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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2016

Oscar 2016 - I vincitori

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Ed eccoci qua, sopravvissuti alla Notte degli Oscar, la notte delle stelle, la notte del Cinema americano più importante dall'anno. E come ogni anno, infatti, questa notte è arrivata e poi è passata ed io eccomi qui, credo per la prima volta nella storia del blog, a parlarne. 
Io non credo nel Premio Oscar, non credo nell'Accademy e do poca poca importanza a questa festa del glamour, delle passerelle e dei bei vestiti, nonché dei premi dati a tavolino. Però dai, parliamone, in questa notte qualcosa è accaduto. Lo sapevano tutti, tutti se lo aspettavano ma è comunque successa, quindi perché non dedicarci un post?
Prima fra tutte, finalmente Leonardo DiCaprio ha vinto. A sentir dire tutti lo ha fatto quando non lo meritava (o meglio, quando altri lo meritavano di più) ma finalmente quel poveretto ce l'ha fatta, ottenendo la statuetta per il Miglior Attore Protagonista con il film Revenant. E allora tanti auguri a Leo, te lo meriti di più per la fantastica carriera che per i…

Creepypasta: La Sindrome di Lavandonia

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Ok, ho deciso di ricominciare con i post dedicati alle creepypasta più importanti, quelle più famose, quelle che più di tutte hanno fatto parlare di se. E forse la creepypasta più famosa a livello mondiale è quella su La Sindrome di Lavandonia.
Partiamo dalle origini: La Sindrome di Lavandonia è una creepypasta legata al mondo dei videogiochi di Pokemon per il Game Boy della Nintendo, in particolar modo ai giochi Rosso e Blu (Verde,in Giappone). In questi due primi titoli della fortunata serie, i giocatori dovevano viaggiare per un mondo immaginario, di città in città, e catturare per poi allenare 151 Pokemon diversi, e scontrarsi con altri giocatori e con le loro creature.  La particolarità di Pokemon Rosso e Pokemon Blu (ma anche di tutta la serie Pokemon in generale) è la mancanza di vera violenza, la mancanza di sangue, la mancanza di morti e uccisioni. I combattimenti sono "sportivi" nel vero senso tecnico del termine e tutta la serie è adatta ad un pubblico ampissimo …

Il Lato Positivo (di David O. Russell, 2012)

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Riguardando in TV proprio ieri sera Il Lato Positivo, ora che sul groppone ho quasi tutti i film di David O. Russell, posso affermare con una certa sicurezza che quello del 2012 è stato forse il suo lavoro più riuscito. Non il migliore, semplicemente quello più completo, quello più equilibrato. Certo, si tratta di un parere personale, ma Il Lato Positivo resta per me un esempio di cinema in bilico tra autorialità e commercialità, tra eccesso e sottrazione, tra il gigioneggiare degli attori e una regia controllata.  
Che poi Russell parla sempre delle stesse cose, imbastisce sempre situazioni diverse ma ha come unico obiettivo quello di portare avanti la propria poetica: quella sui perdenti. Questo sono i personaggi di Russell, questi sono i personaggi di Il Lato Positivo, al secolo Silver Linings Playbook, tratto dal romanzo omonimo di Matthew Quick e che portò la co-protagonista femminile Jennifer Lawrence ha guadagnarsi il Premio Oscar come Miglio Attrice.
Pat è un perden…

Anguish (di Sonny Mallhi, 2015)

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Tornando un po' alle uscite cinematografiche dello scorso anno e spulciando in rete alla ricerca di qualcosa di interessante da guardare, mi sono imbattuto per caso in un film horror completamente sfuggito al mio radar: sto parlando di Anguish, dell'esordiente (dietro la macchina da presa) Sonny Mallhi, pellicola indi canadese dalla duplice anima che oscilla pericolosamente tra dramma e classico horror sovrannaturale. E Anguish (angoscia) questa anima dalla doppia faccia la rispetta nella sua totalità, persino nel momento in cui sceglie di prendere una direzione ben precisa che in un certo senso abbandona quell'ambiguità iniziale su cui aveva costruito la propria atmosfera. 
La storia è quella di Tess, una ragazzina da poco trasferitasi con la giovane madre in una casa nuova, in un paese nuovo. Tess però non è una normale adolescente, bensì una ragazza dal passato tormentato, che ha vissuto sulla propria pelle il calvario della malattia mentale. Quello però è il…

The Nightmare (Rodney Ascher, 2015)

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La paralisi del sonno, tecnicamente "paralisi ipnagogica", è una brutta bestia. Forse (e dico forse) è una delle cose più spaventose che possano capitare ad un essere umano. Un film horror ad occhi aperti, un'esperienza terrificante. Chi non lo ha vissuto non può capire esattamente la portata di un simile disturbo. Sì, perché la paralisi del sonno è un disturbo vero, reale, scientificamente studiato, un disturbo "del sonno". La spiegazione scientifica è semplice: poco prima di addormentarsi profondamente o al momento del risveglio dal sonno profondo, avviene una specie di distacco tra corpo e cervello. Il cervello infatti rimane sveglio, il corpo no, Il cervello sta per entrare/uscire dalla fase REM, il corpo ci è già/ancora dentro. In parole povere, chi ne soffre è cosciente ma non ha il controllo del proprio corpo, del proprio sistema nervoso. Provate a immaginare di essere nel vostro letto, coscienti, ma di non potervi muovere. Immaginate poi, in…

David Bowie Day: Miriam Si Sveglia a Mezzanotte (di Tony Scott, 1983)

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La scomparsa di David Bowie, all'inizio di quest'anno (praticamente un mese fa) è stato l'ennesimo colpo di un 2016 iniziato con la classica sfiga nera. E il leggendario David non è l'unica vittima illustre di questa ecatombe. Ma David è David, uno che ha lasciato il segno non solo nel mondo della musica ma anche in quello del cinema, partecipando (anche in piccoli ruoli) a pellicole di un certo livello, a veri e propri cult o - può capitare - a cagate colossali. Per questo la solita cricca di blogger (l'elenco lo trovate a fine post) ha deciso di dedicare al Duca Bianco una giornata tutta per lui, l'occasione per celebrare l'ennesimo mito che ci ha lasciato. 
Sinceramente stavo per abbandonare il progetto. Sono riuscito a partecipare solo all'ultimo minuto. Ci sono tanti motivi, motivi che tra le altre cose mi hanno tenuto lontano dal blog. Motivi che mi coinvolgono e che mi hanno reso abbastanza triste, come la perdita di una persona cara. Ma la vita…

Due parole due su Dolls (di Stuart Gordon, 1987)

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Dopo aver riguardato con piacere La Bambola Assassina, qualche giorno fa, non ho potuto fare a meno di ricordare che già un altro film sullo stesso argomento, uscito un anno prima rispetto al cult diretto da Tom Holland, aveva terrorizzato i miei sogni di bambino: ovviamente sto parlando di Dolls, diretto da Stuart Gordon e prodotto da Brian Yuzna.  Chi non conosce Gordon e Yuzna è sicuramente un cinefilo dell'ultima ora e certamente non può definirsi un vero fan del cinema horror. I due sono stati infatti, per lungo tempo, campioni della serie B che conta, quella che nel sottobosco dell'orrore ha prodotto veri e propri gioielli indimenticabili - ma a volte dimenticati - educando centinaia di giovani registi e creando una connessione tra vecchio e nuovo, classico e contemporaneo. Stuart Gordon soprattutto si è imposto come maestro dell'horror rimanendo comunque al di fuori di certi meccanismi industriali/commerciali, mentre il suo amico e compare di tante avventure si è a…