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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2015

Top e Flop 5: i film horror del 2015

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Con il giorno della vigilia arriva anche l'ultimo post del 2015 qui sul blog, ovvero l'occasione per augurare a tutti un buon capodanno in cui mangiare, ubriacarsi (ma non guidate, dopo) e divertirsi. O, più semplicemente, da passare con le persone a cui si vuole bene, magari senza fare un cazzo, a casa propria. Auguro a tutti in 2016 migliore di questo 2015, io lo spero con tutto il cuore. Infine, volevo dedicare questo ultimo post dell'anno all'horror, che è e rimane il mio genere preferito. C'è da dire però che l'horror contemporaneo non mi esalta e trovo sempre più difficile trovarne uno che mi soddisfi: mi senso come quelle persone anziane a cui non va mai bene niente. So che alcune volte non è colpa dei film che guardo, ma mia: non metto in dubbio che The Final Girls (ad esempio) sia un filmone, ma su di me non ha fatto presa fino in fondo. Ritengo che Bone Tomahawk sia un gioiellino, ma a me i western proprio non piacciono (tranne rari casi). Quindi son…

Combinazione Casuale Awards - I miei film dell'anno

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E anche quest'anno non potevo esimermi da farvi gli auguri di buon capodanno con una classifica. Anzi no. Prima di tutto perché non so scrivere (ho iniziato un posto con una frase che inizia per "E"), secondo perché non si tratta di una classifica.  Torniamo un po' indietro e facciamo ordine: quest'anno non è stato propriamente ricchissimo di film per me, chi mi segue sa già che è stato un periodo un po' così, lontano dai film, lontano dal blog per poi ritornare quasi con costanza, almeno due volte a settimana. Il cinema non è stato al primo posto, ma sono riuscito comunque ad andarci o a recuperare i soliti inediti sul web. C'è anche da dire che, per colpa di 'sti benedetti inediti senza sottotitoli in italiano (e certe volte anche in inglese) alcune cose che avrei voluto godermi non sono riuscito a godermele, ma fa niente, si lavora con quello che si ha e per questo ho deciso di fare una sorta di Combinazione Casuale Awards con il meglio dell'a…

Buon Natale da Combinazione Casuale

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Quindi, alla fine, Natale è arrivato. Oggi è l'antivigilia, quindi manca davvero poco. Combinazione Casuale, ormai da molti giorni, ha già vestito i colori della festa per eccellenza, mentre io sento sempre meno il suo fascino. 
Quest'anno nessun post natalizio, tra oggi e domani troverete sulla pagina facebook ufficiale i vecchi post a tema. Sinceramente io, sull'argomento, ormai ho poco di nuovo da dire. Quel che mi resta è augurare a tutti buon Natale o, se preferite, buon solstizio d'inverno oppure semplicemente buone feste/buone vacanze. Noi, su questi lidi, ci ritroveremo a Gennaio o, se ce la faccio, il 28/29 Dicembre. 

Breve opinione su Deathgasm (di Jason Lei Howden, 2015)

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Come al solito, saltellando da un blog all'altro, da un film inedito ad uno che mi era sfuggito, ho appreso dell'esistenza di una perla. Si sa, in fondo, che le perle le scopri per caso, quando ti ci metti d'impegno non le trovi mai. L'esempio lampante e più recente è stato Deathgasm, di cui io non mi ero accorto neanche per sbaglio mentre il resto della blogosfera ci aveva speso fiumi di parole. E son dovuto attraccare sulle sponde del Bollalmanaccoper poterne venire a conoscenza, facendomi così solleticare le papille gustative. Quel che più mi ha attratto verso questo esordio a basso costo del cineasta neozelandese Jason Lei Howden sono stati i continui paragoni fatti con il primo Peter Jackson, lo splatterissimo regista di gioielli come Bad Taste e (guarda caso) Splatters. Paragoni che mi sono sembrati quasi ovvi durante la visione: entrambi della Neo Zelanda, entrambi alle prese con l'horror splatter di serie B, entrambi pronti a divertire e diverti…

