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Visualizzazione dei post da Marzo, 2016

He Never Died (di Jason Krawczyk, 2015)

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Guardare Henry Rollins in un film cucito completamente su di lui fa uno strano effetto. Prima di tutto perché non te lo aspetti, secondo perché poi ti chiedi come mai nessuno ci abbia mai pensato prima. Ovviamente Henry Rollins, per quanto grande sia, non sa recitare. Si è prestato al cinema un sacco di volte, ma non è un attore, non uno da reggere il ruolo di protagonista, almeno. Però il regista Jason Krawczyk, come ho già detto, cuce il film completamente su di lui e allora la funzione di Rollins all'interno di He Never Died acquisisce un valore assoluto. Perché quell'uomo è dotato di un magnetismo assoluto, animalesco, con quell'aria da pugile suonato a cui non daresti due lire e che invece, all'improvviso, si piazza qualche colpo ben assestato e abbastanza forte da mandarti K.O..
He Never Died è un film del 2015, una sorta di horror comedy ma anche un gengsta movie, un action in stile anni '90 ma in salsa sovrannaturale, un prodotto di…

The Hateful Eight (di Quentin Tarantino, 2016)

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Nonostante io sia un fan di Quentin Tarantino, non lo idolatro. Nel senso che è uno dei miei registi preferiti, ma non credo che ogni cosa che lui faccia sia il massimo. Mi piacciono tutti i suoi film e dico tutti, ma non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di esaltarli, neanche uno. Passo dal buono al bello al bellissimo ma non arrivo mai al "capolavoro". E quando mi sono ritrovato di fronte alla sua ultima pellicola, quella che in molti (tutti) hanno definito il suo film meno tarantiniano - ma che per me è l'apice di questa definizione - mi sono ritrovato con il diavoletto della noia sulle spalle che mi suggeriva cose ben poco lusinghiere su The Hateful Eight.
Poco fa ho usato il termine "tarantiniano" e questa non è la prima volta. Quando il nome di un regista diventa aggettivo, significa che il regista in questione è divenuto rappresentativo. Ma la stessa definizione di "tarantiniano" si è evoluta nel tempo, dagli anni &…

World War Z (di Marc Forster, 2013)

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Arrivato in ritardissimo a vedere un film come World War Z ma arrivato, non direi neanche finalmente perché alla fine il film è quello che è. Non lo avevo mai guardato prima visto i commenti poco lusinghieri letti a suo tempo in giro per il web, poi però lo hanno trasmesso in TV l'altro giorno e ho deciso di macchiarmi le pupille con questo zombie movie che no, non è un horror ma un semplice action americano girato da Marc Forster con Brad Pitt attore protagonista/produttore e tratto dal romanzo omonimo di Max Brooks di cui, mi dicono, resta poco o niente.
World War Z è uno di quei tipici film in cui c'è un corri corri generale che si fonde con il zombie movie ma che questa volta crea una sorta di thriller (fanta)scientifico in cui il protagonista eroe Gerry Lane deve scoprire l'origine di quell'epidemia pandemica che sta mandando in malora il mondo intero.
Quindi niente sopravvissuti asserragliati in palazzi/città fantasma (anche se inizialmente c'è pr…

Una breve riflessione su Quo Vado? (di Gennaro Nunziante, 2016)

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Ed eccoci qui, a fare quel che avevo rimandato per tanto tempo per evitare di cavalcare l'onda di un successo che non era mio, così come per non denigrarlo come tanti altri, o non esaltarlo neanche fossi la massa. Che poi la massa decide sempre e sì, è vero, andrebbe educata piuttosto che strumentalizzata, ma nel bene e nel male è lei che segna il punto, è lei che conta. Quindi il successo che ha decretato per un film come Quo Vado?, il quarto della premiata ditta Gennaro Nunziante/Checco Zalone, non è da sottovalutare, né da ridimensionare. E di un successo come questo non si può tacere, che ne si voglia parlar male oppure bene. Non si può tacere sul film italiano più visto di sempre dall'anno 2000 o su quello che ha totalizzato l'incasso più alto di sempre. Perché, che ci piaccia oppure no, è storia anche questa.
Ora, preferisco parlare di questo film partendo dall'opinione soggettiva che ho di esso: mi è piaciuto? No. Mi ha fatto ridere? Sì. Alla faccia di quelli c…

Regression (di Alejandro Amenábar, 2015)

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Per la serie "film bistrattati un po' da chiunque", pure dal paninaro sotto casa che di thriller ne ha visti quattro, ecco che anche io finalmente sono riuscito a guardare Regression, film del 2015 diretto dal cileno Alejandro Amenábar, quello di Apri gli Occhi e The Others (per capirci). Un film che i più hanno definito mediocre, privo di mordente, fiacco. E che invece io ho trovato interessantissimo, se non per il thriller in se, per le riflessioni che si porta appresso e per alcune trovate visive costruite con la suspance, senza l'utilizzo di effetti speciali, tagliate con l'accetta.
Siamo nell'America rurale degli anni '90, in cui imperversa lo spauracchio delle sette sataniche e dei culti sacrificali, dei riti orgiastici, dei crimini a sfondo religioso. In questa America si muove il detective Bruce Kenner, alle prese con un caso di abusi: il meccanico John Gray si autoaccusa per le violenze perpetuate ai danni di sua figlia Angela, nonostante ammetta…

Krampus - Natale non è sempre Natale (di Michael Dougherty, 2015)

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Arrivare finalmente a guardare uno degli horror più di successo dello scorso anno è un traguardo mica da poco, considerando soprattutto che siamo arrivati ai primi di Marzo e ormai questo 2016 è iniziato già da un pezzo. Certo, se consideriamo che l'horror in questione è a tema natalizio, che sarebbe dovuto uscire anche qui da noi, come nel resto del mondo, a Natale ma poi è stato spostato a data da destinarsi e che infine è arrivato direttamente in home video fa un po' tristezza, ma la visione non me la sono potuta lasciar sfuggire, considerato soprattutto che amici del resto del mondo me l'hanno osannato a non finire. 
Di solito non mi fido di queste esaltazioni, ma devo ammettere che Krampus - Natale non è sempre Natale, se l'è meritate tutte. Parliamo dell'opera seconda di Michael Dougherty, per capirci il regista dell'ormai mitico Trick 'r Treat - La Vendetta di Halloween, che a quasi dieci anni di distanza ci riprova, trattando a tema horr…

La Sposa di Chucky (di Ronny Yu, 1998)

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Ultimamente sto ripercorrendo tutta la saga horror de La Bambola Assassina. Una specie di salto nel passato, un ritorno ai vecchi tempi, quando da ragazzino invece di studiare mi mettevo a guardare film con gli amici e le saghe horror diventavano sempre prime scelte. Dopo aver parlato qualche post fa del capostipite, ho deciso però di tralasciare e non parlare dei primi due sequel (La Bambola Assassina 2 e 3) perché veramente di poco conto, ripetitivi, sempre più demenziali e meno impegnati a far paura, abbracciando il lato comedy della vicenda (quello di un bambolotto killer che bestemmia e fa battute stupide) e di concentrarmi un attimo sul quarto capitolo della saga, che io reputo incredibilmente riuscito e assolutamente divertente: sto parlando di La Sposa di Chucky, film del 1998 diretto da Ronny Yu e scritto da Don Mancini, creatore di Chucky.
Dopo le varie vicissitudini, dopo le varie avventure di Chucky alle prese con il suo mortale "nemico" Andy, il bamb…