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Visualizzazione dei post da Settembre, 2015

Inside Out (di Pete Docter e Ronnie del Carmen, 2015)

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Uno dei miei cartoni animati preferiti di sempre è Alice nel Paese delle Meraviglie. Rientra sicuramente nella mia Top 10, ma è un film Disney che non mi piace rivedere (e infatti non lo rivedo da anni). Alice nel Paese delle Meraviglie è un opera che semplifica il romanzo di Lewis Carroll da cui è tratto ma che ne potenzia alcune intuizioni agli occhi di un bambino, di fronte a cui si carica di perturbante. Quello di Alice è una viaggio nella psiche umana labirintica attraverso il sogno, una sfida al bigottismo vittoriano e bla bla bla. Ma quando guardi il cartone della Disney non stai a pensare a tutte queste cose perché non riesci a mantenere uno sguardo razionale. Il film della Disney lo vivi attraverso le emozioni che ti suscita. Era il 1951, un altro modo di concepire il cinema, incluso quello d'animazione.
Adesso, 64 anni dopo, nel 2015, le cose sono un po' cambiate e lo dimostra il fatto che oggi e solo oggi può avere senso un film come Inside Out. Eppure, nell'ul…

Curiosando Casualmente un Film: 10 Curiosità su Donnie Darko

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Torna la rubrica Curiosando Casualmente un Film dopo qualche settimana di silenzio. Quest'oggi si parla di uno di quei cult che negli anni è stato consacrato a furor di popolo e che ha lanciato quella che secondo me è una delle più grandi sole dell'universo cinematografico: Richard Kelly. Questo film dell'ormai lontano 2001, all'uscita, non ottenne un riscontro particolarmente positivo. A dire il vero il suo enorme successo arrivò per vie traverse, prima grazie alle proiezioni notturne americane, poi attraverso il passa parola che permise alla sua edizione home di vendere talmente tanto da permettere un secondo giro nei cinema, che portò alla sua definitiva consacrazione.  Ovviamente, come per molte cose, fu l'alone di mistero a stuzzicare l'attenzione dei nerd. Essì, perché Donnie Darko è un film estremamente nerd, estremamente complicato, che fonde sovrannaturale e scienza, fantascienza e percorso di formazione, storia d'amore e thriller. Ma, soprattutto…

Found. (di Scott Schirmer, 2012)

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Porsi di fronte un film come Found. è veramente difficile per me. Questo perché non capita spesso, ma a volte il cinema mi colpisce così duramente da lasciarmi tramortito. E Found. è uno di quei film che è stato capace di prendermi a schiaffi così forte da subirne ancora gli effetti, dopo giorni. Di fatto a sconvolgermi una volta tanto non è stata la "rappresentazione" quanto il crescendo, l'amplificarsi, il disturbante che si fonde al perturbante e va per accumulo minuto dopo minuto, scena dopo scena, e poi esplode fragorosamente in un finale che davvero è forse il finale più potente che mi sia mai capitato di vedere da anni. 
Found. è un film di Scott Schirmer, esordiente nel mondo dei lungometraggi e classico self made man nel mondo del cinema visto che gira, produce, scrive, monta. In questo viaggio si lascia accompagnare da Todd Rigney, autore del romanzo omonimo da cui il film è tratto e co-sceneggiatore. Anno 2012, budget rosicato, atmosfera vintage, stile retrò.…

Southpaw (Antoine Fuqua, 2015)

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Spesso sono intransigente. A volte sono superficiale. Capita che etichetti cose e persone. Nel senso che, se a pelle X non mi piace, è difficile farmi cambiare idea. Succede rare volte, rarissime, e ci possono essere delle ovvie eccezioni.  Succede ad esempio con determinati registi: guardo un loro film e mi faccio immediatamente un'idea (negativa) delle loro capacità e anche se poi quel regista fa un film che mi piace, magari che diventa un mio cult assoluto, non riesco a cambiare idea su di lui.  Forse però non è questo il vero problema: il vero problema è che spesso ho anche ragione e la cosa rafforza questo mio modo di fare. Prendiamo ad esempio Antoine Fuqua, che all'attivo ha due discreti film nella sua non breve carriera: a me continua a sembrare tra i più mediocri mestieranti del cinema hollywoodiano. E questo non perché, secondo me, Fuqua non sappia dirigere, ma perché il suo modo di fare cinema non mi piace, anzi, è sbagliato. Nessuno mi toglierà questo pensiero dal…

Wes Craven Day: Nightmare - Dal Profondo della Notte

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Tutti i bambini hanno paura dell'uomo nero e l'uomo nero può avere la forma che più spaventa i bambini. Per me l'uomo nero è un molliccio (chi conosce Harry Potter mi ha capito): non è forma, è sostanza. L'uomo nero è la paura. E cos'è che fa più paura dell'essere "colpiti" quando siamo soli e indifesi? Wes Craven questo lo sapeva benissimo perché Wes Craven aveva ben chiari quali fossero i meccanismi della paura, del terrore. Ecco perché alcuni dei suoi film sono stati in grado di spaventare davvero ed è questo il motivo per cui egli è diventato uno dei registi simbolo per almeno due generazioni di spettatori. Per questo la sua morte, il 30 Agosto del 2015, ci ha sconvolto così tanto. Non è stata solo la perdita di un regista, è stata la perdita di un pezzo della nostra "storia". Per celebrare quest'uomo, ancora una volta, noi blogger ci siamo riuniti per un ultimo addio e in segno di rispetto. Ed oggi io vi parlo di quello che è forse …