Doctor Who - Nona Stagione

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Doctor Who è una serie vecchia quanto il mondo. Anzi no, non quanto il mondo e non vecchia. E' piuttosto una costante dagli anni '60 ad oggi. Il Dottore, cavaliere dello spazio errante a cavallo del suo TARDIS, invece esiste da sempre, o quasi. E' il tempo stesso che ha preso forma, il suo è un ruolo messianico che oscilla costantemente come un pendolo sui destini dell'umanità. E dell'universo intero. Doctor Who è una serie meravigliosa ma la penultima stagione era stata abbastanza zoppicante, quella del nuovissimo e Dodicesimo Dottore, quella dell'esordio di Peter Capaldi a dargli nuovo volto e nuova voce, nuova personalità. Io però sono uno che non perde mai la fiducia e, dopo aver aspettato che si giungesse alla penultima puntata, me la sono guardata tutta d'un fiato lasciandomi l'epilogo come ciliegina sulla torta, senza sentirmi prevenuto, con le solite aspettative altissime. Inutile dire che il Dottore non mi ha deluso. 
La nona stagion…

Neonomicon (di Alan Moore e Jacen Burrows) e una nuova prospettiva dell'orrore cosmico di H. P. Lovecraft

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Domani è il mio compleanno. Sì, non è una notizia da post sul blog e non gliene frega niente a nessuno, ma ovviamente la cosa è relativa: domani è il mio compleanno e io mi farò un regalo. Niente di che, non chissà cosa, semplicemente me la canto e me la festeggio da solo, quasi un brindisi al tempo che passa, in attesa di tempi migliori. E il mio (auto) regalo sarà Providence, di Alan Moore.  Bene, se non conoscete Alan Moore ci sono dei problemi alla radice che io di certo non posso risolvere. Ma se non sapete cosa sia Providence ve lo spiego subito: si tratta dell'ultimo fumetto scritto dal bardo, disegnato dall'amico Jacen Burrows e ispirato (e dedicato) al magico mondo di Lovecraft. Insomma, un maxi fumetto horror dedicato/ispirato al lavoro del solitario di Providence (appunto)!
Io ovviamente, lo aspettavo con ansia. Il primo volume italiano è uscito più o meno il mese scorso ma ho dovuto aspettare prima di comprarlo, decidendo di cedere il giorno dell'an…

The Hallow (di Corin Hardy, 2015)

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Se c'è una cosa bella quando ti capita di vedere un film horror che ti convince a pieno, senza se e senza ma, è proprio lo stupore. Quella meraviglia che provano i bambini e che noi adulti siamo costretti a sperimentare "di riflesso", quasi stessimo osservando qualcosa di stupefacente con la coda dell'occhio.  Ecco, io mi sono sentito un po' bambino guardando, l'altra sera, The Hallow, film dell'esordiente Corin Hardy.
Il presupposto di bellezza di The Hallow è l'ambientazione, secondo me. Ogni horror che si rispetti, deve avere un'ambientazione coi contro coglioni. Lo reputo imprescindibile, una cosa da anteporre persino al soggetto. L'ambientazione, in questo caso, c'è ed è l'Irlanda. Va da se, quindi, che in Irlanda ci sono i boschi e nei boschi c'è tutto quel bagaglio mitologico che un paese ai margini (geografici) dell'europa si porta appresso, con il suo folklore e la sua storia antichissima, i suoi miti, le l…

Combinazione Casuale: foto alla nascita!

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Volevo mostrarvi la prima pagina del numero 0 di Combinazione Casuale, anno 2004, l'inizio di un viaggio che mi ha condotto fino a qui. E lo so che per chiunque una cosa del genere è priva di valore, ma per me ne ha tantissimo e volevo condividerlo con voi. La storia ve la risparmio, ne ho già parlato, vi lascio solo questa foto:

Straight Outta Compton (di F. Gary Gray, 2015)

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Straight Outta Compton mi ha fatto venire i brividi. Ne avevo sentito parlare bene, anzi, benissimo, ma mai avrei immaginato che un film del genere mi potesse colpire così profondamente, con tale intensità e alacritudine, come una bomba sul punto di esplodere prima nello stomaco e poi nel cuore, 'ché è lì che il sentimento prende forma, per poi sciogliermi in un pianto silente. Straight Outta Compton è un film che parla di hip hop e cosa sia l'hip hop non si può spiegare, ma si può intuire proprio guardando questo film. Non in toto, perché una cultura merita libri per essere sviscerata e non un semplice post su di un blog qualunque. Il soggetto, comunque, entrando nello specifico, è il N.W.A., un  supergruppo, un pezzo di storia del rap e della black music, un acronimo che sa di piombo e asfalto, hits e sconfitte: il gangsta rap, qualcosa che prima non c'era e poi boom, ha rivoluzionato tutto, nel bene e nel male.
Quello che ho imparato io, quando mi sono approcc…

[Poesia] Come è (in)giusto che sia!

