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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

Turbo Kid (di François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell, 2015)

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Credo che una delle più belle invenzioni di sempre si chiami Netflix. E non mi pagano per dire una cosa del genere, semplicemente la sto sperimentando sulla mia pelle. Ma forse non mi sarei sbilanciato così tanto se grazie a Netflix non fossi riuscito a vedere quel piccolo gioiello dell'anno scorso intitolato Turbo Kid. Che ovviamente io mi ero perso, ma che sono riuscito a recuperare in tutta legalità pur essendo inedito in Italia (nel senso che non è arrivato nei cinema, non c'è in DVD, non ha il doppiaggio in italiano: praticamente lo trovi ufficialmente solo su Netflix).
Se mi fossi perso un gioiello del genere non me lo sarei mai perdonato. Turbo Kid è il tipico film da lucciconi agli occhi, non semplicemente un omaggio agli anni 80 ma gli anni 80 che riprendono vita. Perché sì, è un film del 2015, ma è anche la fotografia di un periodo morto e sepolto su cui il trio di registi canadesi François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell pongono una pietra t…

Creed - Nato per combattere (di Ryan Coogler, 2015)

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Ponendosi di fronte ad un film come Creed, non credo sia possibile prescindere dalla saga di Rocky, come è ovvio che sia. Ponendosi di fronte ad un film come Creed però, siamo comunque costretti a vederlo come un capitolo a se e non come "un sequel" oppure "l'ennesimo sequel". In fondo questo "spin-off" non ha pretesa alcuna di continuare la storia del mitico Stallone Italiano cominciata tanto tempo fa, nel 1976, ma di cominciarne una nuova ad essa (col)legata. Non più con Sylvester Stallone alla regia, ma con Ryan Coogler, giovane cineasta alla sua seconda prova dietro la macchina da presa, uno di quelli che arriva dal mondo del cinema indipendente e che debutta in quello "che conta" con sulle spalle il peso di una delle saghe più amate di sempre. Il nuovo che avanza e, piano piano, prova a divenire la costante. Tutte le cose nuove, però, necessitano di un passato alle spalle, di un punto da cui poter partire per poter cambiare. …

La Bambola Assassina (di Tom Holland, 1988)

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Non tutti i cult sono bei film e non tutti i bei film possono diventare cult. Questo non è un mio pensiero ma un dato di fatto. Eppure non è semplice essere oggettivi di fronte i film della propria infanzia o che hanno segnato una o due generazioni: quei film si amano a prescindere, siano belli o brutti, sotto o sopravvalutati. Uno di quei film, per me, è sicuramente La Bambola Assassina.  
1988: Don Mancini idea e scrive quello che sarà poi uno dei più famosi horror anni '80, dando vita a quella che sicuramente rimane un'icona, uno dei villain più importanti e conosciuti nella storia del cinema dell'orrore. Perché Chucky non è solo un bambolotto malvagio posseduto dall'anima di un serial killer, ma è un baby mostro politicamente scorretto, grottesco, ironico e sarcastico, un concentrato di cattiveria che non può però, in certi momenti, non strappare un sorriso e persino una sonora risata. Il primo capitolo di questo importante e redditizio franchising, dire…

Buon compleanno David Lynch: 70 anni e non sentirli

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Oggi è un giorno speciale, oggi non posso permettermi di parlare d'altro, oggi è il compleanno del più grande maestro del cinema contemporaneo, oggi compie gli anni il mio nume tutelare e il nume tutelare di questo blog. Ovvio, sto parlando di David Lynch.
Sinceramente non so come fare per festeggiare il mio regista preferito, credo che l'unico film di cui io debbo ancora parlare sia Dune e non mi va proprio di scrivere oggi del suo film peggiore. Ecco perché oggi ho voglia di pubblicare una semplice raccolta di sue foto, in modo tale da "dedicargli" la cosa più vicina alla sua arte. Tanti auguri David, 70 anni e non sentirli, in attesa della nuovissima stagione di Twin Peaks l'anno prossimo!



Due parole due su IT (di Tommy Lee Wallace, 1990)

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Continua la visione di film tratti da opere del più grande narratore horror vivente, ovvero Stephen King. Questa volta ho comprato e rivisto, dopo tantissimo tempo, il film che forse mi ha terrorizzato più di qualunque altro nel corso della vita: IT. Che in realtà film non è, sarebbe più corretto parlare di miniserie televisiva, andata in onda nel 1990 e composta di due puntate ad opera del regista Tommy Lee Wallace, conosciuto per lo più per aver girato Halloween III - Il signore della notte
Come ho già detto, IT è il film che più mi ha terrorizzato in assoluto e io lo amo per questo, nonostante sia oggettivamente brutto. Lo so, ero solo un bambino quando lo vidi per la prima volta, ma se a farmi scappare via urlando bastava anche solo la pubblicità in TV e se dopo averlo guardato ho iniziato ad avere il terrore dei clown, allora non può e non potrà mai essere altrimenti. Chi ha la mia età o è qualche anno più vecchio di me mi darà ragione. Certo, visto adesso, con gli occhi di un…