Burying the Ex (di Joe Dante, 2014)

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Parlando di Joe Dante non posso certo lanciarmi in vorticose lodi visto che non è e non è mai stato uno dei miei registi preferiti. Però se qualcuno venisse a chiedermi "Joe Dante chi?" io non potrei far altro che nominare Piranha, L'Ululato ma soprattutto Gremlins e Explorers (due cult assoluti della mia infanzia) e Small Soldiers. Insomma, Dante non sarà uno dei miei registi preferiti ma è sicuramente uno di quelli che ha segnato di più la mia infanzia adolescenza. Cosa non da poco.
Devo ammettere che non vedevo un film di Joe da tanto. L'ultimo che aveva girato è stato The Hole, che non mi esalto particolarmente e risale al 2009, quindi a sei anni fa, poi di lui ho perso le tracce. Leggo però che in realtà il vecchio non si è fermato e ha fatto tanta televisione, tutta roba che non conosco e di cui a malapena ho sentito parlare. Ma di film, in realtà, ne fa uno ogni cinque/sei anni. E l'ultimo, in ordine di uscita, è stato Burying the Ex, del 2014.
Max è un ne…

Marvel's Daredevil - Stagione 1

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Quando ti spari di fila, in pochi giorni (2) tutta la prima stagione di Daredevil, il Marvel's Daredevil, non ti aspettavi un tale livello tecnico nonostante tu sappia che si tratti della Netflix, che è un po' sinonimo di garanzia. E' che i telecomics a te fanno cagare, che Arrow te lo sei anche visto ma solo in quei pomeriggi in cui non avevi nulla da fare, un po' per noia un po' per abitudine, che The Flash ti irritava quanto il morso di una medusa, che Agents of S.H.I.E.L.D. ti è sembrato davvero uno di quei telefilm anni '80 per ragazzini ma a confronto Supercar è un capolavoro.  Poi, appunto, ti spari Daredevil in due giorni, sapendo e sperando che nulla potrà essere più brutto del film di Mark Steven Johnson del 2003 e ti sconvolgi totalmente perché, al di là dei suoi difetti, Marvel's Daredevil è una serie coi controcazzi, con un taglio cinematografico che almeno una volta a puntata ti costringe ad alzarti e a fare la ola, così, da solo.

Se fossi an…

Cos'è il deep web?

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Oggi parliamo di un argomento che con i soliti c'entra poco o niente, ovvero il deep web. Credo che dedicare un post al deep web sia importante, soprattutto perché sul web ormai ci si passa la vita, è un non-luogo dai cui traiamo informazioni, intrattenimento, dove facciamo ricerche e passiamo parte del nostro tempo libero (o lavorativo) e, soprattutto, intratteniamo relazioni sociali. E necessario sapere quindi che il web è un posto molto più complesso di quel che immaginiamo, alle volte pericoloso, spesso preziosa miniera quasi del tutto libera da ogni forma di controllo e che può quindi rivelarsi colmo di insidie e tranelli. Come se non bastasse, nel web possiamo essere derubato, tradito e colpito da forse invisibili di cui non ne comprendiamo pienamente la portata.
Non serve dirlo, quel che noi chiamiamo web è una minima parte della rete, la punta di un iceberg enorme. Eppure la "rete" è una sola, Internet è uno solo, non tratta di "mondi paralleli". Sempl…

What We Do in the Shadow (di Taika Waititi e Jemaine Clement, 2014)

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What We Do in the Shadow è quello che nessuno ha mai potuto chiedere ai vampiri, un viaggio nel mondo dei succhiasangue che si celano nell'oscurità della Nuova Zelanda, tra night club e ville diroccate di periferia. Sì, perché i vampiri esistono, sono tra noi e non si nascondono, anzi camminano tra i vivi di cui si nutrono e si impegnano a mantenere il segreto sulla loro natura. E se non ci credete, guardate What We Do in the Shadow, il documentario firmato da Taika Waititi e Jemaine Clement.
In Oceania sono avanti. lo hanno già dimostrato nel corso degli anni e lo continuano a fare, nel cinema quanto nella musica e in chissà quali altri campi. In Oceania persino un genere ultra sfruttato e dai risultati recenti quasi sempre deludenti come il mockumentary acquista nuova linfa vitale, lo hanno dimostrato gli Australiani nel 2008 con quel gioiello dell'orrore intitolato Lake Mungo, lo hanno ribadito i neo zelandesi nel 2014 quando al Sundance Film Festival è stato presentato Wha…

Breve opinione su John Wick (di David Leitch e Chad Stahelski, 2015)