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Siamo
nati per chissà cosa,
chissà quando,
elevati alla potenza del nulla,
impegnati nel bere,
mangiare, dormire,
cagare e scopare,
in loop di cieli tersi
e favole vendute
un tanto al chilo
di mai più e giorni felici
come i video delle prime comunioni.

Siamo
i film e i libri,
le canzoni spensierate,
i momenti bui,
i viaggi e le mete ambite,
le persone che abbiamo baciato
rincorse e odiate,
perse troppo presto.

Non abbiamo i "per sempre"
ma solo "quando capita"
e squallidi "mai più",
perché ci lasceranno soli
e noi
lasceremo soli
o resteremo fermi e immobili,
cercando di capire
cosa abbiamo sbagliato.

Io ricorderò lei
ma lei non ricorderà me:
a che pro, in fondo,
riconoscendosi negli occhi di qualcun'altro
come è (in)giusto che sia,
che sia giusto o meno
perché il passato è un'altra cosa
dimenticata
è un'altra storia da raccontare
come fosse leggenda
o una nuova poesia
che non interessa a nessuno.

Francesco Lorenzani: fotografia e passione

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Questa nuova stagione fatta di collaborazioni e ospiti continua con un post dedicato ad un giovanissimo fotografo barese, Francesco Lorenzani
Classe '97, Francesco ha solo diciotto anni, studia fotografia e la sua è una vera e propria passione, nata quando aveva quindici anni, cresciuta col tempo, accresciuta con la pratica. Insomma, un giovane che ci prova e ce la mette tutta, studiando e lavorando, cercando di accrescere il proprio bagaglio non solo nel mondo della fotografia artistica ma anche in quello della moda o del cinema/televisione. Il segreto, per lui, è dedicare gran parte del proprio tempo a realizzare scatti, cogliendo l'attimo per raccontare istanti e situazioni. Il suo obiettivo è trasformare questa passione in professione, per questo si impegna cercando di arricchire il proprio bagaglio di conoscenze.

Cosa pensa Francesco della fotografia? Ecco quello che mi ha detto:

"Secondo me la fotografia non è fatta di sola tecnica o di trucchi o di segreti del me…

Doppiati 'sta birretta - Un dialogo sul doppiaggio

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"Doppiaggio o lingua originale, questo è il problema" [cit. adattata]

Inizia a fare freddo. “Ma non è tanto il freddo, è l'umidità”, afferma una voce nella mia testa. I luoghi comuni che la saggezza popolare ti serve su un piatto d'argento. Mi copro meglio il collo, stringo di più la sciarpa e alzo il bavero del cappotto, porto su le spalle, tanto sono pochi metri e poi sarò arrivato. Il pub dove mi hanno dato appuntamento non lo conosco, non ci sono mai stato, non so come sia. Seguo i numeri civici pari decrescere, alzo un po' il passo, pochi metri ed ecco le luci, l'insegna, un paio di persone che fumano sigarette accanto alla porta chiusa. Ci sono, tiro, mi faccio spazio, entro. Mi guardo intorno. Non c'è molta gente è questo mi fa piacere, non ci sono ancora i miei amici e questo va un po' meno bene. Tiro su la manica, cerco il quadrante dell'orologio, lo trovo: “ventiduezerozero”. Sono in orario, questo vuol dire che non imparo mai. Mi avvici…

The Visit (di M. Night Shyamalan, 2015)

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No, vabbè, basta. 'Ché io lo vado dicendo da Il Sesto Senso che M. Night Shyamalan (per me sempre e per sempre Shallalalalà) è un bluff, uno che non meriterebbe di scrivere neanche il filmino di una prima comunione e non perché non sappia girare, anzi. Perché di bei film Shallalalalà ne ha fatti: almeno uno, quel The Village tanto bistrattato da essere per me un vero e proprio capolavoro, ma anche tutta la prima parte di Signs o, in un certo senso, Unbreakable. Il problema, forse, sta nel fatto che vuole osare troppo, vuole metterci troppa roba, troppe ispirazioni in quello che fa, non mantenendo poi il controllo sulla propria forza immaginifica. Come fosse un bambino. A me M. Night Shyamalan sembra sempre quel nerd innamoratissimo del suo lavoro che prova a buttare nei propri film tutto il bagaglio culturale che possiede e, alla fine, si confonde da solo. Un po' come succede in The Visit, l'ultima sua fatica. Che poi non è altro, formalmente, che un minestron…