Goodnight Mommy (Ich seh, Ich seh, di Veronika Franz e Severin Fiala, 2015)

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Tra gli horror che mi sono lasciato sfuggire l'anno scorso c'è questo Goodnight Mommy, titolo internazionale che fa un po' cagare, visto che l'originale è Ich seh, Ich seh. Fa niente, è la prova che non siamo gli unici a reintitolare dimmerda i film stranieri. Bene, in questo inizio 2016, avendone letto in questa classifica, ho deciso di fare un bel recupero. Ancor prima di me ci ha pensato la bravissima Mari di Mari's Red Room. Qui da noi 'sta pellicola, ovviamente, è passata quasi inosservata, ma fondi attendibili (una mia amica viennese) mi hanno rivelato che anche in patria non è che abbia fatto poi tanto parlare di se, nonostante questo di Veronika Franz e Severin Fiala sia stato riconosciuto, da chi lo ha visto, come film rivelazione.
C'è chi ha parlato di horror, ma effettivamente qui siamo di fronte ad un'opera che travalica i generi, non classificabile, che oscilla costantemente tra l'autoriale, il dramma e (per quanto riguarda …

R.I.P. Duca Bianco (David Bowie, 8 gennaio 1947 – 10 gennaio 2016)

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Oggi avrei dovuto scrivere altro... avrei voluto scrivere di altro. Ma ci sono notizie che ti arrivano tra capo e collo, inaspettate, e ti rovinano la giornata. Te la trasformano. Ti lasciano senza parole. Ad esempio, la notizia della morte di David Bowie. Uno che esiste da sempre, che ascolti da sempre, che hai guardato sul grande o piccolo schermo, che ti ha accompagnato per giorni e giorni, chilometri e chilometri in cuffia o in auto. Uno che definiresti quasi uno di casa, uno di famiglia, nonostante lui sia una star, un artista, un genio, uno tra i più poliedrici e sperimentali artisti che il rock abbia mai conosciuto, e tu non sia nient'altro che tu, l'ascoltatore, lo spettatore, l'inutile persona comune. Uno che se ne va via così, per un fottutissimo cancro, ma che prima di farlo ti lascia un ultimo disco (Blackstar, uscito pochi giorni fa), l'ultimo tassello della sua eredità. Mi fa un po' male il cuore a pensarci, non tanto per questa morte in se quanto pe…

Due parole due su I Sonnambuli (di Mick Garris, 1992)

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Durante questi giorni di festa ho colto l'occasione per rivedere un film che non vedevo da tempo. Avendo il dvd de I Sonnambuli, è stato un piacere riapprocciarmi a questo piccolo e poco conosciuto cult anni '90 scritto da Stephen King e tratto da un suo romanzo mai pubblicato.  
Girato dal solito Mick Garris, uno che come regista ha sempre lasciato il tempo che trova ma che ha avuto la brillante idea di ideare la serie Masters of Horror, I Sonnambuli non verrà di certo ricordato come il miglior film tratto/ispirato da un'opera di King, ma per me rimane uno di quei film indispensabili al buon umore grazie alla sua capacità di fondere perfettamente splatter (tanto, tanto spatter) a veri e propri momenti comici. Non come le moderne horror commedy ma con quel gusto tutto anni '90 per gli eccessi che a quelli della mia generazione piace assai. 
Charles Brady e sua madre Mary sono sonnambuli, antichissime creature metà uomo, metà gatto. Trasferitisi da poco nella…

La nuova droga Funko Pop!

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Buon 2016 a tutti, primo post dell'anno e così, oggi, vi parlo un po' dei fatti miei, tanto per rimaner leggeri. Dei fatti miei e di un piccolo fenomeno che sta avendo tanto successo tra i nerd (lo sapete che non uso questa parola in senso dispregiativo), i collezionisti e gli amanti di cose inutili (come me). Sto parlando del fenomeno Funko Pop!.
Che sono i Funko Pop!? Sono delle static fiction in vinile, dei puppazzetti dai tratti caricaturali, con la testa più grossa del resto del corpo, molto "bambineggianti", che raffigurano praticamente... qualunque cosa. Sì, perché di Funko Pop! ce ne sono per tutti i gusti: dei personaggi dei fumetti, dei telefilm, delle serie tv, dei cartoni animati, di libri e film (horror, fantascienza, cult movie). Esistono persino dei pupazzetti personalizzabili a piacimento. Ed è forse questo il motivo per cui i Funko Pop! hanno conquistato praticamente chiunque, divenendo in breve tempo un fenomeno mondiale.