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Quando vidi John Wick partii con determinate aspettative che, devo ammettere, erano piuttosto alte dopo aver letto quel che ne pensavano altri sulla bloggosfera, mentre io non avrei dato a questo film neanche due euro, vuoi perché i registi David Leitch e Chad Stahelski sono dei signor nessuno dietro la macchina da presa, vuoi perché il protagonista è Keanu Reeves, uno che è stato il tuo idolo fino alla fine degli anni '90 ma che poi ha fatto tante di quelle vaccate da spezzarti il cuore.  Però, dicevo, alla fin fine tutti ne avevano parlato bene e anche io ne avrei parlato se non fosse che è successo quel che è successo nella mia vita reale di qualche mese fa tanto da farmi dimenticare John Wick, Keanu Reeves e i motivi per cui questa pellicola mi era piaciuta.
John Wick è un uomo con la vita che è andata in frantumi. Sua moglie e morta e con lei è morta ogni speranza per una vita felice di un uomo che questa felicità non l'ha mai meritata. Perché John non è una "persona…

Quando c'era Marnie (di Hiromasa Yonebayashi, 2014)

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A dispetto di chiunque pensi il contrario, i giapponesi non sono mai stati così chiusi da rifiutare gli influssi occidentali ed anzi, sono sempre stati in grado di assorbire quel che di buono arrivava dall'altra parte del mondo e di metabolizzarlo, farlo proprio e riversarlo nelle proprie opere in maniera assolutamente originale. Prendiamo ad esempio il Dio dei manga Osamu Tezuka, che sin dai primi anni '50 metabolizzò il disegno americano e lo ripropose in salsa nipponica condizionando generazioni di mangaka a venire. Prendiamo Akira Kurosawa, il grandissimo regista discendente da un'antica famiglia di samurai che si è sempre fatto influenzare dai migliori registi mondiali e che si ispirò, per i primi suoi film, al teatro shakespeariano. Oppure Hayao Miyazaki, che non ha mai fatto mistero di lasciarsi ispirare dalla cultura europea pur avendo a cuore temi riguardanti il mondo nipponico.  Credo sia importante fare questa premessa visto l'alto numero di "infatuati…

6 racconti creepypasta che non vi faranno dormire la notte

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Continua il mio viaggio nel mondo delle creepypasta e questa settimana vi parlo di quei racconti horror che circolano sul web e che personalmente ho trovato davvero ben scritti e spaventosi. Ovviamente, quando parliamo di creepypasta (meglio specificarlo) parliamo sempre di fake, non c'è mai un fondo di verità in queste copypasta "di paura", si tratta di storie inventate di sana pianta o, tuttalpiù, di vere e proprie leggende metropolitane che non possono essere in nessun modo confutate ma che nella rete hanno trovato nuova linfa vitale. Dico questo perché ho notato, navigando nel web, che qualcuno prende ancora sul serio questo piccolo mondo che in America è divenuto un vero e proprio fenomeno virale. Il bello è che, tra i tanti che creano ad 'oc questo tipo di storie, ci sono veri propri scrittori in erba in grado di perturbare con le loro parole. Per questo sconsiglio la lettura di questo post ai minori di 16 anni e a chi fosse facilmente impressionabile, ammesso…

Project X - Una Festa che Spacca (di Nima Nourizadeh, 2012)

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E' capitato che, leggendo questo post sui mockumentary del buon Caden Cotard di Il Buio in Sala, mi sono reso conto di non aver visto tutti i mockumentary del cinema contemporaneo. No, ovviamente scherzo, ero già consapevole di alcune mancanze, ma quale migliore occasione per colmarle se non una lista ben scritta come quella che vi ho linkato?
Per cominciare parto da Project X, un film atipico da trovare su Combinazione Casuale. Atipico perché Project X - Una Festa che Spacca, di Nima Nourizadeh (2012), è sì un falso documentario ma è anche una commedia adolescenziale, qualcosa all'American Pie, per dire (che poi no, non è vero), con liceali sfigati che vogliono essere fighi, droghe, alcol e tette al vento. Eppure Project X ha qualcosa di diverso rispetto alle solite stupide commedie americane adolescenziali e questo qualcosa è rappresentato proprio dal genere di film, il mockumentary. 
Costa, Thomas e JB sono tre liceali sfigatelli che, nel tentativo di cambiare la loro posiz…

NightLight (di Scott Beck e Bryan Woods, 2015)

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NightLight fa parte di quei filmetti horror in salsa teen che non vale la pena guardare. "Allora", vi chiederete, "che cosa ne parli a fare?" Perché ho notato, leggendo in giro prima della visione, che su questo film c'è un fraintendimento di fondo riguardante il "genere". Da molti scambiato per un mockumentary, NightLight però è semplicemente un film ripreso in soggettiva. "Semplicemente" per modo di dire, visto che l'idea di partenza è ottima: lo sguardo che ci conduce all'interno del film è quello della telecamera "esterna" che però ci da una visione dei fatti narrati "dall'interno". Un film in prima persona ma senza camere a spalla all'interno del film. L'occhio della telecamera coincide infatti con quello di una torcia e accompagna la protagonista della pellicola per gran parte della sua durata, saltando da un possessore all'altro in determinati momenti e, in un certo senso, mischiando le cart…