, al di là della qualità del film. 
Che poi, cinema indi non significa per forza cinema arrangiato, povero o amatoriale. Il cinema indi è quello che produce film non incanalati nel circuito della grande produzione, ma un film indipend…